« Dayde siete praticamente sconfitti. Credevi di essere in grado di farmi capire qualcosa? Bene tutto ciò che ho capito è che questi tempi passati a prendere la polvere sul quel divano allenando i pollici a pigiare bottoni e tasti, non serviranno mica a sconfiggermi? »
Si gira dandomi le spalle per farmi irritare.
« Dayde cosa me ne faccio di streghe e stregoni in grado di ordinare gingilli e cianfrusaglie inutili on-line? La magia è diventata obsoleta? Allora non saresti un mago ma un soprammobile come tutto ciò in cui sperperate soldi? Ci manca solo che compriate una teca on-line per mettere in vendita la vostra bacchetta. Tanto non vi serve a nulla. »
Continua lui beffandosi di me e di tutti quanti qui presenti.
« Allora cosa vorresti farne del tuo consigliere e di tutti noi? Dalle tue parole sembriamo bestie ignoranti. »
Gli dico uscendo fuori di testa.
Scende dal trono e cerca di avvicinarsi a me, io faccio un passo indietro rischiando di cadere dai gradini quando con un colpo di bacchetta faccio apparire il mio hoverboard e ci salgo alzandomi in alto.
« La tecnologia non è inutile: viviamo nel progresso accettalo. »
Gli grido mentre lui si innalza in volo.
« Bene ora potresti andare più veloce? »
Richiamo il mio hoverboard con un tocco di magia: almeno ora siamo in vantaggio.
Scappo via dalla sua reggia e torno indietro a reclutare la massa.
« Gerome vuole distruggerci e da consigliere sono obbligato a informarvi di tutto senza mentire. »
Li avverto come mio solito.
Molti si guardano intorno e alcuno continuano a guardarsi a vicenda spiazzati.
« Perché dovrebbe? Dobbiamo dirgli che ci stai mentendo? »
Grida un ragazzo più o meno alto quanto me.
Mi avvicino a terra e scendo dalla mia tavola.
« Non sto scherzando: mi ha riferito di detestare il nostro atteggiamento nei confronti di nostra madre Magia e che l'abbiamo sostituita con la tecnologia. Se per questo ha anche detto che noi non gli serviamo più in questo ruolo. Ha giurato di ucciderci tutti. »
Gli dico stringendo le mani tenendo la mia tavola alla schiena.
« Potrebbe sostituirci con altri maghi provenienti dalla sua bacchetta! »
Dice un signore impallidendo.
« APPUNTO! »
Grido portando tutti in un luogo sicuro.
Ritorno al capanno e raccolgo tutte le nostre armi che ho meticolosamente realizzato: con tanta tecnologia.
Le teletrasporto al capanno vicino al punto di raccolta e chiamo tutti al loro dovere dividendo i comandi e le armi di battaglia.
« Svegliatevi tutti! Prendete i vostri hoverboard e venite da me per ricevere i vostri comandi, sento Gerome alle mie spalle. »
Dico a tutti quanti e infatti un secondo dopo Gerome distrugge interamente il capanno.
Salgo sulla mia tavola e inizio senza ragionare a sparare a tutti i suoi scagnozzi nei miei dintorni con la mia pistola al laser.
Peccato che Gerome ha abbastanza tempo per farli resuscitare tutti quanti.
Mi giro verso i miei compagni che guardano la scena terrorizzati e terrificati.
« VENITE QUI SE VOLETE SAPERE LA VERITÀ! »
Li chiamo tenendo in servo per loro una grande verità.
Iniziamo tutti quanti a sparare a tutti quanti distruggendo un centinaio di bacchette irrecuperabili.
Prendo una grande fetta di gente e la butto a terra in cinque minuti soltanto gridando a pieni polmoni dalla rabbia.
« Gerome prima o poi dovrai dire la verità a tutti noi! O sarai tu o sarò io. »
Gli grido in faccia pieno di sudore lungo le mie braccia.
« Quale verità?! »
Mi chiede cercando di prendermi quando un mucchio di gente gli salta addosso.
