"Non possiamo tenerli qui, è pericoloso!"
"Lo so, ma come facciamo?! Non possiamo mica abbandonarli!"
"Beh...forse, per loro, è meglio..."
Questo è ciò che avevo sentito mentre spiavo i miei genitori, non potevo credere a quello che avevo appena dovuto ascoltare, i miei genitori volevano abbandonare me e i miei fratelli, soltanto perchè eravamo ebrei...Okay forse era una buona ragione per cui trovare una qualche situazione, ma abbandonarci decisamente non era quella giusta. Così sono andato in camera per pensare a un piano: ero sicuro che se ci volevano lasciare da qualche parte sarebbe stato il bosco, l'unico posto nel quale non ci avevano mai permesso di andare per paura che saremmo persi. Dopo qualche momento di riflessione capii cosa avrei dovuto fare, decisi di prendere dei sassolini da far cadere lungo la strada. Quella sera stessa sgusciai fuori dalla finestra di camera mia, verso l'esterno dove, visto che era inverno, faceva un freddo pungente e tirava un vento che avrebbe facilmente potuto abbattere un albero; nonostante tutto ciò riuscii a prendere una notevole quantità di sassi e riempirmene le tasche.
Il mattino seguente i miei genitori hanno avvisato me e i miei sette fratelli che ci saremmo dovuti preparare per una gita nel bosco. Gli altri erano molto eccitati all' idea di entrare nel "bosco proibito", soltanto io non condividevo la loro gioia. Decisi di non dire niente ai miei fratelli riguardo alla discussione che avevo sentito la sera precedente, visto che tanto sapevo in che modo tornare a casa.
Abbiamo camminato per qualche ora nell'oscuro bosco senza mai fermarci e io, ogni tanto, lasciavo uno dei sasssolini lungo la strada. Alla fine ci permisero di fare una pausa e loro ci dissero che sarebbero andati a ercare dell'acqua, ma ovviamente non tornarono.
Io sapevo dove erana, o meglio dove stavano andando, ma i miei fratelli si preoccuparono molto, secondo loro poteva essere successo di tutto; avevano addirittura speculato che potevano aver incontrato dei soldati tedeschi per la strada e che loro si potessero essere accorti che erano ebrei.
Io dissi ai miei fratelli che probabilmente la cosa migliore era tornare a casa e, quando mi feccero notare che nessuno si ricordava da dove eravamo arrivati, io indicai la scia di sassi sul terreno e gli spiegai che quei sassi arrivavano fino a casa e che li avevo seminati per ogni evenienza.
Così ci si incamminò a seguire la strada di casa e, anche se cominciava a tramontare il sole, non ci siamo mai fermati perchè sapevamo che il bosco ra pericoloso, era lì che i tedeschi si nascondevano e si consumavano le battaglie più violente.
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Broken silence
AventuraUn riadattamento della fiaba di "pollicino" ambientata nella seconda guerra mondiale.
