Io, uno sconosciuto con la mia stessa insonnia,
Un ponte tranquillo ed un cielo stellato.
Quando mi ha chiesto quale fosse il mio sogno
Decisi di parlargli di te.
Del buio che ci copriva fresco quella notte di speranze,
I lampioni silenti di fronte allo spettacolo celeste
Mi facevano vedere di te solo il profilo,
Il riflesso della Luna sulle tue labbra,
La sua luce nei tuoi occhi.
In lontananza tuonavano i fuochi d'artificio,
Vicino sentivo le persone esprimere desideri silenziosi,
Di fianco a te guardavo le stelle cadere.
Il mio, di desiderio, galleggiava sopra la mia testa
In una bolla di speranze pronta a donarlo al cielo,
Ma, scoppiata troppo presto,
Mi è ricaduto addosso,
Assorbito dal mio corpo come una doccia fredda.
Ne avrei fatto realtà.
Cercavo sopra la tua testa di scorgere qualcosa,
Di trovare un indizio,
Di trovare me.
Facendo scivolare le mie dita sul tuo palmo
Ho bussato alla tua porta,
delicatamente,
I tuoi occhi nei miei,
Seppure con sguardo consapevole,
Cercavano conferma.
Mi sono avvicinata abbastanza
da sentire il tuo profumo,
Il tuo respiro,
Mentre le nostre anime già si sfioravano dagli occhi.
La mia mano che ti accarezza il viso,
Poi il sapore di quel bacio,
Desideroso ma gentile,
Un istante eterno in cui, per la prima volta,
Io sono diventata te e tu sei diventata me.
Allora i fuochi d'artificio non erano niente a confronto
E i sogni non servivano più
Perché noi eravamo reali.
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I sogni non aspettano le stelle
PoetryI sogni non devono aspettare, siamo noi che dobbiamo muoverci per raggiungerli e realizzarli. Il mio sogno era lei, ed io l'ho conquistata in quella sera d'agosto.
