Era il solito ragazzo di diciassette anni, scontroso e con milioni di sfaccettature, perennemente arrabbiato e con il commento sarcastico sempre pronto sulla punta della lingua. Era tristemente conosciuto per essere il ragazzo delle risse, colui che, se qualcuno avesse provato a contraddirlo, sarebbe certo finito con le spalle a terra ed il corpo segnato dai lividi. Cosa poteva farci lui? La risposta è ben poco, venendo da un'infanzia segnata da solo odio e violenza, le uniche cose che gli erano rimaste. Ormai non rispondeva nemmeno agli insulti, non esistevano mezzi termini: o li digeriva come pillole o rispondeva con le mani. Abbiamo scambiato alcune parole solo due volte: la prima quando mi ha chiesto i compiti e la seconda dove mi ha (quasi) obbligato a passarglieli; aveva pochi amici e di certo chi poteva scegliere se non suoi simili, il meno peggio era forse Felix, con cui ho sempre mantenuto buoni rapporti. Hyunjin era sempre molto silenzioso, anche i suoi occhi spenti non riuscivano a parlare e la maggior parte delle volte lanciava occhiate solo per squadrare le persone dall'alto in basso, rendendosi poi conto che sarebbe stato, in qualsiasi caso, nettamente superiore. A scuola andava anche bene, solo che la bravura era ovviamente sproporzionata al suo comportamento; secondo il suo ragionamento infatti, proprio il suo rendimento scolastico lo autorizzava a terrorizzare metà dell'istituto (parole di Lix, a cui credo, più o meno).
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Cosa dovrei dire di me? L'unica cosa di cui sono orgogliosa è il mio nome, Melanie (si, proprio come la Martinez), mi piace davvero tanto e lo trovo assai singolare. Ho diciassette anni e adoro giocare a pallavolo, considerato da tutti uno sport "poco aggraziato", ma come tutte le ragazze anche io ho la mia femminilità. Se non sono fuori a passeggiare con i miei amici, mi trovo in casa a disegnare qualsiasi cosa mi passi per la testa; ho un carattere forte, vivo alla giornata e sono molto diretta, infatti mi pento molto raramente delle mie azioni perché la vita è solo una, bisogna viverla pienamente ogni singolo giorno. Non escludo di essermi spinta troppo oltre in molti litigi, in cui ho veramente perso la testa e sono passata alle mani, ma non le ho mai alzate per prima (almeno sono consapevole di sapermi difendere, no?). Anche io, come Hyunjin, ho avuto il mio passato ma ho usato quelle esperienze per forgiare la persona che sono ora, anche se preferirei lasciare quegli episodi in un cassetto chiuso a chiave. Sono una ragazza abbastanza versatile, ben bilanciata come dice mia madre: non sono estremamente estroversa, ho i miei amici, ma certe volte credo che sia giusto avere un po' di tempo per mandare in stand-by la mia "batteria sociale". A scuola vado bene in quasi tutte le materie, adoro i vari tipi di scienze, mentre devo ancora digerire le materie umanistiche: preferisco che ciò che studio mi dia risultati unici ed esatti, non varie interpretazioni; mi servirebbe proprio aiuto in letteratura, infatti più di una volta ho rischiato il debito, ma sono riuscita sempre a salvarmi all'ultimo. Faccio sempre in modo che i miei sentimenti non prendano il sopravvento ma, come tutti noi, la sfera emotiva afferra spesso le redini e soffoca quel briciolo di razionalità del mio cervello; non bisogna reprimere le nostre emozioni, lo dico sempre, ma credo che sia necessario evitare questa disastrosa (nel bene e nel male) anarchia.
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