Quando vivi in quella condizione per cui non sai cosa farai il giorno dopo, nè ricordi cosa hai fatto il giorno precedente, sai che ogni momento che vivi può darti qualcosa di diverso, di piacevole, ti bei della bellezza del mondo da un lato, dall'altro la scordi un attimo dopo, perché, esasperato dall'attimo fuggente, vivi momento dopo momento senza dare un peso alle cose, nè riflettere sul tuo "appena vissuto". Al limite del giorno mi trovavo, sulle soglie della notte giacevo fermo immobile, esausto, vacuo, ribollente di spirito divino ormai spezzato dal gioco della vita. Stavo morendo come un fuoco sotto la pioggia, stavo morendo dentro di me, stavo morendo, morendo morente, anemico, bianco, senza ossa, inanimato, senza alcuna fonte di vita. Mi accasciavo sempre al suolo, privo di una ferrea volontà, mi stavo distruggendo l'anima a suon di decadenze. Poi il giorno, fu la luce, fu la vita eterna, fu fuoco incandescente, vento caldo travolgente. Fu lei, la Vita, a farmi visita, che mi chiamava a gran voce mentre io la osservavo da dietro una bolla di cristallo. Mi ha chiamato a prendere parte al trascorrere dei giorni, al fluire dell'esistenza, mi ha chiamato alla vita terrena. "Sentila bene, ascoltala a piene orecchie questa intermediaria della vita, questa Dea, questa Bellezza". Mi si è presentata davanti, è comparsa, fu come un'Epifania.
YOU ARE READING
Divina leggerezza
SpiritualLa Bellezza mi si è presentata di fronte sotto forma di donna. Lei è il ponte tra il divino e l'umano, la Speranza, la Musa, la Vita. La sua esistenza è una danza estatica ma leggera.
