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10/12 Luglio 2005

Oggi, in una giornata che oscilla tra il 10 ed il 12 Luglio del 2005 (non saprei dirlo con certezza dato che ho perso la cognizione del tempo), io, Jacopo De Sanctis, lascerò su questi fogli di carta igienica gli eventi che ho vissuto in questi ultimi giorni rinchiuso in questo seminterrato. I motivi per cui compio tale scelta sono molteplici; in primo luogo sono rinchiuso in questo seminterrato dal giorno 7 Luglio 2005, per cui scrivere mi permette di sconfiggere temporaneamente la sensazione di solitudine e di asfissia che provo nell'essere bloccato qui. Inoltre le poche provviste scadute che ho trovato stanno iniziando a scarseggiare e probabilmente morirò di fame, lasciare un segno in questo mondo con uno scritto mi da l'idea di sconfiggere la morte e continuare a vivere dopo di essa.
La sera del 7 Luglio decisi di fare una passeggiata per staccare dalla monotonia e dalla routine in cui sono intrappolato. Posai il telefono sulla scrivania, volevo staccarmi completamente anche dall'essere costantemente raggiungibile e connesso con il mondo. Scesi di casa con l'idea di avventurarmi nel bosco che dista qualche chilometro da casa mia, erano circa le 7 di sera e nonostante fosse giovedì , il viale era pieno di persone. Provai un amaro divertimento nello scrutare le altre persone, anche loro vittime come me della routine che schiaccia. Loro però a differenza mia non erano consapevoli di questo peso o nel caso se ne fossero rese conto tendevano ad ignorarlo vivendo lunghi periodi della loro vita come periodi di attesa, di transizione, nella speranza che avvenisse un qualcosa che avrebbe potuto smuovere le loro vite. Eppure questi periodi di attesa durano giorni, settimane, mesi, anni e alla fine ti ritrovi ad aver buttato periodi della vita che non torneranno mai più di cui non hai alcun ricordo se non di aver aspettato un qualcosa. Continuai il mio percorso con passo svelto, volevo defilarmi il più velocemente da quella folla di individui per raggiungere il bosco e potermi rilassare sotto la chioma di qualche albero. Dopo circa una ventina di minuti raggiunsi l'entrata del bosco e mi ritrovai davanti l'enorme portone chiuso. Mi ero scordato che il bosco chiudesse alle 6:30.

La BotolaWhere stories live. Discover now