Capitolo 1: lovely London sky

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Anni '30

Il cielo grigio su Londra rimaneva fosco e uggioso, come se aspirasse via tutta la felicità del mondo, i momenti divertenti e le risate.
Talvolta neanche Mary Poppins riusciva a stare al passo con tutto. Accadde quando i figli di Michael Banks una sera erano piuttosto tristi perché a loro mancava la madre: Mary Poppins cantò loro una canzone che parlava del “posto dove vanno le cose perdute” e che quello che realmente gli manca è solamente nascosto tra loro. Fu allora che realizzò che le stava mancando qualcosa terribilmente. Infatti Mary Poppins non ha mai avuto la possibilità di amare. Passava da un lavoro all'altro, spit-spot. "Pulisciti le scarpe e non dimenticarti dell'ombrello", questo era il suo motto.
Nonostante fosse veramente tardi, la tata stava pensando ad una persona in particolare: Jack l'acciarino. Era un uomo insolito... Nonostante tutte le sue disavventure aveva ancora l'anima di un bambino. Affascinante e imprevedibile al tempo stesso. Jack. Nessun secondo nome. Solamente Jack. Jack Poppins, pensò ingenuamente Mary. "No, non essere stupida..." si rimproverò "... In più non hai il permesso di infatuarti come una scolaretta. Non più."
Ma non faceva mai a meno di notare come Jack aveva cantato sul palco "quella sporca canaglia", oppure non faceva a meno di notare che lui non ha mai dubitato della sua magia o che non ha mai perso la fiducia in lei. Forse c'era qualcosa di speciale che era nascosto in lui e che Mary non aveva ancora notato.
Quella sera Mary Poppins era seduta sul parapetto del balcone dei bambini  Banks, pettinando il suoi capelli marroni che altrimenti non sarebbero stati così ordinati.
C'era ancora un ciuffo che stava per sistemare anche se non fece a tempo a metterlo in sesto che sobbalzò dalla paura quando sentì una mano nascondere dolcemente il ciuffo dietro il suo orecchio.
"Hai un ciuffetto lì, Miss Poppins" la voce di Jack la riportò velocemente alla realtà "Spuntano sempre nei momenti più inopportuni, vero?" Continuò.
"Sinceramente, come se i miei capelli fossero tutt'altro che perfetti, sono sicura di non sapere di cosa tu stia parlando" rispose Mary con il suo classico tono. "Si può sapere il motivo per il quale sei ancora sveglio così tardi? Sono le 3:30 del mattino."
"La stessa domanda potrebbe essere posta a te, Miss Poppins" sorrise ampiamente l'acciarino.
"Una tata che si rispetti non dorme mai durante le ore lavorative" rispose a tono Mary, mentre puliva l'orlo del suo cappello, cercando di trovare qualcosa da fare per evitare di incontrare i suoi occhi blu. "Considerando anche che sono immortale e semplicemente non sento la necessità di dormire."
"Beh, allora i bambini saranno in disappunto, no?" Jack sospirò teatralmente.
"In disappunto?" Mary girò precipitosamente la sua testa volgendo il suo sguardo su di lui. "Sicuramente questo non possiamo permetterlo, vero? Prosegui il tuo discorso, spiegandomi perché dovrebbero essere in disappunto"
"In pratica ho detto loro le seguenti cose: tu non spieghi mai nulla,..." le disse, causandole una leggera risata "...come i tuoi occhi sono del blu più profondo che abbia mai visto. E come una tata possa essere così...ehm..."
"Continua, non lasciare la frase in sospeso" gli rispose roteando gli occhi e odiando la risatina che le era scappata.
"Così... Di bell'aspetto" finì velocemente Jack.
Questa volta Mary Poppins rise con più sentimento: sembrava la risata di un angelo.
Si alzò dal parapetto e si sedette vicino a lui, guardandolo negli occhi solo dopo aver sistemato perfettamente la sua gonna e dopo aver ordinato meticolosamente i capelli. "È piacevole sentirsi dire che sono adatta agli standard maschili" disse facendo un sorrisetto "Per ora è sufficiente essere “di bell'aspetto” "
"No, io non intendevo in quel-"
"Oh io sono certamente sicura che intendevi dire proprio così e non c'è alcuna cosa di cui vergognarsi" disse sollevando il cappello e nascondendo dietro l'orecchio un ciuffo di capelli marroni "Caspita, i ciuffi. Spuntano sempre nei momenti più inconvenienti, non è vero?"
Mary volse lo sguardo verso la camera dei bambini quando una minuscola lacrima stava scivolando lungo la sua guancia; la delicata luce della luna permise a Jack di scorgerla e di asciugarla delicatamente.
"È forse una lacrima che vedo adornare la graziosa pelle di Mary Poppins?" disse Jack che sembrava stare sul punto di piangere anche lui.
"Anche le tate piangono" disse Mary "sebbene non siamo abituati a mostrare le nostre emozioni davanti ad altri soggetti, succede qualche volta."
"Intendi le tate?" chiese Jack.
"No caro" disse "gli inglesi."
Jack rise sotto i baffi e baciò Mary sulla guancia. Mary Poppins cercò di ignorare quanto le sue guance si stavano tingendo di un rosso intenso sotto il chiaro della luna.
"Penso che sia così che gli inglesi esprimono per qualcun altro" disse Jack.
"Hai limitatamente ragione ed è sufficiente per ora" disse Mary "La vita di noi immortali deve essere condotta ciascuna per conto proprio, n'è vero? Camminare lungo la strada dell'eternità da soli"
"Non deve esserlo forzatamente" disse Jack. "Qualche volta noi tutti abbiamo bisogno di un acciarino che accende la luce nelle strade più buie" "Ci lascerà presto, miss Poppins? È per questo che ha versato quella lacrima?" le domandò.
"Buona notte, Jack" disse Mary Poppins, evitando di rispondere e tornando nella camera dei bambini Banks.
"Oh, e Jack" disse girandosi con un timido sorriso "ti permetto di chiamarmi semplicemente Mary."
Con questa frase, chiuse la vetrata e comparve un largo sorriso sulla faccia di Jack, che nel frattempo stava accendendo la luce di un lampione sotto il manto di un milione di stelle.

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@donnanoble

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⏰ Last updated: Jul 25, 2019 ⏰

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