Ricordo la neve. C'era una tormenta e l'aria gelida di quella notte venne intrisa da un insolito odore di sangue. Ricordo i miei guanti bianchi, i miei preferiti, sporchi di terra e di chissà cos'altro. Ricordo la neve ed il calore di una mano stretta alla mia. Una moltitudine di ricordi raffiorano nella mia mente, alcuni tristi, altri felici, sensazioni che, fino a qualche tempo fa, avrei definito malinconiche, adesso invece, chissà.
Fino a qualche anno fa vivevo una vita che non mi apparteneva. Io, Yuki Kuran, trascorrevo bellamente una vita serena e piena di ignoranza quando, finalmente, mi destai dal sonno in un cui ero intrappolata, abbandonando i miei giorni da umana e rinascendo come vampiro purosangue.
Tutto cambiò, tutto era diverso ma, in un certo qual modo, era anche più chiaro.
Fu Kaname a risvegliarmi. La persona che mi era sempre stata vicina, il ragazzo per il quale avrei persino dato la mia vita, lui, rivelatosi infine mio fratello, il mio amato Kaname Kuran, il più rispettato tra i vampiri purosangue.
Una volta compresa a pieno la verità, mi rivelai per quella che ero, deludendo profondamente Zero Kyriu, il mio più caro amico d'infanzia. Nonostante il suo fare scontroso e poco socievole, accanto a lui mi sentivo sempre protetta, eravamo come fratelli e ci accomunava lo stesso passato o meglio, era ciò che pensavo. Dopo il mio risveglio, il suo affetto per me si tramutò in odio, Zero odiava i vampiri e io, una purosangue, non ero certo diversa davanti ai suoi occhi. Nonostante fossi felice accanto a Kaname, continuavo a pensare agli sguardi amorevoli che Zero era solito rivolgermi, era antipatico ma quando si trattava di proteggermi non aveva eguali e anche se litigavamo sempre, gli volevo davvero bene.
Qualche tempo dopo la scomparsa di Kaname, tornai all'Accademia Cross e fu lì che lo rividi. Erano passati due anni ma all'interno di quelle mura, era come se il tempo si fosse fermato. Mi recai nel giardino dietro ai dormitori dove io e Sayori, la mia migliore amica eravamo solite fare colazione, l'odore dell'erba bagnata mi solleticò l'olfatto facendomi dapprima sussultare e poi sorridere, non c'era molto da vedere intorno se non qualche sempreverde e l'albero di ciliegio, ora spoglio, dove mi arrampicavo durante le mie ronde da rappresentante. Se poi alzavi lo sguardo, potevi ammirare la terrazza della scuola con un meraviglioso cielo azzurro come sfondo...quanta nostalgia in questi luoghi. Quando mi diressi nei corridoi per incontrare il preside Cross, fra i volti di vecchie e nuove conoscenze spiccò la sua figura, sorrisi, felice nel vedere che il tempo non lo aveva cambiato di una virgola, postura fiera, sguardo sempre rivolto in avanti, serio e cupo con quegli occhi sempre colmi di malinconica tristezza.
"Che cosa ci fate qui?" Mi rimproverò. Quelli come voi non dovrebbero riuscire a resistere alle luci del giorno, Yuki Kuran". Terminò puntandomi al collo la Bloody Rose. Avevo dimenticato quanto potesse farmi male sentire quell'arma gelida addosso, ero cresciuta vedendola in azione, "la pistola ammazza vampiri", non mi sarei mai abituata a quella sensazione.
Esteticamente, Zero non era cambiato, ma come cacciatore di vampiri era migliorato parecchio, si era accorto di me in un attimo.
"State calmo, Kyrui. Sono qui per parlare con Kaien Cross, non penso di arrecare alcuni tipo di danno." Dissi liberandomi dalla sua morsa e continuando a camminare verso l'accademia. Mi sentivo assalita da tutto il suo disprezzo.
"Forse non ci siamo capiti, principessa." Mi spinse sul muro del corridoio.
"Qui è pieno di cacciatori pronti a farvi fuori." Continuò puntandomi nuovamente la Bloody Rose, questa volta sulla fronte.
