Allyson era seduta sul suo letto, ordinato in maniera maniacale, segno che, nei dieci minuti che aveva impiegato in bagno, sua mamma era passata a rifarglielo.
Era una cosa che non succedeva spesso, di solito se lo rifaceva lei stessa la mattina, prima di andare a scuola.
D'altronde quello non era un giorno come gli altri.
Lo si poteva capire da molti dettagli, come per esempio il fatto che la ragazza indossava un vestito nero lungo fino alle ginocchia, sobrio, ma elegante e un paio di scarpe col tacco, anch'esse nere, che sporgevano dal bordo del letto.
Stranamente, quella mattina Allyson non si era truccata. Benché non ne avesse bisogno, ogni giorno si applicava un po' di fondotinta sulla pelle del viso, già quasi perfetta di suo, per coprire le eventuali pustole che di tanto in tanto le spuntavano, e un po' di mascara per allungare le sue corte ciglia.
Dato che quella mattina non aveva fatto nulla di tutto ciò, le si potevano vedere i grandi occhi verdi gonfi e arrossati dal pianto e il viso di un pallore quasi mortale.
Numerosi pacchi di fazzoletti, sia vuoti che pieni, erano sparsi su tutto il piumone colorato, insieme ad altrettanti fazzoletti usati.
Proprio in quel momento, Allyson, che fino ad allora era rimasta immobile come una statua a piangere in silenzio, seduta in quella che sembrava una posizione molto scomoda, si riscosse con un fremito e si alzò in piedi di botto. Si dovette appoggiare alla cassettiera vicino al letto per riacquistare l'equilibrio; come al solito, si era alzata troppo velocemente.
Attraversò la stanza e si posizionò davanti allo specchio appeso vicino alla finestra.
In un qualsiasi altro momento, l'immagine che le venne restituita l'avrebbe spaventata, ma quello era un giorno tutt'altro che ordinario, e per la prima volta non le importava minimamente di come appariva.
Dato l'innaturale pallore del volto, i suoi lunghi capelli neri, che di solito le incorniciavano morbidamente il viso facendola apparire graziosa come una bambola, in quel momento sottolineavano il biancore della pelle, facendola sembrare Morticia de 'La famiglia Addams'.
Il naso, grazioso e ben proporzionato, sembrava dieci volte più grande per colpa del rossore causato dal continuo sfregamento e, lper concludere, le labbra erano anch'esse troppo gonfie e arrossate. Il risultato era disastroso.
D'un tratto, qualcuno bussò alla porta, e un secondo dopo sua madre, anche lei vestita elegantemente di nero dalla testa ai piedi, fece capolino nella stanza.
"Tesoro, è ora di andare. Sei pronta?" le chiese, con dolcezza.
Allyson si prese un momento per rispondere.
La domanda aveva un doppio significato. In termini estetici, la ragazza era a posto, ma era pronta a dire addio al suo più grande amore?
No, rispose mentalmente. Non lo sono.
Tuttavia, scelse di non rispondere.
Si guardo un'ultima volta allo specchio e seguí la madre, chiudendosi la porta della camera alle spalle.
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Everything I need
RomanceAllyson Price è un'allegra newyorkese diciannovenne che studia per diventare architetto. Ha sempre sorriso alla vita, e la vita le ha riservato lo stesso trattamento per diciannove lunghi anni, fino a quando una terribile tragedia sconvolge la sua v...
