"Ti voglio ancora come quel giorno Isabelle".
Il rimbombo della sveglia mi riporta alla realtà.
Mi alzo di nuovo stordita.
Gli occhi faticano ad aprirsi ed io sbadiglio di nuovo assonnata.
Quel sogno mi aveva di nuovo scombussolata.
Come ogni mattina mi sveglio però e mi rendo conto che era solo un sogno,un sogno del quale non riesco a ricordare nessun dettaglio,nemmeno del ragazzo che appare sempre nei miei sogni, di lui non ricordo nulla,se non l'immagine sfuocata.
Sono ormai dieci giorni.
Dieci giorni in cui la mia mente mi porta in questa sorta di storia amorosa di cui non ricordo quasi nulla la mattina.
"Isabelle tra cinque minuti devi partire"la voce di mia mamma mi arriva forte e chiaro e subito dopo scorgo il suo volto.
I capelli castani sono un grumo di ricci disordinati,i suoi abiti come sempre sono perfettamente stirati e profumati.
"La solita dormigliona"dice in tono severo ma sorride nel pronunciare quelle parole.
"Buongiorno mamma"mi alzo ancora assonnata e mi guardo allo specchio.
Sistemo i miei capelli in una treccia,non potrei fare altrimenti,non ho voglia di pettinarli.
"Potresti pettinarli un po'".
Sorrido alzando gli occhi al cielo "non ne ho voglia"dico intrecciando i miei capelli rossicci in una treccia.Sospira contrariata ma esclama"Olivia e già al bar"annuisco mi preparo di fretta.
Eravamo amiche ormai da anni,lei conosceva la mia famiglia ed io la sua.Conoscevamo alla perfezione ogni segreto dell'altra,eravamo cresciute giocando insieme nella sua casa sul lago e mangiando torte al cioccolato,era praticamente la mia migliore amica.
Scendo di fretta le scale e scocco un bacio a mia mamma che ridacchia"povera quella ragazza,deve sempre lei fare l'apertura"sorrido leggermente"non è colpa mia" e da un lato era vero,era la mia mente a giocarmi brutti scherzi,la mia mente mi assorbiva così bene con il mio sogno da farmi perdere la cognizione della realtà,dal non sentire nessun suono,solo lui.
Ripenso a quel sogno,non l'avevo detto a nessuno,solo ad Olivia,avevo paura che qualcuno iniziasse a darmi della pazza visto che io in primis iniziavo a pensarlo.
Sognarlo una volta va bene ma dieci di fila?
Attraverso di fretta i campi passando per la scorciatoia,finalmente intravedo la città e sorrido vedendo in lontananza il piccolo bar all'angolo.
Era una normale struttura in legno con delle vetrate che mostravano leggermente l'aria soffusa del bar.
All'esterno alcune persone già avevano preso posto ai tavolini e sgranocchiavano qualche pasticcino o bevevano il caffè.
Entro e subito l'odore di brioche appena fatti mi invade le narici.
"Guarda chi si fa viva"dal bancone Olivia si finge offesa come ogni mattina.
I suoi capelli color ciliegia risaltano ai miei occhi "ciao mia cara"le tocco i capelli "li hai tinti?"annuisce sorridendo "hai visto che belli ?"annuisco toccandoli,le donavano ancora più luce al suo volto.
"Stanotte hai dormito?"sospiro servendo un cliente,lui non mi degna nemmeno di uno sguardo pronunciando solo un "il solito"
Torno al bancone e lei ha già preparato il suo vassoio.
"Sempre così gentile quel signore non è vero?"sussurra ed ridacchio e ritorno al tavolo porgendo il suo solito caffè con la panna.
"Ecco a lei"mi fa un lieve cenno del capo ed io ritorno da Olivia.
"Allora?"mi dice sguadrandomi ed io cedo "ho sognato di nuovo quel ragazzo"sento la sua mano poggiarsi sulla mia spalla e mi da un bacio sulla guancia "magari è la stanchezza"
"Dieci giorni di fila?"
"Una stanchezza lunga"mi sorride ed io la guardo "non riesco a ricordare nulla di questo ragazzo"
"Proprio nulla?"scuoto la testa "dimmi cosa sogni?"
Arrivano due clienti ed io mi affretto a servirli.
Porto loro due cappuccini per poi ritornare da Olivia.
"Vai spara"dice pulendo alcune tazzine.
"Sogno questo ragazzo,stiamo insieme,sogno di questi momenti romantici e te lo giuro sembrano così reali,ultimamente nemmeno la sveglia mi riporta alla realtà"
"Lo noto tranquilla"dice sorridendomi ed io ricambio "non riesco a staccarmi,sembra prendermi e trattenermi da lui"sospira "non l'hai detto ancora a tua mamma?"
"Non vuoi mica che mi prenda per pazza vero?mi porterebbe da uno strizza cervelli"ridacchia sapendo che avevo ragione.
Una volta non avevo voglia di mangiare e mia mamma mi aveva letteralmente trascinato dal medico.
Avevo mangiato una lasagna intera a pranzo ed era ovvio che alla sera fossi ancora piena ma per mia mamma qualsiasi stranezza era motivo di allerta.
"Hai ragione,prova a pensare ad altro e cerca di non darci troppo peso"sospiro ma annuisco.
Magari aveva ragione,magari ero solo stanca.
Inizio a servire diversi studenti e mi perdo per un attimo ritornando alla mia di realtà,libera da quei sogni.
Ankor
Mi guardo intorno.Il cavallo mi guarda leggermente,in attesa delle mie istruzioni,sospiro non sapendo più cosa fare,come agire.
"Principe e presente?"l'istruttore mi sorride leggermente mentre io annuisco anche se non c'ero realmente,da quel giorno non c'ero più,una parte di me era con lei.
"Deve galoppare ora"mi incita lui.
I suoi capelli grigi erano stati sfumati da del blu notte.
I suoi occhi contornati leggermente da delle rughe mi incitano a proseguire il tragitto.
Le foglie degli alberi iniziano ad oscillare a causa del vento.
"Non riesco"dico d'un tratto.
Scendo di getto e lo guardo "mi dispiace"lui mi guarda scuotendo la testa "non deve scusarsi di nulla maestà"gli lancio uno sguardo minaccioso "ti ho già detto di non chiamarmi così"abbassa leggermente il capo "mi perdoni"sospiro e apro la bocca per parlare ma la richiudo non sapendo cosa dire.
"Hai un giorno libero vai pure"dico semplicemente per poi dargli le spalle.
In lontananza vedo Zar,il suo manto scuro e mischiato al fango del bosco.
"Non ti avevo detto di non sporcarti"sorrido leggermente vedendolo avvicinarsi.
Era cresciuto,non era più un cucciolo.
La sua stazza piccola ormai era solo un ricordo,era adulto in tutto e per tutto,dal pelo più folto al suo sguardo.Solo il suo atteggiamento non era cambiato,il solito giocherellone di sempre.
Gli accarezzo il capo e lui scodinzola leggermente guardandomi.Mi poggia il bastone vicino al piede ed io gli bacio il capo.
"A te manca?"chiedo ripensando ad Isabelle.
"A me tanto"dico poggiando il mio capo sul suo e chiudendo gli occhi.
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La gabbia
FantasySeguito del libro: Il Palazzo Tutto ormai sembra perduto,Ankor vive la sua vita senza più la sua Isabelle.Ogni giorno trascorre e il tempo passa senza però tramutare i sentimenti che lui ha da sempre provato per lei. Isabelle a sua volta vive la sua...
