Heard You've Got A Heart, Let Me See

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Come si inizia da capo?

Picchietto la carta arrotolata sul palmo.

Di che parli?

Sento il suo sguardo interrogativo su di me mentre continuo, con calma, la mia mansione. Spero che mi duri abbastanza, che non voglio tornare da Pietro a prendere un altro sacchetto, non mi va di spendere soldi.

Lete, di che cristo parli?

Che poi da quand'è che il costo della vita si è alzato così? É ingiusto sganciare per respirare. È come se stessimo scontando la nostra esistenza. O forse quella di qualcun altro. Esalo in una breve e silenziosa risata.

Sai no, quando devi- oddio dov'è il mio accendino?

To', aspetta...

Ah, no, l'ho trovato. Guarda, ti piace?

Stringendolo tra le dita, glielo mostro con il petto gonfio di orgoglio. Che imbecille. Lui fa spallucce.

Bah, non è granché. Giulio, invece, ne ha uno davvero-

Non parliamo di Giulio.

Con uno scatto faccio bruciare l'estremità della carta e inspiro. Non mi serve guardarlo per sapere che ci è rimasto male. Piuttosto mi sa che verrà a piovere: l'orizzonte minaccioso si riflette sulla distesa immobile di alluminio.

Pensavo che fosse acqua passata.

Mi volto a guardarlo. Ha una fogliolina incastrata nei capelli scompigliati e le sopracciglia corrugate.

Lo è. Per questo non ne parliamo.

Tendo la mano e lui aspira direttamente dalle mie dita, lentamente, per poi buttar fuori il fumo in cerchi. Provo a imitarlo ma sembro solo ridicola, infatti lui ride.

Ma a che cosa ti riferivi prima?

Sbuffo, rivolgendo ancora gli occhi alle acque immobili. Che schifo di posto.

Come si fa a partire da capo? Iniziare una nuova vita?

Sembra perplesso. Inizia ad assumere pose esagerate da pensatore, prima con il mento fra le dita, poi grattandosi la testa.

Boh, forse con la cocaina.

Ah no, di quella ne ho avuta abbastanza.

Ci sorridiamo. Il cielo inizia a borbottare, echi di boati risuonano in lontananza.

Ascolta, è meglio andare, che non voglio bagnarmi.

Si alza dal molo e si stiracchia, facendo un gran baccano con i legamenti eccetera.
Io mi sdraio invece, una mano sotto la testa, la canna tra le dita e gli occhi fissi sul cielo statico. Voglio prendere un po' di pioggia acida, chissà che inizierò a sentire qualcosa.

Mi senti? Dài filiamocela prima che scenda l'apocalisse.

Fammi finire prima, che l'ho pagata un sacco.

Va bene, ma lasciami le ultime.

Stiamo ancora in silenzio, lui a guardare le persone correre sul selciato sopra di noi. Temerari, chissà se faranno in tempo a tornare a casa prima del diluvio. No, a me interessa di più la solitaria ombra nera che slitta nell'aria immobile in cerca di rifugio.
A una certa alzo il braccio e lui mi prende la canna dai polpastrelli con delicatezza.

Sai, mi fa troppo strano vederti così.

Dici per il Citalopram?

No, parlo della bamba. Cioè, sembra che ci siamo invertiti i ruoli. Ora sono io quello che scrocca.

Mh.

Metto anche l'altra mano dietro la testa e inizio a contare i secondi che separano i lampi dal loro boato. Circa 28km.
Lui lancia quello che resta nell'acqua stagnante e sbuffa.

Però adesso andiamo.

Sì, andiamo.

Mi tiro su controvoglia e tiro forte su col naso. Ho l'impressione che coli. Però non faccio in tempo, e qualcosa di caldo mi scivola sulle labbra, sul mento, gocciola sulle travi tarlate.

Oddio, ti serve un fazzoletto?

No, sto bene.

Guardo il sangue formare una pozzanghera sul legno, impregnandolo di scarlatto. Le prime volte bruciava un po', ora sento solo sapore di ferro. O forse odore? Non ne sono certa.

Ma sei sicura? Guarda che è grave tre volte in una settimana.

Sei.

Eh?

Sei volte.

Alzo lo sguardo per trovarlo accucciato di fianco a me, il volto contratto dalla preoccupazione.

Ma non è che hai...?

No, ti pare che mi faccio di cocaina? Ti prendevo in giro.

Non devo sembrare particolarmente convincente perché la sua smorfia diventa persino più contrita, sembra un Picasso.

Davvero, fra, sto bene. È la pressione, o il caldo.

Ci sono solo quattordici gradi.

Allora saranno gli hentai.

Lete, non guardaresti un hentai nemmeno sotto tortura. Sei sicura che vada tutto a posto?

Metà del mio cervello è troppo concentrata a respirare delicatamente dalle narici, per costringere le piastrine a fare il loro dovere. L'altra metà è occupata a formulare una risposta coerente.

Tutto a posto.

Per forza, non provo niente da due mesi e mezzo. Più a posto di così la mia vita non poteva essere. Nessuna emozione a scombussolare l'ordine che avevo così faticosamente stabilito. Tutto a posto.

Dài, prendi qua.

Mi porge un fazzoletto. Senza dire altro mi asciugo il mento alla bell'e meglio e mi alzo, avviandomi verso il cancelletto con lui che mi segue a ruota.

Naabot mo na ang dulo ng mga na-publish na parte.

⏰ Huling update: Nov 24, 2019 ⏰

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