Pain.

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Emily era una bambina felice. Emily non piangeva mai. Emily non era mai triste. Emily sorrideva sempre.

Era il primo giorno delle elementari per Emily. Prese il suo zainetto e ci mise tutti i suoi libri e il suo astuccio. Si mise il fiocco in testa abbinato al fiocchetto sul vestitino rosa, il suo colore preferito. Emily era pronta per andare a scuola. Scese le scale che portavano la sua cameretta al pianoterra. Andò verso sua madre e andarono a scuola a piedi. Emily era felice e non vedeva l'ora di cominciare la lezione, le piaceva imparare. A scuola si fece delle amichette e incontrò un bambino a suo parere davvero carino. Emily si ripeteva che non doveva pensare a queste cose, era troppo piccola per provare quel genere di sentimento, era escluso.

Emily arrivò alle medie e qualche sua amica non era nella sua classe. C'era ancora quel bambino, ormai ragazzino, Zayn. Ogni giorno le piaceva sempre di più, anche se non voleva ammetterlo, era troppo piccola per quel genere di sentimenti. Zayn le diceva che era brutta, che non sarebbe mai riuscita a trovare nessuno che l'amasse. Emily ci cominciò a credere.

In seconda media le amiche di Emily non la chiamarono più, dissero che non volevano più essere amiche di Emily. Zayn continuava a prenderla in giro insieme ai suoi amici. Emily ci credeva ogni giorno di più. Emily cominciò a ingrassare e Zayn la prendeva in giro per questo. Emily cercava di non ingrassare, ci metteva tutta se stessa, ma non ci riusciva.

Alle superiori capitò nella stessa classe di Zayn. Zayn cominciava a picchiarla con i suoi amici.

Emily stava cambiando. Emily si stava innamorando di chi le faceva del male. Emily stava diventando sempre più sola. Emily stava andando sempre peggio a scuola. Emily si tagliava i polsi. Emily non mangiava quasi più. I sorrisi di Emily erano sempre più finti. Le lacrime le ricadevano tutti i giorni sul viso. Emily non usciva mai di casa. Emily era cambiata.

La sua sorellina che andava in prima media le chiedeva spesso perché non uscisse mai con le sue amiche. "Sono occupate", le rispondeva sempre. Emily non usciva più nemmeno dalla sua stanza, non faceva entrare nessuno. Il sangue continuava ad uscire dal suo polso, sollievo provava, non provava più dolore, non sapeva nemmeno cosa significasse ormai.

Pensò a Zayn; quegli occhi color cioccolato, quei capelli dannatemente neri e morbidi -o almeno è quello che pensava senza mai averli neanche sfiorati-, quella leggera barbetta che se la tagliava sembrava molto più giovane, quella bocca che avrebbe sempre voluto baciare almeno una volta, quei tatuaggi nei quali non trovava un senso logico, quella voce dannatamente sexy da farla rabbrividire ogni volta che la sentiva.

Sorrise, sapeva che quello era il suo ultimo pensiero, sapeva che lui sarebbe stata l'ultima persona a cui avrebbe pensato e avrebbe sempre voluto morire sorridendo e così successe. Andò nel bagno della sua stanza e riempì la vasca fino all'orlo. Ci entrò con il sangue che le sgorgava dalle dalle vene, fece un ultimo sorriso e pensò al viso perfetto di Zayn, sprofondò nella vasca e aspettò di non vedere più niente, niente più sangue, niente più persone e sorrideva sempre.

Quando la sa sorellina entrò nella stanza vide un biglietto con il sangue per terra.

"Probabilmente sarai tu a leggere questo foglio, Amy. Voglio dirti che non è stata colpa tua se adesso non sono più vicino a te, voglio dirti che devi sempre sorridere e che se ti prendono in giro tu li devi mandare a fanculo, promettimi che lo farai. Adesso però non devi piangere perché sono felice dove sto ora, di fianco a me c'è pure la nonna che ti saluta e ti dice di mangiare." Amy sorride per un secondo con le lacrime agli occhi e continuò a leggere. "Sai quando ti dicevo che ero felice, che ero piena d'amiche, che avevo anche un ragazzo? Erano tutte cazzate, non ho mai avuto un ragazzo e le mie "amiche" mi hanno abbandonata anni fa. Per favore se le vedi al mio funerale mandale a fanculo da parte mia, non sono mai riuscita a farlo e non voglio che mi vedano nel mio stato. Grazie se lo farai. Ti voglio bene e non piangere, ti prego. Emily."

La ragazzina pianse, cacciò un urlo che fece allarmare i genitori da farli salire al piano di sopra, nella stanza di Emily. Amy disse loro singhiozzando cos'era successo. Andarono in bagno e la videro, sorridente e con gli occhi aperti nella vasca. Piansero tutti e tre vedendo quello che era diventata Emily, una vasca piena di sangue con un corpo inanimato dentro.

Era il funerale di Emily, si erano presentati tutti quelli che la conoscevano. Amy fece quello che le aveva chiesto sua sorella, mandò a fanculo le "amiche" di Emily. Si presentò anche Zayn lì, a testa bassa. Tutti lo guardavano male, sapevano tutti quello che le faceva. Zayn pensò a quello che aveva fatto alla piccola Emily, non le pensava veramente quelle cose, le faceva solo per piacere agli altri. Lui era innamorato di lei, ma non sapeva che lui piaceva a lei, così cominciò a picchiarla alle superiori, cominciò a prenderla in giro perché se lui non poteva averla non poteva nessun altro. Amy andò verso di lui e gli cacciò un pugno in pieno volto, dicendo che aveva ucciso sua sorella e che lei l'amava. Zayn non disse niente, non aveva niente da ribattere, disse solo che l'amava pure lui e che era uno stronzo.

Passavano i giorni e Zayn non riusciva più a dormire, ogni volta che chiudeva gli occhi vedeva il volto di Emily. Un giorno non ce la faceva più a stare senza di lei, voleva vedere di nuovo il sorriso che aveva alle elementari, voleva rivedere quanto era bella. Andò al fiume che era vicino a casa sua. "Non ti sei liberata di me" sussurrò al nulla. "C'è una cosa che non ti ho detto e che voglio dire come ultima cosa in tutta la mia vita" fece una pausa. "Ti amo Emily" sussurrò buttandosi.

Pain. OSWhere stories live. Discover now