PAYTON...
Anno 2014.
anzi diciamo che è quasi del tutto finito, è novembre, è quasi un mese da quando ho compiuto 19 anni e mi sono trasferita da sola a Roma mollando la famiglia, i falsi amici e vecchi amori.
Ho deciso di venir qui per lavoro, faccio la Tatuatrice o almeno ci provo, ho fatto l'artistico e dei corsi di disegno accademico a Milano, appena ne ho avuto l'occasione ho mollato la mia amata città per andare in una ancora più grossa, il mio migliore amico Denny è quasi morto d'infarto appena ha saputo della mia decisione, è l'unico che mi ha sempre supportato nella buona e nella cattiva sorte, mi ha asciugato lacrime e donato sorrisi, mi ha fatto da cavia, la maggior parte di quelli che ha sul corpo sono fatti da me, si è sempre fidato ad occhi chiusi.
Quando è andato ad amici l'ho supportato, facevo avanti e indietro per vederci almeno un minuto, sempre il solito scemo, non è cambiato di una virgola, forse ora ha più sicurezza in se ma è sempre lo stesso di sempre, maturo ma nello stesso tempo bambino.
Grazie a lui ho conosciuto le mie attuali Migliori amiche, Genesis e Chantal, è pure per questo che ho deciso di andarmene e venir qui, la mia famiglia ormai è quaggù.
Convivo con queste due pazze scatenate in una mega villa poco fuori Roma, abbiamo un giardino enorme con la piscina, ci trattiamo bene, è facile quando i nostri genitori sono tutti pieni di soldi e ci viziano per colmare la loro assenza pensando di renderci felici quando non è cosi, è questo che ci accomuna, la mancanza d'affetto da parte dei genitori, le mille delusioni, i continui addii e abbandoni ma nonostante tutto abbiamo il sorriso stampato in faccia.
Io: "ragazze vorrei chiedervi una cosa" urlo dall'altra parte della stanza mentre una accarezza light il nostro husky color bianco e marrone con due occhioni azzurri e l'altra si mette le scarpe per uscire a far la spesa.
Genesis: "eh ma che palle è la quinta volta in 10 minuti che ci chiedi qualcosa, alza il culo"
Io: "eddai per favore"
Chantal: "Che vuoi ancora? Birra? Pizza? Un massaggio alla schiena?" domanda sarcastica.
Io: "no nulla di tutto ciò, ecco forse è ora che mi dia una mossa"
Genesis: "Cioè?"
Io: " cioè sono stufa di passare le mie giornate a lavoro e a casa, voi ogni sera uscite o comunque avete una compagnia, da scema ho sempre rifiutato di venir con voi ma ora voglio che le cose cambino" dico tutta d'un fiato.
Chantal: "Era ora" urla correndo per abbracciarmi mentre Genesis è già attaccata a me mentre mi stritola.
Dopo 5 minuti abbondanti lascio le mie migliori amiche da quell'abbraccio fantastico, pieno d'affetto e amicizia, il telefono suona, è la mia sveglia pomeridiana che mi avvisa di prepararmi per andare al lavoro.
Salgo in camera in un lampo per infilarmi scarpe e giubbino, lego i miei capelli castani in una coda alta e sono pronta per uscire.
Genesis: "Stasera sei nostra" dice prima di salutarmi.
Chantal: "Non vogliamo scuse eh"
Le saluto velocemente con un cenno della mano e abbozzo un sorriso per poi salire in auto e arrivare in studio.
Apro la porta, fortunatamente sono puntuale per finire l'ultimo disegno che mi sono sognata questa notte, butto tutto sul divano e prendo il telecomando per accendere la stufa, Novembre quest'anno è cosi freddo da far gelare ogni minima parte corporea, hanno pure detto in televisione che c'è un allerta meteo nei prossimi giorni e non ho per niente voglia di chiudere lo studio per questa pioggia, cammino velocemente per andare nell'altra stanza, nemmeno il tempo di sedermi che qualcuno suona il campanello.
"Merda" dico alzandomi per aprire la porta, sarà sicuramente il cliente delle 14 che ha chiamato ieri pomeriggio.
io: "Ciao accomodati pure"
X: "Ciao"
è un ragazzo alto, moro, occhi marroni, è abbastanza muscoloso, indossa un paio di jeans stretti, giubbotto nero chiuso e ha un sorriso da togliere il fiato.
Io:" tu sei?" borbotto scorrendo il dito sull'agenda mentre lui spia da dietro al bancone ciò che sto facendo.
X: "Pierozzi"
Io: "Francesco"
Frà: " ah si non ricordavo con che nome avevo prenotato"
Si toglie il giaccone per appenderlo all'appendino accanto alla porta d'entrata, fa scendere velocemente la cerniera della felpa mettendo in mostra vari tatuaggi sotto il collo.
Frà: Solitamente mi faccio tatuare da mia mamma solo che è partita per un viaggio importante e ho bisogno di sentire l'ago sulla pelle quindi eccomi qua".
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"E ti aspetto da qui"
Fanfiction"ma custodisco il ricordo, voglio che resti il grande valore nascosto nei piccoli gesti... Ne tristezza, ne dolore, solo nostalgia con l'illusione nel cuore che tu sia ancora mia". Le lacrime iniziano a scendere mentre stringo i denti dalla rabbia...
