L'INIZIO DEGLI INIZI

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Incominciò tutto il 31 Marzo del 1966, quando in una casa ,di un piccolo paese della Puglia, situato proprio nella caratteristica zona del Tavoliere, nacque una bambina. Si trattava di una famiglia di agricoltori e mediatori: non sguazzavano nell'oro, ma stavano bene ed erano felici. Precisamente quattro anni dopo questa semplice famiglia si preparò ad accogliere la nascita di una seconda bambina. Poveri loro, due figlie femmine , ignoravano che inseguito sarebbero diventate molto esigenti. Ma ora facciamo un passo indietro, e conosciamo meglio queste due ragazze: la più grande si chiamava Maria, e la seconda Anna...già, come la S. Maria , e sua madre (sempre santa, per carità), si trattava di una famiglia molto devota, un po' come tutti gli abitanti di quel paese...tipico per la mentalità dell'epoca, anzi era quasi obbligatorio chiamare i propri figli con nomi di Santi, fare l contrario era un cattivo auspicio, inutile dire che nessuno in questo luogo porterà mai un nome straniero come Cloe, Kevin o Tom (ma  più avanti troveremo Natasha, Amsa, ma suvvia un passo alla volta). Il paese ospitava le scuole elementari, e le medie ( la leggenda narra che un tempo ci fu anche una scuola superiore, ma ripeto si tratta solo di una diceria), quindi i primi anni di vita li passarono confinate in questo luogo. Ma soffermiamoci a conoscere meglio lo sfondo di tutta questa vicenda: Casalnuovo Monterotaro. Non ho mai capito il vero perché dell'origine di questo nome, forse perché il paese è situato sui colli dove c'era un specie di mulino sulla sommità, ripensandoci però sembra più una storiellina raccontata ad una bambina curiosa per farla stare zitta, o forse Monterotaro è solo il nome di un principe che regnava nei tempi della fondazione, la quale non so a quanto tempo fa risalga. Lo so, vi prego!Non ve la prendete con me, sono sempre giovane! Posso dirvi soltanto che di sicuro questo paese ha attraversato entrambe le due Guerre mondiali mi hanno raccontato storie su quest'ultima veramente toccanti, e no, la fonte non sono i miei nonni, loro sono morti prima che noi potessimo avere un rapporto, quindi da piccola mi sono ritrovata a riconoscere la loro figura, in quelli degli altri, o negli amici più anziani dei mei genitori, e proprio uno di questi  mi raccontò come il paese visse la Seconda Guerra mondiale: gente che scappava, bambini che piangevano attaccati al seno della mamma, le sorelle maggiori che portavano le ceste piene di pagnotte, i padri con i sacchi di farina sulle spalle, e qualche oggetto importante. Di paesani che si ribellavano all'occupazione nazista: gente che si organizzò per colpire un soldato, chi si nascondeva una accetta dietro la schiena e che al momento giusto la scagliava contro il tedesco e fuggiva, e al quel punto si sentiva il liberatore del paese. Per come conosco io oggi Casalnuovo, non avrei mai immaginato che la guerra fosse arrivata anche a contaminare un paese sperduto come questo. Un paese piccolo, ma che ha ospitato vicende di ogni tipo: intrighi amorosi degni di una telenovelas, personaggi famosi, furti, ma anche omicidi e uomini arrestati per conto della mafia e della droga,( su queste vicende che il paese porterà per sempre nei suoi annuali, ne riparleremo dopo). Storie di uomini che hanno lasciato le colline, per fuggire alla mentalità dell'epoca, dimenticandosi che loro stessi avevano la medesima, per tentar fortuna al nord, gente che è andata via e non è più tornata, lasciano la famiglia che l' aveva cresciuta, educata facendo tanti sacrifici, per poi essere ricompensata così, e famiglie invece che i figli li hanno spediti fuori di casa a calci, persone cha hanno avuto successo nel mondo dello spettacolo, o della politica.  Gente che è scappata.Ma da cosa?Da un paese che se anche piccolo, gli aveva dato tanto? O forse, gli aveva tolto tutto? la possibilità di scegliere, quando vivi in un paese cone questo, non hai molte opzioni, almeno, ai tempi, sapevi già che avresti dovuto continuare il lavoro di tuo padre, e l'unica cosa che potevi permetterti di fare per modificarlo era migliorarlo, mai peggiorarlo, perhè in un paese come questo il primo problema di cui ti devi curare è: il pettegolezzo. Il pettegolezzo ti può distruggere la vita, e quella della tua famiglia, pechè sai già che il soprannome che ti daranno resterà per sempre, e sai già anche che sarà quello di tuo padre, o di tua madre ( a seconda di quale sia il più vergognoso)...ma la questione dei soprannomi è un argomento a parte. Questo era solo un prospetto, un'infarinatura di come era la vita al paese circa 90\40 anni fa, ora cerchiamo di tornare all'argomento principale di questo capitolo: Maria ed Anna. Le nostre due sorelle si prepareranno a lascare il paese, dopo le scuole superiori (almeno loro, le avevano fatte) e tentar fortuna al nord, quella terra lontana e  ricca, tanto quanto restia nei confronti dei terroni immigrati.

Ah, per quelli che non lo hanno ancora capito: stiamo parlando di mia madre, e mia zia.

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⏰ Son güncelleme: Feb 06, 2019 ⏰

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