La Leggenda -Matthew-

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<<Anni fa, un terribile nemico minacciava la pace dei Tre Mondi. Un mostro capace di far tremare le terre col solo respiro. Una bestia i cui occhi bianchi, vuoti e infiniti come il più profondo degli oceani, potevano strapparti l'anima. Comandava un esercito di immortali: creature senza vita, senza controllo, e senz'anima. Non puoi togliere la vita a chi non ce l'ha. Fu allora che nacque l'alleanza. I sovrani dei regni decisero di unirsi, per far fronte alla minaccia, e riuscirono ad intrappolare il nemico dove niente e nessuno potesse raggiungerlo. La pace sembrava ristabilita, ma... Una leggenda ancora oggi dice che quel mostro farà ritorno, e che solo un principe dalle capacità straordinarie potrà->>
<<Matty, ho sentito questa storia un milione di volte.>>
Ely era sul punto di continuare la frase, ma non lo fece, non subito. Spostò prima lo sguardo da me, al pavimento, come se i miei occhi potessero ancora intimidirlo. Quando ci siamo conosciuti, diceva spesso che il mio sguardo era così umano che essermi amico era difficile, ma ora non eravamo più bambini.
Ely si passò una mano sulla nuca, sospirando con aria sconsolata.
<<So che pensi di essere il principe della leggenda, ma...>> Si morse il labbro. <<Ora non credo, insomma, che dovremmo preoccuparcene. Rilassati, okay? Non ci sono segni del ritorno di Herobrine.>>
In un qualunque altro momento, di qualunque altro giorno, avrebbe avuto ragione. Stavolta però, andò diversamente. Il comandante dell'esercito imperiale arrivò a corsa, gridando il mio nome. Si fermò sulla soglia della porta e, annaspando, disse: <<Principe Matthew... Vostro padre... È scomparso... Al castello, veloce. Vostra madre...>> E svenne, lì, sull'ingresso della capanna. Uscire sarebbe stato complicato, se fosse rimasto a terra. Decidemmo quindi di alzarlo, per poi incamminarci verso il castello.
Vi starete di certo chiedendo perché prendersela così comoda, quando vostro padre è scomparso. La mia razza (che non è quella umana, a discapito del mio aspetto) può teletrasportarsi. Sarebbe bastato quindi avvicinarsi fino ad avere la corte entro il raggio d'azione, e poof! comparire lì, senza il minimo problema.
Facile, vero? No.
Non quel giorno.
Fu Ely ad aprire il discorso, mentre camminavamo. <<Te ne sei accorto anche tu, non è così?>>
Non riposi, abbassai solo lo sguardo, sovrappensiero. <<Eitryus è venuto a corsa, ed era senza la minima energia. Ho paura che questa volta sia successo qualcosa di grave.>>
<<Mio padre...>> Sentii un brivido gelido salirmi lungo la colonna vertebrale. Mi venne la raggelante paura che la sua scomparsa potesse essere definitiva.
Vedete, l'energia di ogni creatura del regno di Endhor deriva dal suo Re: è lui a gestire i cristalli della vita, a dare forza al popolo. Quando non c'è per qualche spedizione, diventa faticoso anche teletrasportarsi per gli Enderman. Se la sua energia dovesse scomparire, non oso immaginare cosa accadrebbe ad Endhor.
<<Credi che possa essere...?>>
<<Probabilmente è solo molto, troppo lontano dal regno. Non basiamoci solo su un guerriero senza forze, il resto delle persone probabilmente percepisce la sua energia, anche se fievole.>>
Mi venne un dubbio, e decisi di provare a trasformarmi, smentendomi immediatamente. Il simbolo sulla mia spalla iniziò a pulsare, file di oscurità mi ricoprirono, partendo dal braccio, e fermandosi al centro del mio addome. Un parte di me era ancora umana, come sempre, ma il resto non lo era per niente. Ely mi squadrò, per lui era come se ogni volta fosse la prima. <<Molto meglio. I tuoi occhi ora hanno una meravigliosa sfumatura di viola. Ma non siamo ancora a portata di teletrasporto, perché ti sei trasformato?>>
<<Ely, prova a teletrasportarti. Anche se non arrivi al castello, tu prova.>> Doveva andare prima lui. Nel momento in cui avevo cambiato forma, avevo intuito che la mia energia non dipendesse più dal Re, come in effetti dovrebbe essere per un membro adulto della famiglia reale. Ely mi guardò per un attimo, confuso. Poi scrollò le spalle e fece per spostarsi. Non si mosse di un metro che fosse uno. <<Non capisco, perché non ci riesco?! Eppure avevo l'energia al massimo. Anche senza il Re in città, non dovrebbe essermi difficile teletrasportarmi.>> Gli presi una mano e la posai sulla mia spalla sinistra, sopra al simbolo di famiglia. Luccicava del suo solito bagliore violaceo. <<Concentrati. Ci sposteremo insieme. Ho provato la condivisione diverse volte da quando ho compiuto sedici anni.>>
<<Quindi tipo tre giorni fa...>>
<<Fidati del tuo principe. Non abbiamo tempo di discutere. L'energia di mio padre è sempre più debole.>> Chiuse gli occhi. Insieme sparimmo in un fascio di luce viola.

