Addio Chember

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In quel momento fui presa da un euforia che non pensavo si potesse provare, misi la testa fuori dal finestrino e dio era così fresca, così pura oserei dire che profumava di libertà, di fiori di campagna. Il sole mi accecava ed era una sensazione fantastica. Se mi chiedessero che cosa mi fosse mancato di più nella mia prigionia risponderei sensa ombra di dubbio sentire il sole sulla mia pelle, vedere come illumina il mondo rendendo giustizia ai colori. I colori, non teneteli per scontati, quando vedi per mesi solo grigio te ne rendi davvero conto. Alzo gli occhi al cielo e vedo uno stormo di uccelli immergersi nell'azzurro intenso e io mi sentivo come loro mentre il vento mi accarezzava i capelli, mi sentivo volare. Ma come spesso succede quando vieni liberata dopo mesi di tormento, l'euforia dovuta alla libertà ritrovata lasciò spazio alla disperazione del ricordo delle cose che hai passato. Ripensai a Clara e jane e gli occhi mi si bagnarono di lacrime, mi sentivo annegare in un senso di colpa che non potei sopportare. Guardai luca, era concentrato sulla strada e sembrava così tranquillo ma sapevo perfettamente che non era così. Molte volte avrei voluto avere il suo autocontrollo. Dio lo amavo così tanto. Così chiusi gli occhi, e spensi i sentimenti.

Angelo di fuoco Where stories live. Discover now