Ormai é da giorni che é così:mi sveglio, mangio vado a scuola e li vuoto nn mi ricordo, ho solo il mio momento di tranquillità quando leggo il mio taccuino di poesie che scrivo nell'incoscio e quindi mi piace immaginare che razza di pensiero mi girasse mai per la mente. Ascolto la musica certe volte o almeno credo visto che la mattina canticchio e fischietto qualcosa, ma bo. Mi ricordo che l'altro giorno avevo gli occhi gonfi quando passai per un vinicolo; il braccio pieni di lividi nn era quello il problema, il problema era che nn riuscivo a scrivere di me di lei, lei un'angelo venuto dal cielo che vedo qualche volta mentre vado a casa. Forse, penso ora, che il braccio un po rotto me lo sia fatto cadendo in preda al panico perché io sono un fifone, quindi solo per aver sentito un piccione rosicchiare qualcosa io ecco... Ehm... Sarei potuto inciampare provando a scappare.
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gli occhi della realtà
FantasiaLa storia di quando gli occhi possano essere profondi
