Partiamo dal presupposto che questa non è la classica storia d'amore. Loro sono due anime torturate, che non trovano la pace. Credono che l'amore non busserà mai alla loro porta.
Lei acida e stronza di punto in bianco viene spedita dai suoi genitori...
<MAMMAAAA! Dove è la mia maglietta bianca corta?> <amore è sempre nel solito posto, secondo cassetto a destra> < ma li non... NIENTEE> urlo da camera mia, come al solito non trovavo qualcosa e mamma senza neanche venire già sapeva dov'era. Continuo a prepararmi per il primo giorno di scuola, oggi inizio il quarto anche se ho già 17 anni e ne devo fare 18 fra un mese. So già che quest'anno succederanno un sacco di cose me lo sento. Ultimamente credo anche di star cambiando io, mi sento più forte e più motivata a continuare giornata dopo giornata, gli effetti dell'estate. So già che tra meno di una settimana già mi sarò scocciata. Mi trucco con un po' di mascara, correttore sotto le occhiaie, è un rossetto rosso. Mi metto dei Jeans larghi strappati e una magliettta grigia corta, con delle scarpe bianche.
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Prendo gli occhiali da sole e lo zaino e scendo. < ehi mamma, come stai? Tutto bene? Sai che oggi sei più bella del solito?> < Elena cosa vuoi?> < cosa ti fa credere che io voglia qualcosa?> < il tuo tono di voce, è troppo dolce per te> < okay si voglio i soldi lo so che me lo haj dati ieri ma sono andata a mangiare fuori e li ho finito> mi passa due banconote da 50 < amore lo sai che non devi spendere troppo non voglio che diventi una ragazza troppo viziata> < si mami grazie> dico correndo fuori < AMOREEE LA COLAZIONE> < MAMMA NON HO FAME> dicendo questo vado verso il garage e prendo la macchina, anche se non ho ufficialmente 18 quelli della motorizzazione mi hanno fatto un permesso speciale fino hai 18. Finalmente posso guidare questo gioiellino awww.
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Metto a tutto volume X di Nicky Jam urlando a squarciagola mente vado a prendere Sofia a casa. Sofia è la mia mia migliore amica da una vita la conosco dal primo liceo, non ho mai conosciuto una persona come lei. Mentre aspetto che scenda mi accendo una sigaretta, un brutto vizio che ho preso qualche anno fa quando papà se ne è andato di casa, così di punto in bianco senza darmi spiegazione è neanche la mamma me lo vuole dire, ho sempre pensato che gli facesse troppo male parlarne. < Stronza ancora che fumi?!> < stronza ci chiami tua madre puttana> < mi sei proprio mancata dice saltandomi al collo come un polipo> < anche tu Sofi molto> dico con un sorriso a 32 denti. Entriamo in macchina e andiamo verso scuola. Anche Sofi ha la macchina solo che dice che non si sente sicura ad usarla senza aver ancor preso definitivamente la patente, strana lo so. Arrivati a scuola vedo tutti che ci guardano. Prima la macchina poi appena scendiamo cominciano a fissare noi. Diciamo che veniamo considerate le più belle della scuola ma ne a me ne a Sofi frega tanto, almeno non tanto quanto alle oche di turno. Andiamo verso l'ingresso e saluto tutti, tra cui Matt il fratello di Sofi. La giornata passa tranquillamente dopo scuola mi fermo un po' Con gli altri al bar davanti scuola e poi vado a casa, mi sento strana, come se fossi osservata, mi guardo in torno ma non vedo nessuno. Che strano. Arrivo a casa e continuo a sentire quella strana sensazione. Però non ci faccio tanto caso,vado di sopra e per distrarmi mi faccio una doccia veloce per levare a uzza di sudore, fa ancora molto caldo. Esco con l'asciugamano, mi cambio mi metto il pigiama, anche se sono solo le 4. scendo per fare una piccola merenda, prendo del latte e un kinder bueno, mi giro per cercare mamma per chiacchierare un po'. Dopo un po' nel silenzio della casa si sente solo il rumore della tazza che cade a terra <Papa...> dico con un sussurro quasi impercettibile.