La chitarra

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Da diverse notti dormo male. Questa casa non è accogliente come un tempo. Forse sono le ansie del mio lavoro che tendono i miei nervi. Dopo una cena frugale mi metto a comporre e spesso la musica assume toni anormali. Come se prendesse vita da sé, si dipana nell'aria della stanza, conducendo il mio subconscio in strani reami della percezione. Verso il tardi mi metto a dormire, ma fatico a chiudere occhio, ossessionato dalle melodie che rimbalzano nella mia testa e tra le pareti, facendosi a volte nitide, a volte appena udibili. A volte sono costretto ad imbracciare nuovamente la chitarra e a suonare.
Ho spesso mal di testa, mangio poco e mi trascuro, dedicandomi ore ed ore al mio strumento.
L'altra sera, dopo le 23.00, devo essermi spinto troppo oltre e mentre suonavo ho sentito il bisogno di concentrare lo sguardo sull'angolo della stanza rivolto a sud. Suonavo un crescendo, sempre piu intenso e dopo un poco mi parve di scorgere, o meglio, di percepire qualcosa oltre il muro. Spaventato mi fermai e corsi a prendere una sorsata d'acqua ed a risciacquarmi. Guardandomi allo specchio del bagno vidi un me stesso smunto, spettinato, dallo sguardo allucinato e dalla camicia fradicia. Mi buttai sul letto e per la prima volta da settimane, dormii fino alle 7.30 del mattino, svegliandomi affamato, ma con la strana sensazione di aver perso un sogno vivido e importante. Mi sforzai ma non riuscii a ricordare.
La sera tornai a casa presto e dopo una breve cena, mi misi alla chitarra. Per un po' ebbi la sensazione di girare a vuoto e di non trovare idee, poi mi incanalai nel flusso delle strane melodie che mi ipnotizzavano da giorni. Venni presto preso da una foga irrazionale e suonai per un tempo che non seppi definire, sospinto verso percezioni extrasensoriali fino a che la visione del sogno si palesò innanzi ai miei occhi: un portone intarsiato che si apriva su una scalinata in marmo che scendeva verso una strada lastricata d'oro che portava a una sorta di acropoli di templi dionisiaci promettenti un'esistenza estatica.
Suonavo e suonavo, piano giunsi al portone e lo spalancai con meraviglia, prima di scendere, sempre suonando, i gradini di quella prodigiosa discesa. Mi inoltrai sulla strada d'oro e mai più mi voltai indietro verso casa.
Domenica mattina, alle ore 6.25, l'agente di polizia Alberto Jimenez ed il suo collega Roger Li, avvistano il cadavere di Edoardo Ricci, musicista italoamericano, età 44 anni, single, apparentemente suicidatosi buttandosi dalla sua finestra al 5 piano del 13 di Witch Road a Providence, nel New England. Accanto al cadavere è stata ritrovata, miracolosamente intatta una Fender Stratocaster rossa del '66 di proprietà del defunto. Ignote le ragioni del gesto.

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⏰ Last updated: May 03, 2022 ⏰

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