Salve a tutti, è molto che non apro wattpad, ma non per questo avevo smesso di scrivere, ho ritrovato questa storia e ancora innamorata dell'idea ho deciso di riscriverla e portarla avanti, non so quanto regolari saranno le mie pubblicazioni ma farò del mio meglio. Vi lascio alla storia.
Il tempo passava, ma in qualche modo, in qualche modo sembrava immobile. Il vento fruscia e scroscia fra le foglie. Echeggia come un temporale in arrivo. Un nome, come può un nome importare a tal punto da farmi dubitare dei miei cari? Come può un nome privarmi di e darmi una nuova identità. Può un suono, un paio di sillabe cambiare il tuo mondo? Credevo di no, eppure le parole di mia madre, dovrei chiamarla madre ora? Posso? Le sue parole, così semplici, dirette, erano bastate a mandare in frantumi una vita felice. Quando delle guardie erano venute a cercare una certa Irél ero confusa, non si era mai sentita una ragazza con quel nome eppure la descrizione di come poteva essere mi era così vicina. Capelli chiari, occhi rossi. Non mi rassomigliava del tutto, i miei pur tendendo al rosso erano castani, solo molto caldi. Mia madre era sconvolta, appena eravamo rientrate in casa avevo provato a calmarla e, mentre la teiera fischiava sul fuoco aveva iniziato a parlare.
-Devo dirti una cosa Alina, non sarà facile ma ormai sei grande. Devi sapere cosa fare d'ora in avanti.
Ero confusa, mia madre che era sempre stata una donna allegra mi guardava con così tanta tristezza e rammarico, faticava a guardarmi negli occhi.
-Ditemi madre, posso fare qualcosa? Prometto che qualunque cosa mi dobbiate dire sarò pronta ad ascoltare, dopotutto, lo avete detto voi, ormai ho sedici anni, sono grande.- Ero terribilmente spaventata, non sapevo cosa mi avrebbe detto, mai avrei pensato le parole che avrei sentito da lì a pochi istanti.
-Tu non sei figlia di tuo padre- Sentii il mio cuore spezzarsi- Ne mia ne sua, una donna era arrivata alla nostra porta, una perfetta sconosciuta- Mentre la donna che per me era stata una madre così a lungo parlava non mi accorsi nemmeno delle lacrime che mi scendevano sul volto, non mi importava che le mie ginocchia non mi reggessero più, che ora fossi a terra, in attesa di risposte, di domande, di qualcosa che non sarebbe arrivato- Non ti voleva, non aveva con se nulla se non te, era vestita di stracci e noi, per non lasciarti morire di stenti, ti abbiamo accolta.
La voce di mia madre era spezzata, credo che anche lei stesse piangendo.
-Non capisco, perché...perché non me lo avete detto? Mia sorella... sorellastra... Come dovrei chiamare Elise?! Lei a quindici anni è stata promessa sposa, era abbastanza grande da andarsene, ma io a sedici ero troppo giovane per sapere che la mia vita era una bugia?! Come anche solo avete osato nascondermi tutto! Ho e avevo il diritto di sapere...È anche la mia vita dopotutto, o visto che mi avete accolta è solo la vostra ora?
Credo che nei miei occhi ci fosse tanto risentimento quanta delusione. Mi avevano cresciuta ma l'avevano fatto in una bugia, è per quello che me ne ero andata. Ero corsa nel bosco, non avevo intenzione di sparire, volevo tornare, forse. Era stato tutto interrotto, qualsiasi intenzione di chiarire con i miei genitori era svanita nel momento in cui mi ero addormentata ai piedi di un albero e mi ero svegliata con una mano attorno al braccio che mi strattonava all'interno di una carrozza.
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La rinascita di Irél
خيالSono cresciuta nella menzogna. Sono nata per compiere un destino senza scelte. #1in famiglio 7/10/2020
