Quella mattina mi svegliai prima di tutti, guardai Katie che non si era mossa per tutta la notte. E ancora stava avvinghiata al mio braccio come se fosse un ancora di salvataggio.
Restai a fissarla per qualche secondo, poi con aria distratta mi avvolsi un ricciolo dei suoi capelli intorno al dito.
Sfiorai il contorno del suo sottile visino, era impossibile... ma mi sembrava ancora di sentire il profumo della ragazza di ieri sera. Mio padre comparve sulla porta aprendo cercando di non fare rumore
Mi salutò con la mano e bisbigliò «Hai troppa pazienza»
Sorrisi salutandolo a mia volta, poi mi riappoggiai sul cuscino. Qualche secondo dopo sentii una delle brandine scricchiolare, alzai lo sguardo e vidi la migliore amica di Katie, Sally, alzarsi a sedere.
Mi tirai su un gomito «Sally stai bene?» chiesi in un sussurro
Lei annuì incertamente poi si girò dall'altra parte, e anche se involontariamente si lasciò scappare un singhiozzo.
Mi scastrai dalla presa di Katie e con due passi raggiunsi l'altra brandina. Toccai la spalla di Sally con un dito per attirare la sua attenzione «Sally, mi ospiti vicino a te?» Conoscevo bene o male tutte le amiche di mia sorella, e mi era capitato diverse volte di passare del tempo con loro.
Ero sicuro che mio padre avesse detto che le bambine avrebbero passato una fantastica serata, e non volevo tornassero a casa preoccupate o scontente.
Lei si voltò con gli occhi lucidi e mi fece posto; mi sistemai e la bimba si strinse più vicino.
«Cosa è successo?» Le chiesi usando lo stesso tono che avevo con Katie quando si svegliava nel cuore della notte per un incubo
Lei scosse la testa senza rispondermi, mi alzai a sedere e la presi in braccio appoggiandola sulle mie ginocchia. «Hai avuto un brutto incubo?»
Lei annuì asciugandosi una lacrima
«Non devi avere più paura... sono mostri che ti possono prendere solo se tu gli permetti di esistere»
Lei alzò il viso guardandomi con i suoi occhioni azzurri, avevo la sua attenzione. «Riprova a dormire, è ancora molto presto... vedrai che non ci sarà più nessun mostro»
«Re... resti qua q...qualche altro secondo?» mi chiese incerta, sembrava mi stesse domandando un milione di euro
«Certo» le risposi coprendola con il grande piumino
Dopo una qualche di secondo di incertezza appoggiò la testolina contro il mio braccio e crollò di nuovo lasciando vincere la stanchezza. Quando il suo respiro si fece regolare la riappogiai sulla brandina coprendola.
Alla fine mi alzai e uscii cercando di fare meno rumore possibile, raggiunsi la mia camera e, quando vidi il letto fui tentato di buttarmici sopra e andare in letargo.
Mi vestii rapidamente e scesi le scale quasi correndo, appena arrivai in cucina trovai mio padre che dormiva sulla tazza di caffè.
Lo guardai meglio e mi resi conto che aveva due profonde occhiaie sotto gli occhi e i suoi vestiti puzzavano d'alcol «Papà» chiesi prendendo una tazza «Perchè puzzi di alcol?»
«Ieri sera sono uscito con amici» rispose con uno sbadiglio «E mi sono lasciato andare»
Mi bloccai con la caraffa a mezz'aria «Sei tornato a casa ubriaco?!» esclamai
«Ma ragionavo ancora! E le bambine se ne sono accorte»
«HAI LASCIATO LE BAMBINE A CASA DA SOLE?!» ero sul punto urlare dalla rabbia «TUTTA LA SERA?!»
«Gli avevo detto di non aprire a nessuno» provò a giustificarsi
«Che cosa è successo?» chiesi cercando di mantenere la calma «Ti ha fatto qualcosa Jane?» Jane era il nome della fidanzata di mio padre
Lui scosse la testa con forza «Lasciami stare Marco»
«PER LA MISERIA NO!» Esclamai sbattendo con forza la mano sul tavolo «Ti rendi conto che non puoi ricadere nelle vecchie abitudini?! Non siamo più solo noi due, c'è anche Katie!»
«Chi?» chiese sinceramente perplesso
Contai fino a dieci prima di rispondere «Tua. Figlia. TE LO RICORDI?! Hai una settimana per cambiare le tue abitudini, poi la porto via. Non ti permetterò di farle passare quello che ho passato io»
Al che con la rabbia che mi invadeva uscii dalla porta sbattendola con forza dietro di me. Non avrei permesso a mio padre di far passare anche a mia sorella ciò che era capitato a me.
Tutte le sere tornava ubriaco, ogni volta con una ragazza diversa. Non mi parlava più... di giorno si chiudeva in camera sua e la sera non tornava mai.
