Capitolo 1

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Come sempre lui era li, ad allenarsi insieme alla sua squadra di basket in vista del campionato. Il mio era un appuntamento fisso, ogni sera alle 6, dal lunedì al venerdì, entravo in quell'immensa palestra e mi sedevo nell'ultimo posto dell'ultima fila in alto a destra, mentre lui palleggiava e chiacchierava con i suoi amici. Solo allora potevo osservarlo in tutta la sua bellezza, senza essere condizionata dalla sua vicinanza essendo che non mi vedeva, o così pensavo. Osservavo i capelli castani portati indietro da una fascia, la fronte leggermente  gremita di sudore, gli occhi scuri solcati da delle leggere occhiaie, stanchi ma vivaci, il suo portamento dominante in campo. Amavo vederlo giocare, vedere come ogni sua minima espressione, ogni frammento dei suoi sentimenti. Di solito, quando faceva canestro, alzava il pugno verso l'alto, sorridendo fiero ai suoi amici. Ma un giorno guardò me, fra tutti, e mi sorrise. Pensai si fosse sbagliato, che fosse una semplice coincidenza, dopotutto non ci conoscevamo neanche, ma lui continuò, ad ogni canestro fatto mi guardava e sorrideva splendidamente, lasciandomi interdetta. Mi aveva vista allora...cosa ne pensava di me? Mi conosceva? Mi aveva già visto? Inizialmente mille pensieri mi affollavano la mente ma dopo poco non ci feci neanche più caso, troppo concentrata su di lui e sulle sue attenzioni. Il tempo passava e ad ogni partita ero sempre più coinvolta, decidendo anche di sedermi più vicina al campo, per osservare meglio la partita. Ero davvero felice, finalmente anche lui mi vedeva, mi sorrideva, forse anche lui provava gli stessi sentimenti che provavo io. Andammo avanti così per qualche mese fino a quando, un giorno, lui si fece male. Nell'esultare nella mia direzione non aveva visto un ragazzo appartenente all'altra squadra che, in un moto di rabbia per la sconfitta, si era catapultato su di lui provocandogli una lesione al menisco. Corsi da lui, sentendo la colpa addossarsi sulle mie spalle anche se continuava a ripetermi che  era stato solo un banale incidente, sorridendomi amorevolmente. Non poté giocare per parecchio tempo, anche se non mancava mai un allentamento. Inizialmente cercai di ignorare quel sentimento soffocante, andando a vedere gli altri ragazzi della squadra allenarsi ma ogni volta che posavo lo sguardo su di lui ripensavo a ciò che era accaduto, perciò smisi di andarci. Passò un anno, nel quale ci allontanammo molto nonostante inizialmente lui cercasse in ogni modo di parlarmi. Il suo sorridere ad ogni canestro era ormai rivolto ad un'altra ragazza dai morbidi capelli ramati e dal viso dolce, così diversa da me. Non ero più andata ad una partita, decidendo di star alla larga dalla palestra il più possibile, fino a quel pomeriggio. In ogni angolo della scuola manifesti rappresentanti la partita imminente sfoggiavano i colori della nostra squadra più accesi che mai, donando la carica ai tifosi riuniti nell'edificio. Non c'era un motivo preciso, eppure decisi di dare un occhiata alla partita, per pura curiosità. Mi misi al mio solito posto, nell'ultimo posto dell'ultima fila in alto a destra, puntando gli occhi sul campo. Subito lo vidi, raggiante come sempre con una fascia a bloccargli i capelli umidi ed un sorriso fantastico che trasudava sicurezza. La sua ragazza, stranamente, non si trovava sulle tribune, ma non ci feci caso più di tanto, troppo occupata a seguire il gioco. Mi ricordai solo allora quanto mi divertisse guardare questo sport, l'adrenalina saliva ogni qualvolta un nostro compagno faceva un punto o quando un nemico si avvicinava al canestro. Cori di incitamento sovrastavano il chiacchiericcio nella palestra quando, a pochi secondi dalla fine, lui riuscì a prendere la palla dirigendosi velocemente al canestro avversario. Fremetti nell'attesa e nell'ansia dello scorrere del tempo, ignorando i commenti intorno a me. E, un secondo prima dello scadere del tempo, la palla entro nel canestro, assicurando alla squadra la vittoria. Mi alzai unendomi agli altri spettatori in un rumoroso applauso, non notando inizialmente il suo sguardo su di me. Mi bloccai notando il suo stupore quando il suo sguardo si incrociò distrattamente con il mio. Iniziò a camminare velocemente, fino a correre tra gli spettatori. Mi raggiunse e potei notare la sua felicità, nonostante la stanchezza della partita. Mi prese per mano, sussurandomi un ti amo all'orecchio, e mi baciò dolcemente sulle labbra. Sorrisi ricambiando, mentre stringevo le sue mani per paura che lui potesse andarsene da un momento all'altro. Ero felice di essere andata a quella partita, ero felice di essere con lui.
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Angolo autrice~
Mi ripresento su questi sito con questa storiella scritta qualche mese fa mentre guardavo una partita di basket, sto pensando di trasformarla in una long ma la mia scarsa ispirazione non me lo permette al momento, magari in futuro lo farò~
(Ringrazio eyaami per le correzioni finali e per avermi messo in testa l'idea della long 😅)

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