Era una mattina come tutte le altre quando...
-giulia alzati che devi andare a scuola!-
Eh si,mi faccio svegliare ancora da mia nonna,non riesco a svegliarmi da sola,se metto la sveglia me ne dimentico completamente e non la sento minimamente,mentre mia nonna è una di quelle sveglie che è difficile non sentire.
-ancora cinque minuti e mi alzo-
La solita scusa per rimanere a letto ancora quei cinque minuti contati e per ripigliarmi ancora ricordando che è quella solitissima mattina stufante in cui devi alzarti per forza per andare a scuola. Ma in fondo,chi è che ha voglia di andare a scuola? Chi ha voglia di svergliarsi tutto felice alle 7 di mattina e dire "che bello oggi si va a scuola"? Beh magari c'è qualcuno a cui piace stare con il naso sui libri tutto il pomeriggio senza affacciarsi nemmeno alla finestra per prendere un po' d'aria. Ma passiamo al dunque.
-cinque minuti sono passati! Alzati!-
Mi urlò.
-ora mi alzo-
Mi alzai dal letto con le mie ciabattine carine con gli smile e mi dirigo di fretta in cucina e chiedo:
-la torta è finita?-
-no,apri la dispensa e la trovi-
La apro e prendo la mia buonissima torta pan di stelle,come stare senza di quella?
-giulia muoviti a fare colazione o farai tardi-
Secondo il mio parere la colazione è la cosa principale per un buon inizio della giornata,non vorrei sembrare saggia,ma io senza non riuscirei a vivere.
Mi alzai dalla sedia e scappai subito in camera per trovare qualcosa da da indossare,presi giusto qualche straccio dall'armadio e corsi in bagno.
Avevo preso una felpa larga tanto perché non devo andare ad una sfilata di moda,ma a scuola...e poi presi un pantalone fottuto da una tuta,qualche filo di trucco per non sembrare troppo il mostro che realmente sono e fila,sono pronta. Appena uscita dal bagno,andai di nuovo in camera per mettermi le solite nike nere,presi lo zaino e corsi giù per le scale,erano le 7:50,ero in super ritardo perché da casa mia alla mia scuola non ci vogliono per niente 10 minuti,ma una mezz'oretta tutta tutta,ma tanto sia per me che per i professori era un abitudine,ormai quando facevano l'appello anche dopo un'ora non mi segnavano nemmeno più assente.
Arrivai verso le 8:20 a scuola,ero in ritardo di ben 20 minuti ma nessuno mi disse niente.
Mi sedetti al mio banco e iniziai ad appoggiarci la testa sopra senza tirar fuori nemmeno un libro...
-si ma giulia,nonostante che arrivi in ritardo,almeno i libri aprili-
-non so nemmeno che materia stiamo facendo-
*risate
-cazzo vi ridete-
Poi all'improvviso arriva quella voce da lontano...
-oltre ad essere troia sei pure malata-
*risate
-di quale malattia di preciso?-
La mia compagna di banco si osò domandare
-alzhaimer-
Io mi limitai a non rispondere,l'indifferenza fa più male di uno schiaffo.
-basta ragazzi-
Disse il professore.
Hanno iniziato all'inizio dell'anno con il chiamarmi "puttanella viziata" io continuavo a prendermela rispondendo in modo sgorbutico ma appena arrivavo a casa piangevo come non so cosa e mi tagliavo ben sì con la lametta. Adesso "non lo faccio più".
Sono le 2:00. Esco da scuola e come al solito c'è zaia che mi aspetta,dal bel vedere della mia faccia appena arrivo da lei mi disse subito
-hai preso un ennesimo 3?-
-si ahah-
Cercavo di non far riconoscere la cosa che stavo male per colpa di quei figli di puttana.
-e come mai così triste? Di solito sei felice che ti danno 3-
-boh non lo so perché oggi sono giù di morale per un 3-
Finita la conversazione,iniziamo a dirigerci verso casa,appena arriviamo al nostro solito punto di "abbandono" mi saluta dicendo
-ci vediamo domani sgorbio-
E poi se ne va.
Io arrivai a casa di corsa,volevo chiudermi nella stanza con ka forbice nascosta nello zaino,la sigaretta nascosta nella penna e l'accendino intrufolato tra le mie tette.
-ciao nonna-
-ciao,com'è andata a scuola?-
-come al solito...ma ascolta dove l'hai messa la chiave per la mia stanza?-
-è lì,dietro la bottiglia-
-grazie ciao-
Presi la chiave e corsi subito giù per le scale,entrai in stanza e mi chiusi dentro. Tolsi la sigaretta dalla penna e tirai fuori l'accendino che nascondevo in mezzo alle mie tette e incominciai a fumare. Finita la sigaretta,presi la forbice e con tutta ka mia forza,feci un taglio che andava dalla parte sotto del gomito alle vene,tra poco non ne beccavo una e mi ammazzavo. Iniziò ad uscirmi più sangue possibile,piangevo,stavo male,stavo bene. Era un misto tta dolore e piacere non so come spiegarlo...
Dopi un po' sentii bussare alla porta,nascosi la forbice,tirai giù la manica,mi rimisi l'accendino fra le tette e urlai -chi è?-
-io-
Era la mia migliore amica,giulia.
-entra-
Dopo che lei fosse entrata,abbracci e cazzate sdolcinate varie,scoppiai a piangere come non mai.
-amore che succede?-
-mi sono tagliata di muovo...-
-non devi,lo sai che ti uccido se lo fai di nuovo,non voglio che stai male per quegli stronzi.-
La amo perché capisce i motivi,le mie sensazioni,mi capisce in generale ecco.
-appena finisce la scuola glielo faccio ricordare l'ultimo giorno,li meniamo okay? Ma adesso tu smetti di piangere e di farti del male perché non serve a niente,è inutile quello che fai.-
Dopo poco mi accorsi che quella psicopatica del cazzo della mia migliore amica aveva ragione,perché farmi male per colpa di 4 bulli in croce?
-okay-
-me lo prometti?-
-te lo prometto-
L'unica promessa che quando la faccio,la mantengo veramente.
-adesso dimmi se hai qualcosa da mangiare che ho fame,devi sfamare la tua migliore amica ogni giorno,ricordi?-
-si,me lo ricordo eccome. Vai nella dispensa ci son cioccolatini,patatine e robe varie-
Ne avevo bisogno,avevo bisogno di lei,dei suoi consigli,della sua pazzia e soprattutto di riempire qurl buco nello stomaco che avevo già quella mattina stessa. Avevo bisogno di ciò per stare bene.
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"sto bene"
Romanceciao,io sono giulia,ho 14 anni e sono bisex. eh si...sono piccola per fare questi certi libri,ma se leggerete con attenzione potreste capire le mie problematiche. sono troppo piccola per farsi pesare i problemi di qualsiasi genere,soprattutto quelli...