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Capitolo 1: In Principio

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Facciamo un gioco.
Supponiamo, per un istante, che una volta morti ci siano per voi, per tutti voi, tre opzioni:
Paradiso, Inferno e il nulla.
Supponiamo anche, fa anche questo parte del gioco, tranquilli, che vi siano specifiche condizioni per accedere ad ognuna delle tre possibilità.
Magari, parlo per ipotesi, solo i più puri, una ristrettissima cerchia di individui potranno accedere al paradiso, se dovessi fare una stima sarebbe... mh... meno dell'1% dell'umanità diciamo, tutti gli altri finiranno nel nulla.
Ma, in questo gioco, è presente una terza opzione, l'inferno.
Come si fa ad accedere all'inferno? Semplice, vanno lì tutte quelle persone che hanno stretto un patto col diavolo o si sono suicidate sotto influenza del demonio, in generale vanno all'inferno tutti quelli che hanno ceduto a Satana in qualche modo e il compito di quest'ultimo è quello di siglare più patti possibile.
Come so queste cose?
Beh diciamo che il mio lavoro si basa su questo.
Potete chiamarmi Lucifero.
E se ora supponessimo che quanto descritto prima non fosse un gioco ma fosse il modo in cui funzionano le cose?
E cosa succederebbe se, io, me medesimo, me stesso, meco, Mefistofele iniziassi a perdere le mie capacità persuasive?
E cosa succederebbe se l'unico modo che avessi per salvare il mio lavoro fosse quello di stringere un patto con Dio in persona?
Potrete scoprirlo da voi continuando a leggere, questa, signori e signore, è la storia di come ho salvato il mio posto di lavoro.
Ma per parlare di come l'ho salvato, bisogna prima partire da come rischiavo di perderlo.
Quando l'Arcangelo Gabriele bussa alla tua porta sai già che ci sono solo due opzioni possibili: è venuto ad annunciarti che il tuo grembo darà luce al nuovo messia o ci sono guai col grande capo.
Il mio acutissimo intuito mi permise di capire, prima ancora che lo lasciassi entrare, quale delle due opzioni fosse. La consapevolezza di non essere una vergine incinta potrebbe aver aiutato nel mio ragionamento.
Senza che io dissi nulla aprì la porta ed entrò nel mio ufficio, che maleducato.
"Non mi pare di aver detto di venire avanti."
"Non ho tempo da perdere con te, bestia, ci sono questioni urgenti da trattare, dopodiché me ne andrò il più velocemente possibile."
Ho sempre trovato particolarmente irritante l'arroganza e il costante senso di superiorità che gli angeli hanno verso di me, particolarmente quando si tratta di lui, ogni volta che si è presentato nel mio ufficio ha sempre portato cattive notizie, credo che di tutto l'empireo lui sia il peggiore.
"Hey bestia non è un bel termine con cui chiamare un amico, tunichina bianca."
"Se sono qui c'è un solo motivo. Hai idea di quante persone tu sia riuscito a convincere a stringere patti con te nell'ultimo anno?"
Zero, lo sapevo benissimo, ma lui non poteva esserne sicuro... o almeno così speravo.
"Beh non ho la mia agenda a disposizione ma..."
"Zero, Lucifero, zero. E sai quante ne sei riuscito a convincere negli ultimi 5 anni invece?"
Decisi di rimanere in silenzio, sperai che guardandolo dritto negli occhi si sentisse intimorito e non continuasse, con i cherubini di solito funziona.
"Sempre zero. Non va assolutamente bene."
Sperai, in cuor mio, che non iniziasse con il suo sermone sull'equilibrio dell'universo, dio solo sa quante volte io abbia sentito quel discorso.
"L' universo deve rimanere in costante equilibrio, per far ciò è necessario che l'inferno e il paradiso rimangano bilanciati tra di loro."
"Oh Gesù." pensai.
"Questi due regni sono come su una bilancia, se questa pende eccessivamente da una parte allora l'universo cadrà nel chaos, per regolare i meglio i flussi di persone che accedono ai due regni, per fare in modo da mantenerne il costante controllo, abbiamo reso particolarmente ristretti i criteri per accedere al paradiso e deciso che solo le persone che stringono patti con te finiscono all'inferno, a prescindere da quanti peccati abbiano commesso. Ora però il numero di persone all'inferno è rimasto praticamente invariato nel corso degli ultimi 70 anni mentre quello del paradiso, anche se lentamente, ha continuato ad aumentare, portandoci ora al punto di dover prendere una soluzione, prima che sia troppo tardi. "
" E questa soluzione sarebbe...? "
" Licenziarti e sostituirti, diverse divinità infernali inferiori hanno già fatto richiesta, hai una settimana per sgomberare il tuo ufficio e andartene con tutte le tue cose, felicitazioni! "
Se ne andò con la stessa rapidità con cui arrivò, lasciandomi lì, da solo, senza realizzare totalmente cosa fosse appena successo, le uniche due cose che sapevo erano che non avevo altro posto in cui andare che non fosse il mio ufficio e che solo dio potesse aiutarmi in questo momento.
Cercavo di evitare di andare su in paradiso il più possibile, a volte, però, era necessario e questa era una di quelle volte.
Ad accogliermi c'era il solito anziano con in mano le chiavi del cancello divino, il buon vecchio
"Pietro!" Dissi nel modo più caloroso che mi riuscisse, avevo un buon rapporto con lui. "
"Lucifero! Cosa ti porta qui?"
Gli mostrai la lettera di licenziamento immediato inviatami da Dio in persona, la lunga barba che gli copriva buona parte della faccia rendeva complesso notare una qualsiasi reazione.
"Ah... problemi con il Supremo eh?" Disse mentre apriva le porte del Paradiso.
"Oh è lui ad avere problemi con me fidati, adesso mi sentirà, non mi arrenderò fino a che non avremo trovato una soluzione, non mi fa paura."
Mi augurò buona fortuna e iniziai a salire la lunga scalinata bianca che portava a Dio, mi sentivo arrabbiato, mi sentivo coraggioso, mi sentivo pronto a iniziare una nuova ribellione, mi sentivo...