Passavo i miei pomeriggi nel dubbio se l'avrei mai più rivisto, imparai a crescere da solo... già a soli quindici anni. Una sera, dopo due anni che quell'inferno andava avanti, era tornato a casa più ubriaco del solito, aveva tentato di picchiarmi ma gli avevo tirato un pugno che gli aveva rotto il sopracciglio.
Da lì cominciò a bere meno, a pensare... e poco dopo arrivò Katie. Da lì cambiò radicalmente, anche se sapevo che era solo una questione di tempo prima che il suo lato alcolista tornasse fuori.
Camminai lungo il marciapiede senza una meta precisa, quando la vidi. Era in piedi davanti ad una porta e parlava con qualcuno che non riuscivo a vedere.
Dopo poco la porta le si richiuse in faccia, e lei rimase lì per qualche secondo... Quasi come se non sapesse cosa fare, alla fine la vidi trarre un sospiro e si allontanò rassegnata.
«Ciao!» provai a salutarla nel modo più cordiale possibile quando fu vicina
Lei alzò lo sguardo, come stupita che qualcuno l'avesse salutata «Ciao» il suo viso si rilassò in un sorriso «Come mai da queste parti?»
«Bho, facevo un giro» mentii spudoratamente
«Anche io» rispose rigirando una busta gialla tra le mani
Finimmo il giro dell'isolato chiacchierando di niente, era piacevole stare in sua compagnia. E per qualche minuto riuscii a distrarmi e non pensare a mio padre.
Quando raggiunsi casa mia notai che la sua macchina non c'era più, non era possibile...
Alzai gli occhi al cielo «Ti va un caffè?» le chiesi cercando di sembrare il più naturale possibile «Mio padre ha lasciato in casa da sole mia sorella e le sue amiche... di nuovo»
«Se non disturbo volentieri» rispose con un sorriso
Non capii il perchè, ma mi sentii sollevato quando mi resi conto che la sua risposta era affermativa. Rientrai in casa sperando di non trovare un campo di battaglia in salotto.
«Prego...» dissi aprendo la porta
Continuammo il discorso che avevamo lasciato a metà prima, e curioso di sapere cosa c'era nella busta le domandai: <<Che ti hanno regalato?>> Sul suo volto passò un'ombra di tristezza, ma la nascose subito <<oh niente, era un regalo per un amica ma non l'ha voluto>>
<< Come mai?>>
<<È un libro che è andato fuori produzione da un po', sapevo che lei lo cercava e quando l'ho trovato gliel'ho preso... Ma non l'ha voluto>>
<<Mi spiace... Che amica antipatica>> dopo poco mia sorella e le sue amiche comparvero correndo dalle scale.
Si sistemarono ognuna su uno sgabello e mia sorella fece gli onori di casa, quando si accorse che non ero solo mi guardò curiosa.
«Ciao!» le disse con un sorriso «Io sono Katie»
«Piacere» rispose lei con un sorriso «Io sono Ellie»
Le porsi la tazza e lei la circondò con le ditta sottili sorridendomi gentilmente.
«Sei molto magra» disse Sally
«Sai, sei simile alla mia mamma» disse un altra «Lei si chiama Anna, la tua come si chiama?»
Immaginai tutte quelle domande volessero essere per gentilezza, ma vidi Ellie prima sbiancare poi arrossire violentemente.
Stava per rispondere quando mi decisi ad intervenire «Mi sa che verranno a prendervi presto, Katie perchè non aiuti le tue amiche a preparare le borse?»
Lei annuì e corsero per le scale, quando si furono allontanate si appoggiò ad una sedia con un sospiro di sollievo
«Grazie» mi disse in un soffio
«Niente, mi spiace l'hanno fatto involontariamente»
Lei alzò le spalle «Si,si non c'è problema»
Avevo mille domande da porgerle, ma rimasi in silenzio «Ti scaldo il caffè... sarà diventato freddo ormai»
Lei scosse la testa gentilmente «No,no non è freddo... solo che non bevo alcolici la mattina presto, nemmeno nel caffè»
«COSA?» chiesi sbalordito bevvi un sorso e mi resi conto che aveva veramente ragione, mio padre aveva messo non so cosa anche lì dentro.
«Scusa....» esclamai prendendole la tazza dalle mani «Emm... mio padre lo beve così» inventai
Lei alzò le spalle con un sorriso «Non c'è problema»
Rimase con me a farmi compagnia finchè tutte le bambine non se ne furono andate, dopodichè mi salutò e si avviò anche lei.
Mi lasciai cadere vicino a Katie sul divano «Katie... devo dirti una cosa»
«Prima io!» esclamò lei «Ieri sera papà era strano... è tornato a casa con una signora che non era Jane. E parlava in un modo strano» nascose il viso sul mio braccio «Mi ha fatto paura...»
«Lo so... lo so... risolveremo questa cosa, te lo prometto»
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Dirty Kiss
RomanceBenvenuti nella vita di Marco ed Ellie; due quasi normali... Ma chi a questo mondo è normale oramai? Quando per la prima volta Marco nota per quella strana ragazza che cammina per i corridoi sola soletta tutto comincia lentamente ad andare a rotol...