Osservai rapidamente l'ambiente circostante ed era davvero così: contai ben otto hunters nascosti fra aule e corridoi pronti all'azione. Un bel comitato di benvenuto insomma.
"Se non volete fare una brutta fine, vi consiglio di non fare passi azzardati." Concluse , sussurrandomi all'orecchio.
"Finchè sono in vostra compagnia, non penso possa succedere qualcosa di male." Azzardai. "Vi prego di scortarmi dal preside dell'Accademia Cross." Non ero certa di cosa stessi facendo, ma in cuor mio, speravo davvero che accanto a Zero, potesse filare tutto liscio.
"Vedo che la regalità non vi ha cambiata." Disse sogghignando.
"Seguitemi, principessa dei Kuran". Concluse.
Iniziammo a camminare all'interno della scuola e dopo quella piccola conversazione, il tragitto continuò accompagnato soltanto dal rumore dei nostri passi. Era semplice intuire quanto la mia presenza gli facesse male, camminava tenendo stretti i pugni e non incrociò mai io mio sguardo.
Non sopportavo quella situazione, era a dir poco snervante e cominciai a pensare a dove mi avrebbe condotta quel corridoio che sembrava infinito, mi sarei ritrovata con colui fu il mio padre adottivo, Kaien Cross. Era un bell' uomo dolce, sensibile e altruista, non sembrava proprio uno degli hunter più forti in circolazione.
Zero aprì la porta ed entrammo insieme nella stanza che anni prima ero solita visitare per fare rapporto al direttore.
"Oh mia piccola Yuki!" Esordì abbracciandomi.
"Che bello! Sei mancata tantissimo al tuo paparino!"
Ero abituata ai suoi attacchi d'affetto, li avevo sempre trovati eccessivamente appiccicosi e fuori luogo ma dopo tanto tempo, mi lasciai coccolare fra le braccia di quell'uomo tanto forte da crescermi sua figlia. "Che bello, qui non è cambiato proprio niente" pensai.
"D...direttore... La prego, si sposti." Chiesi, accennando ad un finto fastidio.
"Quanto sei cattiva!" Rispose inscenando un finto pianto.
"Dopo così tanto tempo, è così che mi tratti? Sei proprio insensibile,mia cara Yuki" Poi tornò serio e mi diede le spalle per qualche secondo, dirigendosi alla sua scrivania.
"Cosa ti porta qui?" Domandò sedendosi.
Gli spiegai che ero in cerca di Kaname, era scomparso nel nulla e io non avevo intenzione di starmene con le mani in mano ad aspettarlo. Volevo fare qualcosa, anch'io sognavo una pace duratura tra umani e vampiri e fu per questo che proposi di collaborare con gli hunters. Ero consapevole dei rischi che avrebbe portato un'alleanza simile, quei cacciatori di vampiri non si sarebbero mai e poi mai fidati di me, ma non avevo scelta.
"E sia. Sono contento di riaverti in zona, piccola mia."
Dopo un po' di titubanza, il direttore accettò la mia proposta. La night class stava per risorgere, questa era la volta buona.
"Ma ti prego, non fare nulla che possa metterti in pericolo." Concluse dolcemente.
"Non preoccupatevi, questa volta andrà tutto bene." Lo rassicurai accennando un sorriso.
Subito dopo, io e Zero uscimmo dalla stanza e iniziammo a camminare verso l'uscita. Il silenzio tornò sovrano, pensai di non poter andare avanti così, troppi silenzi e troppi discorsi lasciati a metà rischiavano di rovinare tutto, di nuovo.
Mi fermai e gli rivolsi la parola aspettando si voltasse nella mia direzione.
"Zero, ascoltami". Dissi decisa.
"Che cosa volete? Siete in astinenza?" Rispose seccato inclinando un po' la testa.
"Adesso basta! Finiamola con le buone maniere! Ci siamo sempre chiamati per nome e adesso..." Per un attimo non seppi più continuare. "Tutto ciò è assurdo!" Conclusi. Questa volta ero io che non riuscivo a guardarlo negli occhi.
"Assurdo?" Replicò.
