Guardai Clark con il volto interrogativo.
"A casa nostra ci sono i nostri genitori"disse, non me lo aspettavo, aveva apena detto che erano stati smembrati!
"Ci sono i nostri genitori non proprio in forma ma ci sono, se la famiglia reale in Inghilterra lo scoprirebbe sarebbero già morti"
Ma che?
"Ma...hai detto che sono già morti"
Annuì alzando gli occhi al cielo"Sono solo stati smembrati, il loro pensiero esiste ancora, sono morti solo due anni fa, per riappicicarti un osso ci si mette moltissimo tra immortali, è come aggiustare la gamba di una sedia senza colla o chiodi"
Fece una pausa"il loro sangue è secco, non è come il mio, gli immortali hanno sangue si, ma non come voi, il nostro sangue assomiglia molto al nero e inoltre è denso e vischioso, un vero schifo, però questo sangue, può farci andare molto più veloce, i nostri movimenti sono stati moltiplicati per cento, la nostra vista e il nostro udito, la nostra forza"
Chiuse gli occhi"non puoi capire quanto potere provi ad essere un'immortale, ma non sai neanche quanto è orribile"
Li riaprí in silenzio, una hostess ci superò mentre un ragazzino ci guardava inclinando la testa di lato.
"Ivan ti ha mai detto di cosa ci nutriami per mantenerci così tanto a lungo senza mangiare?"
Scossi la testa.
La mia mente era bloccata da un pensiero assurdo, il mio istinto mi diceva che non dovevo contimuare a sentire questa specie di lezione sui vampiri.
Clark mi faceva molta paura ma non lo volevo dire.
"Fai bene a spaventarti mia cara, il nostro cibo preferito è sangue, ma non sangue normale, ci nutriamo anche di quello ma il nostro preferito è quello dei mostri"
Non seppi quale fu la mia espressione, fatto sta che nel mio cervello stavo pensando se oltre che cieco Clark non fosse anche pazzo.
"Non sono pazzo ragazzina"
"Non sono così piccola, ho quasi diciotto anni"
Ribattei agitata.
"Per me lo sei"
Fu in quel momento che mi chiesi quanti anni avesse Clark.
Non glielo chiesi e lui ignoró la mia domanda.
Mi aveva parlato della rivolizione francese.
2014, 1789.
Possibile che avesse più di duecentoventicinque anni?
Non me lo disse così io pensai ai mostri.
Che mostri?
Il genere di cui hai paura da bambina e che ti fa guardare nell'armadio e sotto il letto?
"Non proprio"disse rompendo il silenzio"sono più quei mostri che leggi nelle leggende greche, per trovarli fatichiamo molto ma anche il nostro fiuto e molto più sviluppato del vostro, e inoltre li riusciamo a placcare facilmente quei lerciumi"
Si leccó le labbra avidamente"sono squisiti devi credermi"
Un brivido mi percorse la schiena quando sorrise mostrando i denti bianchi come il marmo.
"Mia cara non ti preoccupare, il tuo profumo non è così invitante di come pensi"
Non seppi se sentirmi offesa o rassicurata.
"Comunque non devi temere, il nostro morso non fa male, apparte forse toglierti la vita e risucchiarti l'anima"sogghignó voleva spaventarmi ma non ci sarebbe riuscito, io sarei rimasta accanto ad Ivan.
"Il sogno che ho fatto, come ci sono riuscita?"
Lui mi guardò con i suoi occho vacui.
"Tu e mio fratello, avete come una specie di filo, come quello di una madre e un figlio,ma più forte, una specie di cavo che riesce a condurre le tue emozioni verso di lui e le sue emozioni verso di te"sogghignó di nuovo"se ti concentri magari riusciresti a vedere come soffre i questo momento, Amun lo sta torturando inviandogli immagini nel cervello, forse potresti vederlo mentre sogna come lui affonderebbe i suoi canini luccocanti nel tuo morbido collo"
Mi sfiorò la giuggulare con l'indice e io rabbrividí.
Non mi concentrai su Ivan.
Non volevo soffrire.
Forse lui però riusciva a sentire che io ero viva, che lo potevo aiutare,che quelle immagini erano false.
"Cosa intendevi con il nostro morso non ti farebbe nulla?"
Lui sospirò.
"Il morso di un immortale ti fa godere di un grande piacere, un piacere così sconosciuto e lontano dalla portata di una persona comune, ma tu, tu un giorni potresti provarlo"
Abbassai gli occhi, non certa di quello che mi stava dicendo.
"Quanti anni hai?"
Alzò le spalle.
"Non ha importanza, io sono vecchio ti basti sapere che ero un grande amico di Socrate"
Quanto meno.potebo capirlo andando a riguardare i miei appunti.
L'aereo cominciò piano a scendere, mi affacciai sotto di me le luci di Roma splendevano meravigliose.
Chiusi gli occhi, fu in queln momento che vidi Ivan,sul letto in una stanza tutta rossa.
Urlava in piena crisi isterica, vedevo i suoi muscoli tendersi allo spasmo e i suoi pugni dbattere contro le pareti.
Avevo paura, non l'avevi mai visto così prima d'ora.
Inviai a lui un mio sorriso un sorriso di Clark, un bacio di Annie, tutte cose che potevano calmarlo.
Quando riaprii gli occhi ero seduta su un tavolino di um bar.
Ero in Italia, e stavo andando a salvare Ivan, non lo avrei abbandonato.
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A thousand years
VampireSelena Isabella George Thomas. Una ragazza sola, che ha vissuto le pene dell' inferno, la sua vita è un baratro senza fine. liceo, nuovo inizio lontano dalla sua famiglia e da sua zia. E poi due occhi, due occhi neri e che nascondono un segreto inco...
