Cap I

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 1780

Erano a poche ore da Roma quando Albert si risvegliò.

Provato dalla calura di fine agosto e dal lungo viaggio in carrozza, faticava a rimanere sveglio durante gli spostamenti fra una città e l'altra. A Venezia e Firenze non aveva fatto altro che scorrazzare in giro e la notte rimaneva sveglio anche fino l'alba per riportare tutto sul suo diario di viaggio, a volte la notte la passava nelle locande in compagnia di altri giovani rampolli che stavano intraprendendo il suo stesso viaggio, il più delle volte per informarsi nel caso si fosse perso qualcosa da vedere. La mancanza di riposo lo portava inevitabilmente a crollare non appena saliva in carrozza e alle critiche puntuali e taglienti del suo precettore Hans, ma che del povero valletto Otto, che aveva come compito proprio il seguirlo ovunque andasse.

Si stiracchiò e il suo sguardo vagò alla ricerca del libro che stava leggendo, lo ritrovò accanto ad Hans, seduto di fronte a lui e intento a scrivere. Probabilmente lo aveva raccolto quando gli era scivolato dalle gambe.

"Ben risvegliato signorino"

Lo salutò Hans, non senza una nota di ironia nella voce, sembrava avesse ormai rinunciato ad avere Albert come compagno di viaggio attivo e loquace e lo lasciava dormire beatamente, occupando il tempo scrivendo lettere ai genitori del ragazzo. Al contrario di Albert e del resto della compagnia, riusciva a mascherare la spossatezza dietro la consueta espressione severa.

Guardò brevemente dal finestrino il paesaggio campestre laziale, sempre uguale da giorni, sentiva Otto conversare fuori con il cocchiere, recuperò il libro e cercò pigramente il punto dove era arrivato, ovvero un'illustrazione della sezione del Pantheon.

Erano passati quattro mesi da quando aveva lasciato Monaco per il suo Grand Tour. Aveva a lungo cercato di persuadere il padre che, uomo all'antica quale era , non vedeva niente di buono in quel nuovo fenomeno, tutto inglese tendeva a sottolineare con disgusto, che portava solo un frivolo spreco di tempo e denaro :

"I tuoi amati ruderi romani li puoi studiare dalle illustrazioni dei tuoi libri, seduto alla tua scrivania" aveva sentenziato la prima volta, senza neanche guardarlo in viso. Hans dal canto suo era d'accordo col padre, anche se Albert era convinto più per la sua natura sedentaria che per altro. Nonostante ciò il padre, forse ammorbidito dall'ottima condotta del figlio, alla fine cedette e, il giorno del suo diciannovesimo compleanno, gli annunciò che sarebbe partito per l'Italia il mese dopo. Certo, ebbe delle limitazioni,il padre mise a disposizione risorse per un viaggio estremamente sobrio, Albert non viaggiava decisamente come altri suoi coetanei che attraversavano la penisola su delle vere e proprie case su ruote e un corteo di servitori al seguito, come un giovane conte fiammingo che avrebbe conosciuto poi durante il soggiorno fiorentino. La madre, turbata, aveva fatto il possibile affinchè il figlio potesse almeno permettersi alloggi degni di una persona del suo rango. " Non siamo mica pezzenti!" aveva protestato fra i denti , rivolta al marito. Ma in verità tutto ciò passava in secondo piano per Albert, finalmente poteva abbandonare tutto quello che conosceva, la boriosità della vita aristocratica, la casa bavarese che percepiva come un collegio e i suoi genitori che, seppur amati, avevano fatto di quella realtà statica i loro migliori abiti. Avrebbe finalmente raggiunto quei luoghi tanto agognati e visitati solo attraverso la sua immaginazione, dove una civiltà ormai lontana secoli aveva lasciato le tracce imperiose della sua esistenza, che lui avrebbe potuto toccare finalmente con le sue mani, non solo ammirarle dai quadri di vedute, ormai giunti anche nei salotti da lui frequentati.

"Porterò uno di quei quadri a mia madre" aveva deciso Otto una mattina a Venezia. Aveva solo quattordici anni ed era stato eletto valletto di Albert per l'occasione dalla madre di quest'ultimo.

"Non ha mai messo il naso fuori da Monaco, le farà piacere vedere qualcosa di diverso!"

La madre del ragazzo, che era stata la nutrice di Albert, si era inizialmente opposta ma l'entusiasmo del figlio, ampiamente appoggiato dalla padrona di casa, avevano alla fine prevalso su di lei.

Rome, 1780.Stories to obsess over. Discover now