Casa mia era distrutta. Iniziai a preoccuparmi sul serio quando vidi l'ossidiana della torre destra del castello ridotta ad una rovina in fiamme. Quella roba doveva essere a prova di esplosioni, per intenderci.
Il portone principale era quasi completamente sfondato: travi di legno scuro levigato, grandi come il ponte di un astronave, erano sparsi il giro per l'ingresso. Quando la guardia imperiale mi vide... Beh, cadde per terra, spinta da mia madre che si faceva spazio a forza per correre ad abbracciarmi.
<<Matthew, tesoro, per fortuna che stai bene.>> I suoi occhi azzurri erano lucidi e carichi di apprensione. Comprensibile, si, ma non l'avevo mai vista così preoccupata.
<<Madre, cosa è successo?! E perché nessuno si è trasportato a chiamarmi? Potevate morire, è mio compito proteggervi.>>
<<Tesoro... Era troppo pericoloso, senza tuo padre poi.>>
<<Dov'è? Era qua quando sono uscito.>>
Lei abbassò lo sguardo, respirando pesantemente, senza togliere le mani dalle mie spalle.
<<Lui è tornato. Ha preso tuo padre, per togliere potere al vostro popolo. Non lo avrebbe mai lasciato libero, sa che siete pericolosi se vi unite.>>
<<Lui, chi?>>
<<Herobrine. Aveva giurato che il primo a subire la sua vendetta sarebbe stato Erion... Ma nessuno credeva che la leggenda fosse vera, tantomeno che potesse compiersi nel corso di questa vita.>>
Mi sentii le gambe molli, mi tremava il respiro e la mia trasformazione stava iniziando a sparire. Non ero nella condizione per mantenerla. Avevo aspettato quella leggenda per anni, ma sapevo che non ero pronto. L'orgoglio e il rispetto non valevano la vita di mio padre. Avrei preferito vivere altri sedici anni senza la dovuta considerazione, piuttosto che perdere la mia famiglia.
Guardai mia madre negli occhi, la sua paura era quasi in grado di entrarmi nella testa. Ely aveva ragione: i nostri occhi umani erano incredibilmente pericolosi. Decisi di farmi coraggio, per lei e per il mio regno. Senza mio padre era compito mio proteggere tutti. Quella leggenda parlava di me, ero io il principe, dovevo adempiere ai miei doveri.
<<Madre, giuro sui cristalli della vita che farò tutto il possibile per salvare il Re e riportare la pace ad Endhor.>>
<<L'unico modo, è concentrarsi sulla la leggenda, ora che sappiamo che è reale. Devi fare una cosa molto importante.>>
Mi sentivo onoratamente confuso. Fare cosa, di preciso? La leggenda non dava istruzioni. Nessuna leggenda dava istruzioni.
<<È il momento che ti racconti un paio di cose, Matty. Forse è il caso che tu ti sieda.>>

Gemini -La Leggenda del PrincipeStories to obsess over. Discover now