*Flashback*
"Papà, non... non farlo."
Indietreggiai verso il corridoio che portava alla mia camera. Il suo sguardo, era cambiato. Riuscivo a vederlo attraverso la poca luce che illuminava la casa. Sentivo il cuore aumentare i battiti, secondo per secondo, le mani mi tremavano e una goccia di sudore mi segnò la fronte.
"Quante volte... quante volte ti ho detto di non contraddirmi. E tu lo fai Mya. Ragazzina insolente e stupida."
"Non sei in te; tu non mi faresti mai del male."
Dissi piangendo. Urtai un comò, inciampando anche io mentre il vaso che c'era sopra di esso si rompeva in mille pezzi. Lui rise, una risata che mi fece rabbrividire. Cercai di scappare, ma mi fermò dal piede. Si mise a cavalcioni su di me, bloccandomi le braccia con le sue contro il pavimento. Urlai, più forte che potevo. Nella mia mente un blackout. Chiusi gli occhi provando a liberarmi, mentre mi baciava il collo. Toccai qualcosa di freddo e con la speranza che fosse qualcosa di appuntito, con tutta la mia forza lo colpii. La mia mano era bagnata. Riaprii gli occhi e lo vidi cadere a peso morto su di me.
Avevo solo 12 anni.
***
"Mya!"
Scossi la testa e guardai la donna davanti a me. Sospirai tornando a pulire il bancone del bar. A volte avevo dei flashback. Mi capitava di perdermi nei pensieri, era come una sorta di catalessi.
"Hai capito cosa ti ho detto?"
"Polly, ti ho appena detto che va bene. Lo farò. Adesso va via, fammi lavorare."
"Finisci al bar e vatti a provare i vestiti per questa sera. E non parlarmi più così, ragazzina."
Annuì leggermente. Raggiunsi qualche minuto dopo il camerino. Ormai erano 5 anni che lavoravo nel locale di Polly. Mi aiutò nel momento più brutto della mia vita, rischiavo tanto e grazie a lei sono riuscita a rialzarmi. Le dovevo la vita. Ero una delle ballerine più richieste all'interno del "The Hell".
"Ciao angioletto. Vieni qui dallo zio Paul, ti sistemo quelle ali."
Paulino era il costumista per noi ballerini. Non è proprio strip dance, ma ci si avvicinava. I repertori sono sempre quelli, gli uomini e le donne che vengono sono ricchi e potenti. Una notte con loro e ti paghi il mutuo di casa.
"Pauli.. come farei senza di te."
Rise leggermente e mi spogliò per farmi mettere il vestito. Ero l'angelo puro e casto. Il mio aspetto, secondo Polly, era perfetto per interpretare un angelo caduto dal cielo per soddisfare i bisogni umani. Cazzate, ma per i soldi avrei fatto di tutto. Mi assunse come barista nei primi tempi, ma vedendo che i clienti guardavano più me che le ragazze sul palco, decise di dedicarmi un numero tutto mio.
"Come mai quel muso?"
"Sono indietro con le rette per l'università, quindi non posso dare gli esami e Polly mi deve ancora 500 sterline per la scorsa notte."
"Potresti cercarti un altro lavoro Mya. Questo mondo non fa per te, non lo farà mai."
"Nessuno mi assumerebbe mai. Sono più simile alle altre ragazze che ci sono qui più di quanto tu creda."
Lui mi guardò e mi sorrise leggermente, intento a rattopparmi il vestito. Quando mi esibisco, divento un'altra persona. Ho bisogno che il mio corpo si allontani dalla mia anima, perché so che non perdonerei mai come uso me stessa. Odio ciò che mi faccio, ma è l'unica alternativa che ho per riuscire a vivere. Il locale apre presto, ma chiude molto tardi. Io sono l'ultima ad andare via, Polly conta molto su di me. Per una volta, mi sentivo utile per qualcuno e non avrei mai lasciato un posto che sentivo come casa mia.
YOU ARE READING
Anxiety
FanfictionHo deciso di raccontarlo, ma non per parlare della solita storia d'amore. Tutti sappiamo bene o male come funziona. Io lo sapevo benissimo, avevo provato diverse volte cosa significava innamorarsi. Voglio raccontarlo. So solo questo. Il mio cuore, l...
