Finì il suo turno di lavoro col cuore in gola, in meno di tre ore avrebbe rivisto Harry e solo il pensiero bastava ad agitarlo.
Fece una doccia bollente per rilassarsi, ma non riuscì nel suo intento.
“Coraggio Louis, che ti prende?” si chiese.
Alle otto era già pronto. Si sentiva una ragazzina con gli ormoni a mille.
Stare solo in casa non lo aiutava a smettere di pensare al riccio, quindi, con un gesto secco si alzò dal divano sul quale si era gettato e afferrati portafogli e chiavi, si infilò la giacca ed uscì di casa.
Guidò la sua macchina, in direzione dell’appartamento di Liam e Zayn, una coppia omosessuale che aveva conosciuto qualche mese prima in quel locale, che ormai per tradizione frequentavano almeno una volta a settimana.
Suonò più volte al campanello, finché la porta non si aprì e trovò un Liam Payne seminudo, se non fosse stato per l’asciugamano che teneva legato attorno alla vita.
“Scusate se vi disturbo, ma ho bisogno di distrarmi.” prese parola gettandosi letteralmente su uno dei divanetti in pelle che la coppia teneva in salotto.
“Liam, va a vestirti, ci penso io!” disse Zayn entrando nella stanza e sedendosi nella poltroncina che lui tanto amava.
“Zayn, penso di essermi innamorato.”
“Lo dici come se fosse una cosa brutta!” si sporse in avanti sulla poltrona, quel poco che bastava per permettergli di allacciarsi le converse ai piedi.
Louis continuava a fissare il soffitto bianco dell’appartamento.
“No, non è una cosa brutta, ma Zee, l’ho conosciuto oggi e so a malapena il suo nome!”
“Invitalo ad una delle nostre serate così potrai conoscerlo!” propose risoluto alzando le sopracciglia.
“L’ho già fatto, verrà con noi stasera, devo passarlo a prendere tra mezz’ora.” Zayn battè le mani e fece sobbalzare il castano sdraiato sul divano.
“Allora è perfetto! Vedrai che andrà tutto bene!”
“Lo spero.”
“Louis! Sembri una ragazzina che si fa filmini mentali sul suo idolo, smettila! Sei un gran figo e gli piacerai sicuramente!” si intromise Liam.
Louis fece un bel respiro.
“Vado a prenderlo. Incrociamo le dita!”
La coppia lo abbracciò e poi lo guardò andare via. Si sarebbero rivisti a minuti nel locale.
Quando Louis accostò l’auto di fronte al vialetto del residence nel quale Harry alloggiava, lo trovò in piedi, davanti al portoncino.
Abbassò il finestrino e gli fece cenno di salire.
“Allora, dove mi porti?” domandò una volta salito nell’auto.
“Ehm, è una sorpresa. Spero non ti dispiaccia, voglio dire, è un posto un po’ particolare..”
“Tranquillo Lou, mi va bene tutto.”
Speriamo, pensò Louis.
Arrivarono velocemente al locale, per tutto il viaggio nell’abitacolo non era volata nemmeno una mosca per il troppo imbarazzo.
Il castano parcheggiò, ed insieme scesero dall’auto.
L’espressione di Harry quando entrarono era indecifrabile.
“Un locale gay?” chiese poi a Louis, che si accorse di aver tenuto il fiato sin dall’entrata solo quando non si ritrovò ad annuire.
“Ehm, ecco…si..” Louis alzò le spalle e guardò Harry, in cerca di un segnale che gli facesse capire a cosa stesse pensando. Proprio quando Louis si era rassegnato all’ idea di aver perso tutte le perso tutte le speranze con Harry, il riccio parlò.
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Baby let me be your last first kiss
FanfictionLouis lavora a Roma da un po', le giornate sono sempre uguali, scandite ogni tanto da incontri con i suoi amici in un locale gay. Harry è scappato dall'Inghilterra col cuore spezzato dall'unica donna che avrebbe sempre dovuto supportarlo, sua madre...
