Pov's Federica
La valigia è fatta. Essendo novembre ho preso sciarpe, cappelli, magliette, felponi e alcuni pantaloni sia per me che per Sofia.
Non ho intenzione di stare neanche un giorno in più un questo schifo: voglio vivere, e quello che faccio in questa casa non lo è. Quello che mi resta per farlo è andare via, scappare.
Marco dovrebbe tornare alle 11.30 dal suo 'lavoro' quindi ho tutto il tempo, ma preferisco partire subito per evitare ostacoli.
Prendo Sofia in braccio, la valigia per mano e guardo un'ultima volta la casa assicurandomi di aver preso tutto: tutte le foto, gli indumenti di Sofia da piccola, tutti i ricordi.
Esco fuori e vado in macchina, passando per prima da casa dei miei genitori. Non so quando li rivedrò, spero il più presto possibile ma non tornerò più qui, o almeno, non da sola.
Suono alla loro porta e mi apre mia mamma che appena mi vede mi abbraccia.
"Mi mancherai"
"Anche tu mamma, ma non posso più restare e sai perchè..."
"Lo so, e ti auguro tutto il meglio di questo mondo Fede, te lo meriti, davvero" dice mentre una lacrima le riga il volto.
La abbraccio di nuovo "Grazie mamma, ti voglio tanto bene, ci sentiremo tutti i giorni te lo prometto"
"Va bene fede"
Fa uscire anche mio padre e anche lui mi abbraccia, mentre la mamma saluta la piccola Sofia.
"Mi dispiace, ma devo farlo papà"
"Lo so piccola, ma dove andrai?"
"Ho preso il biglietto per il primo treno per Milano dovrebbe essere fra un quarto d'ora,il tempo di arrivare lì"
"È lontano"
"Meglio così papi"
"Allora vai, ci mancherai"
"Anche voi, tantissimo"
Li saluto un'altra volta e con fatica arrivo in macchina.
Metto le valige nel portabagagli e poggio Sofia sul sedile posteriore, nel suo seggiolino attaccandole la cintura.
Ma lei mi ferma per un braccio.
"Mamma dove andiamo?"
"In un posto bello amore, dove ti farai tante amichette, e staremo sempre bene lì"
"Davvelo?"
"Sì piccola, davvero, sarà bellissimo te lo prometto"
Le porgo il mignolino e lei lo stringe con il suo.
Sorrido e parto verso la stazione.
Dopo 5 minuti vediamo il nostro treno arrivare e fermarsi davanti a noi, ci catapultiamo sopra insieme a tutte le valige e dopo poco parte.
Finalmente staremo meglio, avremo una vita migliore, solo io e la mia piccola bimba e saremo felici, e chissà magari ci sarà qualcun'altro che ci amerà veramente li.
Ma che pensieri mi faccio chi vorrebbe una ragazza come me?
Ho una figlia con un altro, un alcolizzato come ex che mi perseguita, insomma, una vita difficile e piena di problemi, dubito di trovare qualcuno che mi ami veramente.
Ma noi non andiamo lì per trovarmi un fidanzato, ma per stare bene, con o senza questa ipotetica anima gemella.
Mi addormento con questi pensieri che frullano nella mia testa e con Sofia accanto a me che mi tiene la mano.
Dopo qualche ora il treno si ferma e io apro gli occhi di scatto.
Eccoci, finalmente.
Spazio autrice:
Federica e Sofia sono appena arrivate a Milano, ma siamo sicuri che il loro peggior incubo, Marco, sia del tutto scomparso?
Chi ci sarà con loro questa volta?
Cosa ne pensate del primo capitolo?
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Una famiglia all'improvviso
FanfictionRiccardo, giovane ragazzo di 26 anni conduce una vita a Milano facendo il maestro d'asilo. È un ragazzo semplice, gentile, ama i bambini ed è ancora in attesa di trovare l'anima gemella, quella vera però, visto che in altre relazioni non ha avuto mo...
