1. Hazel

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È tutto pronto per il prossimo incontro. A mezzanotte, nel confine tra il distretto 4 e il 5. Dovremmo riuscire a venire tutti senza essere scovati. Almeno, lo spero. Sono le dieci e sto aspettando, preparandomi un piccolo zaino: un pugnale, dell'acqua è un aggeggio che mi permette di comunicare con gli altri semidei, per trovarci. Non mi serve nient'altro, perché sono capace di difendermi con i miei poteri da figlia di Plutone, inoltre andrò sottoterra, non dovrei incontrare nessuno.

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- Secondo me la prossima bomba dovrebbe essere piazzata qui! Non vedi, i soldati passano ogni giorno in questo esatto punto alle otto di mattina, sono pratica di questo, vivo quasi attaccata!- La voce acuta di Amina sovrasta il borbottio degli altri. Amina è una semidea, vive a Capitol City e ci aiuta come spia. Figlia di Ecate, riesce a controllare la Foschia come me, in più può fare qualche piccola magia. Ci è stata incredibilmente utile, sopratutto per sapere le abitudini dei soldati di Capitol City, però ci sono alcuni ragazzi che ancora non si fidano completamente di lei, come Percy e Luke. - Amina, non hai appena detto che vivi lì vicino? Ti distruggeremmo la casa!-. Reyna ha ragione, però. - Pff, non è un problema, io sarò via e se quella pu- donna, della mia matrigna morisse io sarei solo felice. E poi, le nostre bombe non hanno un raggio così esteso. Se la mettiamo qua,- aggiunge Amina, indicando un punto della mappa con l'indice, - Non arriva a casa mia. A proposito, Annie, Leo, come siete messi con la progettazione delle nuove bombe?-. Annabeth guarda il ragazzo e lo vedo annuire impercettibilmente. La figlia di Atena prende il respiro e inizia: - Allora, siamo messi piuttosto bene, ci manca un po' di materiale, che però riusciamo a trovare facilmente. Però dobbiamo fare la scorta delle bombe normali, sennò rimaniamo senza e siamo finiti.- Prende dallo zainetto un taccuino rosso, aprendolo e mostrando un disegno pieno di scritte in greco antico, quindi distolgo lo sguardo, tanto non capirò niente. Sento mormorii di assenso da parte di tutti, escluso Percy, con la testa appoggiata al braccio, che dorme. Ne approfitto per osservarlo: sbava, esattamente come ha detto Annabeth. Mi metterei a ridere, ma da quando abbiamo iniziato le nostre opere terroristiche non riesco a farlo, come se mi fossi disabituata. Il che é vero, ormai non riesco più a ridere, nemmeno una risatina piccola piccola. Sarà la troppa tensione.
Sono le due di notte e la riunione é finita, così metto lo zaino in spalla ei dirigo verso Frank, il mio ragazzo. - Hey-. La sua voce profonda mi rassicura come non riesce a fare quasi nessuno. - Hey-. Ci scambiamo una stretta di mano e andiamo, ognuno nella sua direzione. Incontro mio fratello Nico e mi dà una pacca sulla spalla, quindi vado avanti, per arrivare a casa.

Coso autrice
Hola eccomi tornata con la milionesima storia, ho diverse idee e quindi potrei continuare e farla evolvere, almeno spero. Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti e ricordatevi di votare, così mi mettete voglia di scrivere avanti.
~ Lalli💖

Semidei nel PanemWhere stories live. Discover now