"D'accordo. Vieni." Mi prese il braccio e mi trascinò fino alla stanza più vicina, una vecchia classe ormai in disuso.
"Non mi farà del male, va bene così" continuavo a ripetermi.
"È ASSURDO DICI?!" Urlò mettendomi brutalmente con le spalle al muro.
"Quello che stai tentando di fare è assurdo! Quelli come voi non potranno mai vivere in armonia con noi!Smettila con questa utopia!" Continuò.
Questa volta era lui a cercare il mio sguardo. Per un attimo rimasi in silenzio, poi mi decisi e ricambiai lo sguardo con aria di sfida.
"Quelli come noi?" Replicai. "Prima che tornassi un vampiro, io e te eravamo amici! Com'è possibile che adesso sia tutto finito?!" Finalmente, finalmente ero riuscita a dirgli quello che volevo. Non c'era astio nelle mie parole, solo tanto rimpianto per il tempo sprecato, non volevo perderlo di nuovo.
Mi guardò dritto negli occhi e titubante puntò la sua Bloody Rose sul mio collo.
"Eravamo amici prima che questa pistola potesse ucciderti!" Rispose con voce tremante. "Guardati,Yuki. Rappresenti l'eccellenza della tua razza. Pensi davvero che mi piaccia vederti così? Ti odio e odio me stesso perché non riesco ad ucciderti!" Finite quelle parole prese il pugnale che era solito portare con sé e si procurò una lieve ferita sul polso.
"Forza, bevi." Avvicinò il polso al mio viso. "Ti farò capire perchè vampiri e umani non potranno mai convivere in pace." Concluse.
Mi avvicinai ulteriormente al suo braccio ma non bevvi nemmeno una goccia di quel sangue.
"Direi che adesso le parti si sono inverte."
Chiusi gli occhi e abbassai lievemente lo sguardo.
"Una volta ero io a concederti il mio sangue." Commentai divertita.
"Come vedi posso resistere." Tornai a guardarlo dritto degli occhi.
A giudicare dal fermento del tuo sangue, mi pare di capire che sia tu quello che ne ha davvero bisogno, o sbaglio?" Chiesi, forse azzardando.
"Non scherzare con me, Kuran" Rispose sofferente. "Voi...I vampiri hanno distrutto tutto quello a cui tenevo! I miei genitori, Ichiru...e adesso anche te." Continuò stringendo le sue mani alle mie spalle. Pian piano chinò la testa accanto alla mia. Erano anni che non sentivo il suo profumo così vicino.
"Come posso vivere in pace in mezzo a loro, in mezzo a voi, dopo tutto quello che ho passato?" Sussurrò ansimando.
"Forse, chiedo davvero troppo?" Iniziai a pensare di essere davvero un mostro, dopotutto. Presi un gran respiro e tentai di rilassarmi.
"Va tutto bene." Dissi, provando a rassicurarlo. Sbottonai un quarto della mia camicia e con fare gentile mi rivolsi a Zero.
"Coraggio, per me non è affatto un problema se sei tu a farlo." Continuai sorridendo.
"Non prenderti troppe confidenze, Kuran. Se adesso bevessi il tuo sangue, non riuscirei più a fermarmi" Rispose in preda al panico.
Ero preoccupata, Zero soffriva molto più di me per l'astinenza. Non volevo vederlo soffrire così.
"Correrò il risch.. " Prima di poter finire la frase, mi ritrovai stretta fra le braccia di Zero. Era diverso dal solito. Per niente brutale, nonostante i suoi canini affondati nel mio collo, venni investita da una calda sensazione di benessere che non provavo da tempo. Sentivo tutta la passione che quel momento mi stava regalando, quelle mani che delicatamente toccavano il mio corpo, mi stavano facendo impazzire.
"Z...Zero?" Chiamai un po' stranita.
"Dimentica Kaname Kuran. Dimmi che mi vuoi e resterò con te per l'eternità." Rispose stringendomi ancora più forte.
"Zero..." Ansimai.
"Dillo!" Sentivo le sue mani tremare. Da quando Zero è capace di provare insicurezza? È forse colpa mia? Pensai.
