Prologo

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Guarda nelle stelle.
Cosa vedi? Vedi storie silenziose, o in quella calma passionata di freddo, senti gridi lontani di astri che nel loro puntino, cercano di illuminare il cosmo tutto alla volta?
Così sono i tuoi occhi, lucidi, come biglie.
Spalancati, come a voler guardare tutto il creato in una volta sola, come se non bastassero quelle pupille.
Pian piano, osservando, la tua capacità di percepire diventa più affilata.
Col tempo, prima o poi, uno sperduto fotone di un mondo lontano potrebbe colpire. Un solo guizzo, un nulla che porta il tutto.

Il volo appare disturbato. Le ali diventano fredde al punto che i meccanismi iniziano a gemere di terrore. Mesmath mantiene con fatica la quota, mentre sotto, la città é una distesa di stelle elettriche.
- Difficile il volo stanotte, novino? -
Alla sua sinistra, il Serafino che ha parlato la domanda é un corpo in armatura nera, lucente come soldato alieno, circondato da tre coppie di ali.
Ali gigantesche, che brontolano e masticano l'aria. Al suo confronto, le sottili piume d'argento di Mesmath sono briciole di nulla.
Gli ingranaggi ticchettano frettolosi.
- Nessun problema. Riesco ancora a comandare l'aria, risponde al Serafino.
- L'aria credi si comandi?, la figura maggiore fa una domanda difficile.
Gira la testa, scoprendo il viso metallico quanto il resto del corpo.
Sette occhi dallo sguardo serio dominano la faccia, che non porta altri lineamenti. La voce vibra da un punto etereo tutto attorno al corpo.
- No, ma si può comandare come ci passiamo attraverso -
Al Serafino piace la frase del novino; con un gesto indica la fine del volo, mentre con un rombo cupo il corpo pesante dell'angelo scompare nelle nuvole, lasciando come una scia da seguire le perturbazioni che vorticano.
- Tu hai speranza, il mio corpo invece é pesante; l'aria attorno a me si rompe, mormora il Serafino.
Il viaggio non si sa se é lungo o corto, non c'è un ritmo del tempo definito. Si nota solo una cosa inconfutabile: é ancora notte. Fredda e nera notte.
Riaffiorano dalle nuvole oramai lontani da tutto. Le case sono finestre luccicanti lontane une dalle altre come stelle su un atlante, acoccolate laddove le montagne si coprono di alberi.
I due figuri alati puntano molto più in alto, verso la nuda roccia. Da uno dei versanti sfoggiano la loro presenza due prismi di roccia liscia come cristallo, che sembrano cresciuti dalla montagna, più che incavati.
- Ritorniamo al Paradiso, i maestri dovranno vedere il resoconto del tuo volo, prima che ti innestino le ali vere -
- Non bastano queste?, il ragazzo segue il Serafino allinearsi con le due steli di roccia.
- Loro non se le faranno bastare, le piume di solo metallo -
L'angelo risponde in tempo al novino, prima di attraversare lo spazio. Uno schiocco catapulta il corpo a velocità inaudite, come attraverso un portale.
Il novino non può fare altro che fare la stessa cosa.
Con un gemito di tensione, si lancia in un volo stonato, prima di venire strattonato da qualcosa capace di rompere l'idea stessa di velocità.
Lo schiocco é un rumore lontano come echi.

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⏰ Last updated: Feb 22, 2019 ⏰

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Piccolo angeloWhere stories live. Discover now