Un giorno senza fine.

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Settembre era appena iniziato. Questo voleva dire ultime date del tour, nuovi progetti in mente e tanta tanta stanchezza.
Stanchezza che bisognava nascondere a tutti i costi perché non poteva sprecare quel giorno, oggi finalmente l'avrebbe visto dopo diverse settimane e nonostante fossero stanchi non potevano usare quella giornata per riposarsi. Non oggi. Sarebbero stati assieme poco più di 24 ore e Ermal non voleva perdere neanche un minuto.

Si erano dati appuntamento a Milano a casa sua. Aveva appena finito il suo concerto a Parma e doveva fare un viaggetto di due ore per arrivare a casa. Sì, gli aveva lasciato le chiavi di casa.
Era successo una volta che erano a Milano entrambi, prima del tour e lui aveva fatto preparare una copia della chiave.
Fabrizio era rimasto senza parole con una faccia alquanto preoccupante al chè Ermal si era affrettato a spiegare "non farti strane idee vecchietto, è una gentilezza in caso ti servisse un posto dove stare quando farai date nei dintorni. Io non ci sarò ma sentiti libero di usare la casa quando vuoi."
L'altro l'aveva guardato un po' perplesso.
Sapeva quanto quelle parole nascondessero molto altro, sapeva quanto Ermal, da quando si era lasciato con Silvia, si sentisse solo in quella casa ed era felice, non fraintendiamoci, ma anche un po' preoccupato perché forse stavano correndo troppo e avrebbero finito per distruggere tutto. O forse era il solito esagerato.
Così cercando di nascondere le preoccupazioni lo aveva abbracciato e ringraziato per quel gesto così apparentemente banale ma importante.

Può essere un caso o no ma Fabrizio non aveva messo date dalle parti di Milano e di conseguenza, troppo timido per utilizzare la casa come l'altro gli aveva detto, non aveva mai usato quella chiave. Chiave che però aveva tenuto ben custodita perché significava molto di più del valore materiale che aveva.

Quella sera era giunta finalmente l'occasione di usarla e così quando Ermal era rientrato dopo il concerto lo aveva trovato già lì.
Non era stata una sorpresa ma trovarlo nella sua casa, sul suo divano, nella sua vita lì ad aspettarlo aveva scatenato in lui un calore che aveva eliminato tutti i brividi per la pioggia presa quella sera. Quel calore venne presto rimpiazzato dal divertimento. Fabrizio stava seduto tutto composto sul divano, la giacca poggiata a lato e lo zaino con le sue cose sistemato ai piedi di quest'ultimo.
No, direi che la frase "fai come se fossi a casa tua" non era stata recepita al meglio.
Si avvicinò a lui ridendo "Bizio cosa fai lì seduto? Mi sembri una mummia."
"Mi sei mancato anche tu ricciolè." disse l'altro alzandosi per abbracciarlo.
Gli era mancato per davvero. Non aveva fatto altro che aspettare quel giorno, ogni mattina si alzava e contava il tempo che mancava a vedere Ermal di nuovo.
Non voleva essere sdolcinato ma quando si rigirava nel letto senza riuscire a prendere sonno, nonostante la stanchezza, pensava che se non fosse stato solo in quel letto sarebbe stato tutto più semplice.
Le chiamate non bastavano più, soprattutto per uno come lui che necessitava il contatto fisico. Aveva bisogno di vederlo, di abbracciarlo e di perdersi in quegli occhi che raccontavano così tanto.
E adesso che erano assieme, finalmente, non riusciva a crederci. Lo baciò cercando di trasmettergli tutti quei pensieri, tutti quei "mi manchi" sussurrati al soffitto, tutto l'amore che provava per lui.
"Sì, mi sei decisamente mancato" disse Ermal staccandosi da lui quel tanto che bastava per guardarlo negli occhi.

Ora tutta la stanchezza era svanita. E voleva solo godersi appieno quei momenti con lui.

Decisero di uscire a mangiare qualcosa e camminare in una Milano caotica, rassicurati dal buio della notte.

Mentre camminavano mano nella mano per vie poco frequentate Ermal rivelò un pensiero che lo aveva turbato per tutto il viaggio.
"Vorrei ci fosse un giorno senza fine Bizio" "Che vuoi dire?" "Ma come non ti ricordi i testi delle tue canzoni? Guarda che quello di solito sono io eh."
"Sì che me le ricordo Signor come cazzo fa questa canzone. Volevo dire in che senso, perché?"
"Proprio come scrivi tu in quella canzone, l'ho scoperta in questi giorni e vorrei davvero ci fosse un giorno in cui non sia necessario pensare a quello che dobbiamo fare, un giorno per andare al mare, per dimenticarci di tutto. Invece domani dobbiamo tornare ognuno ai propri impegni e facciamo di tutto per non dormire quando siamo insieme perché abbiamo sempre troppo poco tempo a disposizione. E non dico che non mi piace questo tempo ma a volte vorrei proprio che fosse infinito, o almeno più lungo."
A quelle parole il più grande lo strinse forte a se e gli baciò la fronte.
"Lo so ricciolè, anche a me piacerebbe. Però so anche che tanto tempo senza palco tu non riesci a stare. Ti mancherebbero troppo la musica, i fan, l'emozione dei live e mancherebbero anche a me.
Però sai che possiamo fare? Organizziamo una bella vacanza di qualche giorno io e te, dove vuoi tu, e facciamo in modo che sia il nostro giorno senza fine, che dici?"
L'altro annuì con il sorriso che si andava sempre di più allargando sul volto. Era proprio una bella idea. Avrebbe potuto prenderlo per mano e portarselo un po' al mare. Solo loro, lontano da tutto.

Camminarono ancora un po' ma era notte inoltrata ormai e Ermal iniziava ad accusare la stanchezza e le conseguenze della pioggia presa al concerto e il più grande se ne accorse. Lo obbligò ,contro la sua volontà, a tornare a casa e a provare a dormire.
Avrebbero avuto tutto il giorno seguente per stare insieme e coccolarsi, ora dovevano solo riposare.

Una volta nel letto Ermal si girò verso il più grande: "Me la canti?" "Cosa piccolè?" "Quella canzone. Per favore." chiese, quasi supplicandolo.
Così, dopo aver preso la chitarra, Fabrizio si posizionò accanto al più piccolo pronto per cantare quella canzone che aveva scritto tempo prima ma che ora, in quella stanza, con la luce del mattino che iniziava a entrare dalle finestre e osservando Ermal con gli occhi chiusi e i ricci sparsi sul cuscino, assumeva tutto un altro significato.
Sapeva di pace, di Ermal, di casa.
Gli arruffò i capelli e iniziò a cantare.
Ermal sentendo quella canzone dal vivo, con Fabrizio accanto a lui, si ritrovò a pensare che forse, senza saperlo, quello era un giorno senza fine.
Perché stava bene, si sentiva a casa, la mattina non avrebbe dovuto alzarsi presto e sarebbero potuti rimanere accoccolati anche tutta la giornata.
E allora forse, nonostante le poche ore a loro disposizione, i suoi giorni con Fabrizio erano i suoi giorni senza fine.
E anche per Ermal quella canzone, nella stanza assieme all'uomo che amava, quella notte, assunse tutto un altro significato.

È una storia nata su due piedi per riprendere a scrivere.
Se non la conoscete andate ad ascoltare questa canzone di Fabrizio perché merita un sacco.
Fatemi sapere che ne pensate♡♡
Un bacio
-mar🐾

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