Le gocce d'acqua scivolano bollenti sulla mia pelle,
fragile come perle bianche,
dalla testa fino alle anche,
sento le gambe molli
ed ho paura
che il mio corpo crolli.
Scendo lentamente lungo la parete,
poggiandomi al gelido muro potente e lasciando
che una lacrima rovente
esca dai miei occhi esauriti.
La mente inizia ad elaborare pensieri orribili,
quasi indescrivibili:
apro una porta
con una chiave di scorta
tagliente e affiliata,
la infilo duramente nella serratura
incastrata nella mia pelle ed inizio
a girarla aggressivamente finché
non vedo scorrere il fiume ardente
che esce dalle mie vene;
con esso schizzano fuori
gli insulti delle persone,
le mie paure,
il dolore,
il male,
il bene,
le critiche,
ed i pensieri.
E sono completamente vuota,
la testa gira senza sosta.
Per fortuna nella mia mente non c'è più niente.
La vista si offusca e ,
come l'acqua del mare dopo una burrasca,
il cure inizia a battere lentamente.
Non sento più le gocce che cadono sul mio formoso corpo che fra un po' i miei genitori troveranno morto.
E ripenso alle persone che hanno fatto parte della mia vita,
che mi hanno portata a farla finita;
e mi dispiace per i miei cari famigliari,
che avevano dei cuori rari.
Tranquilli, sarà l'ultima delusione che da me ricevete;
non organizzate un funerale e non portatemi da un prete,
bruciatemi così elibererete il mio animo
che se ne starà in pace e quiete.
Un forte tonfo alla porta
mi risveglia da questo pensiero
così realistico e sincero
ma orribile e osceno .
Mi dirigo verso il letto e,
con la musica emanata dagli auricolari che mi culla,
mi addormento sul morbido materasso
come se non fosse successo nulla.
Sara
