La monotonia è sempre stata la protagonista di ogni mia singola giornata, eppure quando meno te l'aspetti può succedere qualcosa che con veemenza distrugga tutto ciò a cui sei stato sempre abituato. Fú proprio in uno di così tanti e simili giorni invernali, che il mondo che credevo di conoscere si frantumò in mille pezzi. Era un giorno freddo e piovoso,osservavo dalla finestra della mia classe di recupero la pioggia scendere, avevo sempre amato la pioggia,mi aiutava a distrarmi da qualsiasi problema, per quel poco tempo, scordavo tutto ciò che mi circondava.
Ricevetti una pacca sulla spalla
<<Sempre assorto nei tuoi pensieri vero? >>.
Lo riconobbi dalla voce, era Shaun,il più fastidioso individuo presente sulla terra, nonché, purtroppo,mio migliore amico sin da quando avevo sette anni. Feci finta di non sentirlo.
<<Max, smettila di ignorarmi mi sento rifiutato>>. disse ridendo.
Feci spallucce.<<Non c'è modo di evitarti vero? >>.
<<Così mi ferisci>> disse.
<<Volevo semplicemente chiederti se dopo le ripetizioni avessi degli impegni >> replicò.
<< Dovrei tornare a casa,in questo periodo devo impegnarmi maggiormente nello studio,altrimenti farò fiasco per gli esami finali>>.
<<Staccarti per un giorno dai libri non ti farà male, cosa ti costa? Appena finita la lezione si unirà a noi anche Sera>>.
Non appena sentí il suo nome,pensai subito che non fosse una brutta idea cambiare un po' aria.
Io, Sera e Shaun crescemmo insieme,visto che era mia vicina di casa, sin da quando eravamo piccoli giocava spesso con me e Shaun, la considerai sempre mia amica, fino a quando dai quindici anni in poi il suo aspetto cambiò, non era più una bambina, divenne sempre più bella,nonché sempre più popolare a scuola, non volevo più un rapporto d'amicizia tra noi due ma qualcosa di più, nonostante ciò non ero mai riuscito a esternare i miei sentimenti, mi limitavo a stare in sua compagnia, sperando che un giorno o l'altro,i miei sentimenti l'avrebbero raggiunta.
<<Va bene, mi hai convinto, ma verso le 19:00 torno a casa>> dissi.
<<Grande, così ti voglio, avviso Sera>>.
Il tempo sembrava scorrere lentamente, passai gli ultimi trenta minuti rimasti osservando fuori, fino a quando suonò la campanella.
Mi avviai all'esterno dell'edificio, lei era lì, insieme a Shaun,con i suoi capelli corvini e i suoi occhi azzurri come il ghiaccio.
<<Quanto ancora devi farci aspettare?>> disse ridendo.
Di fronte a quel sorriso non potevo far altro che fissarla come un ebete.
<< Dai muoviti! >> replicò.
Si girarono come per andarsene.
<<Aspettatemi>> dissi, correndo verso di loro.
Ci fermammo in un bar e iniziammo a parlare del più e del meno.
<<Stai studiando in questo periodo vero? >> dissi, rivolgendomi a Sera.
<<Parli con me? >> disse ironicamente guardandosi dietro.
<<Sono serio, se non studi abbastanza non passerai gli esami, ultimamente te la stai prendendo troppo comoda... Scema..>>
<<Certo paparino,stai calmo, ho ancora tempo per studiare>>.
Shaun che osservava la scena divertito non poté fare a meno di trattenersi e scoppio in una fragorosa risata.
<<Dai ragazzi, mi fate morire,siamo quí per rilassarci, non per parlare di studio>>.
<<Bhe, si, effettivamente hai ragione>>.
<<Cosa farei se non ci fossi tu a salvarmi da Max>> disse Sera, ridendo.
<<Molto spiritosa>> replicai.
Per quanto non sembrasse, ero contento,per un attimo tutto mi ricordava i vecchi tempi.
Dopo un po' di tempo pagammo e ci avviamo alle nostre case.
<<Max, facciamo strada insieme>> disse Sera.
<<Non posso, devo sbrigare delle cose prima di tornare a casa>> dissi mentendo.
Era un periodo complicato in casa,i miei genitori erano separati, vivevo in casa con mia madre, spesso litigavamo e non andavamo molto d'accordo. Aspettavo quasi ogni giorno le 20:00 di sera per rincasare, orario in cui mia madre andava a lavorare.
