Capitolo 1

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Che cosa succederebbe se smettessi di suonare? Ma no.. la musica è la mia vita, se smettessi di suonare, smetterei di vivere, ho provato a smettere di suonare ma il mio amore per la musica me lo ha impedito. Questo vestito che ho indosso è a dir poco bellissimo, nero senza maniche e con del tulle da farmi da copri-spalle, stretto sul tronco e largo giù, sulla gonna si presentano delle bellissime rose rosse, lungo fino in fondo e con i tacchi. Mi guardo allo specchio, vedo il mio piccolo tatuaggio, due piccole chiavi, una di violino e l'altra di basso che formano un cuore, non capisco da dove salti fuori. Devo sapere la verità sulla mia famiglia, quella vera perché io sono adottata, mia madre è morta appena sono nata, di mio padre invece non ho mai saputo nulla, alcuni dicono che sia morto in un incidente, altri dicono che non fosse un uomo vero, ma che fosse una sorta di dio, io non ci credo. Guardo la figura che ho davanti a me, una ragazza, alta, magra con la pelle chiara, i capelli lunghi, che cadono sopra le spalle e tirati dietro da una coroncina di roselline rosse, sono nero ebano e gli occhi, grandi e profondi invece sono blu mare, dipinti da un velo di trucco e matita. Le labbra, sottili e rosee. Non ho mai visto ragazza più bella. Ma quella sono io. Io non sono bella, ma questa è un'eccezione, anche perché non mi sono truccata da sola. Prendo il mio violino, un mio amico, dato che mi accompagna nei concerti da quando ero in fasce quasi. Esco dalla stanza fredda e quando sono sulla scala dietro il palco una folata di vento gelido mi pervade, i brividi prendono il sopravvento e ... la prima volta in 18 anni in cui io, la "maga", come tutti mi chiamano, ho paura. Ma perché?
 -Bene e ora... un appaluso per la maga del violino! Clare Asthor!- dice l'uomo che sta sopra il palco. Faccio un bel respiro e entro. Si alza un applauso fortissimo e poi scende li silenzio. Mi giro di 3/4, così che possa vedere sia il pubblico che il pianoforte e, dopo l'attacco, parto con la melodia. Non penso a niente, mi rilasso. Quando suono questa musica mi tornano in mente cose che non ho mai visto ne sentito, ad esempio, il fruscio di un fiume, la risata di un bambino che corre su un prato verde e una donna, una bellissima ragazza dai capelli corvini cosparsi di fiorellini bianchi, con indosso una veste dell'omonimo colore  e gli occhi verdi, verdi smerlado, che sono molto profondi, sorride, ma nei suoi occhi vedo solo tristezza... Quando ho finito faccio un inchino e si alza un applauso molto forte che accompagna anche la mia uscita.
-Sei stata bravissima!-dice mia mamma
-Grazie.-rispondo con un sorriso
-Vieni da sola?-chiede. Io annuisco e lei va via. Vado nella stanza dove ero in precendeza e metto via il violino. Metto la giacca, anche quella nera e, dopo aver salutato tutti, vado via. La mia casa non è molto lontana e quindi vado a piedi. Quando attraverso la strada sento del vento freddo che quasi mi trapassa la pelle, una luce fortissima mi pervade, non vedo più nulla, so solo che si tratta di una macchina perché sento il rumore di un clacson e di ruote che frenano, ma non si fermano. Sono spacciata, la macchina andava troppo veloce, o almeno così pensavo, forse non ho guardato io ma non importa resta il fatto che io sto per morire e credo che sia un po'troppo giovane per passare a miglior vita, mi sento spingere verso l'altro lato della strada, faccio un volo di quasi 4 metri, il mio vestito si è strappato ma non mi importa, hhiederò a mia madre di ricucirlo, il vento è cessato, mi alzo in piedi, prendo il violino e mi giro, non c'è nessuno.

The Lost MuseWhere stories live. Discover now