Capitolo 6

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Ero sola in cucina. Stavo preparando la colazione per noi due. Lui dormiva ancora io ero sveglia già da tempo. Improvvisamente una mano si appoggia delicatamente sul mio fianco e delle labbra sfiorano la mia guancia. Tremo

C: buongiorno principessa
R: buongiorno Caleb
C: ti ho spaventata?
R: beh non ti ho sentito arrivare. Sono rimasta a te che dormivi nel letto
C: anche io fino a poco fa ero rimasto a te che dormivi vicino a me... nel mio letto

Ci guardammo in modo intenso negli occhi, lui si avvicina e io, presa dal panico, dico

R: ehm... la colazione è pronta siediti. Appena finisci di mangiare prendi la medicina e ti rimetti a letto

Lui ride scuotendo la testa e bisbigliando qualche parola. Per tutta la colazione non c'è stato un attimo di disagio tra di noi. Abbiamo riso e scherzato per tutto il tempo. O almeno finché lui non mi chiede

C: a che ora ti sei svegliata?
R: alle cinque e mezza circa
C: come mai?

Restai in silenzio. Non volevo dirgli che ero preoccupata per lui e sono stata tutta la notte a cercare di cancellare il suo nome dal mio cuore. Eh sì... già è parte di me. È una delle cose che odio di più di me; mi affeziono subito alle persone sbagliate, o almeno delle persone che non dovrei.

R: sono in ansia per domani. Primo giorno di scuola!
C: va be dai ci sta

Dopo un po' lui si alza mi guarda e mi fa cenno di seguirlo. Mi alzo, lo seguo e ci ritroviamo di nuovo nella sua stanza

C: sembri stanca... anzi lo sei. Sdraiamoci sul letto e dormiamo
R: Cal non posso. Devo preparare le cose per domani, devo pulire casa e per quando finisco devo iniziare a cucinare il pranzo.
C: allora... quanto ci vuole per venire vicino a me?

Lo guardo, scuoto la testa e rido. Lui mi afferra per un braccio e mi spinge verso di lui. Mi blocca e mi costringe a sdraiarmi vicino a lui.
Dopo poco tempo ci addormentiamo tutti e due.
Delle urla mi svegliano. Ero stordita. Ma quanto ho dormito?
Guardo l'orologio. Cazzo sono le due di pomeriggio. Mi giro e guardo verso il lato di Caleb...Lui non c'era e la voce che urlava era la sua. Con uno scatto corro verso la cucina e trovo lui litigare con una ragazza

C: avevi detto che me li portavi oggi Cristo!
K: ti ho detto che non posso questo mese
C: Karina io come cazzo faccio?! Di là ho una ragazza e devo mantenere anche lei. Che ti credi che sia facile?
K: cazzi tuoi. Chi ti ha detto di ospitare una ragazza qua sapendo che non avresti ricevuto un euro da lei?
C: Karina ha sedici anni! Potevo mai lasciarla in strada?!
K: dove sta questa?
C: sta nella...

Lui indica il corridoio e si ritrova la mia figura che li fissava con degli occhi ricoperti da lacrime

C: Rebeka...
R: non preoccuparti vi lascio soli io intanto vado a preparare le mie cose... lascerò la casa entro stasera promesso.

Vado nella mia stanza e chiudo la porta a chiave. Mi lascio scivolare vicino alla parete fino a sedermi sul pavimento. Caleb intanto urlava

C: Karina vattene... ora
K: io non me ne vado Caleb
C: Karina te ne devi andare. Non farmelo ripetere. O con le buone o con le cattive

Sento la porta sbattere e lui venire verso di me. Bussa in modo brusco alla porta

C: Rebeka apri la porta... Rebe apri... Rebeka apri questa cazzo di porta prima che la butto a terra

Aprì la porta, lui entrò in un secondo, la chiuse e mi prese i polsi

C: tu non vai da nessuna parte
R: non voglio essere un peso per te. Ha ragione Karina... chi te lo ha fatto fare!
C: non starla a sentire. Tu devi restare qui con me
R: me la so cavare da sola. Non mi serve la tua compassione.
C: Rebeka ti prego... resta con me.
R: Resterò finché stai male. Appena guarirai me ne vado
C: no no... tu resti anche quando starò bene. Voglio che tu stai con me.Tu resti con me
R: è una domanda?
C: no è un ordine

Restammo in silenzio a fissarci negli occhi

C: chiamo il ristorante... ordiniamo italiano

Apre la porta e inizia a cercare il cellulare.
Mi sentivo un peso. Volevo andarmene. E lo avrei fatto. Iniziai a mettere le mie cose dentro scatoloni e i miei vestiti in valigia. Me ne sarei andata appena lui si sarebbe ripreso. Non avrei permesso a Cal di entrare nella mia stanza sperando di non fargli capire le mie intenzioni di andarmene.

C: cosa vuoi? Spaghetti alla carbonara, pizza, pasta al pomodoro? Dai cosa vuoi?
R:spaghetti grazie

Mi siedo sul letto, asciugo le lacrime, mi alzo e vado da lui tentando di nascondere il mio star male.

C: principessa dieci minuti e si mangia
R: grazie scemo

Lui si siede vicino a me sul divano

C: eih ascoltami... non dare ascolto a Karina. È gelosa. Pensa che io la tradisco
R: non ha tutti i torti... ti porti una ragazza a letto ogni sera...
C: crede che la tradisco con te...
R: ah... no no no! Io i ragazzi fidanzati non li tocco

Mi prende la mano e la mette sul suo braccio. Poi mi guarda e con sguardo serio dice

C: sono fidanzato...
R: lo so...
C: mi stai toccando

Restammo in silenzio per poi scoppiare in una risata esagerata. Lui inizia a farmi il solletico e io urlo di lasciarmi stare, ovviamente senza successo. Lui si butta addosso a me e continua a farmi il solletico. Bussano alla porta. Lui urla

C: chi è
X: cibo italiano
C: un attimo

Si alza e mi dice

C: sali sulle mie spalle
R: dai Caleb sei impazzito per caso?!
C: muoviti sali

Salgo sulle sue spalle e lui apre. Il ragazzo ride e ci consegna il cibo. Ci sediamo sul divano e guardiamo la televisione. Dopo aver mangiato appoggio la testa sul suo petto. Lui mi guarda, sorride e mi stringe a lui. Ci addormentatiamo abbracciati sul divano.

Il Bastardo Del Mio CoinquilinoStories to obsess over. Discover now