Prefazione
Le mie serate si trasformano da locale a locale.
Decido di esporre a voi posteri codesta esperienza in quanto mi ha lasciato alquanto perplesso.
Passò tutta la serata a punzecchiarmi, scherzando, bevendo e intrattenendomi con i piacevoli trucchi del fumo di una sigaretta.
Anche maschio più bruto capiva che ella bramava ciò che stava in mezzo alle mie gambe, così decisi di squadrarla e vedere se ella poteva essere una degna limonata.
Subito vidi il trucco agli occhi che leggermente allungato alla faraona rendeva il suo sguardo felino.
Indossava un vestito nero e spesso si scomodava per rialzarlo (per paura di mostrar a ignoti le sue mercanzie), in fine notai un pigmento situato al di sotto del collo, un ghirigoro con delle farfalle, e io, da amante dei tatuaggi, non potei far altro che rimanerne affascinato.
Subito con un fischio richiamai il mio fedele che distrusse le mie speranze con la frese: "È fidanzata"
Solo allora notai la collana con un mezzo cuore spezzato, ormai marchio usato dai ragazzi per informare che la codesta ragazza é presa, e che gli altri possono andar a prenderlo in esto posto.
Decisi quindi di andare in bagno per scrivere al Saggio chiedendo un parere, rispose ridendo con un consiglio non applicabile la sera stessa ed io tornai al palco. La gatta subito mi bracco come un felino caccia la sua preda, sentii le sue candide mani accarezzar il mio coppino, e il suo seno appoggiarsi al mio petto.
In risposta in mezzo alle gambe con un urlo la belva si risvegliò.
Ballammo per alcuni momenti e io come da copione mi accinsi a infilare la mia lingua nelle sue labbra per poi contorcersi con la sua, ma ella continuava a scuotere la testa come una forsennata, "La blocco" pensai, ma sarebbe stato da bruti, allora provai in altra maniera: avvicinar prima la fronte in modo da appoggiarla delicatamente alla sua, ma il risultato fu un doloroso -da parte sua- schianto. Rise. Spavaldo porsi in avanti il mento, lei lo scansò con effetto Matrix e appoggiò la fronte alla mia spalla, la accarezzai dolcemente e le mie narici si riempirono del suo dolce profumo.
Ma notando la scomparsa della sua amica si alzò impetuosa a cercarla.
Un po' deluso tornai alla festa.
Le mie delusioni vennero presto placate quando sentii una mano prendere la mia, una volta voltatomi, rividi la mia bella, che bramava per un' altra danza.
Le sue mani tornarono al punto di partenza, ma stavolta scesero lungo il collo per poi sostare sulla camicia, e lì sentii i primi tre bottoni slacciarsi, sicuro di me riprovai il mio approccio, stavolta la sua testa non si muoveva più, quindi appoggiai le mie labbra alla sua guancia e le mollai un buffetto, lei gradì, ma quando mi spostai sulle lebbra lei rifiutò con un verso di disapprovazione, stanco dei suoi giochetti approfittai della quarta palpata del mio fedele -rivolta per scherno alle mie natiche- per staccarmi dalle sue grinfie e tornare al gruppo.
Ma subito la felina mi riprese: ella mi desiderava, ma allo stesso tempo non voleva tradire il suo amato. Quindi decisi di divertirmi con lei. Approfittando di un abbraccio le palpai le natiche, lei si ritrasse spingendo il seno nuovamente contro il mio petto e rise lanciandomi uno sguardo severo, ma il mio piano non era finito lì: così slacciai la cerniera del vestito come lei aveva fatto con i miei bottoni, emise un gemito scherzoso e se la ritirò su, lasciandola comunque a un quarto dalla fine, ma questa volta il cavaliere in me non emerse e diventò fellone..
La serata proseguì con piccanti strisciate e massaggi durante le danze.
Soddisfatto dall'accaduto mi riunii al branco e gettando un occhio tra la folla vidi un altro mio fedele, vecchio compagno di molte disavventure, dato che -visto il suo aspetto- é impossibile cuccare standogli affianco.
Mi lanciai fuori e i nostri palmi si scontrarono, subito mi propose di provarci con due pulzelle, sapendo già del fallimento accettai. E al seguito della risposta negativa risposi consolandolo: "torniamo che le ho scoreggiato addosso!".
Lui rise e tornammo, mancavano ormai pochi minuti e li spesi saltando con un estraneo a ritmo di una canzone e presto dovemmo partire. Salutai il nuovo conosciuto e la mia bella -soprannominata poi figa di legno dal mio fedele- ed ella mi rispose con un tenero bacio sulla guancia unico mio trofeo della serata, e anche se so con certezza che presto i nostri sguardi si incontreranno ancora mi sfugge malinconico il quando.
Ma soprattutto le conseguenze mi affliggono e mi affascinano.
Ora che sono nel calor del mio letto mille pensieri mi affollano la mente, ma una voce urla più delle altre e dice:
"Oh troia, che problemi hai?"
