I due anziani coniugi, Arnaldo e Velia, erano ormai abituati già da alcuni giorni ad accompagnare lo scorrere del tempo solo col tiepido ronzio del frigorifero e il rumore sordo della lavatrice in funzione. All'improvviso lo sgradevole gracchiare del citofono piombò nella quiete dell'ampio salone.
Velia trasalì per lo spavento.
- Chi è? -
- Signora Velia, sono Massimo. Si ricorda di me? -
- No, mi dispiace. Il suo nome non mi ricorda proprio niente. -
- Ma come no? Si ricorda che ci siamo incontrati l'altro ieri mentre lei tornava dalla spesa e citofonava a suo marito? Io le ho lasciato un opuscolo e lei mi ha detto che le avrebbe fatto piacere fare una chiacchierata con me, perché era curiosa di sapere qualcosa di più sulla comunità dei Testimoni di Geova. Ha detto che avrei potuto citofonarle un giorno. E così eccomi qua. -
- Ah, sì. Ora ricordo. Mi dica pure. -
- Ma come... non mi fa salire? -
- Guardi, non vorrei farle perdere tempo. Io sono una credente molto convinta. Vado tutte le domeniche in chiesa e ho un'enorme fede in Dio. -
- Veda, cara Signora, è proprio per questo che mi farebbe piacere un'amichevole chiacchierata con lei. Tutti e due siamo credenti, ma penso che lei abbia un po' di confusione in testa. Sa per esempio che noi dovremmo chiamarlo Jahvè e non semplicemente Dio? È questo in realtà che ci distingue dai politeisti. Dire DIO è troppo generico, forse. È proprio per questo che lui ha voluto che noi lo chiamassimo Jahvè. Se mi farà salire le assicuro che non la disturberò a lungo. Allora, che fa? Mi permette di salire o mi attaccherà il citofono in faccia come fanno tutti? -
Velia titubò ancora un po' con la cornetta all'orecchio e perse un po' di tempo ad attorcigliare il filo del citofono. Poi finalmente si decise a premere il bottone per aprire il cancello.
- Prego, salga pure... terzo piano. -
Attese sul pianerotto l'arrivo di Massimo e dopo lo fece accomodare in casa.
- Prego, entri. Ma faccia piano, che mio marito sta ancora facendo il riposino pomeridiano. Fra poco, alle cinque dovrò svegliarlo, quindi non abbiamo molto tempo. -
- Guardi, le ruberò giusto pochi minuti. Giusto il tempo di chiarirle alcune false credenze a cui voi cristiani siete stati abituati per secoli e secoli. -
- Prego... si accomodi pure lì sulla sedia. O preferisce il divano? Gradisce un caffè? -
- No, grazie. Se per lei va bene, signora, ci sediamo qui attorno al tavolo. Che ne dice? -
- Prego, prego. -
Una volta che i due ebbero preso posto, lo zelante testimone di Geova prese a parlare dei testi biblici.
- Vede, signora? Non lo dico io. Lo dice proprio la Bibbia. Nei testi scritti qui si fa riferimento alla parola stauròs, una parola greca che tradotta nella nostra lingua vuol dire palo.
A quei tempi, infatti, i romani erano soliti eseguire le condanne tramite un palo di tortura, non con delle croci. Il palo di tortura romano, per l'appunto, che prende il nome proprio da coloro che lo utilizzarono per primi. Quindi Gesù non fu affatto crocifisso.
Anche qui, guardi... Deutoronomio 21:22,23. -
Massimo sfogliò alcune pagine del Vecchio Testamento e giunse al tratto che voleva indicare alla signora Velia.
- Vede, signora? Anche qui si fa riferimento a un condannato a morte che viene trasferito su un palo. -
- E questo, caro giovanotto, cosa vorrebbe dire quindi? -
- Per farle un esempio, cara signora, è come se noi prendessimo dei giornali moderni e leggessimo che in America hanno eseguito una condanna a morte utilizzando una ghigliottina. -
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SECONDO LE SCRITTURE
HorrorUn testimone di Geova un po' invadente insiste per entrare nella casa di una coppia di anziani e alla fine ci riesce.
