Introduzione

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Sono sei anni chiuso in questo appartamento, per fortuna è un piano basso, la mia stanza è ombreggiata dagli alberi ed entra un po' di venticello fresco.

No non sono agli arresti domiciliari, ma quando mi beccheranno getteranno sicuramente le chiavi in mare,

ammenoché tutto il vecchio e stanco popolo della mia terra non scenda per strada e mi difenda, con tutta la sua caparbietà, per reclamare la verità che gli appartiene.

Stamattina è venuto a trovarmi il mio amico più caro, è uno dei pochi a sapere che sono qui. Ci chiamiamo zio a vicenda, il suo nome preferisco rimanga segreto.

Aveva in mano il suo vecchio tablet e una bottiglia di liquore alla liquirizia appena comprata, mi fa: «Ciao Zio auguri, ad arribbai a chent'annos (arrivare a cent'anni)».

«Ehilà, grazie Zio me ne ero anche dimenticato» gli ho risposto mentre lo facevo accomodare.

Come è mio solito una volta all'anno, anche oggi mi sono svegliato senza ricordare che fosse il mio compleanno.

In freezer avevo liquore al mirto, ho aperto quello e messo la bottiglia di Liquirizia al gelo.

Ho dato da bere al mio amico, lui mi ha messo il tablet in mano e mi ha detto: «E' scoppiata la bomba, in un modo o nell'altro le devi tirare fuori adesso, oppure cadranno per sempre nel dimenticatoio. Quante ne hai già tradotte?»

«Molte Zio, abbastanza per far esplodere un casino» gli rispondo, allungando finalmente la mano sul suo tablet per vedere il motivo della sua faccia sconvolta.

Retro Web: "News per il socio SARDEGNA 17/10/2039"

mega titolo in prima pagina molto appariscente, con una minuscola foto che riconosco.

"Sensazionale ritrovamento"

L'amministrazione in America Latina.

Tavolette cuneiformi parlano di VOI."

La foto era di un tizio munito di caschetto e torcia che scendeva in un fosso ai piedi di una grossa roccia, attraverso una scaletta in alluminio.

Riconosco l'angolino del masso che si intravede vicino all'elmetto da cantiere che indossava, è un blocco H di Pumapunku, anzi, è il blocco H. Invece lui è l'archeologo che anni fa ho visto fare la stessa identica discesa, ma da

un'altra angolazione rispetto a quella del fotografo.

Il mio ospite mi fa: «Adesso, dopo 5 anni le tirano fuori. Hanno paura Zio, che figura ci fanno se vai avanti? Lo sanno che hai tutte le foto.»

« Ittà cazzu (cosa cazzo) se, oh zio certo che vado avanti. Anzi stasera inizio a scrivere un diario, così organizzo il file con le tavolette tradotte».

Mi son bevuto qualche altro bicchiere con lui, l'ho accompagnato alla porta e mi sono messo subito al PC.

Ho poco da dire, diranno tutto le foto delle tavolette d'argilla che ho fra le mani.

Il mio ruolo è stato solo quello di proteggerle, tradurle e ora con questo diario rendere noto il loro contenuto a tutto il mondo.

Per ora non voglio rivelare come ne sono entrato in possesso, probabilmente lo faranno i miei amici quando mi troveranno impiccato o sfracellato da un grattacielo, oppure morto in un incidente stradale.

Loro sanno che non sono tipo da suicidio e che non è stato un incidente, a quel punto racconteranno la mia storia e spetterà a voi che l'ascolterete, scegliere se crederci o no. 

Il Testamento delle JanasStories to obsess over. Discover now