È entrato nella mia vita nel novembre del 2017, esattamente un anno fa.
Ricordo ancora con chiarezza il giorno ed il momento esatto in cui i nostri sguardi si sono incrociati per la prima volta e, da allora, data l'evoluzione dei fatti, posso affermare di essermi cacciata in un grosso guaio.
Tutto è cominciato quella mattina:
Ero all'università di Boston, nel Massachusetts, e stavo assistendo ad una delle lezioni di poesia del Signor Finnegan, e ricordo ogni particolare: l'aula era occupata da tutti i miei compagni di corso nonostante la lezione fosse appena cominciata e, se chiudo gli occhi, riesco ancora a visualizzare nella mente l'immagine dell'insegnante dell'Ars Amatoria, con indosso, ovviamente, uno dei suoi stravaganti e singolari cappotti.
Aveva il volto pallido, i capelli arruffati e la barba incolta. Nonostante egli avesse quarant'anni, ne dimostrava il doppio. La sua dote però, secondo il parere di chi aveva avuto l'opportunità di seguire i suoi corsi, era quella di saper comunicare nel modo giusto con i ragazzi. Egli riusciva, anche secondo il mio parere, a far sì che il nostro interesse verso la sua materia non svanisse nel tempo. Ognuno di noi studenti adorava, infatti, prendere appunti o semplicemente ascoltare quello che diceva senza alcuna pressione e, tutto questo, andava oltre il nostro interesse per la poesia.
Mi calai verso il basso per afferrare il quaderno dalla borsa mezza aperta che avevo appoggiato poco prima per terra, quando il suono di diversi colpi alla porta mi fece battere le palpebre più volte, siccome ero ancora mezza addormentata. Tutti noi nell'aula rivolgemmo la nostra attenzione a quella porta, fin quando quest'ultima non venne spalancata dal professor Fitz, il direttore.
"Buongiorno." Esclamò, prima di fare due passi in avanti e di rivolgersi a noi.
"Vi chiedo gentilmente di accogliere nel migliore dei modi il nuovo arrivato." Disse, si incamminò verso l'uscita, ed infine salutò il Signor Finnegan con un cenno del capo.
Così, il mio sguardo e quello dei miei compagni si rivolsero nuovamente all'unisono verso l'entrata. Naturalmente tutti aspettavamo impazienti di scoprire chi fosse il nuovo arrivato, ed appena egli varcò la soglia della porta, tutti lo fissammo come se fosse stato un fantasma.
A dirla tutta, rimasi interdetta alla vista di quel ragazzo nuovo. Non era niente male, se per niente male si intende bellissimo da far girare la testa. Aveva un bel paio di spalle larghe e la folta chioma riccia gli ricadeva sulla fronte in morbide onde, come se fosse la cosa più delicata al mondo. Gli occhi grandi, dei quali non riuscivo ancora a stabilire il colore, e le labbra carnose, da quanto potessi osservare, completavano il pacchetto. E aveva quelle gambe così lunghe....
"Che gran pezzo di manzo." Commentò Jackson, riportandomi sul pianeta Terra.
Alzai gli occhi al cielo alla sua affermazione, nonostante fosse vera, e lo guardai assottigliando gli occhi, prima che il novellino potesse prendere parola.
"Io sono Harry." Disse solo, e avanzò poi tra i banchi per prendere posto.
"Beh, sì ecco. Grazie, Harry, per averci risparmiato la fatica." Rispose il Signor Finnegan, indicandolo al contempo.
A colpirmi di quell'Harry, oltre la sua bellezza, era stata soprattutto la nonchalance con la quale si era presentato alla nuova classe.
Non sembrava per niente impacciato o timoroso, al contrario, ero certa fosse molto, forse troppo, sicuro di se stesso.
VOCÊ ESTÁ LENDO
Back to you. ~Harry Styles.
FanficÈ entrato nella mia vita nel novembre del 2017, esattamente un anno fa. Ricordo ancora con chiarezza il giorno ed il momento esatto in cui i nostri sguardi si sono incrociati per la prima volta e, da allora, data l'evoluzione dei fatti, posso affer...