<<Allora più tardi passo da casa tua, preparerò della cioccolata calda e te la porterò, se per te va bene>>.
Non seppi rifiutare.
<<Va bene allora a più tardi>>.
Salutai Sera e Shaun e andai per la mia strada.
Camminando mi accorsi quanto era calma la città di sera nei piccoli quartieri,mi piaceva scoprire nuovi posti e percorrere nuove strade, tutto ciò per quanto sembrasse strano, lo trovavo rilassante.
Immerso nei miei pensieri camminai per molto tempo, quando passando di fronte a un cantiere vidi una figura incappucciata correre proprio all' interno del cantiere.
Non so per quale motivo e non so nemmeno cosa mi spingesse a farlo, ma incominciai a correre verso quell'uomo.
<<Tu! >> gridai.
<<Fermati! Perché stai correndo! >>
L' uomo continuando a correre si voltò di scatto.
Notai sotto al cappuccio i suoi occhi brillare di un giallo acceso e la sua bocca spalancata, sporca di un liquido rossastro.
Nel momento in cui mi vide, comparve nel suo volto, difficilmente riconoscibile , un espressione malinconica.
Con un salto scavalcò la recinzione alta 3 metri,azione impossibile per un normale essere umano.
La mia reazione fú inevitabile, fui assalito dal terrore.
Mentre correvo, caddi rovinosamente per terra, sbattendo con violenza su un soppalco metallico.
Sentí un tonfo sordo e dei rumori metallici provenire dall'alto.
Vidi un'asta metallica cadere a grande velocità sopra di me, chiusi gli occhi. Confuso, non riuscì bene a capire cosa stava succedendo, una cosa la sapevo, non avrei potuto rivedere più il sorriso di Sera, in un secondo stavo per perdere tutto ciò che mi era più caro.
I secondi passavano, ma nonostante ciò non successe nulla.
Riaprí gli occhi, ero ancora vivo, non potevo crederci, tutto ciò che mi sembrava perso era ancora al suo esatto posto.
Cercai di muovermi ma non ci riuscì, non potevo muovermi dal suolo.
Solo dopo mi accorsi che avevo un buco nello stomaco e l'asta conficcata in esso.
Nonostante ciò non provavo dolore, non provavo paura, non provavo nulla.
In un attimo di lucidità presi l'asta con entrambe le mani e la estrassi come se nulla fosse. Ero confuso, cosa era successo? Perché non provavo dolore? Perché non perdevo sangue? Da dove veniva tutta questa forza?
Non riuscivo a trovare una risposta a tutte queste domande e per qualche strana ragione non persi la calma, mi sistemai in modo tale che non si vedesse il buco, chiusi la zip del giubbotto e tornai a casa.
Aprí la porta e salii subito al piano di sopra, entrai nel bagno e presi il kit di pronto soccorso,disinfettai la ferita e con un ago e un filo la ricucii.
In un momento del genere avrei dovuto provare paura o confusione, ma non provai nessuna delle due, al contrario ebbi una insolita fermezza.
Una volta tagliato il filo e riposto il kit, la mia mano iniziò a tremare, un dolore lancinante mi colpii lo stomaco, provai un insolita fame,scesi subito giù e incominciai a mangiare tutto ciò che c'era nella dispensa con una fame vorace ma immediatamente mi salirono dei forti conati di vomito.
Corsi al bagno e vomitai tutto,ritornai in cucina e aprí il frigo,presi una confezione di carne cruda e cominciai a mangiare,mi sentii meglio ma sentii che non bastava, un dolore lancinante colpii la mia testa, mi sorressi il volto, tornai in bagno e mi diedi un sciacquata al viso, ma il dolore non accennava ad attenuarsi, quando alzai il viso mi spaventai,gli occhi, quegli occhi non erano i miei.
La sclera dell'occhio era diventata nera come la pece,attraversata da dei lineamenti rossastri.
Continuai a fissare lo specchio,indietreggiai e sbattei contro il muro, cosa mi stava succedendo?
Suonò il citofono, potevo sentire Sera chiamarmi da dietro la porta.
Continuando a guardare lo specchio i miei occhi iniziarono a tornare alla normalità, ma la mia fame.... Cresceva.
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UNDEAD
FantasyCosa faresti se scoprissi di non poter morire? La vita di Max cambiò improvvisamente dal giorno in cui perse la sua umanità.
