Non cosa fare
È da mezz'ora che sto fissando la mia nuova stanza, cercandomi di abituare a quello che vedo.
Giungo ad una conclusione: i miei genitori sono dei grandissimi stronzi.
Mandarmi in un convento di suore per un'estate intera mi sembra esagerato solo per aver rovinato una cena di famiglia.
Si, ho alzato il gomito e ho iniziato a mandare a fanculo i miei noiosi.
La mia punizione è questa e nonostante mi sembra ingiusto non posso farci niente.
Ormai sono qui
Dalle suore poi, facevano prima a mandarmi in un manicomio.
Con uno sbuffo sistemo la mia valigia sul piccolo letto e lancio una veloce occhiata al minuscolo comodino con sopra una semplice lampada.
Che schifo
Con una smorfia mi avvicino all'armadio che a quanto pre dovrò condividere con la mia compagna di stanza.
Sbuffo nel vedere che ci sono già alcuni vestiti, ma corrugo la fronte davanti alle maglie pesanti ed ai pantaloni lunghi.
Bah
Inizio a sistemare i miei vestiti e dopo essermi vestita e truccata mi avvio verso la sala comune.
Lì trovo una suora che appena mi vede sorride in modo inquietante.
-Vieni cara. Ti faccio vedere dove sono i tuoi compagni d'estate-
Compagni d'estate? Questa di sarà fumata qualche spinello.
Apre un portone gigante e rimango a bocca aperta davanti a quello che vedo.
Capisco che questo posto costa mezzo patrimonio però non mi aspettavo così poche persone.
In totale ci sono si e no quindici persone nella stanza.
E se sono solo loro i miei "compagni d'estate" siamo messi molto male.
Gli occhi di tutti i miei coetanei sono puntati sul mio corpo e la suora si sistema al centro dell'aula con me accanto.
-Buongiorno figli di Dio. Oggi sono qui per presentarvi la nuova arrivata- inizia -Accoglietela per bene, mi raccomando-
La suora si volta a fissarmi e dopodiché mi indica una sedia vuota accanto ad un ragazzo dai capelli scuri ed una ragazza con degli occhiali bizzarri.
Mi passo una mano tra i capelli biondi e con un mezzo sorriso falso mi siedo.
La ragazza che ho accanto si volta verso di me -Ciao, Florence! Piacere, io sono Maddie- cinguetta felice.
-Ehm come fai a sapere come mi chiamo?- domando.
-Ce l'avevano già detto il tuo nome-
-Inquietante- sussurro.
-Cosa?-
Mi volto verso Maddie e ridacchio -Niente niente. Bei occhiali- mi affretto a rispondere.
-Oh grazie, anche se a me non piacciono tanto- mormora.
Io annuisco e mi concentro sugli altri che come me sono seduti sulle sedie.
Il problema è che stanno tutti mormorando tra di loro mentre due suore, in mezzo alla stanza, stanno leggendo le varie regole che si devono assolutamente rispettare qui dentro.
Niente cibo che provenga dall'esterno, niente relazioni sentimentali, niente scambi di saliva e sopratutto niente violenza.
Ah e sono bandati anche i preservativi o qualsiasi oggetto che estremizzi atti sessuali.
Sbatto le palpebre e scuoto la testa, rassegnata ormai.
Abbiamo sedici anni, chi addirittura diciassette mi sembrano esagerate queste regole.
Adesso, invece, stanno facendo un monologo sull'uso delle sostante stupefacenti e di come esse siano bandite da questo edificio.
Mi viene voglia di impiccarmi al solo pensiero di tutti questi ragazzi che seguono le regole.
Perché se seguono davvero tutto ciò, probabilmente sono satana qui dentro.
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RomanceAbituata da sempre al lusso e alle serate Florence Johnson dovrà passare un'intera estate in un convento di suore, nel quale troverà persone che hanno intenzione di fare di tutto pur di non rispettare le severe regole del posto.