" Incredibilmente piccolo... " pensai mentre constatai, senza riuscire a guardalo direttamente, la grandezza fisica di Dio che stava seduto sul suo immenso trono.
"H-hey papà." Dissi balbettando, era incredibile come riuscisse a infondermi sempre un temendo timore.
"Dopo il licenziamento hai intenzione di venire a cercare lavoro qui? AHAHAHAHAHAHAH. "
La sua risata era talmente fragorosa da causare lo stordimento e la consequenziale caduta di diversi Cherubini, ogni cosa di lui dalle sue dimensioni fino alla sua voce rimbombante dava l'impressione di onnipotenza.
"Ahah... bella battuta papà... Comunque no, sono qui perché non mi va bene il licenziamento. "
Il timore verso di lui mi fece diminuire gradualmente l'intensità della voce involontariamente.
"PERCHÉ SEI QUI?"
"Non mi va bene il licenziamento...."
Ripetei ancora più a bassa voce.
"CHE COSA? NON HO SENTITO! PARLA PIÙ FORTE MICROBO!"
"NON MI VA BENE IL LICENZIAMENTO. "
Urlai, pentendomene subito dopo.
"Oh... ohohoh ma bastava dirlo subito. AHAHAH. "
"Ahahah..." Nonostante non sembrasse arrabbiato, a giudicare dalla risata almeno, comunque continuavo a sentirmi particolarmente in ansia.
"Voglio essere buono oggi sai, bestia? Ti propongo una scommessa ohohoh"
"Una...scommessa?"
"Si. Se vinci tu potrai tenere il lavoro."
Il fatto che ci fosse una possibilità di salvarmi il culo mi risollevò leggermente il morale, molto, molto leggermente.
"Di che si tratta?"
"Far suicidare la persona che ti indicherò entro 40 giorni, al termine dei quali, se non ci sarai riuscito, perderai automaticamente la scommessa."
"E se dovessi perdere...?"
"Verrai sottoposto al castigo divino, di nuovo."
Raccolsi tutto il mio coraggio e, cercando di non far trasparire il terrore che stavo provando, risposi:
"Accetto."
"Molto bene." Disse mentre un sorriso beffardo gli invase il volto.
"Il castigo è sempre più divertente la seconda volta."

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⏰ Last updated: Apr 01, 2019 ⏰

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