"Sei pronta?"
Infilai le mie amate All Stars bianche ormai consumate, presi la mia tracolla appesa dall'appendiabiti e scesi di sotto, dopo aver dato un'ultima occhiata alla mia camera.
Non potevo credere che stavo per lasciare la casa in cui ho vissuto per tutti i sedici anni della mia vita...E per cosa? Perché mia madre si è risposata e ora andiamo a vivere con il suo nuovo marito e il resto della sua famiglia. Non che mi dispiacciano, posso gestirli, è solo che non sono pronta e penso che, in fondo, mai lo sarò. Andremo a vivere con Carl, Mattew che è il figlio maggiore di diciotto anni e i due gemellini di otto anni, Tobia e Nicolas.
Uscii di casa e il fresco inverno di Toronto mi travolse totalmente, facendomi rabbrividire.
Trovai mia madre incollata a Carl mentre si scambiavano un bacio bollente.
Ew.
Alzai gli occhi al cielo e mi avvicinai all'auto. Sicuramente non è in cima alla lista di cose che amo vedere.
Presi il mio Iphone, le cuffie e sfogliai velocemente il lettore musicale fino ad arrivare alla mia canzone preferita di Ed Sheeran : The A Team.
Mi infilai in macchina, facendo attenzione a sbattere la portiera della macchina per richiamare i due innamorati intenti ancora a succhiarsi la faccia a vicenda.
Doppio ew.
Entrarono in auto, scambiandosi ancora degli sguardi complici, e partimmo verso la nostra nuova casa. C'ero stata già qualche volta, per le vacanze di Natale, e mi era parsa una reggia in confronto all'appartamento dove vivevano noi.
Però non ero affatto contenta di questa nuova sistemazione : nuova casa, nuova scuola, nuova famiglia.
Troppo da digerire tutto in fretta...e pensare che io per il compleanno volevo solo un cagnolino e invece ho ricevuto questa SPLENDIDA notizia.
I miei nuovi fratelli non sono tanto terribili in fondo... No appunto, sono peggio.
Mattew è un totale stronzo, uno di quei tipi tutti tatuaggi e piercing, il tipico ragazzaccio insomma.
Non andiamo proprio d'amore e d'accordo... No ok, ci odiamo ma agli occhi dei nostri genitori ovviamente non facciamo trasparire nulla. E chi vuole rovinare la loro bella idea di famigliola felice?!
I due gemelli...mettiamola così: se potessi darli in pasto ad un leone, non ci penserei neanche mezza volta, lo farei e basta.
Sono due pesti quei marmocchi, combinano sempre guai e indovinate su chi cade la colpa? Su di me, ovvio.
Come se fossi io la pecora nera della famiglia, sono io la vittima in tutta questa faccenda!
Mezz'ora dopo, prendemmo la stradina che porta verso la nostra destinazione. La stradina era costeggiata da enormi alberi, tutti forniti di fiori diversi, e mi promisi mentalmente che prima o poi avrei fatto una passeggiata lì.
L'auto si fermò e il primo a scendere fu Carl che andò ad aprire la portiera a mia madre, la quale arrossì in stile tredicenne in balia della prima cotta e ridacchiando anche.
Vomito.
Si aprì la porta di casa e tutto il clan Jones scese le scale, nessuno escluso, con tanto di tata.
Peccato, e io che speravo che almeno un gemello venisse calpestato da uno dei loro costosissimi cavalli.
Mattew diede un abbraccio veloce a mia madre e andò a prendere le valigie dal bagagliaio.
E io intanto rimanevo chiusa in auto pregando che si ricordasserò della mia esistenza.
Come se avesse ascoltato le mie preghiere, mia madre mi venne ad aprire facendomi un sorriso incoraggiante che ignorai volutamente.
I due gemelli si sopportarono gli abbracci "distruggi costole" da mia madre prima di venire nella mia direzione con dei sorrisi malefici sul volto. Andai nel panico, quando fanno così significa solo una cosa: guai per la sottoscritta.
Mi guardai intorno cercando una via di fuga. Vidi ancora Mattew litigarsi con le valigie per farle uscire dal bagagliaio e con la scusa di aiutare il mio amato fratellone, scappai dalle grinfie di quei diavoletti.
"Ti do una mano" dissi affiancandolo.
Per tutta risposta ricevetti un'occhiataccia.
"Ce la faccio da solo grazie, SORELLINA" borbottò senza smettere di provare a tirare fuori le valigie.
Lo guardai un attimo prima di alzare le spalle e dirigermi verso casa, faceva un freddo cane fuori.
La casa era perfettamente come me la ricordavo: grande, spaziosa e aveva proprio l'aspetto di una casa di un riccone.
Come se fossi a casa mia, se vogliamo dirla tutta quella era ormai casa mia, andai al piano di sopra dove sapevo si trovavano le stanze da letto.
Io e mamma dormivano sempre qua quando venivamo a trovarli almeno per una notte, quindi fu facile per me individuare la mia camera.
Era una stanza grande, molto di più di quella che avevo a Toronto, con un letto a due piazze al centro della camera.
Le pareti erano bianche e acqua marina e in qurlla centrale si innalzava la cabina armadio.
Una delle cose che amavo di quella casa era la bellissima vista che mi si presentava attraverso la portafinestra che dava su di un piccolo balconcino.
Mi buttai a peso morto sopra il letto sospirando e inalai l'odore di ammorbidente alla vaniglia che emanava il copriletto bianco.
Nuova vita, eccomi.
LEGGETE!!
Salve a tutti, mi chiamo Alessia e sono l'autrice di questa storia. Innanzitutto ci tengo a precisare che questa è la prima che scrivo e non sono molto brava, ci devo prendere la mano diciamo lol
Anyway spero vi sia piaciuto, questo è solo una bozza, spero anche che mi lasciate una piccola recensione e niente.... Scusate per tutti gli errori e alla prossima
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Over Again
FanfictionAlice è costretta a ricominciare daccapo: la madre si è appena risposata e devono andare ad abitare con il nuovo marito in un altro paese, in una nuova casa e per giunta con un'altra famiglia. E se invece tutto questo fosse positivo per sua vita?