« Su ciò che noi non siamo. »
Gli dico fermandomi per guardare il mio ciondolo.
Qualcuno mi viene addosso facendomi cadere il ciondolo dalle mani facendomi sbattere la faccia a terra.
« La tecnologia è inutile. »
Mi grida un signore alle spalle mentre io cerco invano il mio ciondolo in mezzo a questi corpi.
Vengo costretto a ricominciare la mia battaglia perciò in preda alla rabbia, spazzolo via un sacco di gente con un urlo mastodontico.
Tutti si spaventano così inizio direttamente a distruggerli uno a uno accompagnato dai miei compagni.
La mia pistola viene distrutta da Gerome quindi afferro il fucile al plasma del mio vicino e lo aumento di potenza con un colpo di bacchetta.
« Io non sono uno stregone. »
Dico in faccia a Gerome puntandogli l'arma in faccia.
Continua a beffarsi di me.
« Vorrei vedere come sei in grado. Sei soltanto un pivello: non faresti mai questo al tuo capo. »
Mi prende in giro così lo afferro per la tunica premendo il grilletto assieme a centinaia di finti stregoni.
Tutti quanti gli spariamo in testa e in altre parti del corpo facendolo cadere a pezzi sopra i suoi scagnozzi.
« Cosa facciamo adesso! »
Grida il piccoletto ripiegato su sé stesso.
Guardo tutto questo massacro di gente e forzo un sorriso.
« Li condanniamo all'inferno, ma prima. »
Mi chino per spezzare la bacchetta di Gerome: adesso non può più fare niente su di noi.
Uniamo tutti i nostri poteri e con 99 piccole mie lacrime di verità, riusciamo a dannare tutti quanti all'inferno liberando la piazzuola.
La prima cosa che mi salta all'occhio è il mio ciondolo d'oro sul punto di cadere in una crepa.
Lo raccolgo in tempo e lo apro per guardare la foto al suo interno: non le dimenticherò mai, come spero che nessuno sappia la verità.
È il caso di riportare tutto alla normalità.
Deabilito le bacchette di tutti streghe e stregoni per poi distruggerle.
« Normalis vitae est. (ho usato google traduttore.) »
Dico per riportare tutti come prima cancellando il ricordo di ciò che erano adesso e riportando le vecchie memorie in mente.
Prendo il mio hoverboard e il fucile nascondendoli in un posto sicuro a casa mia, la mia vera casa, per poi ritornare indietro nel tempo dove sono stato rapito.
« Dayde dov'eri finito?! Ti ho cercato per ore e ore, mi sono preoccupata quando hai smesso di rispondermi dopo due ore che eri fuori. Lo sai benissimo che ho bisogno del tuo aiuto. »
Mi dice Lara tutto d'un fiato appena rientro finalmente in casa mia nel mio mondo.
« Scusami amore, Lara, avevo una questione da risolvere e sono tornato al tempo giusto per stare con voi. »
Le dico alludendo al mio passato da schiavo di uno stregone.
Non è mai riuscito a cancellarmi la memoria grazie al piccolo ricordo della mia famiglia: il mio piccolo ciondolo d'oro.
« Allora dov'è la piccola Rose? »
Le chiedo agitato e lei contenta mi porta da lei.
« Eccola. Sai tesoro... Non so se riuscirà a mettersi in sesto come tutte le altre bambine: ho paura. »
Mi dice agitata.
« Con la tecnologia si possono fare un sacco di cose. Lei è solamente nata in pochettino prima delle altre, ma è perfetta così com'è. »
Le dico aspettando questo momento per dirglielo.
Si gira e vede una cosetta uscire dai miei jeans.
« Cos'hai lì dietro? »
Chiede avvicinandosi.
« Niente. »
Le dico facendo sparire la mia bacchetta in un posto sicuro accanto alle mie armi.
« Sei il nostro supereroe piccolo stregone. »
Dice avendomi scoperto comunque.
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