La pelle del del sedile della macchina in cui ero seduta stava iniziando a darmi seriamente fastidio alle gambe e quello di certo non aiutava a smorzare il mio nervosismo.
- Kayla calmati non vorrai arrivare dalla tua nuova famiglia con le mani scorticate vero?- Mi riproverò sarcastica Miss Jhonson che guidava seduta al mio fianco.
* facile a dirsi per lei! Non sta per conoscere l'ennesima famiglia affidataria che aveva deciso di provare a prendersi cura di me nonostante i miei disturbi della personalità*pensai guardandola male.
- Kayla ormai hai 17 anni devi smetterla di comportarti come una bambina e devi iniziare a sopportare la presenza di altri esseri umani-
Ridacchiai forzatamente- Certo certo -
Vidi Miss Jonson guardarmi di sottecchi per poi sistemarsi un ciuffo corvino che era sfuggito alla molletta con la quale tentava di domare i suoi lunghi e ribelli capelli ricci.
- Non ho nessuna voglia di riportarti all'orfanotrofio per la decima volta quindi vedi di comportarti bene - disse fredda.
Io sbuffai- almeno posso sapere chi sarà la mia nuova famiglia?-
Lei si sistemò gli occhiali sul naso segno che era agitata.
- Lo saprai una volta arrivati-
C'era qualcosa di strano in tutta quella storia, solitamente le famiglie affidatarie venivano a prendermi direttamente all'orfanotrofio ma stranamente questa volta Miss Jhonson mi avrebbe accompagnata alla mia nuova casa.
Iniziai ad agitarmi ma mi costrinsi a sembrare neutrale e inespressiva, con gli anni avevo imparato a nascondere le mie emozioni piuttosto bene, " se mostri al nemico le tue debolezze lui saprà dove colpiti per farti tanto male da farti crollare con una sola frase" Adam lo diceva sempre.
Mi incupii ripensando a lui, a tutti i bei momenti passati insieme ,ai progetti che avevamo e alla sua morte.
Scacciai subito quei pensieri non volevo pensare a lui perchè farlo mi rendeva debole, era proprio lui la mia debolezza, bastava che qualcuno lo nominasse per farmi del male, per far sanguinare quella profonda ferita mai rimarginata nel mio cuore.
La Johnson mi guardò e io ricambiai lo sguardo scorgendo una punta di pietà nei suoi occhi.
- Stai pensando a lui vero?- disse sistemandosi il vestito blu a fiori bianchi che indossava.
Io rimasi in silenzio e guardai intensamente il cruscotto della panda bianca di Miss Johnson stringendo i pugni e giocherellando con alcuni fili che pendevano dai miei jeans corti.
- Lui avrebbe voluto che tu andassi avanti e lo sai-
Non ce la feci più e scoppiai, come cazzo si permetteva di dirmi quelle cose?!
- Tu cosa cazzo ne sai di cosa lui voleva!? Non ti è mai fregato niente di lui! Tu l'hai lasciato morire! Sei stata tu a portarmelo via- le urlai trasmettendo tutta la rabbia e l'odio che provavo nei suoi confronti anche se in realtà persino io dubitavo della verità delle mie stesse parole.
- Mi dai la colpa della sua morte?- sbottò- Hahaha non farmi ridere, sei tu che hai appiccato l'incendio che l'ha ucciso, Adam è morto per colpa tua!!-
Ecco cosa intendevo.
Una frase e mi sentii crollare, una frase e sentii sanguinare il mio cuore ormai stanco di sopportare.
Non dovevo urlarle contro, non dovevo mostrarle ciò che provavo, non devo mostrarlo a nessuno perchè tutti sono miei nemici, nessuno escluso.
Solo lui era dalla mia parte, solo Adam mi aveva protetta fino alla fine.
Mi sforzai di non urlare e piangere ma di mantenere la mia maschera di menefreghismo totale, quella maschera era il mio scudo la mia unica protezione e possibilità di salvezza.
Ridacchiai- forse hai ragione- la mia voce si inclinò leggermente ma lei non sembrò averci fatto caso.
- fredda come sempre vedo-disse - oh guarda siamo arrivate-
Guardai fuori dal finestrino e...porco schifo quella era la base degli Avengers.
Per poco non mi venne un'infarto * perfetto, hanno deciso di darmi a dei supereroi per tenermi a bada e sbarazzarsi definitivamente di me!* ero abbastanza terrorizzata.
- Mi spieghi cosa caz-
- Sei stata adottata da Tony Stark in persona- mi interruppe - preferisco non saperne il motivo quindi non chiedermi niente-
La guardai a bocca aperta ma mi costrinsi a tornare calma e rilassata o almeno tentai di sembrarlo.
La panda si fermò davanti all'entrata e io dovetti scendere.
Si avvicinò a noi un uomo sulla mezza età robustello che si presentò con il nome di Happy e che ,senza troppi complimenti, si fece aprire il bagagliaio per poi prendere la mia unica valigia e scambiare due parole con la Johnson mentre io stringevo tra le braccia il mio zaino grigio con i fiori bianchi dentro cui c'era il resto della mia roba, osservai l'immensa porta l'entrata e il gigantesco giardino che circondava la struttura e tentai di non sembrare sorpresa o spaventata.
Una volta che ebbero finito di parlare riguardo a delle carte da firmare la Johnson salì in macchina e senza degnarmi di uno sguardo partì per tornare all'orfanotrofio.
- perfetto ragazzina, seguimi sono tutti riuniti e ti stanno aspettando-mi ordinò Happy con tono autoritario.
Io annuii e lo seguii su per le scale fino a varcare la soglia della mia nuova casa.
Mentre camminavo lungo i luminosi corridi della base Avengers mille domande si stavano affollando nella mia mente a cui sperai che i miei nuovi tutori potessero dare risposta al più presto altrimenti probabilmente sarei impazzita di li a poco.
--------angolo scrittrice------
Ciao a tutti questa è una storia che volevo scrivere da un pò di tempo e finalmente mi sono decisa.
È una storia in cui saranno presenti alcune parolacce ma non preoccupatevi ,il nostro Steve non mi permetterà di metterne troppe😏
È ambientata nel periodo che segue ad Avengers 2 e precede Civil War.😊
Spero che la apprezzerete e segnalatemi ogni possibile errore.👍
Grazie baci a tutti💕
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Love is all I need / Avengers/
FanfictionKayla è una diciassettenne con un buio passato alle spalle che però continua a tormentarla anche nel presente e che la fa sembrare sempre fredda e distaccata ma tutto cambierà quando Tony Stark deciderà di prenderla in custodia tirandola fuori all'o...
