Alba

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In città risuona il vento tra le case, il silenzio rimbomba nelle mura e solo poche luci brillano dalla finestra.

Al numero 24, III vico Aurelio - Terra dei giorni. Il giovane Scotti si risveglia. 

Dump!

Ansimante nel suo letto, con gli occhi spalancati al soffitto si trascina con la schiena verso lo schienale per mettersi seduto; le coperte sopra le gambe lo dividono in 2 metà. Portandosi le mani davanti al viso, le osserva incredulo, scruta tra le dita la fiacca luce proveniente dalla finestra; respira intensamente e si rende conto di essere vivo. Voltando il viso alla sua destra una sveglia digitale gli mostrava in rosso le cifre 00:03; subito sotto 15 Mar 19. 

<<Eh?>> gli sibila dalle labbra << Dove sono? Non ricordo più nulla>> continuava mentre si sfregava le mani sulla testa. Alzatosi dal letto ancora traballante di sonno, afferra la foto sul comodino esposta proprio accanto alla sveglia e anche se la luce e poca, cerca di osservare il più possibile i dettagli incorniciati in quell'immagine. C'era lui e questo è certo, propio al centro, tra altre due persone. Altezza media, capelli scuri, occhi verdi e pelle scura. A destra una figura più grande, almeno 20 centimetri più alti secondo lui, capelli biondi e pelle color rosa pallido. A sinistra una figura più esile, alta come lui e di pelle scura. Un dettaglio però lo colpiva in modo ben preciso, le facce, eccetto la sua,  erano sfocate  in modo incomprensibile. <<PERCHÉ? ... Perché io non le vedo? >> Queste le parole che riusciva a blaterare in visibilio. Non riusciva a ricordare per quanto si sforzasse cosa vi fosse contenuto, altrettanto stava constando che tutto il suo passato non gli stava più tornando a mente. Poggiando la foto al suo posto decide di dirigersi alla finestra  e con passo lento si avvicina di fronte al letto, poggiandosi sul bordo esamina li fuori il paesaggio scuro illuminato dalla luna, qualche lampione accesso e poche finestre accesse. Era in alto rispetto le altre case, sembrava poter osservare molto del città se fosse bene illuminata.  Un colpo allo stomaco lo fa discostare dall'osservare ancora; la fame gli stava bussando, sembrava non mettere nulla dentro da un'eternità. Non si spiegava bene come riuscisse a essere cosi a sua agio con il corpo, la mente o le cose da fare, le sensazioni che provava, è come se conoscesse tutto ma al suo primo giorno di vita. Trovare la cucina non era difficile, gli bastò aprire la porta a lato opposto della finestra, percorrerla aprendo la porta e attraversare un piccolo corridoio che lo portava in ambia dove la cucina si univa con la zona salone. Dando un occhiata negli stipi, trovò quello che più gli sembrava il corpo volere assaporare: spaghetti al sugo di pomodoro. La pentola bolle in fretta riuscì a notare e in pochi minuti stava già gustando il suo pasto a tavola, con acqua in un bicchiere e gli occhi fissi al muro, sulle lancette dell'enorme orologio posate una tra l' 1 e il 2 e l'altra sul 5 con quella più lunga e sottile che rimbombava nella stanza con un tic-tac. 


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⏰ Última atualização: Nov 25, 2019 ⏰

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