Molte volte cerchiamo la luce quando siamo al buio e non riusciamo a vedere.
Tutti noi ci ricordiamo di quando eravamo bambini e avevamo paura del buio ,perché magari avevamo gli incubi, al punto tale da andare a chiedere ai nostri genitori se potevamo dormire nel loro letto che ha l'accoglienza che solo e soltanto nella propria famiglia si riconosce.
E forse ci possiamo ricordare tutto quello che i nostri genitori hanno fatto per noi, ma non potremmo mai sapere come sono riusciti a fidanzarsi, poi a sposarsi e poi ad avere un figlio.
Io però so che la luce che cerchiamo si trova solo accendendo l'interruttore, che non troviamo subito, se ci pensiamo dobbiamo sempre cercarlo con la mano prima di poter accendere finalmente la luce e poter vedere con i nostri occhi .
"Mentre io cercavo l'interruttore venivo investita da un'ondata di oscurità che travolgeva e rovinava tutto quello che toccava, tranne me, perché l'ho trasformata in un'ondata di inchiostro nero che provava rancore per quello che aveva fatto, e provava possesso nei miei confronti, mentre io provavo amore puro."
L'amore è così: ognuno ha un suo modo di esprimersi e di certo non sono io a dire che alcuni modi sono più giusti di altri, ma di sicuro a tutti noi piacerebbe avere l'amore che si vede nelle favole che quando eravamo piccoli ci piaceva tanto leggere, ovvero un principe perfetto che si sposa con una principessa perfetta e vivono una vita perfetta piena di frasi romantiche.
Ma la vita come l'amore non è questa: è affrontare la realtà è prendersi la responsabilità di ogni cosa che decidiamo di fare o di dire, perché ogni volta che parliamo possiamo ferire una persona, anche se non vogliamo.
Questo perché noi siamo esseri umani e da tali siamo coinvolti dai sentimenti: piangiamo leggendo i libri romantici con finali tristi, perché ci commuoviamo; gridiamo quando ci succede qualcosa di brutto, perché proviamo il dolore; sorridiamo quando qualcuno ci dice qualcosa di bello o fa un bel gesto, perché proviamo la felicità ; ma soprattutto ridiamo tanto quando la persona che amiamo di più al mondo, anche più di noi stessi ci dice qualcosa per cui non riusciamo a trattenere l'emozione, perché è questo che siamo: pieni di emozioni da esprimere e di certo non finiranno dopo il primo amore, ma è sicuro che il primo amore non si scorda mai perché ti entra con una pugnalata al petto ed è difficile andare avanti quando i tuoi pensieri corrono a una persona sola: ogni volta che parli di qualcosa c'è lui; ogni volta che vuoi dire qualcosa, stai per nominare lui, è inevitabile.
"Ma mentre io provavo tutto questo, e mi sentivo la persona più completa al mondo, lui si è fatto strada in me e ha trovato il sentiero giusto per farmi soffrire, per prendere il mio cuore e la mia anima e sbattermeli davanti agli occhi pieni di lacrime versate per lui, mentre li sbriciolava come un ombretto secco, ormai da buttare via.
Credevo che ci si innamorasse veramente una sola volta nella vita, ma prima la mia vita con Noah era semplice, forse troppo, e ora dopo di lui è solo dopo: una cosa che è iniziata e non è più finita.
Ma all'inizio è stato difficile credere che fosse un amore infinito, soprattutto quando ho ceduto di aver vissuto le esperienze più belle della mia vita, mentre invece la persona a cui avevo donato corpo, cuore e anima mi stava solo usando".
In effetti, per lui all'inizio era solo un gioco abitudinario, una cosa che faceva con tutte: le usava e poi le buttava via, ma lei gli si è insinuata dentro e lui non è riuscito a trovare la forza di farla uscire, prima che fosse troppo tardi: prima che lei diventasse il suo respiro, il suo battito cardiaco, il suo motivo di provare ad andare avanti, il suo tutto.