"Smettila!" Dissi provando a liberarmi da quell'abbraccio.
"È inutile. Ti avevo avvertita che questa volta non sarei riuscito a trattenermi." Rispose con voce calma
Le sue mani stavano accarezzandomi tutto il corpo e io non sapevo se resistere o abbandonarmi tra quelle braccia.
Con dolcezza si allontanò dal mio collo e con altrettanto riguardo avvicinò alle mie quelle labbra che poco prima avevano bevuto il mio sangue. Fu un bacio che non sapevo di volere ma che una volta provato, scoprì di averlo sempre voluto. Non mi ero mai resa conto di quanto Zero potesse essere dolce.
"Ah...Non riesco a respirare." Dissi ansimando. Il suo corpo era così stretto al mio che sentivo tutto di lui.
"Te lo ripeto un'ultima volta. Rinuncia a quel Kuran. Dimmi che vuoi me, di' che hai bisogno di me e sarò io a proteggerti da tutto e tutti.
Ero in lotta con me stessa, volevo scappare ma allo stesso tempo volevo che continuasse a tenermi stretta a sé.
Non avrei mai rinunciato alle mie idee ma Ne volevo ancora, volevo ancora quei baci che, fino a qualche istante prima, non sapevo nemmeno di desiderare.
"Zero, io....Non pensavo di averti causato tanto dolore. Ti prego, perdonami ma non posso rinunciare alla ricerca di Kaname, ne va del futuro di noi tutti." Era davvero quello che bramavo, la pace assoluta. E se Zero fosse stato al mio fianco, forse, avrei potuto farcela, davvero.
"Tsè. Pensi che tutto ciò possa bastarmi?!" Sogghignò. Con più foga afferrò i miei polsi con una mano e li spinse a muro continuando a baciarmi. Avrei potuto liberarmene, se solo avessi voluto.
"Per anni...per non so quanti anni ti ho desiderata!" Continuò quasi infuriato. Poi mi accarezzò dolcemente. Sentivo le sue emozioni come fossero le mie, sentivo il suo sangue ribollire all'interno del suo corpo.
"Ho sognato questi occhi, principessa, le tue maledettissime labbra. Ho sognato e desiderato il tuo corpo così tante volte da vergognarmi di me stesso e tu, nonostante questo, continui ancora a parlarmi di quel Kuran?" Concluse stringendomi ancora.
Finalmente avevo capito i suoi sentimenti, per la prima volta in tutta la mia vita, sentivo di conoscere Zero fino in fondo. In quel momento, gli ero così vicina da poter sentire i battiti accellerati del suo cuore e fu proprio in quel momendo che compresi ciò che provavo realmente.
"Vieni con me, Zero" Proposi titubante.
"Voglio che tu sia al mio fianco, voglio solo te al mio fianco." Conclusi guardandolo dritto negli occhi.
"È così eh." Affermò con tono rassegnato.
"Dopotutto, per quanti sforzi possa fare, tu finirai sempre per starmi fra i piedi."
Si allontanò e delicatamente prese il mio viso fra le mani.
"So già che me ne pentirò amaramente." Sospirò
"Da oggi in poi, principessa Kuran, avrete la vostra scorta personale." Quella fu la prima volta che vidi Zero Kyriu sorridere. Era uno di quei sorrisi leggeri, non esagerati, di quelli che ti fanno stare bene, che ti riscaldano, che ti rasserenano l'anima e promisi che avrei protetto quel sorriso "Da oggi e per sempre, mio Kyriu."
Mantenni la mia promessa per tutto il tempo che restammo insieme. Furono i 50 anni più belli della mia vita, ancora oggi, vedo il dolce sorriso di Zero sul volto di Ai, la nostra dolce bambina. E mentre continuo a sperare in una pace duratura fra umani e vampiri, aspetto con ansia il momento in cui potrò riabbracciarti, amore mio.
Aspettami Zero, tua Yuki.
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Vampire Knight - Yuki's Memories
FanfictionPassati ormai diversi decenni, Yuki Kuran ricorda i primi anni dopo il risveglio in vampiro per opera del fratello Kaname. Cosa sarà successo fra lei e Zero?
