Buio.
Avevo gli occhi sigillati e mi muovevo in un labirinto.
Percepivo movimenti attorno: fruscii, voci e tentacoli umidi.
Qualcuno mi aveva tolto la pelle.
Ero scorticata dal dolore, la polpa a contatto con le cose, improvvisamente appuntite e pesanti, anche le più leggere e delicate.
Nella notte, poco prima di addormentarmi, negli angoli bui crescono zanne e lame, spigoli pronti a ferire.
Tutto il mio corpo era una ferita scoperta.
Ero sospesa tra la disperazione e la dolcezza del possibile abbandono delle cose, lo sentivo sotto la pelle, più sotto ancora, in quella stanza chiusa che ora avvertivo davvero dentro di me, e che mi avevano insegnato a chiamare cuore.
Mi batteva in ogni lembo di pelle.
Nel sogno vidi una macchina volare nel fuoco che bruciava, e anche io bruciavo, cieca.
La gola mi bruciava, come se inghiottissi pezzi di vetro.
Le labbra tiravano, provai a passarci la lingua sopra.
Sogno e realtà si confondevano, e io ero sveglia dentro un sonno invincibile.
Non riuscivo ad avere presa sul mio corpo, benché in alcuni momenti ne avessi una percezione chiarissima, mai sperimentata prima: il sangue risaliva un'arteria, l'acqua attraversava un tessuto, i fluidi si spostavano nelle zone cave.
Ero scomposta in mille movimenti e flussi, come se mi stessi disgregando e la vita pulsasse isolata in singole zone.
Sentivo l'urgenza di piangere, ma le lacrime non potevano uscire.
Allora cominciavano a fluire dentro di me, calcificandosi lentamente.
Il mio corpo era diventato pesante come la terra stessa.
Un serpente mi strisciava dentro la bocca ed entrava dentro di me, raschiando le labbra, la lingua, la gola.
Ne seguì la discesa e piombai in una zona di me stessa buia e muta, una terra di nessuno, incastrata tra paura e speranza.
L'armadio si chiuse, escludendo ogni altra cosa.
Ma dentro l'armadio c'era una crepa.
Misi la mano nella fessura.
"Gemma..."
Non veniva dalla fessura. No. Dentro il buio sentii il braccio avvolto da un calore bruciante, mentre il resto del mio corpo era di ghiaccio, adesso.
"GEMMA!"
Questa volta era un urlo.
Sfilai il braccio dalla fessura e mi voltai indietro, ma le ante dell'armadio erano sigillate.
Qualcuno batteva su quel muro che si era chiuso intorno a me, e solo Lui avrebbe potuto abbatterlo. Lui ne aveva la forza.
"Gemma, sono io, la mamma..."
Provai ad allungare la mano, ma non ne avevo le forze.
La crepa dietro di me si allargava scricchiolando nel buio dell'armadio, pieno di mostri rintanati e pigiati in quell'angolo.
Diego aveva ragione: era da lì che entravano i mostri che divoravano tutto.E ringhiavano.
ŞİMDİ OKUDUĞUN
My strange Life...
Fantastikhowdy! in questa storia si parla di una ragazza che dopo un ricovero all'ospedale ha dei poteri sovrannaturali, e deve imparare a padroneggiarli nella sua strana vita. E niente, spero vi piaccia✌ Buona lettura💎