Lui aveva realizzato che non si trattasse più di un gioco, ma non aveva le forze anche stavolta, perché è riuscito solo a peggiorare le cose: sapeva che stava camminando sul filo di un funambolo e che stava per perdere l'equilibrio, sapeva che l'avrebbe persa una volta che lei avesse scoperto la verità, ma forse era troppo ipocrita ed egoista per poter pensare al futuro e aveva intenzione di concentrarsi solo sulle sue mani che ogni volta lo stregavano stringendo i suoi capelli, sui suoi occhi grigio- azzurri che lo ferivano ogni volta che ci si rifletteva per due motivi: prima di tutto perché in quegli occhi vedeva dei sentimenti e delle emozioni che non aveva mai avuto né provato prima, ma soprattutto perché in quel colore grigio vedeva tutto quello che aveva fatto in passato, e non solo a lei, e in quel colore azzurro vedeva riflessa l'innocenza di quella splendida ragazza, che di lì a poco avrebbe posseduto, ma sarebbe stato stupido a tenersi tutto dentro, visto e considerato che il biondo dei suoi capelli gli ricordava quello che gli era successo da piccolo, il motivo per cui ha sempre avuto gli incubi.
A quel genere di incubi non ci si abitua facilmente, ma quando li vivi ogni notte, impari a gestirli e a sprofondarci dentro, poco a poco...fino a sentirli parte della tua vita....
Lui per questo non sapeva da quando aveva nove anni il significato della parola <riposare>, sia dal punto di vista del dormire, sia dal punto di vista dell'essere in pace con se stessi ; finché quella ragazza con la gonna pesante e le curve mozzafiato gli ha fatto cambiare direzione: dal destino all'inferno al presente al paradiso.
Lui si aggrappava a lei ogni volta che si svegliava sudato dopo aver avuto un incubo, e si aggrappava alla speranza ogni volta che lei lo lasciava, ma si aggrappava anche al dolore fino a lasciare che quest'ultimo lo portasse a fondo con sé.
Lei era l'unica àncora che avrebbe potuto salvarlo, che avrebbe potuto impedirgli di affondare, era l'unica costante della sua vita, l'unica persona che trovava irritante ma allo stesso tempo bellissima, adorabile e terribilmente e irresistibilmente innocente.
Lui non era abituato a questo tipo di sensibilità, e per questo si ritrovava spiazzato quando si sorprendeva a soffrire sentendola piangere o vedendola comportarsi in modo infantile.
Ma dopotutto era contento nella sua contorta parte di cuore che piangesse, perché significava che lui in lei suscitava delle emozioni, e lui ne era felice.
E dopotutto era contento quando lei si comportava in modo infantile perché ogni scusa era buona per vederle apparire su quelle labbra rosa e carnose un sorriso, per scattarle una foto, le stesse foto che lui, prima di lei, odiava alla follia.
Ogni volta che lei lo toccava lui si sentiva in paradiso, ma questo lei non lo sapeva, perché lui non è mai riuscito a trovare il modo di esprimere ciò che provava liberamente con lei e rispondere sinceramente a tutte le sue domande ficcanaso, che sotto sotto suscitavano in lui un grande desiderio di rispondere onestamente e con libertà, ma non poteva perché sapeva che una volta detto tutto lei non gli avrebbe più rivolto la parola, e questo non era possibile, perché lui non avrebbe potuto vivere senza di lei, senza quelle domande.
"Mentre io mi sentivo la persona più felice e accontentata al mondo, lui mi usava.
Mentre lui si vantava con i suoi amici, io avevo realizzato di essere la persona più ingenua al mondo.
Ma mentre lui mi pregava di non lasciarlo mai, io pensavo che avrei dovuto farlo a tutti i costi perché lui era come una droga, e ne avrei voluta sempre di più .
E mentre io lo lasciavo , lui si crogiolava nel dolore e si accorgeva che forse il paradiso gli aveva mandato un angelo dal cielo.
Lui lo diceva sempre: " io non ti merito "; io sono troppo per te e un giorno te ne accorgerai anche tu ".
fu così.
