1

27 0 0
                                        

Irama's Pov

Stringo tra le mani la felpa nera, consegnatami qualche instante fa, la fisso riflettendo in lei, il dissapore degli ultimi anni, passati a divincolarmi tra i limiti imposti.
Da qualche tempo a questa parte non sono mai stato me stesso, almeno nel campo musicale, ora però ho la mia rivincita tra le falangi, e il mio cuore è partito seguendo un fremito eclatante.
Finalmente sovrasterò impavido come un leone, mantenendo la lucidità che mi ha sempre contraddistinto, rispettando gli altri ma anche la mia stessa volontà.
Umiltà e serietà al primo posto.
Sbuffo soddisfatto, correndo a prendermi ciò che è diventato da qualche minuto, mio di diritto, quel banco, che brucia di frenesia, che scotta di felicità, e che accoglie le mie sconosciute e imponenti fragilità.
È il simbolo della rivalsa, della mia naturale rivincita, ora sono un leone nel suo habitat, affamato di testi, musica e ritmo.
Stuzzico la piuma penzolante dal mio orecchio sinistro, rimuginando su ogni passo falso, e sulla voglia di farmi conoscere per quello che sono realmente.
I miei pensieri vengo frenati dalla voce radiante del mio vicino, sporgo il mio viso verso di lui.
Il ciuffo prorompente, e gli occhi ricolmi di sincerità mi riempiono la visuale, la trasparenza del suo sguardo, e la paura nel suo sorriso.
"Ciao, Irama giusto?!" una calda tonalità dirompe dalla sue corde vocali, mi tende il braccio possente e olivastro.
"Filippo per gli amici, in arte Irama" ricambio la stretta di mano, sopraggiungendo poi con "Tu invece?"
"Einar" un piacere accogliere il suo nome, con la qualità eccelsa con cui lo pronuncia.
Torno a fissare la targhetta posto sulla felpa, sul petto, la accarezzo come fosse qualcosa facile da frantumarsi, da tenere e possedere con cura.
"È stato un piacere ascoltare la tua canzone, è tua giusto? Scrivi davvero bene!" mi soprende il suo commento, ma subito rimetto a fuoco la situazione, ringraziandolo del gesto dolce e scarno.
Al termine della puntata, ancora fatico a realizzare l'accaduto, siamo tutti in stand-by all'interno della sala relax, comincio a scrutare i volti delle persone, cercando di ricordare l'associazione viso-nome.
D'un tratto sento picchiettarmi la spalla sinistra da una fragile falange, ricoperta da un piccolo anello e da un smalto rosso porpora.
Divincolo i miei pensieri, e mi giro, risultando quasi imbarazzato alla vista della ragazza che si è posta a me dirimpetto.
"Ciao Irama, sono Carmen, è un piacere averti qui con noi" i suo zigomi si alzano a ricoprire gli occhi che congiuntamente si socchiudono, la curva sul viso dirompe e spiazza la mia visuale.
"Ciao Carmen, chiamami pure Filippo, è un onore indossare questa maglia, non vedo l'ora di affrontare questo viaggio con voi" non sfoggio un sorrisi, ma un cauto accenno di complicità nel suo pensiero.
"Sai, quando ho ascoltato la tua canzone, mi è sembrato un sfogo, come se avessi qualcosa di più da raccontare, qualcosa che con delle semplici parole, pare difficile descrivere, ma con ritmo e poesia tu sia stato in grado di rigettarlo" sobbalzo alle sue mature affermazioni, data dalla sua candida e liscia pelle che non può far a meno di nascondere la sua giovane età.
"Wow, sai mi hai sorpreso, davvero hai concepito ciò? I mei complimenti cara non è da tutti, soprattutto ad appena il primo incontro", le sue guance si tingono di un rosellino sempre più intenso, e si racchiude nel suo guscio , rientrando con il collo, e nascondendo il viso sotto la chioma castana.
Pare forte e fragile, immensa e piccola, schietta e timida, sincera e paurosa.
Non posso che rimanere sospeso nel limbo della giovane ragazza.

IRAMA|| FUGGENDO DALLA REALTÀLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora