Romanzo "Oltre."

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Presentazione.
Sono Samantha Miller, ho diciannove anni ed abito in Texas.
Ho un fratello ed una sorella, entrambi più grandi di me ed entrambi laureti.
Mio fratello si chiama Leonardo , ha ventisette anni ed è laureato in giurisprudenza, è fidanzato e tra poco si sposa.
Mia sorella si chiama Giulia, ha venticinque anni, è laureata in lettere ed è anche lei fidanzata.
Viviamo ancora nella casa dei nostri genitori. Una casa grande, in stile moderno che affaccia sul mare.
Mia madre ha cinquanta anni ed è la proprietaria di un albergo (ereditato dal mio bis nonno);
Mentre mio padre ha cinquantatrè anni ed è un banchiere.
Li ammiro come coppia, sono sempre molto allegri e si amano tanto.
Agli occhi di tutti, posso sembrare una persona a cui non manca niente, forse è davvero così, ma io, in questa famiglia PERFETTA, mi sento sola, mi sento piccola.
Vedo che tutti raggiungono i propri obbiettivi, che tutti hanno una ragione per vivere,
Io no.
Io trascorro le mie giornate chiusa in camera, con un paio di cuffiette nelle orecchie, alternativamente leggo un libro.
Le ragazze normali, alla mia età, escono, vanno in discoteca, o magari vivono una storia d' amore, non sempre serena, questo si, ma almeno una storia che dia un senso alle loro giornate.. io no. io niente di tutto questo.
                        
                                                             *********************

-"Samantha!!!"- Sento mia madre urlare il mio nome per l' ennesima volta in una giornata, dal piano di sotto.
Non fa che chiamarmi e provare a farmi integrare un pò di più tra le persone.
-"Mamma, sono occupata!!"- le rispondo, talvolta, urlando.
Sento bussare la porta. "Avanti." -Dico.
È ancora lei.. è ancora mia madre. Mi irrita la sua presenza.
-"Dai, tesoro, scendi un pò giù, ho preparato la crostata di mele che ti piace tanto e vorrei mi dassi soddisfazione..!!"
-"Mamma, ma perché mi chiami sempre?, ma non capisci che mi annoio di stare tra la gente?!, Non capisci che voglio rimanere sola? Non lo capisci?"-Dico irritata.
Vedo l' espressione di mia madre rabbuiarsi, china la testa -"E va bene, scusa.".. esce dalla stanza e chiude la porta alle sue spalle.

Sono rimasta di nuovo da sola nella mia camera, è tutto buio e c'è un silenzio tombale, fino a quando sento la voce di mia sorella che mi chiama per dirmi che la cena è pronta, ma io rifiuto.
Passa qualche ora.
Mi alzo dal letto, devo andare al bagno, percorro, quindi, il corridoio che porta da camera mia, al bagno. Passo davanti la camera di mio fratello e lo sento chiamarmi.
Ho un bel rapporto con mio fratello, lo invidio un po' per i suoi obbiettivi, si.. ma è l' unica persona che io sopporto.
-"Sam, ma che onore vederti fuori dalla dimora"- dice lui, in tono scherzoso, mi tira a sé e mi abbraccia, dandomi un bacio sulla fronte.
"Eh.. hahahahaahaha.."-rido, e lo abbraccio anch' io.
Ah. mio fratello, lo adoro. Starei tra le sue braccia ed in sua compagnia per l' eternità.
Dopo un pò ci distacchiamo dall' abbraccio e mi fa sedere sul letto accanto a lui -"Allora? tutto okay?"- mi chiede. -"tutto okay, tutto okay.."- gli rispondo.
-"E in amore, come va?"- mi chiede.
-"No, non ne voglio assolutamente sapere niente di ragazzi."
-"No, ma infatti, ero ironico, tu sei la mia sorellina. Sono geloso io."
-"Si, ahhahahahahah."-
-"Scema, qualsiasi cosa ci sono sempre, lo sai.. Anche per scambiare due parole, per qualche consiglio, ci sono sempre."- Mi dice con il suo solito tono rassicurante.
-"Grazie, Leo.. lo stesso vale per me, ci sarò sempre.." -Gli sorrido e lo abbraccio.
-"Notte, Sam."-
-"Buonanotte."-
Esco dalla stanza di mio fratello, continuo il corridoio, vado al bagno e poi filo a letto.

 

-"Signorina Miller!!!"- mi chiama, sarcasticamente, una voce femminile, è Noha, la mia migliore amica.
Noha ha diciannove anni, proprio come me.
Vive a due isolati da casa mia e ci conosciamo da quando avevamo circa tre anni ciascuna, si.. Dal primo giorno che sono arrivata in Texas, in quella famiglia.
Io sono di origini Italiane e sono stata adottata dalla mia attuale famiglia, appunto, all' età di tre anni.
Dei miei genitori naturali so poco e nulla, so che mi hanno abbandonata in pieno inverno, fuori ad una chiesa e se non fosse stato per delle suore, sarei anche morta di freddo.
Ho conosciuto Noha il primo pomeriggio che ho passato in Texas, quando i miei genitori mi portarono al parchetto del quartiere e lì diventammo amiche e le nostre mamma si incontravano ogni pomeriggio, così si scambiarono i numeri di telefono e diventarono buone amiche anche loro, cominciando anche ad organizzarsi ogni tanto per "un caffè e quattro chiacchiere"..
Ovviamente tutto questo lo so perché lo raccontano mia madre e la madre di Noha, Mary..
-"Ma guarda un pò chi si rivede!!"-le rispondo con un gran sorriso.
-"È vero, ahahahhaahahaha, sono due giorni che non ti vedo, eppure siamo nella stessa scuola"
-"In realtà in questi giorni non sono uscita dalla classe durante l' intervallo, per questo non ci siamo viste"- le dico.
Mi viene vicino e mi abbraccia. "Mi sei mancata, amica mia"- mi dice, con il suo solito tono dolce.
-"Anche tu, tanto"- le rispondo.
Usciamo insieme da scuola ed imbocchiamo la strada per arrivare alle nostre case.
-"Ti va di trascorrerlo insieme questo pomeriggio?"- le chiedo.
-"Uh, si.. mi farebbe piacere, ma devo studiare!!"
-"Devo studiare anch' io, possiamo farlo insieme",
-"Vieni a pranzare a casa mia, dai..!!"- la supplico
-"E va bene"- Dice, "Telefono mia madre."-
Arriviamo a casa, siamo stanchissime, salutiamo tutti e -"Tesoro!!"-Dice mia madre venendoci incontro ed accogliendo Noha. La abbraccia e le chiede come sta, beh le solite domandine noiose.
Corriamo al piano di sopra a precipitarci sul letto, prima però ci spogliamo di tutti gli accessori superflui, come, ovviamente, il giubbino, le scarpe, gli orecchini a cerchio (che sono un mood per entrambe) e mettiamo la vestaglia e le pantofole, poi si, andiamo a buttarci sul letto.
-"Sono stanchissima"- dico e faccio uno sbadiglio
-"a chi lo dici"- risponde lei.
Prende una rivista che è sul comodino vicino il mio letto e la sfoglia, è una rivista di moda.
-"Questi capi sono fantastici"- commenta, voltando le pagine, "Guarda queste acconciature, poi..",
"Ah, non te l' ho detto, ma stavo pensando di tingere i capelli di nero"- mi annuncia.
"No, ma sei impazzita?!"-Le rispondo inorridita, quasi.
Noha è una bellissima ragazza, ha i capelli lisci e biondi, lunghi fino la fine della schiena, con gli occhi azzurri intonati perfettamente al colore dei suoi capelli.. Poi ha dei lineamenti perfetti.
Ha la mia stessa statura, siamo un pò basse, a me non importa, ma lei lo trova un difetto.
Insomma, nonostante ciò, non le manca niente, infatti la chiamano " Barbie", in realtà chiamano ad entrambe così, perché dicono che siamo identiche, solo che lei è bionda ed io sono mora.
-"Perché, non ti piacerebbe?"- mi chiede
-"Assolutamente no, dai.. ma sarebbe una follia, dopo non tornerebbero mai più di questo colore bellissimo"-
-:" Beh, hai ragione.. non so, devo pensarci"-
-:"Pensaci bene."
-"Sammy, Noha, il pranzo è pronto!"- La voce di Giulia interrompe la conversazione.
-"Veniamo!!"- Rispondiamo in coro, mettiamo un paio di pantofole e usciamo dalla stanza.
Si mangia pasta al sugo, un piatto che preferiamo particolarmente entrambe.
A tavola parliamo di scuola e di progetti futuri, dato che ormai mancano pochi mesi all' esame di stato.
Noha dice che ha intenzione di iscriversi all' università, alla facoltà di medicine.. Beh, devo dire che ha voti altissimi, per cui può permetterselo.
Mentre io, ricordo a tutti che ho intenzione di crearmi una vita indipendente, sull' università sono ancora indecisa, ma andrò sicuramente a cercarmi un lavoro momentaneo, che mi permetta di mantenermi da sola.
Finito di mangiare, torniamo in camera.
-"Sam, guarda qui!! "-mi dice con entusiasmo Noha, indicando sullo schermo del suo Iphone.
-"Hanno organizzato un party alla ''Seven Lakes High School"(Il nostro liceo)"- m' informa.
-"Oh! Bello.."- Non so se esserne felice o triste, potrebbe essere una serata diversa.. Infondo potrei provare, per una volta, a socializzare.. fare nuove amicizie.
-"Sam!"- Mi distoglie dai pensieri. -"Ci andiamo?"
-"Non lo so, ci stavo pensando"- Rispondo.
-"Mh, okay... cominciamo a studiare?"-propone e si alza a sedere sul letto.
-"Si."
Prendiamo gli zaini e ci mettiamo a lavoro.
Passa qualche ora ed abbiamo finito di studiare.
-"Cosa presenterai all' esame?"- Mi chiede
-"Porterò la tesi su Freud, tu?"-
-"Porterò una tesi sulla follia."-
-"Wow, sembra interessante"-
-"Lo è; L' ho già stampata, qualche volta te la mostro."
-"Uh, si.. mi farebbe piacere"- "Non appena la stamperò, te la mostrerò anch' io.. preferisco aspettare un altro pò, nel caso dovessi modificare qualche dettaglio.."-
-"Ma sono già le otto"- guardo incredula l' orologio sulla parete della mia camera. -"Devo ancora fare la doccia, è tardi".
-"Uh, non mi ero resa conto neanch' io di come si fosse fatto tardi"- Dice Noha.
-"Mangi qua?"- le chiedo.
-"No, grazie Sam, ma devo andare a casa anch' io, devo fare una doccia e poi vado a dormire."-
-"Credo sia, appunto, venuta l' ora di andare"- dice, continuando.
"Eh vabbè, sarà per la prossima volta.."-"Abbiamo comunque passato una bella giornata insieme."
Si prepara per andarsene, saluta tutti e l' accompagno alla porta. -"Ci vediamo domani, Noha"-
-"Si.. Ciao, Sam."- Mi saluta.

Il mattino seguente mi sveglio tardi e decido di entrare in seconda ora, mi lavo e vado a fare colazione.
Mio padre propone di accompagnarmi a scuola, dato che deve fare la stessa strada per andare a lavorare, accetto e mi accompagna.
Quando arrivo in classe ricevo una notizia meravigliosa: tutta la scuola è invitata a partecipare ai tornei sportivi tenuti dai ragazzi, appunto, della nostra scuola.
Posso scegliere tra: Torneo di tennis, torneo di basket, torneo di calcetto e torneo di pallavolo.
Scelgo il torneo di calcetto e con me viene Annie, una mia compagna di classe.
-"Che miracolo!"- scherza.
-"Si, infatti, era anche pesante questa giornata." -rispondo.

Stiamo scendendo le scale della scuola che portano all' atrio, quando incontriamo Noha..-"Hey, Sam, aspettami!!"- ci ferma.
-"Hey!"- Le sorrido.
-"Che torneo andiamo a vedere, dai, andiamoci insieme?!"- dice lei, unendosi a noi.
-"Beh, stavamo andando al torneo di calcetto” -dico.
-"Ah, ottimo. Andiamo."

Arriviamo fuori la palestra dove tra pochi minuti comincerà la partita.
-"Ragazze, io vorrei fermarmi a fumare una sigaretta" - Ci dice Noha.
-"Beh, ti aspettiamo"- le dico.
-"In realtà io preferirei entrare"- Dice Annie.
-"Vabbè, allora ci vediamo dentro."- lei rispondo e lei entra.

Ci avviciniamo ad un gruppetto di ragazzi per chiedere un accendino, quando si scostano per farci passare, vedo che all' interno di questa cerchia c'è il ragazzo biondo di ieri, che sta dando della roba ad altri ragazzi e lo fisso, quando alza lo sguardo mi guarda storto.
In tutto ciò, ovviamente, Noha sta già socializzando e parlano della festa che si terrà sabato in questa scuola e da come vedo Noha ha deciso proprio di andarci.
-"Dai, Sam.. ma perché non vieni anche tu?!"- Dice Noha esaltata davanti tutti, ed io divento rossa come un peperone.
-"Non lo so, Noha, te l'ho già detto."- le rispondo imbarazzata.
-"Dai bella, ma perché non vieni, cos' hai da fare?"- Mi chiede con arroganza il ragazzo che sta parlando con Noha.
-"Ma fatti gli affari tuoi."- sbotto, irritata.
Mi sorride e tira fuori dalla tasca un oggetto che usa per l' erba che poi mette in una cartina per farsi una canna e la fuma.
-"Caratterino!!"- si rivolge a me. -"Non volevo infastidirti prima, però davvero, pensaci a venire, ci divertiremo, più ne siamo, più bello sarà."- dice.
-"Beh, così va meglio"- Gli faccio l' occhiolino in segno d' approvazione.
-"Sai cos' è? che non è proprio il mio genere di festa, non sono abituata a stare tra la gente, mi sentirei un pesce fuor d' acqua, non saprei come vestirmi e poi non ci sono mai stata ad una festa così".-
"Ma quanti anni hai?"- mi chiede incredulo.
-"Diciannove."
-"E non sei mai stata ad una festa?"
-"Non feste dove chissà cosa si fa."-
-"A cosa ti riferisci, scusa?!"
-"Beh, quel genere di feste volgari, dove si fuma e ci si ubriaca in gruppo, dove le ragazze sono vestite con minigonne e top, cioè, davvero.. non mi ci vedrei proprio".
-"Ma sono esperienze che si fanno, sono cose belle, è vita."- Mi spiega, -"Non devi sentirti diversa, capisci?!"-
-"ognuno di noi ha una personalità diversa, ma dobbiamo cercare si aprirci, vedere il mondo, conoscere gente, fare amicizia, perché sono anni che non torneranno più indietro."- continua.
-"il mio potrà essere un ragionamento sbagliato, ma quel *genere di cose* ogni tanto, non farebbero male a nessuno.. anzi. Poi sta a te comportarti da persona matura e non entrare in brutti giri o prendere brutti vizi.."- Finisce e mi sorride.
-"Hai ragione, sai.. Non me lo aspettavo un discorso del genere, ma hai detto cose giuste."- gli sorrido.
-"Comunque non ci siamo presentati, io sono Kevin, piacere."- dice lui, porgendomi la mano e stringendomela. Mi presento anch' io.
-"Wow, Sam che fa amicizia con qualcuno, mi stupisco." -Scherza Noha.
-"Mi sento onorato."- Dice Kevin e ridiamo tutti e tre.
-"Sam, dai.. entriamo?"-mi chiede Noha.
-"Ma che andate a fare a vedere quelle noiosissime partite, tanto non dovete firmare per entrare, quindi i professori non sapranno che non ci siete state.- Dice Kevin. -"Perché non rimanete qui con noi?"- Ci propone indicando il gruppo di suoi amici.
Io e Noha ci guardiamo e facciamo cenno di sì con la testa -" e va bene"- acconsentiamo.
-"Ragazzi"- Cerca di portare l' attenzione degli amici a sé, Kevin. Tutti si voltano verso lui.
-"Loro due si chiamano Noha e Samantha"- ci presenta.
-"Sam"- puntualizzo con un sorrisetto.
Sorridono e si presentano uno per uno, dicendomi i loro nomi -"Micheal, Landon, Mark e Jake"-
Do un occhiata al ragazzo, sperando venisse anche lui a presentarsi, ma non lo fa, ha smesso di dare erba alle persone, adesso sta fumando una canna anche lui.
-"Quindi verrete sicuramente alla festa?"- Chiede Landon.
-"Si"- Rispondiamo in coro io e Noha.
-"Ottimo."- Dice Micheal -"Devo portare le mie casse, sono fortissime"-
-"Ragazze, avete WhatsApp, così creiamo un bel gruppo?!"- Chiede Jake
-"Si, certo.. è una bella idea!"- dico e gli detto il mio numero, Noha fa lo stesso.
Continuiamo a discutere parlando di dove abitiamo (Scopro che Jake abita a due isolati dalla mia casa), di quale indirizzo frequentiamo (I ragazzi frequentano tutti e quattro il liceo musicale) e scopro che hanno venti anni, sono al quinto anno anche loro e sono stati bocciati una volta.
Sono davvero simpatici, adesso posso dire che ho degli amici, Si.. dopo diciannove anni, ho anch' io degli amici.
-"Ragazzi, siamo davvero felici di avervi conosciuti, ma adesso dobbiamo proprio andare"- Annuncia Noha e li salutiamo.
-"Sam, se vuoi dopo possiamo andarcene insieme, dato che abitiamo vicini."- Mi propone Jake.
-"Si, certo."-
-"Vado in classe per far verificare la presenza e ti aspetto fuori scuola"- gli dico.
Andiamo ognuna nella proprio classe e all' ultima campanella ci precipitiamo fuori dall' aula, vado fuori scuola e rincontro Noha e Jake, che mi stavano aspettando.
Ci incamminiamo verso casa.
-"Ragazze, per caso sapete se è vero che la nostra scuola ha programmato una crociera per il viaggio di istruzione?"- Chiede Jake
-"In realtà lo ho origliato in una conversazione tra due professoresse" -Risponde Noha.
-"Origli anche?"-Chiese Jake scherzando.
-"Lo so che non si fa, ahahahhahahahaha.. Ma mi interessa così tanto che non ho potuto non intrigarmi"- Dice Noha.
-"Wow, certo che sarebbe fantastico se davvero organizzassero una crociera.. Non avrei detto lo stesso fino a stamattina, ma adesso che ho degli amici, l' idea mi piace"- Dico.
-"Infatti, wow.."- Dice Jake.
-"Ragazzi, io sono arrivata, ci teniamo in contatto su WhatsApp. Jake, non dimenticare di creare il gruppo"- Dico.
-"Va bene, non preoccuparti, Sam.. Allora ci sentiamo oggi!!"-Dice e ci salutiamo con un bacio sulla guancia, lo stesso io e Noha.
Entro in casa.
-"Ciao tesoro, com' è andata a scuola?"-Chiede mio padre.
-"Tutto bene."- Rispondo e filo in camera.
Sprofondo sul letto e cado in un sonno profondo, sogno un ragazzo bellissimo, con gli occhi azzurri e i capelli biondi.

Quando mi sveglio sono le 16.00 del pomeriggio, per domani non devo studiare niente.
Penso a stamattina, sono davvero felice di avere nuovi amici. -"La festa!!"- Dico tra me e me.
Devo ancora chiedere il permesso ai miei genitori, devo comprare un vestito e delle scarpe adatte e mancano solamente tre giorni a Sabato.
Esco dalla mia camera e vado a cercare mia madre, è sul divano a sfogliare una rivista.
-"Cucciola, non ti ho proprio vista oggi!"- esclama, quando mi vede arrivare.
-"Beh, in realtà, ero così stanca che appena sono tornata da scuola, sono corsa in camera mia, infatti mi sono addormentata."- le spiego.
-"Si si, lo so, avevo chiesto a Morgan di venirti ad avvisare che il pranzo era pronto e mi ha detto che ti eri addormentata."
-"Cioè, mi stai dicendo che ha bussato alla porta della mia camera e non avendo ricevuto nessuna risposta, ha aperto? senza il mio permesso?"- domando infuriata.
-"Si, beh.. ma che fa?, sono anni che è al servizio di questa famiglia.. Ormai è come se fosse anche casa sua."- fa per spiegarmi mia madre, ma la interrompo.
-"Senti, mamma, ascolta, non me ne frega niente di niente, sono qui perché vorrei chiederti il permesso di andare ad una festa, con degli amici?"-
-"Tu hai degli amici?- Domanda incredula
-"E da quando?"-
-"Non sono affari tuoi, cogli occasione e fammi andare".
-"Ma certo che puoi, ovviamente chiedi anche a tuo padre"
-"Si, lo so."
Esco dalla sala da pranzo e vado nello studio di mio padre. Non è che ci lavora dentro, ma è la sua stanza, dove ha una scrivania ed un personal computer e poi ha una pila di documenti, beh.. tutte cose sue, in pratica.
-"Papà!!"-lo chiamo.
-"Ehy, Sam.. dimmi."
-"i miei amici hanno organizzato una festa, questo sabato, ci posso andare?"-
-"Hai degli amici? e da quando?"-
-"Ma quanto siete paranoici con queste domande?"-
-"Eh si, ho diciannove anni e finalmente ho trovato degli amici."-
-"Hey, hey.. calma, signorinella, non c' è alcun bisogno di agitarsi così tanto"-
-"Ma dove si terrebbe, poi, questa festa?"
-"A scuola."-
-"Una festa a scuola? certo che siete davvero strani.. Com' è possibile organizzare una festa a scuola?"-
Comincia ad essere davvero irritante.
-"Papà ma che ne so, l' hanno organizzata altre persone e sono stata invitata, posso andarci, si o no?"-
-"Si, certo, va pure."-
-"Grazie."-
-"Ti servono soldi o li hai?"-
-"No, grazie, ho i miei risparmi sulla mia carta di credito."-
-"Ah, va bene."-
-"Okay.. Io vado!"-
-"Sammy.."- Mi chiama, mentre sto per uscire.
-"Fa attenzione."-
-"Non preoccuparti"- Gli sorrido.

Vado nella mia camera e decido di chiamare Noha per andare a fare un pò di shopping.
-"Pronto, Noha?"
-"Hey, Sam, dimmi"-
-"Ho detto della festa ai miei genitori, mi danno il permesso di partecipare."-
-"Oh, davvero?"- Mi chiede in tono allegro.
-"Si!!"-
-"Stavo pensando di andare a fare un pò di shopping, dato che non ho proprio nulla da mettere a quella festa"- Le propongo.
-"Credo sia proprio un' ottima idea, mi preparo e vengo da te"- mi dice e riattacca.

Vado a fare una doccia e indosso qualcosa di comodo da togliere facilmente quando dovrò provare i capi, un leggins ed una maglia abbastanza lunga.
Sento la porta bussare, al piano di sotto, apre mio fratello e sento la voce di Noha. È qui. Sono pronta e scendo.
-"Dove andate?"- Chiede Leonardo, mio fratello.
-"A fare shopping, sabato andiamo ad una festa"- Risponde subito Noha.
-"Ah, wow.."-
-"Vuoi venire?"- chiede Noha.
-"Ecco, beh, io.."- comincia mio fratello.
-"No, che non vuole venire."- Dico afferrandola per il braccio e trascinandola fuori di casa mia.
-"Fate le brave"- Ci raccomanda lui, facendo l'occhiolino.

-"Noha!!, ma ti sei rincretinita, per caso?"- "Ma come ti viene in mente di chiedere a mio fratello di venire ad una festa, quel genere di festa, in discoteca, dove ci sono io ed altri ragazzi?"-
-"Ma che male c' è?"- mi chiede
-"C'è che non lo voglio tra i piedi."
-"Ma come fai a dire così?, Leo è così dolce e bello.. È perfetto."- Mi dice..sbavando, quasi..
-"Ti piace mio fratello, per caso?"-Dico ridendo e anche un pò incredula.
-"Ehm.. no, ma quando mai."- mente.
-"Noha, sei la mia migliore amica, ti conosco come conosco me."-
-"Eh vabbè, si.. mi piace Leo."-
-"Bene, sono felice. Così tu fai il primo passo, gli piacerai, uscirete, vi fidanzerete, vi sposerete e mi togli un altro peso di dosso"- Dico, scherzando.
-"Hahahahahahahahah, che cattiva che sei!!"
-"Però si, non mi dispiacerebbe affatto."- dice e sorride.

Arriviamo al corso principale del quartiere, dove vi sono tanti negozi di vestiti, accessori e scarpe.
-"Entriamo in questo negozio!"- Propone.

Quando entriamo, il negozio è lussuosissimo..
Ci sono abiti stupendi, vestitini e abiti lunghi, da cerimonia, sportivi.. Ma i prezzi sono abbastanza alti, non che non possa permettermelo, ma devo anche pensare a conservare i soldi per il "POST LICEO."
do un' occhiata anche per farmi un' idea dell' abito che vorrei indossare, perché in realtà, non saprei proprio.
-"Che bello questo..!!, e guarda questo, invece..!!"- Sento Noha commentare ogni vestito che vede.
-"Noha, ma i prezzi li hai visti?"- Rido.
-"No, ma non credo costino poi così tanto."-
-"Tu dici?"-"Prova a dare un' occhiata."- dico.
-"Wow.. ma è carissimo."
-"Ciò significa che dobbiamo cambiare negozio."- Le dico.
-"Giusto."-

Entriamo in quasi tutti i negozi di quel corso e alla fine, dopo tanta fatica, qualcuno ci ha miracolate.
Abbiamo trovato un vestito.. lo stesso, si.
Ci vestiremo uguali, le "Barbie gemelle".
Il vestito è davvero bello, ne sono soddisfatta.
È corto, arriva sulle cosce, stretto, nero e semplice. È tutto un pezzo con le maniche lunghe ed ha una scollatura a cerchio sul petto.

Sarà molto più semplice trovare le scarpe, vogliamo un tacco a spillo nero. Infatti le troviamo subito.

Questo corso è davvero bello, è la parte del quartiere che amo di più.
Ci sono tante persone che passeggiano tranquillamente, ci sono bambini, ragazzi.. comitive, coppiette di fidanzati, persone anziane..
È una strada tutta illuminata, piena di negozi e durante il periodo Natalizio è ancora più bella.

Ci fermiamo a prendere un gelato.
Io lo prendo a limone, il mio gusto preferito e Noha lo prende a fragola.
Ci intratteniamo un altro pò per strada e poi torniamo a casa.

Apro la porta di casa mia e mio padre viene a salutarmi. -"Ciao, amore di papà, ti sei divertita?"-
-"Ciao papà, si."-
-"Hai scelto cosa indossare alla festa, allora?"-
-"Si."- rispondo e gli mostro le compere.
-"Wow, sarai sicuramente la più bella della festa!!"- Sorride, fa per andarsene e mi accarezza la testa.
Faccio vedere a mia madre il vestito e le scarpe, le piacciono, ma mi chiede di indossarli.
Esco dal bagno per mostrarmi a mia madre e passano Leonardo e Giulia, rimanendo esterrefatti, non mi avevano mai vista preparata così.
-"Wow, sei bellissima."- Dicono tutti. Mi fa piacere le piaccia e Giulia si è offerta di truccarmi per la festa.

Dopo cenato, faccio un bagno caldo, riempiendo la vasca, ovviamente di bagnoschiuma, come piace a me e riesco a rilassarmi per un' oretta.
Quando mi rilasso penso tante cose, tra questa marea di pensieri, c'è di nuovo lui, il ragazzo biondo della scuola. -"Devo dire che è proprio bello."- Dico tra me e me.
-"Si, ma è antipatico, cioè.. ma si vede."- Comincio a discutere da sola, si.
Voglio assolutamente conoscerlo e mi chiedo perché nel gruppo in cui ci stiamo inserendo, non ci sia anche lui. Quando tutti si sono presentati, lui non lo ha fatto.
Torno con i piedi per terra, esco dalla vasca, mi asciugo, stiro i capelli, metto il pigiama e finalmente vado a dormire.

Il giorno dopo, appena arrivo a scuola, ho così sonno da non accorgermi che sono tutti agitati e quando me ne rendo conto, sono curiosa di saperne il motivo.
-"Ciao, Sam."- È Jake.
-"Ehy, Jake!"
-"Sai cosa sta succedendo?"-
-"Ah, non lo sai?, adesso ti dico l' ultima. La preside ha deciso che da domani dovremmo venire a scuola in divisa."-
-"Cosa?, ma perché?"-
-"Non lo so. So solamente che dovremmo stare tutti con una divisa del cavolo addosso, per non parlare delle spese in più.-"
-"Scusa, ma come fanno a procurarcele per domani se siamo stati avvisati adesso?"- chiedo.
-"Hanno detto che oggi verranno delle persone per ogni classe a prendere le misure del nostro corpo, chi ha i soldi, può pagare al momento e chi non li ha, se non li porta entro una settimana, avrà un provvedimento disciplinare. Assurdo."-
-Assurdo.. davvero.-
-"Beh, Jake.. adesso devo proprio entrare."- lo saluto.
-"Va bene, Sam. Ci vediamo all' intervallo."-

In classe discutiamo di questa novità per un bel pò, dopodiché vengono delle persone a prendere le misure del nostro corpo. Ci spiegano che saranno
divise molto belle, i ragazzi indosseranno pantaloni lunghi scuri ed una camicia chiara, con l' aggiunta di una cravatta e lo stemma del nostro liceo.
Le ragazze, invece, dovranno indossare una gonna ed una camicia, con lo stemma del liceo.

Non è poi un' idea così mostruosa.

Quando suona la campanella che segna l' intervallo ci precipitiamo, come al solito, fuori dall' aula.
Vado in cortile e trovo Jake, Micheal, Landon, Mark e Kevin.
-"Ragazzi!!"- Li chiamo.
-"Hey, Sam!"-Risponde Micheal.
Mi salutano.
Stanno rollando una canna.
-"Perché fumate sempre sta' roba?"- Chiedo.
-"Perchè rilassa."- Risponde Landon.
-"Ah."-
-"Ragazzi, comunque ieri non avete più creato quel gruppo su WhatsApp."- gli ricordo.
-"Infatti, Jake, perché non lo hai creato?"- Chiede Mark
-"Ragazzi, ho avuto tantissime cose da fare ieri, non ho avuto neanche un pò di tempo libero."- Si scusa Jake.
-"Vabbè, dopo però non dimenticarti."- gli dico.
-"D' accordo!"-
-"Raga, mi ha contattato Christian e mi ha detto che tra poco comincia la partita, venite"?-Dice Jake.
I ragazzi discutono sul se devono andarci o meno e alla fine si decidono ad andarci.
-"Sam, perché non vieni con noi?"- Mi propone Kevin.
-"Ma di che partita si tratta?"- Chiedo.
-"Una partita di calcio."- m' informa Jake.
-"Uh, si.. mi piace tanto il calcio, ma devo andare in classe."-
-"Avanti, Sam.. ma sei maggiorenne.. sei da cinque anni in questa scuola, inventa una scusa da dire alla prof. e vieni con noi.."- dice Micheal.
-"Infatti, Sam. Le partite che organizzano i ragazzi in questa scuola sono davvero belle da vedersi"- Dice Landon.
-"E va bene, mi avete convinta."-
Vado dalla mia professoressa a chiederle il permesso di stare in sala teatro, fingendo di avere alcune prove per il saggio di fine anno.

Avuto il permesso, torno in cortile dai miei amici e raggiungiamo la palestra.
La partita comincia e non sono più nella pelle quando vedo che a giocare è il ragazzo biondo, che tra l' altro, fa anche 3 goal e la sua squadra vince 4-1.

È stata una partita bella quanto lui.

È tutto sudato, ma sorride soddisfatto alla gente che gli va incontro.

M' incanto per qualche minuto a fissarlo mentre riceve elogi dai suoi amici e da alcune ragazze.
Per un attimo si volta verso di me e si accorge che lo sto fissando, mi sorride ed io divento una lampa di fuoco.

Il resto della giornata lo trascorriamo in sala informatica, dove abbiamo avuto la possibilità di continuare a scrivere le nostre tesine per l' esame.

-"Ecco! la mia è finalmente pronta."-Sono entusiasta.
Salvo le ultime modifiche su una chiavetta e vado a stampare il tutto.

-"Sam, ci sei?"- Chiede Mark, distogliendomi dai miei pensieri. Mi ero distratta nel guardare quel ragazzo.

-"Ehm.. Si.."-Dico arrossendo, avendo capito che Mark si è accorto di come guardo la mia crush.

-:"Oh, no!. Non dirmi che sbavi anche tu per quello lì."
-"No, ma cosa dici?!"- mento.
"Ma ti eri imbambolata a guardarlo, poi piace ad un sacco di ragazze."- mi fa voltare a sinistra. -"Ecco, sta già uscendo con una"- mi fa notare. Mi si spezza il cuore.

Esco da scuola.
Non so perché, ma ho voglia di camminare un pò a piedi, ho bisogno d' aria fresca.
Rifletto su quanto stia cambiando la mia vita.
Sono piccole cose, abitudini normalissime di tutte le ragazze, ma solo chi ha vissuto ciò che hi vissuto io potrà capire quanto sia importante avere degli amici.
Fino a qualche giorno fa, non facevo altro che starmene rinchiusa nella mia stanza, con l' MP3,isolata dal mondo.
Adesso ho degli amici, ho una festa nei miei programmi, un ragazzo nella mente.
Sto vivendo.

Arrivo a casa. Tutti mi salutano con la solita cordialità ed il solito affetto.

Vado in camera, studio e poi vado a fare una doccia.

-"Sam..!!"- Mi chiama mia sorella, dal corridoio.
-"Giulia, dimmi."-
-"Cosa ne pensi di questa maglia e questi pantaloni?"-
-"Mh, sembrano carini, perché?"
-"Beh, perché, in realtà, li ho comprati questa mattina, ma non li ho misurati, e per sfortuna non posso cambiarli, quindi ho pensato di regalarli a te.-"
-Mi spiega- "Allora, cosa ne pensi?"-
"-Mi piace, voglio misurarlo-" Dico.

Vado in bagno e provo i nuovi abiti.
La maglia è scollata e mette in risalto il seno, mentre i pantaloni, sono molto aderenti.
Non mi sono mai vestita così, ma devo dire che mi piace molto.

Quando torno in camera, vedo che il mio telefono lampeggia, sono delle notifiche di WhatsApp.
Lo apro e vedo che è stato creato un gruppo con i miei amici.

Cominciamo a chattare e ci organizziamo per cenare fuori. Beh, a dire il vero mi sembra un pò tardi  per avvisare mia madre che non ceno qui, stasera.. Ma ci proverò lo stesso.

Il risultato è stato positivo, mamma non aveva ancora cucinato.

Ci metto giusto mezz'ora per prepararmi.
Indosso un vestitino lungo fino alle ginocchia, nero e i tacchi.

Quando esco di casa, trovo subito Jake e Micheal, che si erano offerti di passare a prendere me e Noha.

-"Ma quanto c*** sei figa, Samantha"- Dice Jake.
-"Ma quanta volgarità..!-Dico, stupita, in tono scherzoso, mentre salgo in macchina.

Michel fuma e alla guida c'è Jake.
Io e Noha siamo sul sedile posteriore e ci godiamo il viaggio, accompagnato dalla musica rock che ascoltano i due ragazzi davanti.

Quando arriviamo, i ragazzi ci danno una mano a scendere dall' auto.
Guardo il locale, davanti a me e mi rendo conto che non era proprio quello che mi aspettavo, cioè, um ristorante tranquillo. Questo è una specie di discoteca. Ciò non mi dispiace, però.

-"Ragazze, stasera ci saranno un sacco di ragazzi della nostra scuola, in questo locale."-
-"Che coincidenza! E come mai?"- chiede Noha.
-"Ogni Sabato si organizzano in gruppetti, per venire a ballare qui"- Risponde Jake.

Quando entriamo, la musica è altissima, ci sono delle luci colorate e ragazzi che si scatenano a ballare. Rimbomba tutto.

I ragazzi ci guidano verso una comitiva di altri ragazzi e ragazze. Si salutano e ci presentano.
-"Piacere, David."-
-"Piacere, Max"-
-"Piacere, Melissa"-
-"Piacere, Eliana-
Ricambio, con un sorriso, le presentazioni.

Le ragazza sono più nude che vestite.
Una ha una minigonna che arriva sulle cosce.
L' altra, invece, ha dei pantaloncino di pelle, che mostra ogni forma.

Ci sediamo vicino loro e Jake mi cinge in vita, con il braccio. -"Ti piace questo posto, Sam?"-
-Si-
-"Menomale.” Sorride.
-"Spero non ti sia dispiaciuto se ci siamo uniti a loro, ma è anche un modo per conoscere altre persone."-
-"No, ma quando mai.. figurati, sono felce anch' io di conoscere nuova gente."- Gli sorrido.

-"Volete bere qualcosa, ragazzi?"- Chiede David.
Io e rispondo di no, mentre tutti gli altri, compresa Noha, decidono di bere.

Decido di buttarmi in pista e ballare.

Questa musica mi scorre nelle vene, tanto che è forte, tutti i pensieri sono svaniti, ci siamo solo io e la musica.

Controllo l' orario sul display del mio smart phone e mi accorgo che sono le 02:00 del mattino, sicuramente staranno dormendo tutti, ma potrò avvisare Giulia che dormirò a casa di Noha, per questa notte.

"Sam, vieni"- mi trascina Noha fuori dalla folla.
-"Vogliono giocare ad obbligo o verità"- "Dobbiamo giocare assolutamente anche noi."
-"Oh, e va bene!"- Rispondo.

Quando arriviamo al tavolo, vedo più persone.
Ci organizziamo per giocare e siamo:
Io, Noha, Jake, Micheal, Eliana, Melissa, David, Max e.., perdo di un battito nel vederlo, il ragazzo biondo, che si sta avvicinando.

-"Buonasera."- Dice, con aria fredda, come al solito.
-"Ma chi si rivede!!, Christian Hall!!"-Lo accoglie con un abbraccio, e capisco che sono amici..

Ma si, adesso che ci penso, stamattina Jake ha ricevuto un messaggio da lui, era lui CHRISTIAN.

-"Dovete giocare ad obbligo o verità?"-Chiede la mia crush.
-"Si, unisciti a noi"- Lo invita, David.
-"Okay"-

Nel frattempo mi arriva un messaggio da mia sorella  e sono più tranquilla del fatto che abbia potuto avvisare a casa, che non sarei tornata a dormire.

-"Bene, cominciamo!"- Annuncia, Jake.
La bottiglia va verso David e poi verso Eliana.
-"Obbligo o verità?"-
-"Obbligo"-
-"Ti obbligo a tirare su con il naso un pò di quella roba."- Le dice, indicando della polvere bianca, cocaina.
Lei sorride e lo fa, anche se non so con quale coraggio, dato che io morirei di paura, ma anche di vergogna.

La guardano tutti.
Io e Noha siamo inorridite, mentre tutti quanti sembrano interessati e non le tolgono gli occhi di dosso, compreso il mio Christian.

-"Andiamo avanti."-
La bottiglia questa volta si ferma prima verso Melissa e poi verso Jake, stesso.
-"Jake, obbligo o verità?"-
-"Verità."
-"Con quante ragazze hai avuto rapporti?"-
-"Bho, chi si ricorda, superata la decina"- Risponde lui con un sorrisetto malizioso, e di ciò rimango sempre più sconvolta.

Jake è davvero un bel ragazzo, è alto, ha occhi e capelli castani, dei tatuaggi che gli ricoprono, interamente, entrambe le braccia. Ha un pearcing sulla lingua ed è davvero affascinante. Quindi non mi stupisco del fatto che sia stato a letto con tutte quelle ragazze. Ma nel contesto, beh, una domanda simile, non avrei mai posta e mai risposta.

Continuiamo il giro, fino a quando arriva a me.
Scelgo obbligo e deve obbligarmi Eliana.
-"Ti obbligo a bere un cocktail di Invisibile alla fragola."-

Non ho intenzione di bere, mia madre mi ha sempre fatto discorsi serissimi su certi argomenti e vorrei seguire i suoi consigli.
-"In realtà, non mi piacciono"-
-"Anche a me non sarebbe piaciuto sniffare quella roba davanti a tutti, ma l'ho fatto."-

Resto in silenzio e acconsento, anche se vorrei urlare che è una tossica e che neanche ne ha vergogna.

Jake va prendermi da bere.
Il sapore è dolce, ma lo sento pesante, non avevo mai bevuto alcolici, prima d' ora.

-"Sam, tranquilla, non è niente di pesante.", mi sussurra Noha, in modo da non far sentire a nessuno.

Io bevo, bevo.. e finalmente finisce.

L' ultimo turno del giro è di David e Noha.
Noha sceglie obbligo e David la obbliga a baciarlo.
Lei lo fa.
Non me lo aspettavo, davvero.
Cosa sta succedendo stasera?

Decidiamo di smettere di giocare e i ragazzi ordinano da bere.
Tra birre ed altri alcolici, non si capisce niente più.
Eliana si alza e va a sedersi sulle gambe di Christian e lo bacia. Ormai mi sono abituata a vedere questo genere di cose.

Io e Noha, ci alziamo e andiamo a ballare con Jake e Micheal, e loro, ballando, continuano a bere.

-"Ma perché non provi anche tu quella roba che ha provato Eliana?"- Viene Jake, da dietro e mi fa voltare con forza verso lui.
È ubriaco fradicio.
-"Jakee!! Ma sei impazzito, per caso?"- Gli do uno schiaffo e lo spintono via.

Mi allontano disgustata, ma dopo un pò l' alcool inizia a farsi sentire. Sbando e mi bruciano gli occhi, la gola.. Inizio a tremare.
Arrivo al bancone e chiedo balbettando come arrivare al bagno.
Ci arrivo, non so come, ma ci arrivo.
Mi mantengo ovunque, e arrivata d
vicino al bordo del WC, vomito tutto.

Quando esco dal bagno, non capisco più niente, mi si annebbia la vista e sento di venir meno. Cado in un sonno profondo.
Ma dove sono?
Mi ritrovo sdraiata su un letto tutto oro, in una stanza lussuosissima, con solamente una t- shirt, che, data la mia statura e le mie dimensioni, mi arriva fino le cosce. La cosa più grave è che non so che ora sia, non so dove sono, con chi sono e come sono arrivata qui.
mi alzo dal letto e mi osservo allo specchio gigante che è difronte a me, ho il trucco sbavato ed i capelli in perfetto disordine, ottimo.

Sento la porta aprirsi e sobbalzo, lui..
Christian. Senza maglietta, con me, in camera, indossa solamente un paio di boxer.
Non so se sto sognando o è realtà.
Sono frastornata, non so cosa pensare.

-"Samantha"-
Mi chiama per nome e manco di un battito.
Ha l' espressione Seria, pacata.
-"Christian."-
-"Cosa ci faccio qui?"-
-"Stanotte hai bevuto troppo e sei svenuta"- Mi spiega. -", -"Erano tutti ubriachi, ho chiamato un taxi per loro, non erano in grado di guidare, ma erano coscienti, quindi hanno detto i propri indirizzi e si sono fatti accompagnare a casa-"

-"Oh."-
-"Ed io cosa ci faccio qui? e che ora è?"-
-"Sono le 07.00 del mattino ed eri l' unica a non essere cosciente, non sapevo dove abitassi e ti ho portata qui."- Dice, non curato, accendendosi una sigaretta.
-"Ah.. grazie."-
-"Prego."-

-"Quindi, bevi molto?"- mi chiede.
-"No, non bevo molto, ieri ho bevuto solo un drink"-
-"Perché mi menti?"-
-"Non ti sto mentendo, non ho mai bevuto alcolici, ieri è stata la mia prima volta"- Mi vergogno un pò.
-"In diciannove anni, è stata la prima volta?"- Ride.
-"Si."-   -"Non sono il genere di persona che frequenta questo genere di posti."
-"E dimmi un pò, che posti frequenti?"- chiede.
-"Mh, possiamo cambiare discorso?"-

Mi guarda male, si alza e va via.

Ci resto male, ma perché l' ha fatto? Bah..
Il tempo di pensarci, la porta si riapre e torna Christian.

-"Vestiti, Samantha, andiamo a fare alcuni servizi e ti riaccompagno a casa"-

-"Va bene"-
Mi vesto e quando siamo pronti ci avviamo fuori la porta.
Uscendo dalla grande casa, ho avuto modo di scrutarla un pò. Stupenda.
Il pavimento di marmo e l' arredamento è lussuoso.
Ma, rispetto alla mia casa, è molto silenziosa, non si sente un minimo rumore, è triste.

Sale su una moto, parcheggiata fuori il palazzo, è un' Africa Twin, tutta nera opaca, ed è così grande che non riesco a salire. Mi da una mano e mi fa mettere il casco.
Corre velocissimo, è stupendo.
È una bella giornata e l' aria fresca mi fa star bene.

Ha le braccia tutte tatuate ed io lo sto stringendo forte forte, per non cadere.

Quando arriviamo fuori casa mia, lo ringrazio ancora una volta e alla fine lo saluto con un sorriso, ma lui non ricambia.

-"Sam, che bello che sei tornata, mi sei mancata tanto!!"- Mi accoglie mia madre, dandomi un bacio e abbracciandomi.

-"Ciao, mamma"- Sorrido.
-"Dai, raccontami un pò cos' hai fatto, ti sei divertita?"-
-"Si, siamo andati in un locale, c' erano Noha e due nostri amici, abbiamo ordinato dei panini e dato che si era fatto tardi, ho deciso di dormire da lei."-
Mento. In realtà non sento Noha da ben otto ore.

Vado in camera mia, mi stendo sul letto, ancora esausta, e contatto Noha, ma non mi risponde, starà ancora dormendo.

Non riesco ancora a credere a tutto questo, ho passato del tempo con lui, nel suo letto, seminuda.
Mi ha portata a casa, si è occupato di me.

Forse la mia mente corre troppo, non so se provo qualcosa per questo ragazzo, ma non appena sento il suo nome non capisco più niente, vedo e sento solo lui quando è nei paraggi.

-"Sam, svegliati, sono le 15.00 del pomeriggio, Noha è venuta a farti visita"- Mi sveglia mia madre.

La porta si apre e vedo la sagoma di Noha sulla soglia della porta.

-"Sam, mi dispiace per ieri, non pensavo proprio fosse finita così.."-
-"Non fa niente. Tu come stai?"-
-"Io sto bene, ma tu?"-
-"Anch' io. Devo raccontarti una cosa!!"- dico, entusiasta.
-"E racconta!"-

Ci sediamo sul letto una difronte l' altra e, abbracciando il mio cucino, le racconto tutto cioè che è successo ieri notte.

-"Oddio, non ci credo. Sono felicissima. Non me lo sarei mai aspettato da uno come lui. Secondo me gli piaci."- Dice, lei.

-"Ma no, impossibile. Se mi ha portata a casa è stato solo perché, rispetto a voi, non ero in grado neanche di parlare, cioè, lo avrebbe fatto chiunque."-
-"Mh, il mio parere resta quello."

-"Comunque, che bello, domani sera dobbiamo andare a quella festa"-
-"Si, infatti, bello."- rispondo con non curanza, guardando il soffitto.
-"Chiediamo di nuovo il passaggio a Jake e Micheal?"-
-"Non pensarci proprio."- dico.
-"E perché?"-
-"Ti rendi conto che Jake mi disse una cosa volgarissima?"-
-"Jake? ma scherzi? non lo farebbe mai."-
-"E invece lo ha fatto. Era ubriaco e mentre ballavamo, mi ha detto che se al posto di Eliana, mi fossi spogliata io, sarei stata bellissima."-
-"Ti ha detto davvero così?"-
-"Si."
-"Vabbè, era ubriaco, Sam.. capirai."
-"Eh, lo so, ma deve starsene al suo posto, non sono il tipo di ragazza a cui piace tutta questa volgarità."-
Resta in silenzio pero un pò e poi dice -"Cambiamo discorso, dai.. magari il passaggio ce lo facciamo dare da qualcun altro."-
-"E da chi?"-
-"Non lo so, dopo telefono Mark e mi organizzo con lui, troverò sicuramente qualcuno."-
-"Va bene."-
-"Dato che è presto, perché non usciamo un pò?"- mi propone.
-"E dove andiamo?"-
-"Chiamiamo i ragazzi, chiediamo dove sono."
-"Okay."- Sorrido, sperando ci sia Christian.

Noha chiama Mark, che ormai vivono in simbiosi quei due, e si organizzano per incontrarsi.
Non ho ancora capito con chi ci incontreremo, oltre lui.

-"Allora, che ha detto?"- Chiedo, impaziente.
-"Ha detto che possiamo incontrarci, loro sono nel cantiere."-
-"Loro chi? chi c'è, di preciso."-
-"Amica, fai prima a domandarmi se Christian c'è, e ti do la buona notizia che ci, c'è anche lui."- mi fa un occhiolino ed io rido. Mi capisce sempre al volo, ma com' è possibile?

Indosso un jeans strappato e una maglia nera trasparente, che scopre la pancia e sotto, ovviamente, ho messo una fascia.

-"Siamo a maggio e fa già così caldo!!"- Si lamenta Noha, ma ha ragione, infondo non è ancora estate e già fa caldissimo.

Quando entriamo nel cantiere, ci sono : Mark, Landon, Jake, Micheal e Christian.
Sono tutti seduti sulle loro moto e stanno fumando.
Sono bellissimi, ma Christian batte tutti.

Jake e Micheal sono cugini e un pò si somigliano.
Micheal, ha gli occhi verdi e i capelli castani, è alto.. vabbè, qui sono tutti alti, io e Noha, invece, siamo due tappi.., poi ha dei tatuaggi, tra cui uno dietro il collo, con la scritta "Trust no one".

Mark, invece, ha uno stile un pò diverso, da tutti loro, che sembrano dei Bad boys; Lui indossa sempre camicie bianche o nere, che gli donano moltissimo e sembra di un tantino più raffinato, rispetto gli altri.
Ha anche lui gli occhi e i capelli castani ed è strapieno di tatuaggi. Ne ha le braccia interamente coperte e ne ha uno anche sul polpaccio della gamba destra, è il disegno di un teschio.
Ha le labbra carnose ed un naso perfetto, come tutti loro, insomma. Sono una comitiva di ragazzi perfetti, si.

Infine, Landon, è anche lui bellissimo. Ha qualche tatuaggio in meno, rispetto gli altri, ha solamente un braccio tatuato, ha un pearcing sul sopracciglio destro ed uno sulla lingua.
Ha i capelli neri e gli occhi azzurri.
È sicuramente il più bello, dopo Christian.

-"Bambole mie!"- fa per accoglierci, Landon.
-"Amore!!"- lo saluta, Noha, con un bacio a stampo.
Gli sorrido e gli do un bacio sulla guancia.
Saluto tutti così.

Per un attimo, quando la mia pelle ha contatto con quella di Christian, sento come se tutti sapessero di noi due, cioè, che ieri sera sia stata a casa sua. Mi sento imbarazzata, ma fortunatamente nessuno dice nulla al riguardo.

-"Sam, scusa per ieri. Ero ubriaco e non so cosa mi sia passato per la testa."- dice Jake, abbassando lo sguardo.
-"voglio che non capiti più, Jake."-
-"Ma di cosa state parlando?"- Chiede, Landon.
-"Niente, una cosa nostra."- gli risponde, secco, lui.

-"Non ho mai fumato una canna!"- annuncia, Noha.
-"Vuoi provare?"- Le chiede Landon.
-"Uh, si."-

-"Vuoi provare anche tu, Sam?"- mi chiede Jake e prima che gli rispondessi di no, fa per allungare il braccio, per portarla alla mia bocca, ma Christian lo ferma. -"Non ti ha neanche risposto, che cazzo ti precipiti a fare?"-
-"Ma che problemi hai?"- chiede, Jake, allibito.
-"Nessuno, ma se non vuole non forzarla."
-"Bah, va bene."-

Mi sento morire.

-"Ragazze, sapete ballare il raegaetonn?"- Chiede Landon, in tono malizioso.
-"Wow, si, dai.. fatelo, se sapete farlo, ce la rendete ancora più bella 'sta canna."-

Io e Noha ci guardiamo e restiamo in silenzio, ma poi lei si avvicina all' orecchio e mi sussurra che il raegaettonn è il nostro punto forte e che forse potremmo farne buon uso, tipo io, potrei avere gli occhi di Christian addosso.
I ragazzi aspettano una risposta ed io rifletto per un attimo sul fatto che forse Noha ha ragione, ma non vorrei dare brutta impressione di me.. Ma, cioè, è solamente un ballo, che sarà mai?

-"E va bene."- Accettiamo.
Cercano una musica e intanto Kevin porta due gonne, due maglie nere e ci chiede di indossarle, perché il ballo, con quei vestiti addosso, sarebbe stato mozzafiato.
-"Ci state chiedendo di ballare con altri abiti addosso?"- dico e Noha mi da ragione.
-"Ragazze, è solamente un modo per divertirsi un pò e poi questo genere di balli, vanno fatti con un certo tipo di abiti."- Dice, Jake.

Ci decidiamo ad indossarli e quando parte la musica, ci scateniamo come pazze.
Questo completino calza a pennello ad  entrambe.. Mette in risalto le mie forme, senza, però, rendermi volgare.

Non ho mai ballato davanti a delle persone ed ho paura di essere vista come una persona he vuole attenzioni da tutti, per la persona che non sono, che non sono mai stata e che non sarò mai, ma Christian mi sta fissando, non mi ha tolto gli occhi di dosso neanche un attimo e quindi non me ne pento.
È la prima volta che mi guarda così, ma anche in questa circostanza, ha la mascella serrata, non dice neanche una parola.

Alla fine del ballo, fanno un applauso e poi andiamo a metterci vicino a loro, sulle moto.
Io sono seduta vicino Jake e Noha vicino Micheal.

-"Ma buonasera!!"- Entrano Eliana e Melissa.

Sono perfettamente truccate e sono vestite uguali.
Indossano delle tute dell' Adidas che mostrano perfettamente ogni mostra del loro corpo, ma se lo possono permettere.

-"Buonasera a voi."- Le accoglie Christian e una di loro, Eliana, va a salutarlo con un bacio a stampo. Melissa fa lo stesso con Landon.
-"Cosa stavate facendo?"- Chiede Melissa.
-"Fumando. Abbiamo appena finito di assistere ad uno spettacolo."- Fa Jake.
-"Che genere?"- Sghignazza Eliana, ancora seduta sulle gambe di Christian.
-"Sam e Noha hanno ballato il raegaettonn e sono state a dir poco fantastiche. Volete provare anche voi?"-
-"Fate una gara dai, decideremo la migliore."-
-"Nessun problema."- dice, Melissa, con aria di sfida.

Indossano anche loro abiti simili ai nostri e la musica riparte.
Ci metto più impegno di prima,
Non posso permetterle di battermi.
Slego i capelli lunghi e li faccio scivolare sulla schiena.

Senti tutti gli occhi addosso e quando mi giro, temo di non avere l' attenzione di Christian, ma al contrario, nonostante ci siano quelle due vipere, vedo che guarda solo me, sembra teso. Gli faccio effetto.

Non appena stoppano la musica, mi accorgo che è quasi ora di cena e decido di andare. Saluto i ragazzi, ma Christian, oltre uno sguardo severo, non mi degna di nulla.

Busso la porta e quando Morgan viene ad aprire, filo subito in camera a prepararmi per un bagno caldo.

Chissà perché fa così.
Eppure tutto il tempo ha guardato solo me, poi però ha avuto quella appicciata addosso, è apatico con me, ma poi si preoccupa se qualcuno vuole farmi fumare, si preoccupa che possa succedermi qualcosa, mentre sono ubriaca.. Non lo so..

A tavola, partecipo attivamente ad una conversazione, come non è mai successo. Quando ci alziamo tutti dal tavolo, mio padre viene ad abbracciarmi e mi da un bacio sulla fronte.

Credo debba studiare un pò.
Vado in camera mia e apro la scrivania, prendo la mia tesina e inizio a ripetere.

Sono stanca, finalmente mi metto nel letto e in qualche minuto mi addormento.

Come ogni giorno, con puntualità, suona la mia sveglia, alle 06.00 del mattino.
Scatto dal letto e vado a fare colazione.

Cerco nell' armadio qualcosa di leggero da indossare, un vestitino di cotone, bianco, a mezza manica.

mi preparo e vado scuola.

Arrivata fuori scuola, incontro Noha.
-"Ciao, Sam. Devo dirti una cosa prima che suoni la campanella. Stasera, la festa finirà tardi, Jake ci ha invitati tutti a dormire a casa sua, quindi diremo a tua madre che dormiremo da me, e a mia madre che dormiremo da te. Va bene?-"

-"Oh, okay."
La campanella suona e le nostre strade si dividono.
Pensavo di incontrare Christian, ma non l' ho visto.

Questa giornata di scuola è andata abbastanza bene, sono stata interrogata in storia ed ho avuto 8.

Non ho visto né Christian, né i ragazzi, neanche all' intervallo.

Torno a casa e saluto tutti.

-"Mamma, stasera resto a dormire di nuovo a casa di Noha, a festa finirà tardi, quindi ho pensato sarebbe stato meglio avvisarti prima, perché l' ultima volta, contattai Giulia, che si era fatto già molto tardi."-

-"Si, va bene, tesoro. L' importante è che ti comporti bene e che ti diverta, ovviamente. Io stasera ho il turno di notte in albergo, tuo padre mi farà compagnia, mentre Giulia e Leo usciranno."-

-"Va bene."-

Pranzo velocemente e vado in camera mia.
Non vedo l' ora venga stasera e vedere Christian.
Noha ha detto che Jake ci ha invitati tutti a dormire da lui, quindi sicuramente ci sarà anche Christian, almeno spero.

Do un' occhiata alla mia tesina. È perfetta.
La so benissimo e tra meno di un mese dovrò fare l'esame. Non sono arretrata con gli studi, l' ho già imparata tutta, ma è giusto che ogni tanto ripeta un pò.

Chiudo un pò gli occhi e poggio la testa sul cuscino, stasera vorrei avere tanta energia, magari adesso proverò ad addormentarmi un pò.

Quando mi sveglio sono le 18.00 del pomeriggio.
Controllo se Noha mi ha inviato qualche messaggio e come prevedevo, mi ha bombardata sia di messaggi, sia ti chiamate.
La richiamo.
-"Noha, sono Sam."-
-"Sam, ma che diavolo di fine hai fatto? Tra tre ore inizia la festa e non ti sei fatta proprio sentire, neanche ti sei interessata a chi ci accompagnerà."-
-"Oddio, l' ho proprio dimenticato. È che mi sono addormentata, per non crollare stasera. Comunque, hai trovato qualcuno che possa accompagnarci?"-
-"Si, ho risolto il problema del passaggio. I ragazzi alle 20.30 verranno ognuno con la propria moto, fuori casa tua, partiamo da lì, Micheal ha detto che possiamo scegliere con chi andare. Riguardo me, faccio una doccia e vengo a prepararmi a casa tua, tu inizia a lavarti."

-"Okay. A tra poco."- Mi limito a dire e riaggancio.

Faccio una docci velocissima e quando entro in camera mia, Noha è sul letto, che mi aspetta.

-"Allora, ci vestiamo?"-
-"Si."-

l' abito ci calza a pennello. Io e la mia migliore amica sembriamo due gemelle. La bionda e la mora.

Lei trucca me ed io trucco lei.
I capelli li rimaniamo lisci, ma un liscio seta.

Mettiamo il profumo, gli anelli, gli orecchini, una collana con un punto luce e.. Siamo pronte!!

Squilla il cellulare di Noha. -"Si, va bene, adesso usciamo!"- le sento dire, e riaggancia.

-"Noha, era Micheal. Sono qui fuori."-
-"Va bene, io sono pronta. Andiamo."-

Salutiamo mia madre, prendiamo le nostre borsette ed usciamo.

All' inizio, siamo poco equilibrate a causa dei tacchi alti, ma,  dopo qualche passo, cominciamo ad abituarci.

I ragazzi ci guardano a bocca aperta.
C'è Christian. In camicia.
Ha i capelli sistemati perfettamente con la gelatina, il giubbino di pelle. È perfetto. Non vedo più nessuno, c' è solo lui.. e mi accorgo che forse anche per lui ci sono solo io, dato che non mi stacca gli occhi di dosso.

-"Chi delle due viene con me?"- domanda Landon, facendosi avanti.
-"Io!!"- gli risponde, Noha, avviandosi verso la sua moto.

-"Sam, con chi vuoi andare?"- Si azzarda a domandare Jake.
-"Lei viene con me."- Ribatte Christian. Mi porge la mano e mi fa salire sulla sua moto. Lo ringrazio.
Nessuno dice niente.

So che il locale, dove dobbiamo arrivare, è abbastanza lontano da qui, dista circa mezz' ora e solo il pensiero di restare qui dietro, stringendomi forte forte a lui, mi fa venire le farfalle nella pancia.

Inizio a farmi tanti film mentali, non accorgendomi che ormai, ci siamo allontanati da tutti.

-"Christian, ma dove sono gli altri?"
-"Li raggiungiamo dopo, Samantha."
-"Ma perché? dove stiamo andando?"-
-"Fai sempre tutte queste domande?"- Dal tono in cui lo dice, sembra abbia sorriso.
-"Mh, non lo so."- Lo stringo più forte.
-"Non hai paura di stare con me?"- mi chiede.
-"Perché dovrei?"-
-"Beh, ho cambiato strada, ho seminato tutti, stai con me e non mi conosci. Non hai paura?"-
-"No. non lo so.. tu.."-
-"Io cosa?" chiede.
-"Niente."-

Si ferma, facciamo sosta in un garage abbandonato.
Non c' è anima viva, oltre le nostre.
Christian scende dalla moto ed io lo guardo, non capendo cosa stia succedendo, esattamente.

Si appoggia ad un palo di fronte alla moto e si accende una canna, ormai ne ha il pacchetto.
Mi guarda serio.
-"Sei proprio una bella ragazza"- dice, e aspira.
Gli sorrido.
-"Però il tuo carattere non mi piace. Io lo vedo come mi guardi, vedo che tra tante persone, con gli occhi cerchi me, ma poi mi sei distate.
Non mi dai un bacio, quando l' altra volta salutasti con un bacio sulla guancia, tutti quanti. Invece a me, al posto di un bacio, hai preferito sorridermi.
L' altra volta ti ho portata a casa mia, ma dalle risposte che mi dasti, sembrava volessi scappar via da me, e allora ti ho retto i gioco."

Resto in silenzio. Non me lo aspettavo questo discorso, ma abbiamo punti di vista molto differenti.

-"Christian, ma.. in realtà, non credevo facessi caso a queste cose.. cioè, non pensavo t' importasse qualcosa di me."-

-"Samantha, a me, di te, non importa niente. Non ti sei sbagliata. Mi spiace del fatto che tu non sia come le altre ragazze, sai com' è, ne ho sempre avuto file immense, di ragazze che ci provavano con me. Volevo solo dirti che sei bella e che saresti potuta essere un' buon affare."-

-"Peccato che non sarò mai un' affare, Christian. Portami a quella festa, dai.. sennò faremo tardi "-
Sono confusa. La serata non è neanche cominciata, che mi scoppia la testa.
Non pensavo fosse così, Christian. Non pensavo pensasse determinate cose su me, perciò mi guardava. Se lui ci tenesse davvero a "Conoscermi" o ad avere a che fare con me, si farebbe avanti, mi contatterebbe. Il suo comportamento nei miei confronti, non mi fa pensare niente, la colpa è sua, non mia.

Quando entriamo nel locale, si squadra la situazione.
Non si capisce niente, il volume della musica è altissimo e stanno ballando tutti come pazzi. Molti sono ubriachi.
-"Vieni con me."- Mi tira per il braccio e subito mi trascina fuori di lì.
-"Ma che fai, Christian? Dove vuoi andare?"-
-"Altrove. Questo posto non mi piace."-
-"Che non piaccia a te, non significa che non debba piacere neanche a me."-
-"Conosco i tuoi gusti e potrei portarti in un posto migliore di questo."-
-"Ma se non mi conosci neanche, come fai a pensare di sapere cosa potrebbe piacermi?"-
-"Lo so e basta, Samantha, mi segui o vuoi rimanere qui?"- Sbotta, un pò irritato.
-"Vengo con te solo perché sono curiosa."-
-"Allora sali."-

Sfrecciamo come pazzi sulla sua motocicletta. Non parla per il resto del tragitto.

Ad un certo punto, arriviamo su una specie di terrazza. Si vede il mare. Il panorama è stupendo, in cielo ci sono tante stelle, che sono le uniche luci ad illuminare tutto quel buio.

-"Ti piace il mare?"- mi chiede, con voce calma.
-"Si."-
Restiamo in silenzio.
Mi prende per mano e mi porta verso una scalinata, dove si scende, per andare sulla spiaggia. Lo seguo e togliamo entrambi le scarpe.
-"Non mi piacciono i luoghi rumorosi."- Dice.
-"Neanche a me. Però perché ti sei organizzato per partecipare, pur sapendo fosse quel genere di festa?"-
-"Non lo so, quando me lo hanno proposto ero arrabbiato, mi andava. Adesso non mi va più."-
-"Perché eri arrabbiato?"-
-"Sam, le domande non le sopporto."
-"Va bene, scusa."- faccio il broncio, ma non lo guardo.

-"Non prenderla a male, dai.."- Sorride.
-"Questo sarebbe il modo che usi per conquistare le ragazze?"-
-"Ma cosa dici?"- scoppia a ridere.
-"Mi hanno detto, ed ho visto, che sei un "play boy".. Ti piace uscire con tante ragazze e da come ho capito ti piaccio, ma il mio carattere no. Sarei biasimata se pensassi che tu ci stia provando con me, non credi?"-
-"Eh, si.. l' ho capito il tuo discorso, ma non ci sto provando con te. Ti ho già detto che il tuo carattere non mi piace. Vorrei passare del tempo con te."-
-"Mh."

Mette un braccio in torno il mio collo, si accende un' altra canna e camminiamo sulla riva, facendo tante volte avanti e indietro.

-"Parlami un pò di te."- dice.
-"Cosa vuoi sapere?"-
-"Che persona sei, cosa ti piace fare nella vita, che progetti hai per il futuro.. insomma, parlami di te."-

-"E va bene. Allora.. Ho diciannove anni e tra poco mi diplomo. Alle università vorrei studiare lettere moderne, diventare insegnante della lingua italiana e andare lontano.
Ho una famiglia composta da cinque persone, me compresa. Ho un fratello ed una sorella, entrambi laureati ed entrambi fidanzati.
Con i miei non ho mai avuto un bel rapporto, ma nell' ultimo periodo, dopo diciannove anni, le cose stanno cambiando."-

-"In che senso, "Stanno cambiando?""-

-"Nel senso che sono sempre stata una persona molto solitaria, Christian.. non so perché.
Non sopporto la compagnia di molte persone, ovvero, non sopportavo.
Grazie a Noha, sto iniziando a frequentare una comitiva e quei ragazzi: Jake, Micheal, Landon, Mark, Kevin e tu.. beh.. Siete i primi ragazzi che frequento, la mia prima comitiva. Ho diciannove anni, è un pò tardi, capisci? A volta sono imbarazzata anche a raccontarle le mie cose, ma.. alla fine, la realtà e questa."

-"Samantha, ma non c' è di che preoccuparsi, non ti sei persa un granché, anzi, adesso sei anche più matura e non hai nessun rimorso.
Non è una cosa del tutto negativa. Sei ancora così giovane, hai la fortuna di avere una famiglia alle spalle. La vita è tutta da vivere, non c' è un tempo, essa è breve. Si vive e basta."-

Queste parole mi tranquillizzano.

-"Christian.."-
-"Che c'è?"-

-"Parlami un pò di te, adesso."-
-"Nah, non ne ho voglia. Ho voglia di fare altro."
-"Cos' hai voglia di fare?"-
-"Questo. chiudi gli occhi."-
ali chiudo. Mi prende per le gambe e inizia a correre verso il mare, capisco che vuole buttarmici dentro.

-"No, Christian, ho paura!"-Grido, ma lui ride, ride come un bambino..

-"Hai detto che con me non hai paura. Adesso stai con me, non devi averne."-

-"Si, ma.."-
-"Sh.. sei con me."-
Mi butta in acqua e subito si tuffa insieme a me.
-"Sono qui Samantha"-.
Mi tira a sé e mi prende tra le sue braccia forti.
-"Hai paura?"- mi chiede, dolcemente.
-"Adesso no."-
Mi aggrappo a lui con le gambe e le braccia. Ha tutti i capelli bagnati, siamo vestiti entrambi, anche eleganti. Siamo due pazzi.

-"Ne avevo proprio bisogno, sai?"- dice.
-"Di un bagno?"-
-"Di una chiacchierata, anche un bagno, si.. di passare un momento diverso, con una persona diversa."-
Ha un' aria diversa dal solito. Ogni volta che lo vedo è sempre così teso, invece adesso è rilassato e mi piace che lo sia con me, anch' io sto bene con lui.

-"Penso che dovremmo uscire dall' acqua, però, adesso, prima che ci venga un raffreddore."-

-"Come desidera, principessa."- Mi alza, come si alzano le principesse e mi porta a riva.

-"Sto morendo di freddo, Christian, sei un pazzo."-
-"Sono un pazzo? a me piacciono i pazzi, vado d' accordo solo con loro. Sai, la normalità stanca, Samantha. Bisogna azzardare nella vita, fare pazzie, che un giorno saranno bei ricordi. A me piacciono le persone a cui basta mandare un messaggio o fare uno squillo per scendere di notte, a fare una passeggiata, senza essere ritenuto un folle, del tipo "Sono le 03.00 del mattino, non riesco a dormire, passo a prenderti.", ecco.. voglio avere a che fare con persone così."

-"Stai dimostrando di essere una persona del tutto diversa da quella mi aspettavo tu fossi."- dico.
-"Si, lo so, do un' apparenza diversa da ciò che sono realmente."-

-"Hai mai amato?"- Gli chiedo, improvvisamente.
Lui mi guarda, prende il mio viso tra le mani e mi accarezza con i pollici. -"Perché mi fai queste domande, piccola?"- Arrossisco. È vero, faccio troppe domande, ma voglio sapere qualcosa su lui.
-"E tu perché non mi rispondi?"- Dico, a voce un pò più bassa.
-"Ho amato due donne e non amerò mai più nessuna, in vita mia, come ho amato loro due."-
-"Perché?"-
-"Samantha, Cristosanto, basta. Sono cazzi miei, sono cose personali e non ne ho voglia di parlarne, ma perché non capisci?"-

-"Scusa, Christian, non so perché faccio.."- Si alza e se ne va.-

Per un momento ho paura che mi abbandoni lì, lo seguo correndo, ha un passo molto veloce.
Arriviamo sulla terrazza, dove ci trovavamo all' inizio.
Abbiamo ancora i capelli bagnati.. anzi, in realtà siamo tutti bagnati e l' aria è umida.
-"Sali, andiamo a casa mia."-
Quando arriviamo fuori il suo portone, mi sale l' ansia. Quella casa mi mette i brividi, è così cupa, silenziosa, ma non ho il coraggio di dirglielo, ovviamente, non lo farei mai.

Si accorge del mio timore, mi guarda e mi stringe la mano. Prende le chiavi del portone, che ha nella tasca del giubbino ed apre la porta.

-"Prego."- Fa, per farmi entrare.
-"Grazie."-

Accende le luci nel corridoio, che portano alla sua camera.

-"Hai una casa davvero bella, complimenti."-
-"Grazie."-
-"Stai tremando, adesso prendo delle asciugamani, così potrai fare una doccia calda."-
-"Va bene."-
-"Aspettami qui."- Dice, e scompare nel corridoio buio.

Appena torna, ho un sollievo. Mi porge gli asciugamani e mi fa entrare in bagno.
Sotto la doccia ho modo di rilassarmi e sono emozionata da tutto quello che è successo questa sera.. ha cambiato tutti i piani e adesso mi ritrovo ancora qui, con lui.. Mi sembra di vivere una favola.

-"Samantha, hai finito?"- Bussa alla porta, Christian.
-"Ehm, devo asciugare i capelli, ho fatto lo shampoo, poi asciugo anche il vestito, perché non ho un pigiama."-
-"Si, vabbè, fammi entrare però, devo lavarmi anch' io."- Dice, e lo faccio entrare.

-"Comunque non hai bisogno di lavare il tuo vestito, ti darò una maglia mia, tanto, date le tue misure, ti arriverà alle ginocchia, se non ai piedi."- Ride. Gli si fanno le fossette, è meraviglioso.
-"Eddai, non prendermi in giro!!"- mi lamento.
Poi ci guardiamo e scoppiamo a ridere.

Quando finisce di fare la doccia, mi fa indossare una sua maglia, e, come previsto, mi arriva alle ginocchia.

Prendo il mio cellulare e vedo che non c' è neanche un messaggio, Noha non si è neanche resa conto della mia assenza. La contatto per dirle che sono con Christian e che per stanotte resterò con lui.

Christian mi fa strada verso la camera nella quale dovrò dormire, appena mi apre la porta, mi scende il cuore in gola. -"Christian, senti.. devo dirti una cosa!"-
-"Dimmi, Samantha, cosa c'è?"-
-"Non so come dirtelo, non vorrei sembrarti ridicola, ma.. Io ho paura di dormire da sola. A casa mia dormo in camera con i miei fratelli, non mi trovo a dormire da sola, scusa."-
-"Vieni con me, dai, dormi con me."-
Lo guardo e gli sorrido.
Andiamo in camera sua, la stessa camera in cui mi svegliai l' altra volta.
C'è un letto matrimoniale a baldacchino.
-"Mettiti pure comoda nel mio letto, bimba."-
Così faccio.
Quando siamo comodi nel letto, lui si gira su un lato e mi fissa, io mi volto a guardarlo solo con la testa.

-"Sono stata bene con te. Se non fosse stato per le mie domande e le tue risposte scorbutiche, sarebbe stato tutto perfetto."- dico.

-"Sei bella, ma bella davvero, Samantha."-
-"Chiamami Sam."-
-"Sam."- dice, e sorride. Sorrido anch' io.
-"Mi ricordi così tanto una persona molto importante."- dice, passandomi la mano tra i capelli, mi accarezza dolcemente.
-"Se ti chiedo chi è questa persona ti arrabbi, allora ti chiedo com' era fatta questa persona."-

-"Questa persona era piccola come te, aveva qualche anno in meno a te, ma il fisico era così.
Aveva il tuo stesso colore di capelli, faceva sempre tante domande, proprio come sei abituata a fare tu.."-

-"Mh.. ho capito..!!"- Mi limito a dire e faccio uno sbadiglio.

-"Dai.. adesso spengo le luci e ci addormentiamo, va bene?"-
-"Si, ho davvero tanto sonno."-
-"Allora, buonanotte, Sam."- dice, e mi da un bacio sulla fronte.
-"Buonanotte, Christian."-

Un filo di vento mi fa venire i brividi, mi sveglio per cercare le lenzuola, che ho perso durante la notte, ma quando mi volto, Christian non c'è.
Mi alzo a sedere di scatto, controllo l'orario e sono solo le 04.00 del mattino.
Mi giro su un fianco e aspetto torni, magari sarà andato al bagno.
Dopo qualche minuto, sento la porta aprirsi. Eccolo.

-"Christian, ma dov' eri?"-
-"In cucina. Sono andato a fumare una sigaretta, non riesco a dormire."- Dice, rimettendosi nel letto.

-"Sei nervoso?"- Gli chiedo.
-"Forse."-
-"Capisco. Ti va di parlarne?"-
-"No."-
-"Come vuoi. Vorrei aiutarti, credo che il tuo volerti tener sempre tutto dentro, dipenda da qualcosa.
Ci sto bene con te, ma non riusciamo a comunicare.
Io, ieri sera, ti ho parlato un pò di me, tu di te non mi hai detto nulla. Non so se c' è qualcosa che non ti fa star bene, ma vorrei così tanto tu mi parlassi, vorrei provassi a fidarti di me, anche per dirmi un' qualcosa di semplice, per me sarebbe già un traguardo. Non so se sono stata chiara."-
-"Sei stata chiarissima, so bene cosa vuoi dire, ma non capisco perché provi così tanto interesse verso me ed io, io non mi fido, non sono abituato a parlare di me con gli altri, capisci? Non mi sentirei a mio agio."-

-"Non ti sto chiedendo di parlarmi dei tuoi problemi, perché so come ci si sente a non volersi sfogare con nessuno, ma.. vabbè, Christian, mi ritengo una persona seria e quando vuoi parlarne, io sono qui."-

Mi sorride. -"Adesso dormi, Sam.. sennò domani sarai stanchissima."- Mi dice, e spegne la luce.

Questa volta a svegliarmi è la suoneria del mio cellulare. Qualcuno mi sta telefonando. È mia madre.

-"Pronto?"-
-"Sam, sono mamma. Voglio avvisarti del fatto che a casa non c' è nessuno, io e tuo padre dobbiamo partire per l' Italia, a causa di alcuni problemi di lavoro. È stata una decisione affrettata, ma rimarremo fuori solamente una settimana.
Siete grandi, adesso potete cavarvela da soli tu, Leo e Giulia.
Ho dato una settimana libera alle domestiche di casa. Se ti servono soldi, sai dove trovarli e se vuoi organizzarti per rimanere a dormire a casa di Noha, per me va bene."-

-"Va bene, mamma"- Dico, senza alcun problema e con la voce ancora impastata di sonno. Sono abituata ai piani improvvisi dei miei genitori, sono i lavori che svolgono, che li condizionano a viaggiare spesso.

-"Sam, comunque, come stai? Com' è andata ieri sera?"- mi chiede, con dolcezza e con un pò di fretta. Sarà sicuramente piane di faccende da sbrigare.

-"Tutto bene. Mamma, Noha mi sta chiamando, vado a vedere cosa vuole e poi inizio a studiare."- Taglio a corto e la saluto.

Rimango per un attimo a sedere sul letto. Sono stanca, mi sono addormentata tardi e mi sono svegliata di colpo, durante la notte.
In tutto questo mi accorgo che Christian non è qui.
Mi alzo dal letto e vado in cucina.

-"Buongiorno, piccola!"-
-"Buongiorno"-
-"Dormito bene?"- mi chiede.
-"Abbastanza."-
-"Hai già fatto colazione?"- Gli chiedo.
-"No. Stamattina non ho voglia di far niente, non ho voglia neanche di prepararmi la colazione.
Dovevo andare a lavoro, ma ho rifiutato anche di far quello."-
-"Dì la verità, non ci sei andato solo perché ci sono io qui, eh?!"- Scherzo.
-"Può darsi."- mi fa l' occhiolino.
-"Te la preparo io la colazione, ma solamente perché ho un piccolo debito con te."-
-"Se la metti così.."-

Va a sedersi sul divano e accende la televisione.
È senza maglietta e con la luce del giorno, i suoi occhi color cielo brillano come fossero diamanti e con i capelli così scombinati è ancora più bello.

Gli chiedo il permesso di aprire un mobile, dove vi sono i cereali, ma lui mi dice che devo comportarmi come fossi a casa mia, quindi, comincio a sentirmi un pò più a mio agio.

Prendo i cereali, due tazze e due cucchiai.
Mischio i cereali con il latte, in entrambe le tazze.
Mentre preparo questa colazione, sento le sue mani
sfiorare i miei fianchi, mi da un brivido lungo la schiena.
-"Da quanto tempo non vedo qualcuno fare questo per me."- Dice, mi gira verso sé e mi abbraccia.

È la prima volta che mi abbraccia, sento il suo profumo fin dentro le vene. Sono così piccola nel suo corpo, eppure mi sento così protetta, così al sicuro, come non mi sono mai sentita.

Ci distacchiamo dall' abbraccio e mi da un bacio sulla guancia, poi va a sdraiarsi di nuovo sul divano.
-"Fammi un servizio completo, dai.. fammi mangiare tu, come fossi un bambino.- Mi chiede.
-"Cosa?"-
-"Quello che ho detto. Ti va?"
-"E va bene."- Accetto e vado a sedermi accanto a lui, portandogli alla bocca le cucchiaiate di latte e cereali.

Quando finisco anch' io di fare colazione, mi alzo e vado a lavare le tazze.
-"Sam, vado a fare una doccia."- mi avvisa, e va in bagno.

Dopo aver lavato le tazze, mi spingo un pò a guardare il resto della casa, perché nonostante quel poco di tempo in cui ci sono stata, non ho avuto modo di vederla tutta.
Anche di giorno, questa casa è sempre così cupa.
Ma è ovvio che dia questo aspetto se le finestre rimangono sempre chiuse. Christian non fa passare mai un po' di luce.

Adesso è in bagno, magari gli farò la sorpresa di pulire un pò, riordinare (anche se non è niente di così pesante, perché è molto ordinato, per essere un ragazzo che vive da solo.), e.. aprire queste finestre, per far riprendere colore a questa casa.
Mentre penso tutto questo, però, lui esce dal bagno e tra le mani ha il mio telefono.

-"Questa settimana resti a casa mia, ho visto il messaggio che ti ha mandato tua madre."

-"Ma mia madre mi aveva chiamata, per avvisarmi e poi cosa ci facevi con il mio telefono tra le mani?"-

-"Volevo controllare se ci fosse qualche persona con cui parli di più.. tipo qualche ragazzo, beh, se davi importanza a qualcuno in particolare.."- Balbetta e capisco che si sente a disagio.
-"Va bene, Christian, ma non farlo più, non mi piace che la gente spii le mie conversazioni."-
-"Quindi io per te sono "La gente"? "- mi domanda, con l' espressione un pò triste.
-"Per me sei una persona, Christian.. come tutte quante."-

Ahm, se solo sapesse cosa scatena in me!!!

-"Resti con me, questa settimana?"- Mi chiede, con la stessa espressione che farebbe un bambino per convincere la mamma a non andare a scuola.

-"Se per te va bene, resto qui."-
-"Non va bene. Va benissimo."-
Gli sorrido.

-"Sam, ho ricevuto una telefonata, devo andare a sbrigare un paio di servizi e poi tornerò, mi aspetti?"-

-"Si, certo. Se per te va bene, mi occuperei di sistemare un pò la casa, nel tempo in cui non ci sei."-

-"Nessun problema. Allora io esco, a dopo!"- Mi saluta ed esce.

Non appena chiude la porta, faccio il resoconto della situazione.

Inizio ad alzare le sedie sul tavolo, apro tutte le finestre, tolgo la polvere tagli scaffali, spazzo e lavo il pavimento.

La casa è davvero bellissima così, anche perché è grande ed è un peccato tenerla ridotta male. Adesso ha proprio un altro aspetto e ne sono soddisfatta.

Ha un portone grande, come quelli dei castelli incantati e poi, appena si entra, vi è un corridoio di circa 3 metri. Ci sono tre camere da letto, camere con pavimento di marmo, lampadari in oro, letti a baldacchino e le tende, come quelle che hanno le principesse nelle loro stanze. Sembra davvero un castello.
Riguardo i bagni, ce ne sono due. Sono entrambi molto grandi ed hanno una doccia ed una vasca idromassaggio, ciascuno.
Infine, l' ultima stanza, è una specie di studio, dove vi è una scrivania molto grande, tutta in legno, color ciliegio. Dello stesso materiale, sono i mobili e gli scaffali, presenti.
Sugli scaffali ci sono, si può dire, centinaia di libri, tra cui, enciclopedie, dizionari (di quasi tutte le lingue), libri universitari..

Questo posto profuma di antico, ma mi affascina molto.

Sono le 13.00, quando sento bussare la porta.
Christian è tornato e quando lo vedo comparire sulla soglia della porta, mi rendo conto che il suo look non è per niente intonato allo stile della casa.

-"Bentornato!-" Lo faccio entrare, con un sorriso.
-"Wow.."- Riesce a dire.
-"Ti piace?.. Non ho fatto niente di che, ma ogni tanto bisogna seminare un pò di allegria, anche in una casa, soprattutto in una casa, perché è il luogo dove una persona trascorre più tempo."- Gli faccio notare.

-"Sam.. Non avevo mai riflettuto su questo. Grazie."-
-"E di che?"- Gli sorrido e lui mi abbraccia.
L' effetto è sempre lo stesso, mi sto affezionando troppo.
Improvvisamente, squilla il mio cellulare. È Noha. Rispondo.

-"Sam, ho letto i messaggi che mi hai inviato ieri sera, come stai?"-
-"Noha, sto bene. Ora sono con Christian, è qui vicino a me. Allora ci vediamo oggi?"- cerco di tagliar corto, in modo da non farle fare domande alle quali, essendo davanti a lui, avrei vergogna di rispondere.
Ma lei, essendo la mia migliore amica, mi capisce sempre al volo.
-"Si. Allora ci vediamo oggi pomeriggio."- Mi dice e riaggancia.

Decidiamo di mangiare un buon piatto di spaghetti al sugo, che riesco a cucinare in pochissimo tempo.
Mentre siamo a tavola, parliamo del più e del meno e ci organizziamo per come vogliamo trascorrere il pomeriggio. Alla fine decidiamo di uscire con la nostra comitiva.

-"Qual è il tuo lavoro?"- Gli domando e sono curiosa di saperlo.
-"È un segreto."-
-"Anche questo?"-
-"Si."-
Sospiro. Non ci conosciamo da anni e capisco che non voglia parlarmi delle sue cose personali, ma è impossibile conoscerlo, non riesco a farmi un' idea di che persona possa essere e questa cosa non mi piace. È triste avere a che fare ad una persona, affezionarsene, ma essere consapevoli del fatto che questa persone non la si conoscerà mai.

Dopo mangiato, lui si addormenta ed io mi occupo di lavare i piatti e pulire la cucina. Sembriamo una coppia sposata da anni.

Verso le 17.00 del pomeriggio, Christian si sveglia.
Gli preparo un caffè e poi ci prepariamo per uscire.

Quando arriviamo al cantiere, tutti ci guardano.
Ci sono anche Eliana e Melissa.

Saluto tutti e Jake mi viene vicino. Spero non mi facciano domande, ma poi Jake mi chiede di appartarci un attimo, per parlarmi di una cosa privata.
Lo seguo, e camminiamo senza una meta. Il cantiere è immenso.

-"Sam, vedo che stai frequentando Christian, e da buon amico, devo dirti che, secondo me, non è il tuo tipo. Ti farà soffrire."-

-"Jake, sto semplicemente passando del tempo con lui, niente di più.. Apprezzo i tuoi consigli, ma non c'è niente tra noi, davvero!"-

-"Va bene, Sam.. Ti voglio molto bene e non accetterei che qualcuno ti faccia soffrire. Ci conosciamo da poco, ma per me sei diventata come una sorella."-

Mi abbraccia, ed io faccio altrettanto.


Non appena torniamo vicino tutti, vedo che Eliana è tra le gambe di Christian. Lo sta baciando.
Mi sento morire dentro.
Sono proprio una stupida, ma perché ho pensato potesse nascere qualcosa tra noi?
Io e lui siamo solamente.. solamente..
Bho, non so neanche cosa siamo.

"Ragazze, vi va di ballare ancora per noi?"- Chiede Landon.

Io, Noha, Eliana e Melissa, accettiamo.
Ma più che un modo per divertirsi, a me sembra una gara. Indossiamo gli abiti da ballo e la musica parte.

Alla fine del ballo, tutti applaudono.
Christian è rimasto a fissarmi tutto il tempo.

Quando si fa orario di andar via, avviso Noha che questa notte la passerò da lei e intanto saluto tutti con un bacio sulla guancia, tranne Christian, lui non lo degno neanche di uno sguardo.
Jake e Micheal, intanto, si offrono di accompagnarci a casa con le loro moto e noi accettiamo volentieri il passaggio.

Quando arriviamo a casa di Noha, la prima cosa che faccio è andare a salutare Mary, la madre.
-"Come stai, Sam?"- Mi chiede.
-"Bene, Mary. Tu?"-
-"Tutto bene."-
-"A che punto sei con la tesina?"-
-"A buon punto, l' ho terminata ed imparata."-

-"Ragazze, nel frattempo che cucino, andate a fare una doccia. Sam, gli asciugamani puoi trovarli nel mobile, sotto il lavandino."-

-"Va bene, andiamo subito"-
Io e Noha, filiamo in camera sua e le prometto di essere rapida nel raccontarle i fatti.
Ci metto un pò, ma alla fine arrivo alla conclusione che non voglio rivederlo mai più.

In un giro di pochi istanti, ho esaurito la ma migliore amica.
-"Secondo me, dovresti lasciar perdere questa storia e tenerti lontana, perché, a parer mio, innamorarti di un tipo così lunatico, ti farà soltanto perdere la testa e ne hai già poca, amica mia!!"-

-"Ma infatti, per me non esiste più."-
-"Beh, per come sei fatta tu, poco ci scommetterei.
Mi giocherei la testa che se ti inviasse un messaggio, penseresti sia stato un segno che significa che siete destinati a stare insieme per sempre."- scoppia a ridere.
-"No, davvero, resterò alla larga da lui."- Incrocio le dita, come in segno di promessa.

A casa di Noha ci sono due bagni, per cui, abbiamo la comodità di fare la doccia nello stesso tempo e senza fretta. Ci asciughiamo e mettiamo il pigiama.

Quando andiamo in cucina, Mary serve a tavola due piatti che fanno venire l' acquolina in bocca: Pollo con patatine fritte.
Mangiamo in fretta e dopo aver fatto i complimenti a Mary, andiamo i bagno a lavare i denti.

-"Sam, io ho sonno, che ne dici di andare a dormire?"-

-"Si, va bene."- Dico, anche se so che per stanotte non chiuderò occhio.

-"Comunque non mi hai ancora raccontato della festa di ieri, com' è andata?"- Domando.

-"È andata che c' erano anche Eliana e Melissa e non facevano altro che stare al centro dell' attenzione, ma poco mi curo di loro. Il resto della festa è stato divertente: abbiamo giocato di nuovo ad obbligo o verità e Micheal è stato obbligato da Kevin a salire su un tavolo e fare il verso della scimmia."- Dice, scoppiando a ridere. Rido anch' io. Nonostante si siano divertiti molto, però, non mi pento di non essere andata a quella festa. Alla fine le cose con Christian sono andate male, ma fa niente, non mi pento di aver trascorso del tempo con lui.

-"Sam, mi si stanno chiudendo gli occhi.. Buonanotte!!"- Dice Noha, ormai incapace di intendere e di volere.

-"Buonanotte.- Dico e prendo il mio telefono, a fianco  al letto. Ci sono nuove notifiche di nuovi messaggi, in più ventisei chiamate perse da Christian. Mi ha chiamata e, non appena me ne accorgo, il mio cuore salta in aria.

Apro WhatsApp e leggo i messaggi:

-"Sam, avevi detto saresti venuta a casa mia, perché sei andata via con Noha?"-

-"Sam, rispondi!"-
-"Sam!!"-
-"Rispondi, per favore.. Perché sei andata via?"-

Sono circa duecento messaggi in cui mi supplica di rispondergli, ma l' ultimo, inviato circa due minuti fa, dice -"Sto venendo."- E, insomma, se prima il mio cuore è saltato, adesso è proprio esploso. Sta venendo qui, non posso crederci, come farò.
Sveglio Noha.

-"Noha, svegliati, è urgente!!"-
-"Sam, che c'è?"- Dice, nascondendo la testa sotto il cuscino.
-"Noha, Christian mi ha inviato dei messaggi, sta venendo qui. Vuole parlarmi."-
-"Cosa?-" Sobbalza dal letto.
-"Quello che ho detto. Allora, adesso mi vesto, tu reggimi il gioco con tua madre, domattina dille che sono uscita presto. Scusa e grazie mille.-"
-"Va bene, vai.. non fare guai!! domani, poi, mi aggiorni su tutto."-

Mi arriva un altro messaggio. -"Sono giù, scendi."-
Mi precipito fuori la porta e scendo le scale che portano all' uscita del palazzo. Ho il cuore in gola.

È lì, sulla moto, che mi aspetta.
Quando arrivo a lui, ci guardiamo negli occhi per una frazione di attimi. Inizio a non vedere più niente, oltre lui. Non sento più i rumori delle auto, ma neanche i miei sentimenti. Vedo solamente lui, e lui vede solamente me. L' immagine sua mentre bacia Eliana, torna davanti ai miei occhi e quella sensazione di disgusto e delusione, si mischia a ciò che sto provando in questo momento, ciò che a parole non si può descrivere. Il mio cuore batte così
forte, che sta per uscire dal petto. Non mi trattengo più: scoppio in lacrime e lui mi tira a sè, per abbracciarmi.
-"Perchè fai così?"- mi chiede, mentre mi stringe tra le sue braccia. I nostri corpi diventano una cosa sola.
-"Niente."- rispondo, e tiro su con il naso.
-"Non si piange senza motivo e se anche fosse così, sono sicuro che non sei una persona che piange pet nulla."-

-"Non ho voglia di parlarne."-
-"Invece adesso andiamo a casa mia e ne parliamo lì. Sali sulla moto, dai."- Mi dice, e partiamo.

La casa è ancora in perfetto ordine, come l' avevo rimasta io prima di uscire.

-"Allora, vieni qua."-
-"Non vengo."-
-"Sei arrabbiata con me?"-
-"No.. Non lo so."-
-"Ma come non lo sai? ti ho fatto qualcosa?"-
-"Christian, no.. non mi hai fatto niente. Sono stanca, però, adesso. Voglio andare a dormire.-"
-"Resta con me."-
-"Perché sei venuto a prendermi?"-
-"Perché voglio stare con te."-
-"Non ti credo."-
-"Credici, perché è così. Voglio stare con te."-
-"A me non piace essere la ruota di scorta delle persone."-
-"Che vuoi dire?-"
-"Voglio dire che adesso vuoi me, ma domani mattina non ti basterò più."-
Resta in silenzio, ma avrei preferito mi dicesse altro.

Mi addormento sul divano, non voglio dormire nel suo stesso letto.

Quando suona la mia sveglia, sono solamente le 07:00, ma sono troppo arrabbiata per restare ad aspettare che lui si svegli, così esco e vado a casa mia.

Appena apro la porta, finalmente sento il profumo di casa. Sono più rilassata.
Mando un messaggio ai miei genitori, chiedendogli come stanno.

A casa non c'è nessuno.
Prendo dei vestiti puliti e riempio la vasca per fare un bagno caldo e tranquillo.
Più tardi, decido di ripetere un pò la tesina.

-"Pronto?"- Rispondo.
-"Pronto, Sam, sono mamma!"
-"Ciao, mamma, come va?"-
-"Qui tutto bene. A te come va? Stai dormendo da Noha?"-
-"Ehm.. Si, mamma.. cioè.. insomma.-"
-"In che senso, Sam, "insomma"…?"- Mi chiede in tono preoccupato.
-"Devo parlarti, mamma."-
-"Dimmi tutto, piccola, ti ascolto."-

Mi sento più sollevata e inizio a parlare.
-"Allora, mamma, c'è un ragazzo a cui io tengo tanto. L' ho conosciuto da poco e ieri sera, sono andata ad una festa con Noha e la mia nuova comitiva, la stessa che frequenta lui. In pratica, dopo varie dimostrazioni che gli ho dato, senza essere ricambiata, ieri sera e venuto a parlarmi del fatto che io per lui ero importante e voleva una relazione seria con me.-"

-"Oh, che bello!! e tu?"- Mi chiede, in tono allegro.
So che le farebbe piacere se mi fidanzassi.
-"No, mamma, ho rifiutato e gli ho detto cose orrende. Dopodiché, ovviamente, mi ha detto Addio ed è andato via.
Ho parlato con Noha e dopo un pò mi ha convinto a telefonarlo, ma lui non rispondeva.
A finale, mi ha chiamata un poliziotto, con il suo cellulare, per avvisarmi che lui aveva avuto un incidente. Adesso è in coma."- Inizio a piangere.

-"Sam, ma cosa dici?"- Mi dice, con voce roca, come se le lacrime fossero arrivate persino a lei.

-"Mamma, io sono in ospedale ed ho intenzione di restare al suo fianco, fino a quando non si sveglierà.
Riguardo la scuola, mi sono ritirata. Tra due o tre giorni, tanto, si ritireranno tutti quanti e posso permettermelo, date le poche ore di assenza che ho."-

-"Tesoro, hai fatto una scelta giusta. L' importante, adesso, è che questo ragazzo si riprendi e vedrai che andrà tutto bene. Rimani al suo fianco.
Io sarò sempre con te e se posso fare qualcosa, dimmelo, che lo farò. Non appena si riprenderà, poi me lo farai conoscere, va bene?"-

-"Va bene, mamma."-
-"Sam, adesso devo proprio andare.-" Mi dice e fa per salutarmi.

Io, Noha e i ragazzi ci dividiamo.
Io e Noha iniziamo ad avvisare la madre di Noha che questa notte dormiremo a casa mia, anche se non so proprio se così sarà, ma nel caso, meglio dire così.
I ragazzi, invece, hanno detto che andranno a fare un paio di servizi.

Appena uscite da casa di Noha, ci avviamo verso il primo supermercato più facile da raggiungere a piedi e compriamo due buste di patatine e una di popcorn.

-"Sam, devo dirti una cosa."-
-"Dimmi, Noha."-
-"Beh.. sono stati giorni un pò, come dire.. c'è stata un pò di confusione e non ho avuto modo di parlarti.. comunque.. A Landon piaccio.-" Sorride, e dalla sua espressione capisco che lei ricambia e ne sono felice.
-"Ma che dici? davvero?"- Sono felicissima.. Non avrei mai pensato che a Landon piacesse Noha, ma in fondo starebbero proprio bene insieme

-"Si, davvero.. Ieri sera, alla festa è stato tutto il tempo vicino a me e poi, dopo, mi ha portata con lui a fare un giro in moto. Siamo andati a vedere il mare e mi ha parlato un pò di lui.. Ad un certo punto mi ha baciata e, ti giuro, che non ho capito più niente.
Da ieri, non fa che contattarmi.
Abbiamo chattato tutta la giornata, senza stop e prima, mi ha detto, sottovoce, che stasera vuole parlarmi, però me lo ha detto sorridendo, quindi sarà sicuramente positivo il discorso.-" Dice, saltando di gioia.

-"Ma tu non eri quella che stravedeva per mio fratello?- dico, per prenderla, affettuosamente, in giro.

-"Eh, vabbè.. ma le cose cambiano."- Mi risponde, tenendosi al gioco.

Sorrido e l' abbraccio.

Sono le 21.30, circa, quando bussiamo alla porta della casa di Kevin. Viene ad aprirci Landon e
l' elettricità dei loro sguardi, la percepirebbe anche uno sconosciuto qualsiasi.
Quando entriamo, Christian non c'è e mi dispiace.
Però ci sono Eliana e Melissa, ciò significa che lui non è con Eliana. Un problema in meno.
Prendo le buste di patatine e popcorn che abbiamo comprato io e Noha e le metto sul tavolino, al centro del salotto, dove vi sono già varie bibite.

-"Ragazzi, ma perché non vediamo il film "Titanic", dai, vi prego!!"- Propone Noha e Landon è subito pronto ad accettare la sua richiesta. Sono davvero carini.

Dopo un pò di confusione, finalmente, inizia il film.
Siamo tutti seduti sui divani di Kevin.
Sono tre divani predisposti a forma di semicerchio, con il tavolino di vetro al centro.
Cerco di concentrarmi sul film, ma Christian mi invade continuamente i pensieri; Non faccio che domandarmi dove possa essere a quest'ora, cosa stia facendo e perché non sia qui.
Dopo i primi quindici minuti dall' inizio del film, qualcuno bussa alla porta e Kevin mi chiede di andare ad aprire. È Christian. Non si aspettava aprissi io la porta. È bellissimo, ma ha l' espressione nervosa. Fa per salutarmi, ma io lo scanso.
Nessuno si cura del suo arrivo, tutti continuano a guardare il film, in silenzio e lui viene a sedersi vicino a me.

Ogni tanto si volta per guardarmi ed ogni tanto, l' occhiata verso lui la lancio anch' io.

La storia di Jack e Rose mi affascina tanto.
Si conoscono da pochissimo, eppure si amano così tanto, al punto che sacrificano le loro vite, pur di salvarsi l' un' l' altro..

Vorrei fosse il mio Jack ed io vorrei essere la sua Rose.
Quando si danno il primo bacio, rimangono tutti colpiti e mi accorgo che anche tra Noha e Landon è scappato un bacio.. Beh, è un film che, nonostante le volte che va guardato, fa sempre un certo effetto.
Mentre penso all' amore che c'è nell' aria, Christian scatta all' in piedi e mi chiede di seguirlo.
Nessuno fa caso a noi, sono troppo presi dal film. Lo seguo e mi porta fuori alla terrazza della stanza di Kevin.

Non appena usciamo, il freddo mi fa venire i brividi, quindi, approfittando del fatto che tutti sono concentrati a guardare il film, mi fa entrare nella camera di Kevin. È nervosissimo. Ha la mascella perfettamente serrata e fa respiri quasi affannosi.
Lo guardo e lui si gira, quasi come se non volesse guardarmi.
Mi blocca con le mani al muro e per un attimo ho paura che voglia farmi qualcosa. -"Sono due dannatissimi giorni che non mi degni neanche di uno sguardo, neanche di un misero sguardo.-" Gli trema la voce. -"Ballasti in quel modo davanti tutti quanti, e non ti ho detto niente. Sei stata con me, e non appena arrivammo al cantiere, ieri, sei andata con Jake, ti sei stata con lui e non ti ho detto niente.
Mi tratti come se non esistessi, Sam, ma cosa ti ho fatto?"- Alza la voce e comincia a piangere come un bambino. Sono esterrefatta. Non mi aspettavo niente di tutto questo. Mi sorprende sempre.

Ma io mi ripeto che sono forte che ce la posso fare. Mi ripeto che nella mia vita, non ho mai permesso a nessuno di sottovalutarmi, mai.
Mi è stato detto che non è un ragazzo serio e all' inizio si sgamò da solo, quando mi fece capire che per lui ero quasi una sfida, un "BUON AFFARE."
Non devo cadere nella sua trappola, perché per farmi perdere, sarà capace di tutto, ma non lo merito.

-"Christian, non sono proprio in vena di sentire le tue bugie."- Non so da dove prendo il coraggio di formulare questa frase, ma la pronuncio.

-"Sam, io sono innamorato di te! Io voglio te. Ti voglio dal primo momento che i nostri occhi si sono incrociati. Ti voglio dalla prima volta che hai provato a parlarmi. Ti voglio da quella volta che venisti a vedere la mia partita, che tra tante persone, io cercavo te e sapevo bene lo stessi facendo anche tu. Ti amo, Sam.. ma mi fai andare fuori di testa. Non è colpa tua, non sono niente e non siamo niente, ma per me sei importante.

È un bugiardo. Se teneva a me come dice, di certo non aveva bisogno di baciare Eliana. Eppure, da come lo sta dicendo, sembra così reale.
Ha detto che nella sua vita ha amato solamente due donne e che non amerà mai più nessun' altra, quindi che speranze voglio avere?

-"Christian, sai cos'è? è che io e te non siamo fatti per amarci e per stare insieme.
Non so che persona sei, non so niente di te.
Puoi piacermi fisicamente, ma.. come posso amare una persona che non conosco neanche?"- Ancora una volta, mente e bocca non sono collegate.. caccio parole proprio a caso.

-"Dimmi se ami un altro.. dimmi solo se ami un altro, ti prego.. perché se tu mi dai, almeno, solamente una possibilità, io ti giuro che non ti deluderò..
Ti renderò la persona più felice del mondo, ma permettimelo."-

-"Christian, stammi lontano."-
-"Non dire così, per favore."-
-"Devi andar via."-
-"Se ho baciato Eliana era per vedere che reazione avresti avuto."-
-"Ma non m' interessa"- Fingo non curanza.
-"Ti interessa, Sam. Ti interessa. Non mi parli da quando mi hai visto con lei e so che mi vuoi anche tu, ammettilo."-
-"Christian, non voglio più ripetertelo: io per te non provo niente. Adesso o te ne vai tu, o me ne vado io: decidi."-
-"Sam, questa è stata l' ultima volta che mi hai visto, Addio."-
Resto in silenzio e lo guardo uscire dalla stanza, come un diavolo. Prende il suo giubbino dal divano ed esce, bruscamente, di casa.

Rimango nella camera di Kevin.
Tutte quelle parole, le sue lacrime, la sua espressione, quell' "Addio."
Mi sento male, l' ho trattato come fosse il nulla.
Ho distrutto un' qualcosa che poteva crescere.
Avrei potuto provare a fargli cambiare atteggiamenti, avrei potuto reagire in modo diverso.
Io sono proprio una stupida. L' ho perso, dopo questo, l' ho perso per sempre.
Mi siedo a terra e non posso che portarmi le mani agli occhi.. sono diventata una fontana.
Mi passano davanti agli occhi tutti i momenti belli passati con lui, ne sono pochi, eppure sono così pieni.. Le sensazioni che mi ha regalato..
È davvero finito tutto?

Passano circa quindici minuti, perdo la cognizione del tempo. Mi arrivano tanti messaggi, ma non mi concentro su essi.

-"Sam, ma cosa ci fai qui terra?"- Noha viene verso me, preoccupata e mi abbraccia quando mi vede piangere.

-"L' ho lasciato andar via.."- Dico, singhiozzando.
Non riesco a smettere di piangere. Sento un dolore atroce nel petto.

-"Cosa? Spiegami cos' è successo, dai.."- Dice, asciugandomi gli occhi.

-"È successo che mi ha chiesto di parlare in privato ed ha cominciato a dirmi che non l' ho pensato, che ha baciato Eliana per vedere la mia reazione.. Ma io ho fatto prevalere il mio orgoglio, Noha.. Ero importante per lui come lui lo è per me, ma l' ho perso."-

-"Vabbè, ma si risolverà, Sam.. avrete, sicuramente modo di chiarire, di riparlarvi.. si sistemerà tutto.
Perché non provi a telefonarlo?"-

-"No, Noha. Non hai capito niente.. Mi ha detto "Addio", ha detto che non lo rivedrò mai più."-

-"Ah.. Sam, mi dispiace troppo."- Mi abbraccia più forte. Poi ricomincia  -"E se invece, provassi a richiamarlo e dirgli che ci hai ripensato e vuoi parlarne meglio?"-

-"Noha, io non so cosa voglio. Non lo conosco, ma mi attrae così tanto da farmi piangere.
Non mi fido di lui, avrei paura di essere tradita, avrei paura di essere solo un momento per lui..
Non voglio affezionarmi più di quanto mi sono già affezionata, capisci?"- Sospiro.

-"Sam, ho capito cosa vuoi dire, ma tu devi imparare anche a seguire i tuoi sentimenti, con intelligenza, si.. ma questo problema potrai incontrarlo con qualsiasi altro ragazzo. È ovvio che all' inizio non ci si fida. È la persona che è al tuo fianco, che se tiene a te, deve dimostrarti di poterti fidare di lei.-"

-"Secondo te, che devo fare?"-
-"Telefonalo!"-
-"Adesso?"-
-"Anche prima, di adesso."-

Mi convince e prendo il mio cellulare, digito il suo numero e premo sul tasto per telefonare.

Squilla e non risponde. Sono alla settimana chiamata e non risponde, sono preoccupata.

-"Ritenta, dai.. può darsi che è la volta buona"-
M' incoraggia, la mia migliore amica.
Sto provando e riprovando, ma niente da fare.

-"Noha, io voglio andare a casa mia.. Non ho nessuna voglia di restare qui, davvero, non sopporterei niente."- Per un attimo, mi sento ritornare alle origini.

-"Io vengo con te, Sam."-
-"No no, ma figurati, resta qui."-
-"Sam, in questo momento hai bisogno di me e tu verrai sempre prima di tutti quanti, anche prima di Landon."-
La abbraccio, ancora una volta, poi mi prende per mano e salutiamo tutti, ovviamente dopo che ha spiegato qualcosa a Landon.

-"Ciao, ragazzi, salutiamo e andiamo via."-

In strada, continuo a chiamare Christian, ma non mi risponde.
Appena torno a casa, sento il bisogno di andare a fare una doccia, devo rilassarmi un pò, anche se sarà difficile.
Noha si stende sul mio letto a parlare al telefono con Landon, io nel frattempo, prendo il pigiama e riempio, come sempre, la vasca, fino all' orlo, aggiungendo tanto sapone, per far formare la schiuma.

M' immergo piano e chiudo gli occhi.. Adesso, si.
Mi manca Christian, mi manca tantissimo.
Come può diventare così importante, una persona, in così pochissimo tempo?
Sono nei miei più profondi pensieri, quando mi accorgo, dopo un pò, che il mio cellulare, sta squillando.
Mi alzo dalla vasca e indosso subito l' accappatoio. Sul display c' è il suo nome. È lui, finalmente.
Rispondo subito. -"Christian!!"-
-"Pronto, buonasera. Sono un poliziotto, lei conosce il proprietario di questo cellulare?"-
Rimango impietrita.
-"Si, lo conosco, sono una sua amica. Gli è successo qualcosa?"- Dico velocemente, dato il nervosismo.

-"Si, il ragazzo ha fatto un incidente. È caduto da una motocicletta ed ha perso molto sangue: è andato in coma."-

-"Ma cosa sta dicendo?"- Scoppio a piangere, mi tremano le mani.

-"Signorina, mi spiace. Ho chiamato lei, perché era l' ultimo numero nel registro chiamate. Se può, ovviamente, avvisi la famiglia.-"

-"Si, sto venendo. Mi dica solo in che ospedale lo stanno portando.-"

-"Ben Taub Hospital. Appena arriva, chieda le indicazioni per arrivare al reparto di rianimazione."-

-"D' accordo, grazie."-

-"Ah. un' ultima cosa! Può dirmi il nome e il cognome del ragazzo? Non ha i documenti con sè."-

-"Christian Hall."-
-"Anni?"-
-"Ventuno."-
-"Grazie. A tra poco."-

Riaggancio e sento che sto per svenire.
Apro la porta del bagno, uscendo con l' accappatoio.
Corro in camera mia. -"Noha!!"- Urlo, disperata.
-"Sam, che succede?"- domanda, preoccupata.
-"Noha, Christian.."- Mi manca l' aria, non riesco a formulare una frase sensata.
-"Sam, Christian, cosa?"-
-"Noha.. Christian, ha fatto un incidente, è in coma."-
Scoppio a piangere e mi sento così male che ho gli sforzi di vomito.

-"Ma cosa dici?"- Rimane scioccata anche lei.
-"Dobbiamo andare in ospedale. Mi ha chiamata un poliziotto per dirmi che è ricoverato al Ben Taub Hospital, al reparto di rianimazione."-

-"Sam, allora veloce, vai a vestirti e andiamo da lui. Chiamo i ragazzi."-

Corro in bagno e mi vesto, asciugando i capelli in modo velocissimo e rimanendoli un pò umidi: non ho tempo.

-"Sam, sono qui fuori. Ho già spiegato tutto a Landon."

Usciamo di casa e ci avviamo, con le loro moto,
all'ospedale.
Corrono come i pazzi, ma riusciamo a raggiungere l' ospedale entro dieci minuti.

La prima a scendere dalla moto, per chiedere informazioni su dove si trova il reparto, sono io.

Quando mi viene spiegata la strada, la spiego, a mia volta, ai ragazzi.

Arriviamo al reparto e siamo tutti pieni d' ansia.
Io scoppio in lacrime, per l' ennesima volta in una giornata. Sto malissimo.
Siamo tutti spiazzati. Quando siamo in ascensore, nessuno dice una parola, una tensione mai provata in vita mia.

Arrivati nella sua stanza, il dottore ci dice che può entrare solamente una persona, gli altri dovranno aspettare in sala d' attesa.

-"Ragazzi, per favore.. Ho bisogno di vederlo."-
Rimangono stupiti dal mio interesse nei confronti di Christian, ovviamente, dato che non sanno nulla di noi. Alla fine, però, accettano e mi fanno entrare.

-"Sii forte, Sam."- Mi incoraggia, Noha. Mi abbraccia e finalmente entro.

Non appena lo vedo, steso in quel letto, pieno di lividi e ancora sporco di sangue, mi si gela il cuore.
Mi avvicino a lui, piano piano. Mi siedo sulla sedia che è posizionata al fianco del letto e lo guardo.
Guardo ogni singolo millimetro del suo viso, lo squadro bene. Guardo ogni graffio, ogni livido.
Guardo i suoi occhi chiusi e così sembra un bambino che dorme.

-"Ma cos' hai combinato, amore mio?"- Gli accarezzo la mano, delicatamente.

-"Ti faccio una promessa: la promessa più grande che si possa mai fare. Qualsiasi cosa accada, io resterò sempre al tuo fianco. Non me ne andrò mai."-

Stringo i denti e provo a non piangere, ma non ci riesco.

-"Sai, prima ti ho detto tante cose false. Ti ho detto che tra me e te non potrà mai esserci niente, ma non sai che, sto immaginando un futuro con te, da quando mi hai portata al mare e sono venuta a casa tua. Ho immaginato un futuro con te, quando abbiamo dormito insieme ed ho immaginato un futuro con te in ogni abbraccio nostro."-

-"Se stai qui, è tutta colpa mia. Ma sappi, che non ti dico queste parole solamente per compassione e se un giorno non crederai in ciò che ti sto dicendo, te lo dimostrerò con le chiamate che ti ho fatto, dopo un pò che te ne sei andato. Ti ho telefonato tante volte, ero disperata. Mi sono sentita morire, quando mi hai detto "Addio", ma davvero.. Anch' io, voglio solo te."-

Appoggio la mia testa al suo braccio e mi addormento stringendogli la mano.

Il giorno dopo, il dottore mi sveglia. -"Signorina, si è addormentata qui e i suoi amici hanno preferito non svegliarla. Ad un certo orario, poi, sono andati via."-

-"Dottore, grazie per avermi avvisata.. Ma rimarrò qui fino a quando non si sveglierà."-

Mi sorride e va via.

Decido di chiamare Noha, per farle avvisare i professori, che io, da oggi, mi ritiro. Ho pochissime ore di assenza e siamo a metà maggio: posso permettermelo.

Mando un messaggio a mia madre, che non sento da giorni e le do il buongiorno.
Controllo il telefono di Christian. Non ci sono altre chiamate oltre le mie. Capisco che vive da solo, ma mia madre, nel giorno di sei, sette ore, comunque si fa sentire, qualche messaggio me lo manda.
Sblocco lo schermo e vado nella rubrica.
Digito, nelle ricerche, "Mamma", ma non mi esce alcun risultato. Magari avrà segnato il suo nome in un altro modo, fatto sta, comunque, che non trovo nessun tipo di recapito telefonico, di nessun parente.

Contatto i ragazzi, per chiedergli della famiglia di Christian. Dopo un pò, però, mi risponde Kevin, dicendomi che la famiglia è come se non la avesse.
Ci rimango male, mi ha colpita questa notizia, ma quando gli chiedo di specificarmi ciò che ha detto, mi dice che non può parlarmi di niente e che sono cose sue personali.

Questo ragazzo è un mare di segreti, ma io li scoprirò tutti.

Trascorro la giornata al suo fianco, prendendomi cura di lui e parlandogli proprio come se lui fosse sveglio.
Gli unici momenti, in cui prendo un pausa, sono le due ore, pomeridiane, in cui c' è l' orario di visita e quindi i ragazzi mi danno il cambio.
In queste due ore, vado a casa mia e vado a fare una doccia. Chiamo un pò mia madre e poi prendo la mia tesina, che all' ospedale ripeterò.

Quando esco, mi fermo in una pizzeria. Ho bisogno di qualcosa che mi sazi, ma non ho nessuna voglia di cucinare, quindi ordino una pizza.

Torno in ospedale e il dottore si occupa personalmente di procurare un lettino per me, dato che gli ho spiegato le mie intenzioni.

Lo guardo, lo guardo sempre.. spero si riprendi presto.
-"Allora, Christian.. dobbiamo trovare qualcosa da fare, adesso ti parlerò un pò della mia tesina."- gli stringo la mano e inizio a presentargli il mio lavoro.

Verso le 21:00, mi chiama mia madre. Non posso nasconderle un problema così grande. Anche se non ho mai parlato con lei, adesso devo farlo.

-"Pronto?"- Rispondo.
-"Pronto, Sam, sono mamma!"
-"Ciao, mamma, come va?"-
-"Qui tutto bene. A te come va? Stai dormendo da Noha?"-
-"Ehm.. Si, mamma.. cioè.. insomma.-"
-"In che senso, Sam, "insomma"…?"- Mi chiede in tono preoccupato.
-"Devo parlarti, mamma."-
-"Dimmi tutto, piccola, ti ascolto."-

Mi sento più sollevata e inizio a parlare.
-"Allora, mamma, c'è un ragazzo a cui io tengo tanto. L' ho conosciuto da poco e ieri sera, sono andata ad una festa con Noha e la mia nuova comitiva, la stessa che frequenta lui. In pratica, dopo varie dimostrazioni che gli ho dato, senza essere ricambiata, ieri sera e venuto a parlarmi del fatto che io per lui ero importante e voleva una relazione seria con me.-"

-"Oh, che bello!! e tu?"- Mi chiede, in tono allegro.
So che le farebbe piacere se mi fidanzassi.
-"No, mamma, ho rifiutato e gli ho detto cose orrende. Dopodiché, ovviamente, mi ha detto Addio ed è andato via.
Ho parlato con Noha e dopo un pò mi ha convinto a telefonarlo, ma lui non rispondeva.
A finale, mi ha chiamata un poliziotto, con il suo cellulare, per avvisarmi che lui aveva avuto un incidente. Adesso è in coma."- Inizio a piangere.

-"Sam, ma cosa dici?"- Mi dice, con voce roca, come se le lacrime fossero arrivate persino a lei.

-"Mamma, io sono in ospedale ed ho intenzione di restare al suo fianco, fino a quando non si sveglierà.
Riguardo la scuola, mi sono ritirata. Tra due o tre giorni, tanto, si ritireranno tutti quanti e posso permettermelo, date le poche ore di assenza che ho."-

-"Tesoro, hai fatto una scelta giusta. L' importante, adesso, è che questo ragazzo si riprendi e vedrai che andrà tutto bene. Rimani al suo fianco.
Io sarò sempre con te e se posso fare qualcosa, dimmelo, che lo farò. Non appena si riprenderà, poi me lo farai conoscere, va bene?"-

-"Va bene, mamma."-
-"Sam, adesso devo proprio andare.-" Mi dice e fa per salutarmi.

Torno a sedermi al fianco del letto di Christian, gli stringo la mano e lo osservo. Gli accarezzo la testa e mi rendo conto di quanto non voglio perderlo.

-"Christian, quanto mi manchi.. Non vedo l' ora di poterti riparlare, riabbracciare.."- Dico..

La giornata finisce così e, nonostante abbia un letto, mi riaddormento sulla sedia, al suo fianco.

Sono giorni che passano così, giorni che sembrano non finire mai e ogni giorno che passa, senza che lui si svegli, mi sento sempre più male.
Ogni giorno, la solita routine: resto a guardarlo tutta la giornata, aspetto le due ore pomeridiane di spacco, quando, nell' orario di visita, vengono a trovarlo i ragazzi.
Poi, quando torno da lui, gli parlo di ciò che ho fatto, anche se in due ore non si può fare granché, almeno vado a lavarmi e sbrigo qualche servizietto.

Così, passano le prime due settimane, sperando sempre, ovviamente, che non ce ne siano altre.

Quando mi sveglio, gli do un bacio sulla fronte e siedo di nuovo al suo fianco. -"Christian, domani ho l' esame.. sai..? Quanto vorrei tu fossi qui a darmi coraggio, ne avrei proprio bisogno.-"

Prendo una pausa.

-"Mi dispiace anche che tu abbia perso un altro anno, ma spero che possa risolvere portando un certificato, non saprei.."-

Lo guardo e poi gli stringo la mano, lo faccio sempre, ma ciò mi da tanta sicurezza.
-"Non ti lascerò mai solo, anche al costo di dover vivere così per sempre."-

Ho già avvisato, qualche giorno fa, ai ragazzi, che domani dovranno badare Christian e fortunatamente possono farlo, dato che l' esame lo hanno in un giorno diverso dal mio.
Le ore passano e sono quasi le 16.00 del pomeriggio. Apro la porta della stanza e seduto, in fondo al corridoio della sala d' attesa, trovo Jake. Lui mi vede e si alza per venirmi a salutare. -"Ciao ,Sam!"-
-"Ciao, Jake."-
-"Come va?"-
-"Sempre lo stesso."-
-"Vedo che alla fine non hai dato importanza alle mie parole."-
-"In realtà, non ho dati importanza neanche a me, ma l' amore, Jake.. L' amore non puoi programmarlo, non puoi chiudergli le porte, non puoi alzare i muri, perché sfonderà tutto.-"
-"Sai cosa significa andare in coma, Sam? Sai che forse non si risveglierà mai più? Ma tu ci pensi a questo?"-
-"Jake, se fosse morto, le mie speranze sarebbero finite.. Sarei finita anch' io, con loro.
Ma dato che non è morto, continuerò a lottare e a crederci. Io sono con lui.-"

-"Ho capito."-
-"Perché vedi solo i lati negativi? in generale, perché..?"-
-"In che senso?"-
-"Nel senso che tu sei un suo amico e non fai che dirmi di non provarci con lui, mentre lui mi ha dimostrato, più volte, di essere una persona del tutto diversa, rispetto a quella che mi descrivi tu.-"
Mi fermo un attimo, ma poi riprendo il discorso.
-"Sei un suo amico e dovresti essere la prima persona a darmi coraggio, ma invece? Mi dici che forse non si risveglierà mai.. Sei assurdo."-

-"Io lo dico per il tuo bene."-
-"Ma che ne sai di cosa fa bene a me, eh?"-

Resta in silenzio.

-"Io vado, mi sta scoppiando la testa."- Lo saluto e vado via, mentre lui entra nella stanza.

Vado a casa mia ed abbraccio i miei genitori, che da quando sono tornati dal viaggio, li ho visti poche volte.

Oltre questa situazione, credo siano molto soddisfatti del mio comportamento, nell' ultimo periodo. Non li avevo mai abbracciati, mai telefonati, ma detto un pensiero dolce.. È bello anche per me.

-"Sam, vieni qui!"- Dice mia sorella, non appena mi vede ed allarga le braccia, per abbracciarmi.
Anche Leo mi abbraccia forte.
La mia famiglia, ma come ho fatto a non capirne l' importanza.

-"Domani hai l' esame, hai studiato bene?"- Domanda mio padre.
-"Certo che si."- dico, in tono allegro, coerente a lui.
Ma poi, torno ad essere triste.
-"C'è qualcosa che non va, Sam?"-
Oddio, pensavo mamma gli avesse spiegato la situazione, ma evidentemente non lo ha fatto, quindi tocca a me e non so da che punto partire.
-"Ehm.. allora, papà.."- Inizio un discorso, che dura circa mezz' ora.

Lui mi abbraccia e quando scoppio in lacrime, mia madre se ne accorge e ci raggiunge in salotto.
-"Tesoro, ho aspettato te ne parlasse direttamente lei, ormai è grande e deve saper affrontare anche un discorso del genere."- Si rivolge a mio padre.

-"Sam, mi fa davvero piacere tu abbia trovato una persona e ti ci sia affezionata.. Da buon padre, ovviamente, ti dico di tenere sempre gli occhi aperti, ma tu sei una ragazza sveglia e sai sempre come comportarti.
Il tuo futuro adesso è nelle tue mani, noi ci saremo sempre per te, ma devi sapertela cavare anche da sola.
Spero, vivamente, che questo ragazzo si risvegli al più presto. Mi piacerebbe sia una brava persona e beh.. figlia mia, se son fiori, fioriranno.-"Mi da una pacca sulla spalla e poi i miei fratelli vengono a chiamarmi. -"Sam, io e Leo dobbiamo parlarti."-

Vado in camera con loro e chiudo la porta.
-"Sam, mamma ci ha raccontato tutto."- Inizia, Leo..
-"Ci dispiace tantissimo.."- continua, Giulia.

-"Sam, noi saremo sempre con te, ma questa non è la solita frasetta, che si sente in circostanze complicate. Noi ci siamo davvero. Noi siamo una cosa sola, Sam, non dimenticarlo mai.."-
Mi abbracciano e mi sento sicura, proprio come mi sento nelle braccia di Christian.

Quando esco di casa, tutti mi accompagnano alla porta e mi salutano.
Domani, Noha mi accompagnerà a scuola, per assistere al mio esame.

Quando arrivo in ospedale, l' orario di visita è appena finito ed eccomi che mi ritrovo a parlare a Christian di ciò che sento in questo momento, l' ansia per domani. Lui è il mio diario segreto, ormai.

Sono le 21:00 e credo sia proprio ora di andare a dormire. Spengo tutte le luci e crollo.

La mia sveglia suona alle 06:00 del mattino.
Mi alzo dal letto, mi lavo e mi preparo.

-"Calma, Sam, calma. Andrà tutto bene!"- Ripeto tra me e me. Ho bisogno del conforto della mia migliore amica.

Landon e Micheal, si occuperanno loro, per questa mattina, di Christian.

-"In bocca al lupo, Sam!"- Dicono, i ragazzi, entrando e vedendomi uscire.

-"Grazie."- gli sorrido.

Fuori scuola ci sono molte persone e sto pensando che tra poco, quando uscirò da qui, sarò, finalmente diplomata.

Vedo Noha da lontano, finalmente è qui.
Quando mi si avvicina, mi abbraccia. -"È arrivato il tuo giorno, amica mia!!"- mi sorride. -"Spacca tutto, Sam."-

Suona la campanella e finalmente entriamo.
Nell' aula in cui devo andare, oltre me, vi sono quattro ragazzi di classe mia, dato che la mia classe è stata divisa in gruppetti di cinque ragazzi che faranno l'esame in giorni diversi.

Sono la terza persona nell' ordine alfabetico di oggi ed ora è il mio turno.

Dopo l' accoglienza dei professori inizio il mio discorso.
Due ore dopo, sono finalmente libera. Ho superato l' esame con ottanta su cento, è un buon risultato e sono davvero felice, salto di gioia e subito chiamo i miei genitori.

I miei sono felicissimi e si congratulano con me.

Quando riprendiamo la stradina che porta all' ospedale in cui è ricoverato Christian, approfitto per parlarle un pò.
-"Jake mi ha detto che, probabilmente, Christian non si sveglierà. Che uccellaccio del mal augurio."- Dico.

-"Sam, non voglio essere cattiva ,ma tu sei mia amica e purtroppo Christian si trova in una brutta situazione, lo sai anche tu. Potrà succedere di tutto, Sam.. e se te lo diciamo, lo facciamo per prepararti a qualsiasi cosa. Tutto qui.

-"Credo io, in lui."-
-"Sam, non essere infantile, però."-
-"Non sono infantile, ma non li accetterò mai questi discorsi, quando i medici non hanno detto niente di tutto questo."-
-"Sam, ma sai cosa significa andare in coma?"-
-"Lo so."- dico e faccio per allontanarmi da lei.
Siamo fuori l' ospedale.
-"Ho bisogno di stare un pò da sola."- le dico e mi avvio verso Christian.

Quando entro, Landon e Micheal mi chiedono com' è andata e gli spiego che, nonostante l' ansia, sono riuscita a portare avanti un discorso senza intoppi.
Sono felici anche loro e si congratulano con me.
-"Sam, allora ci vediamo oggi pomeriggio, per lo spacco?"- chiede Micheal.
-"Si."-
Mi salutano e vanno via.

Quando entro, corro da Christian.. -"Dio.. quanto mi sei mancato."-
-"Non puoi capire da quanto tempo aspettavo questo giorno, immaginando te al mio fianco, che mi dassi coraggio.. e, invece, eccoti qui."-
Prendo una pausa.

-"L' esame è andato benissimo, mi sono diplomata con ottanta su cento."-

Gli stringo la mano.

-"Christian.. ho avuto una piccola discussione con Noha, qualche minuto fa. Lei e Jake pensano che tu possa non risvegliarti.."- Le lacrime iniziano a scendere su mio viso, ma questa volta, con tutto il silenzio che c'è.. Dopo due settimane che non si sveglia, sono più disperata che mai e dentro me, avvampa una certa malinconia.

Penso ai nostri momenti belli.
Christian è stato l' unica persona per cui io ho provato qualcosa, per cui io combatto così tanto.
Mi sta facendo vivere.. Anche se tra rabbia, gelosia, amore, tristezza, felicità.. Un mix di emozioni, ma alla fine, la vita è questa, ed io, adesso, la sto vivendo.

Cosa farei se, davvero, non si svegliasse più?
morirei con lui.
Ma non può finire. -"Christian, non puoi andare via!!"-
piango a singhiozzi e gli stringo la mano, che sta per diventare una cosa sola con la mia.

Improvvisamente, la sua mano, si muove.
Il mio cuore manca di un battito, mi si mozza il fiato.
Non piango, non urlo, non sorrido. Lo fisso, solo.
Muove la mano, adesso anche un pò il braccio.
Ad un tratto, apre gli occhi, lentamente.. poi li richiude, poi li riapre.

Non ci credo, si sta svegliando.

Riesce a muovere la testa, ma non dice una parola, neanche quando si accorge della mia presenza.

Credo sia il caso di chiamare i medici..
Corro in corridoio e non appena vedo un dottore -"Si è svegliato, dottore.. Christian, si è svegliato!!"- Urlo, in lacrime di gioia.

-"Davvero?"- il dottore mi fa un sorriso a trentadue denti e viene subito con me, nella stanza di Christian.

Quando entriamo, lui guarda fisso il soffitto. È sveglio.

-"Christian!!"- non mi trattengo.
Lui sposta lo sguardo verso di me, poi verso il dottore.

-"Samantha, credo tu debba rimanerci soli per un pò, perché adesso entriamo in una fase molto delicata, in cui deve riprendere coscienza. Comunque, Sam.. è stato un miracolo, voglio dirtelo."-

Sorrido e piango di gioia.

-"Dottore, lo faccia star bene, la prego."-
-"Farò tutto il possibile. Già che si sia svegliato è un passo grandissimo."-

-"Dottore, io aspetto qui fuori."-
-"Sam, dovrò stare molte ore con lui, ti conviene andare e poi ritornare."-
-"No, no.. io aspetto qui."- Dico, ed esco dalla stanza.

Chiamo Noha e tutti i ragazzi, per avvisarli.. Nessuno può crederci. Stanno arrivando.

Quando i miei amici mi raggiungono, vengono ad abbracciarmi e si emozionano anche loro.
Gli spiego che dobbiamo aspettare molte ore prima di poterlo vedere.
-"Sam, ma ti ha parlato?"- chiede Kevin.
-"No, mi ha solo fissata. Ha mosso le mani, la testa.. Ha aperto gli occhi.. Ma, ragazzi, non potete capire cos' ho provato nel vederlo risvegliarsi."-

Noha mi abbraccia. -"Scusa, per prima, Sam!"-
Restiamo abbracciate per un pò e devo dire che mi tranquillizza. Noha mi tranquillizza sempre.

Sono due settimane che dormo malissimo, mi sveglio nel pieno della notte, faccio incubi ed ora, finalmente, la mia anima è in pace.
I miei amici parlano, ma io sono sommersa nei miei pensieri e, pian piano, mi addormento sulla sedia della sala d' attesa. Cado in un sonno profondo.

Al mio risveglio, la luce del giorno è andata via.
Ho dormito circa sette ore e mi pento di essermi addormentata, quando, i ragazzi, che sono ancora tutti qui, mi dicono che il dottore ha detto che Christian sta iniziando a parlare e che potremmo vederlo alle 23:00 di stasera, facendo un piccolo strappo alla regola, riguardo l' orario di ricevimento.

-"Ragazzi!"- si voltano tutti verso me. -"Non dite a Christian che io sono stata qui, non entrerò in quella stanza, non deve saperlo."-

-"Ma è stato un gesto bellissimo il tuo, Sam, perché non vuoi dirlo? Ne sarebbe felice."- dice, Landon.

-"Non potere capire, ragazzi.. Poi vi spiego tutto."-
-"Abbiamo tre ore a disposizione, puoi parlare adesso."- Dice, Jake.
-"Ehm.."-
-"Avanti, Sam.. Sono come fratelli per noi e, conoscendo bene Christian, sapranno anche, sicuramente darti un consiglio."-
-"E va bene."- Dico e inizio a spiegare a tutti la nostra "STORIA".
Rimangono tutti a bocca aperta.
-"Wow, Christian Hall, che fa cose romantiche. Non ci credo neanche se lo vedessi con i miei occhi."- Dice, Micheal.

-"Infatti.. cioè, ti ha portata a casa sua, quando le volte im cui ci sono andato io, che lo conosco da anni, si possono contare sulle dita di una mano."-
Dice, Mark.

-"Ma anche al mare, Sam.. Non lo ha mai fatto con nessuna. Non me lo sarei mai aspettato, anzi, cominciavo a credere che non si sarebbe mai innamorato davvero.. e invece, guarda."- Dice, Landon.

-"Io credo che, nonostante lo sbaglio che ha commesso, di baciare Eliana, lui a te ci tenga.
Lo conosco da un vita, Christian e so com' è nei confronti delle ragazze."- dice, Mark.

-"Non so se sia una scusa quella di voler vedere la mia reazione, baciando Eliana."-

-"Sam, ma per Christian è normale fare ciò, ma, sicuramente, avrà imparato la lezione."-
Dice, Kevin.

-"Ragazzi, davvero, non ditegli che sono rimasta qui, tutto il tempo."- Dico, e nello stesso tempo esce, dalla stanza di Christian, il dottore.

-"Ragazzi, Christian ha ripreso conoscenza, riesce a parlare.. È figlio di Dio, questo ragazzo.
Abbiamo parlato per molto tempo: mi ha raccontato chi è e cosa fa nella vita ed io gli ho spiegato del suo incidente."- Dice, lui.

Tutti noi siamo felicissimi ed il mio cuore sta per esplodere di felicità.

-"Dottore, ma possiamo vederlo, adesso?"- Domanda, entusiasta, Mark.

-"Un' altra mezz' ora, circa, e vi faccio entrare. Promesso!"- Sorride, il dottore.

La mezz' ora passa e, come promesso, il dottore apre la porta e ci fa entrare.

-"Fratellone nostro!!"- Vanno ad abbracciarlo tutti, scuotendogli i capelli ed abbracciandolo. Li riconosce tutti e sorride ad ognuno di loro.

-"Christian, ma cos' hai combinato?"- Domanda Jake.
-"Ero arrabbiato quella sera.."- Spiega, lui.
-"Non so cos' ho combinato, la moto non frenava più, correvo come un pazzo. Mi sono sentito più morto che vivo, ma alla fine, ringraziando il cielo, sono qui, vivo e vegeto.

In tutto ciò, non si è ancora reso conto della mia presenza, non mi ha neanche guardata, neanche un' occhiata per sbaglio.

Restiamo con Christian tutta la notte.. Cioè, loro sono con lui, ma io qui, è come se non ci fossi.

Sono le 09:00 del mattino quando vado via, non ha senso rimanere.

Torno a casa mia e dico a tutti che Christian si è svegliato, che sono felice, ma ho bisogno di riposare.
Sono tutti felicissimi, anch' io da una parte, ma dall' altra vorrei morire.
Sono stata due settimane vicino a lui, una giornata intera in sala d' attesa, ho passato notti in bianco.. Tutto questo per lui, che forse manco gli importerebbe.

Faccio la doccia e lavo anche i capelli.
Quando sono sotto la doccia, ci metto sempre tanto tempo e quando faccio lo shampoo, poi, rifletto proprio sulla vita.

Bussano alla porta.  -"Si?"- Rispondo.
-"Sam, sono Giulia, ti vuole Noha al telefono. Ti faccio richiamare o puoi risponderle adesso?"-

-"Dille che la richiamo tra dieci minuti."-
-"D' accordo."-

Esco dalla doccia e mi asciugo.
Decido di piastrare i capelli e li asciugo lisci.

Quando sono pronta, esco dal bagno e ricordo che devo telefonare Noha.
Cerco il telefono di casa e la chiamo.
-"Ponto, Noha?"-
-"Sam."-
-"Mi volevi?"-
-"Si. Prima sei andata via senza salutarmi, volevo raggiungerti, ma sei scappata via.. Sono uscita dalla stanza, qualche istante dopo te, ma non ti ho vista più."-
-"Volevo rimanere sola, Noha.. Sono nervosa. Comunque scusa per non averti salutata."-
-"fa niente. Piuttosto, come stai?"-
-"Delusa, Noha, sono delusa."- Sospiro.
-"Certo, non volevo altro che si svegliasse, ma hai visto come non mi proprio pensata? Neanche un saluto, uno sguardo.. Niente di niente.-

-"Si, ho notato. In realtà ci sono rimasta male anch'io, perché aspettavo una scena come quella nei film."- Dice.

-"Non c'è stata, però."-

-"Sam, comunque, adesso basta piangere e disperarsi. Ieri hai superato un' altra tappa importantissima della tua vita e adesso, la tua vita, devi goderla."- Prende una pausa, poi ricomincia. -"Riguardo lui, ciò che gli è successo, ormai fa parte del passato, ma non hai colpa di niente, tu.
Gli sbagli li ha fatti lui e lui è spericolato su quella moto. Potresti fargli da fidanzata, da amica, da sorella.. ma non da madre. Non devi sentirti in colpa."-

Questo discorso mi solleva un pò di morale.

-"Perché non usciamo un pò?"- propone.
-"Ma sono tutti in ospedale da Christian."-
-"Non abbiamo bisogno di loro per fare una passeggiata, poi ho bisogno di svagarmi un pò: ho litigato con Landon."-

-"Noha, non ho proprio nessuna voglia di uscire."-
-"Uff!!"-
-"Adesso chiami David, magari mi porta a fare un giro con lui."-
-"Ma sei seria? non puoi farlo, Landon è un ragazzo d' oro."-
-"Ma è solo un giro in moto, Sam."-
-"Ma come stai ragionando, Noha? Avete litigato, ma non ti ha lasciata e non l' hai lasciato. Non rovinare tutto e non abbassarti ai livelli di persone di poco prezzo. Hai la fortuna di avere un ragazzo bravo e bello come lui, che studia, non ti fa mancare di attenzioni. Ma cosa vuoi più?"-

Resta in silenzio, poi dice -" Vabbè, in ogni caso, io voglio uscire e se tu non vuoi, uscirò da sola."-
-"Esci da sola."-
-"Va bene. Ciao, Sam."-
-"Ciao."-

Mi ritrovo come prima, o forse, peggio.
Non voglio vedere nessuno e mi sento odiata dal mondo, odiare il mondo.
La felicità, a volte, dura solo un attimo.

-"Sam, il pranzo è pronto."- urla, Giulia, dalla cucina.
-"Non voglio mangiare."- Rispondo, allo stesso modo.

Non volevo tornasse, mai, tutto come prima, invece, beh..

Il resto della giornata lo trascorro sul letto.

Sono le 21:00.. ho bisogno di prendere un pò d' aria, quindi decido di andare a fare quattro passi a piedi.
Già sono vestita. Prendo il giubbino.
-"Sam, dove vai?"- Chiede, Giulia.
-"A fare una passeggiata."-
-"Posso venire con te?"-
-"Ok."-

Salutiamo tutti ed usciamo.
Per un pò stiamo in silenzio, ma poi, è lei a spezzare il silenzio. -"Che freddo, fa!"-
-"È vero, fa molto freddo."-
-"Come va?"- Mi chiede.
-"Bene."-
-"Bene? eddai, avrò qualche anno più di te, ma non farmi così vecchia."- Sorride, poi riprende il discorso.
-"A pranzo non hai mangiato, a cena, neanche."-
Resto in silenzio.
-"Sam.. sono tua sorella, se non parli con me, con chi  vuoi farlo?"-

-"Non parlo con nessuno, io."-
-"Ed è sbagliato. Fa bene parlare e non ti dico di farlo con chiunque, ma con le persone di cui ti fidi.
Cos' hai? è successo qualcosa con Christian?"-

-"È un pò tutto, Giulia. Sono stata due settimane al fianco di Christian, lui non lo sa, ma quando ha riaperto gli occhi e quando sono entrati gli amici, non mi ha degnata neanche di uno sguardo..
Noha sta cambiando, non è più la stessa di prima."-

-"Allora, riguardo Christian, secondo me, dovresti comportarti da persona matura e parlargli, dicendogli cosa provi per lui. Se non dovesse provare più nulla, avrai la consapevolezza di aver provato ad essere felice, perché tutto è un insegnamento, Sam.
Riguardo Noha, invece, sta crescendo.. Rispetto te, lei è sempre stata più socievole, però, magari, adesso starà, anche lei, facendo nuove esperienze.
La vostra amicizia non finirà mai, vi conoscete da quando eravate due tappi.. Su questo puoi stare tranquilla."-

Devo dire che, un discorso del genere con mia sorella, non l' ho mai fatto, ma le sue parole mi fanno pensare un pò. Forse ha ragione.

-"Giulia, ogni giorno che passa, amo Christian sempre di più e questo non averlo, mi sta facendo impazzire. Aiutami."-

-"Telefonalo."-
-"Adesso? E come faccio? E se sta dormendo?"-
-"Telefonalo, adesso o mai più. Se sta dormendo, domani, se vorrà sentirti, ti telefonerà lui."-
Mi convinco e gli telefono.
Proprio come quella sera, squilla, squilla.. ma nessuno risponde.

Torniamo a casa e dopo aver fatto una doccia, piombo nel letto e mi addormento.

Quando mi sveglio, mi sento molto più tranquilla di ieri, anche senza saperne il motivo, forse avevo bisogno di riposare.

Quando accendo il mio cellulare, ci sono le notifiche di vari messaggi, non sono di Christian, ma di Jake: -"Ehy, Sam.. Christian, comunque è stato dimesso dall' ospedale."-

A quel messaggio sorrido, ma so che per Christian, ormai, non sono più nulla.

Il fatto di non ricevere né messaggi, né chiamate da lui, mi deprime.
Resto tutta la giornata sul letto, fingendo di non sentirmi bene.

Dopo tutta la giornata trascorsa a pensare, pensare e pensare, inizio ad avere sonno e pian piano mi addormento.
Squilla il mio cellulare e mi sveglio. È Jake.
-"Pronto, Jake?"-
-"Sam, Christian è arrabbiato nero."-
-"Cosa? e come mai?"-
-"Sam, il dottore ha detto a lui che è fortunato ad avere un' amica che stesse al suo fianco, per due settimane intere, giorno e notte.
Ha voluto assolutamente sapere chi è e alla fine gliel' ho dovuto dire. Scusa."-
-"Jake, ma perché lo hai fatto? Mi hai tolto quel minimo di dignità che mi era rimasta, nei suoi confronti."-

-"Sam, scusami ancora.. Ma adesso devo proprio andare.. Buonanotte."-

Ottimo, direi.. Non è bastata la figuraccia di essere stata in ospedale, senza essere calcolata, minimamente, da lui.. Adesso, anche questo.

Devo smetterla di pensare, non ho fatto che pensare, tutta la giornata. Chiudo gli occhi e provo a prendere sonno, ma dopo due minuti, sono già crollata.

Sono le 23:50, non passano neanche dieci minuti dall' altra chiamata, che il mio cellulare squilla di nuovo. Quando vedo il suo nome sul display, però, salto di scatto dal letto ed il mio cuore batte all' impazzata. CHRISTIAN, è lui.

Non appena rispondo -"Sam, sono fuori casa tua, esci e vieni via con me, ti prego."-
Mi sciolgo.. e non parlo, riesco a dire solo
-"Va bene."-

Mi preparo in fretta.
I miei già dormono.

Busso alla porta della stanza di Giulia e mi dice di entrare.

-"Che ci fai vestita?"- mi chiede.
-"Non puoi capire. C'è Christian qui fuori e vuole vedermi.."-
-"Non ci credo, lo sapevo che ti amasse!!"-
-"Dai, Sam.. sbrigati, a mamma e papà, ci penso io, domani.."-
-"Allora, vado..!!"-
-"Buona fortuna."-

Esco di casa e lui è lì, sulla moto, l' ha già aggiustata ed è venuto a prendere me, non appena ha saputo di tutto.

Mi dirigo verso lui e lo saluto.

-"Sali dietro, Sam.. veloce."- mi dice, che se la polizia lo stesse seguendo.
Salgo dietro lui e lo stringo forte.

Il suo profumo, il calore del suo corpo, i suoi occhi su me, i suoi discorsi, la sua voce.. lo sa solamente Dio quanto mi è mancato.

Corre come un pazzo, non riesce proprio a guidare con moderazione.

-"Christian, frena un pò, ho paura."-
-"Dobbiamo fare veloce, Sam."-

Per un attimo penso davvero di essere inseguita dalla polizia.

-"Dove stiamo andando?"- chiedo.
-"Mi sono mancate le tue domande."-

-"Dove stiamo andando."-
-"Shh, non distrarmi."- mi zittisce.

Rimango in silenzio e continuo a stringermi forte a lui.

Arriviamo fuori un cimitero. -"Vieni qui.."- mi dice, porgendomi la mano, per aiutarmi a scendere.

-"Questo posto mi fa paura, Christian. Perché siamo qui?"-
-"Sei con me e quando sei con me, non devi aver paura di niente."-

Gli sorrido e mi sento più sicura.

Mi tiene per mano e mi porta verso una stradina.
Lungo questa strada, c'è un muro lunghissimo, che ad un tratto, è facilmente oltrepassabile.

-"Sai scavalcarlo un muretto così piccolo, no?"- Chiede.

-"Si ci riesco.. ma.."-
-"Ma cosa?"-
-"Stiamo entrando in un cimitero, Christian."-
-"Stai con me, Sam.. Non avere paura."-

Oltrepassiamo il muretto e mi conduce verso una strada. Ormai siamo nel cimitero.

Arriviamo vicino due lastre di pietra, messe in una parte di terreno del cimitero. Ci fermiamo.

Christian sospira e mette un braccio intorno il mio collo.

-"Una volta ti dissi che nella mia vita avevo amato soltanto due donne e che oltre loro due, non avrei amato mai più nessun' altra.
Ti prendesti così collera.. Si vide negli occhi, la tua tristezza, in quel momento."- Dice e si prende una pausa.

-"Queste sono le due donne che ho amato più di qualsiasi altra persona al mondo ed ho promesso di amare solo loro e nessun' altra, mai più: Gabriella Smith e Alyssa Hall."-

Resto in silenzio. Da una parte sono stupita, dall' altra, invece, non capisco chi sono queste due persone.

-"Sono mia madre e mia sorella."-

-"Cosa..? tua.."- inizio a dire.

Non trattengo le lacrime.
Alle mie lacrime, si aggiungono quelle del cielo, che partono piano e poi diventano tempesta.

Ci stiamo bagnando e non poco.

Mette le mani sui miei fianchi e mi stringe forte a sé.
Mi prende il viso tra le mani e mi guarda negli occhi.

-"Io, per te, ho spezzato la promessa più importante della mia vita."- Siamo a pochi millimetri di distanza e non mi da neanche il tempo di godere il momento che mi tira con tutta la forza che ha e mi bacia.
Non sento più niente, sono felice, sono felice e basta. Sono felice perché lui è il mio posto nel mondo.
Mi bacia senza prendere fiato un attimo, con una passione, come.. come quella scritta nei libri.

Piove più forte, ci sono i lampi, ma lui vuole solo me, in questo momento lui vuole solo me.

Smette di baciarmi e mi guarda ancora negli occhi.

-"Vuoi essere mia per sempre?"-
-"Si."-
-"Ti amo, ti amo.. ti amo da morire."- Mi prende in braccio e mi fa girare, come girano le principesse.
-"Ti amo anch' io, Christian.. Ti amo da sempre."-

Andiamo a casa sua e, mentre apre la porta di casa, non smette di baciarmi neanche un attimo.

Mi fa indossare una sua maglia e lui si spoglia, restando solo in boxer.

-"Vieni qua..!!"- Mi prende in braccio, mi porta nella sua camera e mi mette sul suo grande letto.

-"Mi sei mancata da morire."-
-"Non immagini quanto tu sia mancato a me."-
-"Mi hanno detto che se stata tutti i giorni al mio fianco e, durante il mio coma, mi hai dato la certezza che aspettavo da te, da un pò di tempo:
L' esserci.

-"Quella sera, quando andasti via, ti richiamai.. ti volevo.
Ti ho detto parole false, ti ho detto che non m' interessavi, quando solo Dio sa cosa provochi in me ogni volta che mi guardi.

-"Non lasciarmi mai.. voglio costruire con te tutto ciò che ho sempre desiderato."-

-"Non ti lascerò mai."- dico.
-"Ho bisogno di avere molte risposte da te, Christian."-
-"Dimmi cosa vuoi sapere."-
-"Tua mamma e tua sorella, ad esempio, come sono morte?"-

-"Sono morte cinque anni fa, in un incidente stradale.
Mia sorella aveva sette anni e mia madre quarantadue."-

Mi giro su un lato e poggio una mano sul suo petto.

-"Mi dispiace."-
-"Non è stato facile, Sam.. non l' ho mai superata la loro perdita."-
Resto in silenzio e gli do un bacio sulla fronte.
-"Ma tuo padre?"- Gli chiedo.
-"Mio padre ci ha abbandonati quando io avevo nove anni e mia sorella tre.
Mia madre ci ha sempre raccontato che era un uomo violento, non aveva un lavoro, non gli importava di noi.. Dopo vari litigi, quell' uomo decise di andarsene per sempre dalla nostra vita e da allora, non ci ha mai più cercati."-

-"Parli di lui come se non ti importasse."-
-"Sam, io non l' ho avuto al mio fianco per la metà della mia vita, non lo cercherei neanche se cascasse il mondo."-

-"Hai ragione."-
-"È brutto sentirsi abbandonati, è una sensazione che nella vita, poi, porterai per sempre.. Non riuscirai a fidarti di nessuno e ciò complicherà qualsiasi relazione, ad esempio la nostra. Io non volevo stare con te, perché avevo paura tu potessi tradirmi e so che è un pensiero da matti."-
-"Posso capirti. Io sono stata adottata, ma prima, sono stata abbandonata da una famiglia. Ad oggi, io.. beh.. non voglio affezionarmi ad una persona, per la paura che poi possa abbandonarmi."-

-"Con me non pensarla mai una cosa del genere."-
-"Va bene."-
-"Promesso?"-
-"Promesso."-

Ci addormentiamo. Io tra le sue braccia e i miei capelli che sfiorano il suo viso: questa è la notte più bella della mia vita.

Quando suona la sveglia sono le 07:00 del mattino.
Christian dorme ancora e decido di non svegliarlo.

Vado in cucina e preparo la colazione per entrambi.
Metto in un vassoio due tazze di latte e dei biscotti.

-"Amore mio.."- lo sveglio.
-"Amore.. Buongiorno!!"- mi dice, con la voce ancora impastata di sonno e mette la testa sotto il cuscino
-"Ti ho portato la colazione."-
Toglie la testa da sotto il cuscino, mi guarda e sorride, come quando si da un regalo ad un bambino.
-"Grazie."-

Mangiamo, facendo attenzione a non sporcare niente.

-"Sam, ti va di andare a fare quattro passi al bosco?"-
-"Adesso?"-
-"Si, adesso."-
-"Va bene, dammi il tempo di lavarmi e vestirmi."-

Vado in bagno e faccio una doccia.
Decido di indossare dei pantaloncini di Jeans ed una t- shirt nera.

Anche lui si prepara e indossa dei pantaloni corti neri ed una polo bianca.

-"Christian, aspetta, prima di uscire, chiamo mia sorella.. Ieri notte non ho avvisato nessuno che avrei dormito fuori, oltre che lei."-

-"Io sono pazzo, ma tu sei peggio di me."- Sorride.

Chiamo Giulia e mi da una notizia magnifica: mamma e papà sono in viaggio, sono partiti stamattina alle 06:00 e non hanno avuto modo di avvisare nessuno, perché gli è arrivata una chiamata urgentissima ed hanno deciso di non svegliarci.. Per di più, resteranno fuori un mese intero.

Quando riferisco la notizia a Christian, mi invita ad andare a vivere con lui per tutto il mese.

Usciamo di casa e propongo di prendere il pullman, per arrivare al bosco, al posto della moto..

Quando arriviamo, l' aria è freschissima: si sfa davvero bene.

-"Ti ho portata qui, perché credo sia un posto tranquillo per parlare. Ho voglia di parlare con te."-
-"Anch'io."
-"Non siamo amici, dammi la mano."- Dice, e stringo la mia mano alla sua.

Mi fa tante domande e mi piace pensare che gli interessano le risposte.

Mi domanda quali sono i miei progetti futuri, qual è il mio cibo preferito, qual è la mia bevanda preferita, quanti figli vorrei e come vorrei chiamarli, che mestiere farò, qual è il mio colore preferito..

-"Allora, a settembre inizierò la facoltà di lettere moderne, ma ancora devo iscrivermi all' Università, perchè forse andrò a studiare in Italia, a Roma, dato che è sempre stato un mio sogno.
Il mio cibo preferito è la pasta al sugo, mentre la mia bevanda preferita è il tè al limone.
Vorrei due figli: un maschio ed una femmina, e vorrei chiamarli Lucas e Crystal.
Vorrei diventare un' insegnante di italiano.
Il mio colore preferito è il nero."- Finisco e sorrido, rendendomi conto di aver risposto a delle domande banali, ma infondo, per me hanno un gran significato.

-"Adesso tocca a te, rispondimi alle stesse domande."-

-"Il mio sogno è diventare avvocato e dopo aver preso il diploma, che quest' anno ho perso, mi iscriverò alla facoltà di giurisprudenza.
Vorrei un solo figlio maschio e vorrei chiamarlo Jonathan.
Riguardo cibo e bevande, amo mangiare la pizza e bere la coca cola."-

Sorrido e  sono soddisfatta di sapere qualcosa in più sul suo conto.

Guardo l' orologio e sono le 13:00 del pomeriggio.

-"Ti piace la pizza, Sam?-" mi chiede all' improvviso.
-"È il mio secondo piatto preferito."-
-"Andiamo a mangiarla, allora."-

Usciamo da bosco e mi porta in una pizzeria distante pochi metri.

Ordiniamo due pizze alla napoletana: la Margherita.

La pizza è stata buonissima e quando usciamo sta per piovere, ma nessuno dei due ha portato l' ombrello.
Fortunatamente passa il pullman che porta a casa sua e riusciamo a prenderlo.

Sono le 17,30 quando, finalmente, torniamo a casa.

-"Sam, vado a fare una doccia."-
-"Va bene."-

Mentre lui è in bagno, chiamo Noha e la aggiorno su tutto.. devo dirle che ci siamo fidanzati.
Resto circa mezz' ora al telefono con lei, poi chiamo mia sorella ed infine mia madre. Mi sembra giusto avvisare tutti.

Quando lui esce dalla doccia, poi, vado a lavarmi io.
Riempio la vasca con acqua calda e sapone. Mi rilasso.

Quando esco dal bagno, lo ritrovo sul divano a guardare la televisione e vado a mettermi vicino a lui.
-"Non mi hai dato un bacio da ieri."- Dico.
Sorride.. -"Quanto sei bella, vieni qua."- mi stringe a lui e mi bacia dolcemente.
Andiamo a dormire ed anche questa notte sono tranquilla tra le sue braccia. Non desidero altro.

il giorno dopo mi sveglio alle 09:00 e quando si svegli anche lui facciamo colazione e parliamo un pò.

-"Ieri hai detto che quest' anno l' hai perso..-" gli dico.
-"Si, è così."-
-"Il tuo turno nell' ordine alfabetico non è ancora arrivato."- lo informo.
-"Davvero?"-
-"Si, controllai il giorno in cui feci l' esame."-
-"Tu lo hai già fatto?"-
-"Si."-
-"Volevo assistere al tuo esame."-
-"È come se lo avessi fatto. Anche se non eri cosciente, ti ho raccontato tutto: prima, durante e dopo l' esame.."-
-"Ti amo, Sam."-
-"Anch'io."-
-"Non riesco a studiare in una settimana."-
-"Devi ripetere, e ti darò io una mano."-
-"Ci proviamo?"- chiede, come se la sua promozione fosse nelle mie mani.
-"Ci riusciamo."- Mi alzo per posare le tazze e lui mi tira per un braccio. -"Grazie, piccola."- dice, e mi da un bacio sulle labbra.

-"Penso che dovremmo iniziare a ripetere un pò adesso."- dico e lui fa cenno di sì, con la testa.

Dopo aver ripetuto, andiamo a sdraiarci sul letto.

Mi accarezza la testa e mi fa appoggiare con la testa sul suo petto.

-"Più tardi, ti va di uscire in comitiva?"- mi propone.
-"Certo.. ma, ci saranno anche Eliana e Melissa."-
-"E quindi?"-
-"Non mi sono simpatiche."-
-"Sei gelosa?"-
-"Un pò."-
-"Io amo solo te, Sam.. le altre sono state tutte perdite di tempo."-
-"Va bene.."-

Mentre lui si addormenta, telefono Noha, le chiedo se le va di uscire e lei accetta, dopodiché inizio a prepararmi.
Metto un paio di jeans con gli strappi ed una maglia corta fino l' ombelico, bianca.

Verso le 18:00 del pomeriggio, sveglio Christian, gli preparo un caffè e poi usciamo.

Quando arriviamo al cantiere, in moto, tutti ci guardano.

-"Ben tornato, leone!!!"- Lo accolgono i ragazzi.
-"Grazie, fratelli.. siete importantissimi per me."-

Il tempo lo trascorriamo chiacchierando un pò tra noi, ma nessuno si accorge, però, che io e Christian, ormai, stiamo insieme.

Lui, adesso, è seduto sulla sua moto ferma, come ognuno lo è sulla propria, a parlare con i ragazzi, dove ci sono anche Eliana e Melissa ad ascoltare i loro discorsi.

Io mi sono spostata vicino Noha, per raccontarle le ultime notizie, ma anche per non sembrare "persa" senza lui.

-"Ragazzi!"- Ci chiama, Jake.
Tutti i nostri occhi vanno a lui.
-"Vorrei proporvi di organizzare un viaggetto tra noi, per "compensare" quello che non hanno organizzato durante il quinto anno di liceo. Vi andrebbe?"-

Mi sembra una buon' idea. -"Io ci sto."-
e dopo me, susseguono una serie di -"Anch' io"-.
Siamo tutti d' accordo, tranne Eliana e Melissa, che non vengono minimamente prese in considerazione ed io godo.

-"Dove vogliamo andare?"- Chiede, Landon.
-"A me piacerebbe visitare la Grecia."- dico.
-"Che Grecia sia, allora."-
-"Chi si occuperà di organizzare."- Chiede, Christian.
-"Io."- si offre, Jake.

Quando si fa buio, ce ne andiamo tutti.
Noha va in moto con Landon, Melissa con Micheal, Eliana con Jake ed io con Christian.

Non mi rivolge una parola tutto il tempo e sono un pò preoccupata: Se avesse corso un pò troppo e adesso non provasse più niente?

Quando entriamo, lui va a fare una doccia ed io mi stendo sul divano.
Lui esce dal bagno e non mi degna neanche di uno sguardo. -"Vado a fare una doccia."- Dico, ma non ricevo nessuna risposta.

Quando esco dal bagno, lui è sul divano, con il suo cellulare tra le mani. Vado a sedermi accanto a lui.

-"Jake ha prenotato per una settimana, con pensione completa, sono 500$.
Paghiamo così tanto perché Jake ha prenotato il viaggio tra tre giorni.
Si parte da qui e si va con la nave in Grecia.
La distanza è di, circa, diecimila kilometri ed ogni viaggio dura dodici ore. Quindi per due giorni, dovremo stare in nave e, in cinque giorni, possiamo visitare la città di Atene."-

-"Ottimo."-
-"Io vado a dormire"- Dice, ad un certo punto, piantandomi in asso.
Vorrei piangere, ma mi limito a dire -"Buonanotte!"-
Dopo cinque minuti, lo raggiungo in camera, ma lui già dorme e quindi mi stendo anch' io nel letto e mi addormento.

La mattina seguente, mi sveglio alle 11.00 e Christian non è nel letto, mi alzo di scatto e vado a cercarlo ovunque, ma di lui nessuna traccia.
Gli telefono tante volte, ma lui non mi risponde.
Sicuramente sarà uscito a sbrigare i suoi soliti servizi, quindi, nonostante i mille pensieri che mi fa sorgere, decido di archiviarlo per un attimo e chiamare Noha, per chiedere consigli sui suoi strani comportamenti, ma anche sul viaggio, che tra due giorni dovremmo fare.

-"Che tipo di abiti porterai?"- Chiedo.
-"Allora, innanzitutto, un costume, poi dei pantaloncini, t- shirt e porterò vari completi da sera, insomma, abiti un pò più particolari.."-
-"Tu, invece?"-
-"Credo lo stesso genere."-

Riguardo Christian, mi consiglia ciò che ho già pensato: parlargli, ma non vorrei sembrare, ai suoi occhi, molto oppressiva, anche se Noha, non lo riterrebbe un comportamento oppressivo, bensì maturo.

Sono le 14:00 e Christian non è ancora rientrato in casa, sono curiosa di sapere cosa stia facendo.
Gli telefono altre volte, ma lui non risponde.

Telefono mia madre, per sapere come sta e approfitto per avvisarla anche del viaggio.
Sentire la voce di mia madre mi tranquillizza molto.

Christian non torna, non so che fine abbia fatto.

Inizio a preparare le mie valigie, per non arrivare
all' ultimo momento.
Nella valigia metto due gonne, tre pantaloncini, cinque costumi, delle t- shirts, l' intimo e due completi eleganti. Credo vada bene così.

La giornata la trascorro completamente da sola e nonostante non abbia fatto granché, alle 20:00 di sera, ho già sonno, ma non riuscirei a dormire lo stesso, sapendo che Christian non c'è.
Provo a telefonare Jake, ma non è con lui.
Provo anche con Kevin, Landon, Micheal.. Ma non è con nessuno di loro. Sono preoccupata.

Sto per uscire di casa ed andare a cercarlo  personalmente, quando vedo muoversi la maniglia.
È tornato.

-"Christian!"-
-"Ciao, Sam."-
-"Ma che fine avevi fatto?"-
-"Ho sbrigato dei servizi."-
-"Avresti potuto avvisarmi, Christian. Sono impazzita ad aspettarti tutta la giornata, senza sapere che fine avessi fatto.. dopo quello che ti è successo, d' altronde..
-"Scusami."- Dice, e va in bagno.

Quando esce dal bagno gli chiedo se vuole che gli cucini qualcosa, ma lui dice che non ne ha voglia, quindi metto il pigiama e mi metto nel letto.

Dopo un pò mi raggiunge, anche lui in pigiama. -"Christian, domani mattina andrai a fare l' esame."- Gli dico, in tono così severo, da sembrare sua madre.
-"Cosa?"-
-"Ci provi. Gli argomenti li conosci abbastanza bene, nel caso dovessi essere bocciato, almeno, avrai la consapevolezza di averci provato."-
-"Non ne ho voglia."-
-"Allora non verrò al viaggio."-
-"Fai come vuoi."- Dice, e spegne la luce per addormentarsi.

Quando mi sveglio sono le 07:30 del mattino e Christian non è nel letto.
Non gli è importato niente, ieri sera, del ricatto che gli ho fatto, non gli importerebbe niente se, davvero, non andassi al viaggio. Prendo la mia valigia e torno a casa mia.

Quando entro, mio fratello mi fa un sorriso a trentadue denti, mettendomi di buon umore.

-"Come stai, Sam? Ormai, manchi da molto in casa.. non ci sei mai."-

-"Si, lo so.. Comunque, sto bene."- Gli sorrido e faccio per andare in camera mia. Nel corridoio incontro Giulia. -"Hey, Sam, come va?"-
-"Giulia, non puoi capire cos'è successo.."-
-"Racconta."-
Andiamo a sederci sul suo letto. -"Innanzitutto, domani parto per la Grecia."-
-"Si, lo so, mamma me lo ha detto. Sono felicissima per te."-
-"Si, ma.."-
-"Ma, cosa?"-
-"Non so, Christian si comporta in modo strano."-
-"In che senso?"-

Le racconto del comportamento di Christian negli ultimi due giorni.

-"Sam, io credo che, comunque, avendo una storia complicata alle spalle e avendo vissuto per molto tempo senza qualcuno che si occupasse di lui, che lo aspettasse.. ad oggi, sia difficile per lui portare avanti una relazione."-

Le sue parole, come sempre, mi fanno riflettere..

-"Secondo te, cosa devo fare?"-
-"Secondo me, come sempre, devi parlargli per capire come la pensa, ma anche per fargli capire, che un certo comportamento, non ti fa star bene.
Per me, la soluzione, è parlarne."-

-"Quando devo parlargli?"-
-"Domani, al viaggio.. magari, in un momento tranquillo."-
-"Va bene. Grazie per i tuoi consigli."- le dico, e vado in camera mia.

Resto sul letto tutta la giornata, ascoltando musica e  leggendo.
Alle 20:00, circa, accendo il computer e mi collego a Netflix, per guardare un film. Scelgo, ancora una volta, di vedere "Titanic".

È la terza volta che vedo questo film, ma lo adoro.
Mi fa pensare tanto e mi ricorda quanto si è disposti a combattere per una persona, quando la si ama davvero.

Alle 23:00 di sera, Il mio cellulare squilla e sul display c'è scritto "Christian".
Il film è quasi finito, ma non ho intenzione di rispondere al cellulare e sentirlo. Non lo merita.

Alle 23:00 di sera, Il mio cellulare squilla e sul display c'è scritto "Christian".

Noha mi invia un messaggio, dicendomi di andare, domattina, a casa sua. I ragazzi ci verranno a prendere alle 08:00.

Mi addormento, nonostante i mille pensieri.

Alle 06:00 del mattino, suona la mia sveglia ed io salto dal letto.
Vado a fare una doccia veloce, mi asciugo, mi trucco e mi vesto.
Alle 07:00, sono già fuori casa di Noha, che mi fa entrare non appena busso alla porta.

-"Allora, sei pronta?"- Domando.
-"Yes."-
-"Come stai?"- Mi chiede, sistemando le ultime cose nella sua valigia.
-"Male, ho litigato con Christian, per questo ho dormito a casa mia."-
-"Cos' è successo?"-
Inizio a spiegare, ma dopo qualche minuto, bussano alla porta.
-"Scusami, Sam, saranno sicuramente i ragazzi"- Dice, andando ad aprire la porta.

Entrano tutti in cucina, compreso Christian, e si siedono.
Noha prepara il caffè.

I ragazzi parlano tra loro dei posti da visitare, ma Christian sembra non interessarsi.
Non mi ha salutata, non mi guarda, non dice neanche un parola. Ma perché è così?

-"Allora, partiamo?"- Chiede, Jake.
Tutti rispondiamo di sì. Io e Noha prendiamo le nostre valigie e le carichiamo in macchina di Jake.

Durante il viaggio, saremo divisi in due auto: Quella di Micheal, dove andranno Kevin, Landon e Micheal; E quella di Jake, dove andremo io, Christian, Noha e Jake.

Dobbiamo prendere l' aereo che ci porterà al golfo del Messico e da lì ci sarà la nave che ci porterà in Grecia.

Il viaggio in macchina fino all' aeroporto prosegue tranquillamente e anche il viaggio in aereo non è male, dura solamente un' ora.

Sono le 11:00, quando, finalmente, siamo sulla nave.
È un' emozione unica essere su una nave, in compagnia di amici e, soprattutto, con lui.

Una guida ci porta in giro a visitare la nave ed è davvero mozzafiato: c'è un ascensore e i piani ne sono venti; All' ultimo piano c' è una discoteca, con una grande terrazza, dove è possibile vedere il mare.
Ci sono sette grandi piscine e cinque vasche idromassaggio.
C'è il teatro, dove ogni due sere organizzano uno spettacolo, tre centri benessere e un ristorante.

Le nostre mete saranno: Santorini, Atene, Creta e Zante.

-"Non posso crederci, questa nave è una favola!"- Dice, quasi sbavando, Noha.
Tutti sono rimasti a bocca aperta.

-"Sam, Io e te andiamo in quella stanza"- dice, Noha, indicando una porta.

-"Ragazzi, abbiamo tre stanze da dividerci."-
C' informa, Jake.

Prima di andare in camera, scatto qualche fotografia con il cellulare, così da mandarle ai miei genitori, a Giulia e a Leo.

Io e Noha andiamo nella camera n° 48, mentre Jake, Micheal e Kevin, si stanziano nella camera n° 49, infine, Chriastian e Landon, vanno nella stanza 50°;
Il fatto di essere nello stesso corridoio mi tranquillizza un pò.

-"Credevo avessi chiarito con Landon."- Dico a Noha, mentre apro la valigia per sistemare i miei vestiti nella camera.

-"No, per niente.. è finita definitivamente."-
-"Come mai?"-
-"È uscito con un' altra.. e tu che lo difendevi anche!!"- Dice, come per incolparmi.
-"Ehm.. non me lo aspettavo, scusa."-

Sono le 12:00 e la nave, finalmente, parte.
-"Mettiamo il costume, così approfittiamo per andare a vedere il mare dalla terrazza e poi ci tuffiamo in tutte le piscine. Non voglio perdere niente di tutto questo."- Dice, Noha.

Mettiamo i costumi con dei completini da spiaggia ed usciamo dalla nostra camera.

-"Jake, possiamo entrare?"- Chiede, Sam, bussando alla porta dei ragazzi.

-"Si, entrate pure."-
-"Non voglio perdere nulla di questa meravigliosa crociera, neanche le ore che dovremmo trascorrere qui, ad ogni fine giornata."-
-"Neanche noi."- Risponde, Landon.
-"Andiamo a fare un bagno in piscina?"-
-"Si!!."- Rispondiamo, tutti.

Jake va a bussare alla porta di Christian e Landon per avvisarli e dopo un pò ci raggiungono.

Prendiamo l' ascensore che ci porta al decimo piano, dove c'è, appunto, la piscina e tutt' intorno, vi sono dei lettini con gli ombrelloni.
Il panorama è stupendo e la piscina ancora di più.

I ragazzi restano poco tempo in piscina e poi si sdraiano sui lettini, con lo scopo di abbronzarsi un pò, mentre io e Noha, non facciamo altro che fare tuffi, andare sugli scivoloni e non stiamo un attimo ferme.

La tappa, dopo la piscina è la vasca idromassaggio.
-"Non sono mai stato così rilassato in tutta la mia vita."- Dice, Micheal e tutti concordiamo con lui.

Più tardi, andiamo a fare tutti la doccia e ci vestiamo.
Alle 14:00 andiamo a pranzare al ristorante ed ordiniamo un piatto di spaghetti.

-"Ragazzi, io direi di andare a riposare per qualche ora, dato che stasera vorrei divertirmi."- Propone, Kevin.

-"Si, infatti.."- Concordiamo io e Noha e così facciamo.

Quando mi stendo sul mio letto, non posso credere al menefreghismo che sta mostrando Christian nei miei confronti.
Per un attimo ho sperato davvero in quel NOI, che stavamo costruendo, ma è crollato tutto.

Cado in un sonno profondo, come sempre, non appena chiudo un pò gli occhi.

Sono le 19:00 di sera, quando mi risveglio.
-"Noha, vado a parlare con Christian."- Dico, mentre mi alzo di scatto e lei, stando svegliandosi in quel momento, è frastornata, quindi non risponde.

Apro la porta ed esco scalza nel corridoio.
Busso alla porta di Landon e Christian, ma nessuno mi risponde.
Credo di poter entrare, avrebbero risposto se si stessero spogliando e, non credo, in ogni modo, che la mia presenza possa dar fastidio.

Apro la porta. In camera c'è solo Christian e sta dormendo sul suo lettino. Vado vicino a lui e gli accarezzo la nuca.

-"Christian, sono le 19:00, svegliati!!"- lo sveglio, con tono calmo. Apre gli occhi e non connette ancora;
Quando si accorge della mia presenza, dice -"Hey,Sam.. che ci fai qui?"- con aria disorientata.
-"Ero venuta a chiamarti per parlare un attimo in privato, ma dato che sei solo, potremmo parlare qui."-
-"Di cosa vuoi parlarmi?"-
-"Del fatto che voglio sapere cosa siamo e che intenzioni hai nei miei confronti."-

Resta in silenzio.

-"Christian, per me, quel gesto che hai fatto l' altra sera, è significato moltissimo e credo anche per te, ma, in questi giorni, è come se tu avessi dimenticato tutto ed ho provato a dare, non cento, ma mille spiegazioni a questo tuo comportamento, ma non so, davvero, cosa pensare.."-

-"Il problema è che non so se ho più paura di amare o di far soffrire."- Dice.

-"Se ami davvero, non ci sarebbe motivo di aver paura di far soffrire e ti ho dato una dimostrazione grande anche per cessare la paura di amare."- Gli rispondo, prendo una pausa e poi gli chiedo -"Cosa provi per me?"-

-"Non so spiegarlo. Mi fai star bene, mi fai sentire amato, curato, pieno di vita, mi fai diventare matto quando sei con un' altra persona che non sia io..
Ma so che ho un carattere pessimo, che fa allontanare tutti. Ho paura di affezionarmi a te ancora di più e soffrire se tu dovessi lasciarmi e quindi penso che forse è meglio restare soli."-

-"Dicevo lo stesso, però, sai.. confrontandomi con diverse persone, ho guardato oltre quelli che erano i miei limiti ed ho capito che è folle decidere di voler restare soli, per paura di innamorarsi di una persona e perderla."-

Improvvisamente, si apre la porta. È Jake. -"Christian, scusa, vieni un attimo con me, ti vuole David al telefono, è importante."-

-"Scusa, Sam!"- Dice, Christian ed esce dalla stanza.

Rimango da sola per più di dieci minuti, nella sua stanza, ad aspettarlo, ma non torna.

Esco dalla sua camera e mi dirigo nella mia, dove, appena entro, trovo Noha. -"Cosa indosserai stasera?"- Mi chiede.
-"Il vestitino nero."-  Rispondo, mostrandoglielo.
-"Bello! Io, invece, non ho ancora deciso."-
-"Perché non metti quello?"- Dico, indicandone uno bianco che è su una gruccia.
-"Non lo so, è molto elegante, poi è bianco e rischio di rovinarlo."-
-"Per quale motivo lo hai portato, allora?"- Rido.
-"Per qualche evento particolare: il teatro, ad esempio. Se andassi con quello in discoteca, rischierei di rovinarlo.
-"Allora, prova quell' altro!!"- dico, ancora, indicandone uno nero, piegato in valigia.
-"Tu dici?"-
-"Si, è anche simile al mio."-
-"Bene. Allora metterò questo -" Dice, prendendolo e portandolo im bagno con sè.

Prendo anch'io il mio vestito e vado nell' altro bagno.
Faccio una doccia, mi asciugo e lo indosso.
Adesso, devo sistemare solamente i capelli, che piastrerò ondulati.

-"Sam, a che punto sei?"- Bussa, alla porta, Noha.
-"Ho finito."- Dico, aprendo la porta del bagno.
-"Ma sei bellissima!!"- Dice, Noha.
-"Grazie, anche tu lo sei."- le sorrido e vado a prendere un paio di orecchini a cerchio.

-"Sam, Noha.. Siete pronte?"- Chiede, Micheal, bussando alla porta.

-"Sii!!"- Rispondiamo in coro, entrambe.

Apriamo la porta. -"Siete un incanto, ragazze!"
- Ci dice e noi lo ringraziamo.
-"Venite, gli altri ci stanno aspettando al sesto piano."- Dice, e ci fa strada.

Quando arriviamo al sesto piano, ci sono tutti i ragazzi, anche Christian.
Tutti ci fanno i complimenti e lui, oltre a scambiarmi un' occhiataccia, non fa niente.

Prendiamo l' ascensore ed arriviamo all' ultimo piano, dove c' è la discoteca.
-"Ragazzi, ma non è troppo presto?"- chiedo.
-"Sono le dieci, Sam."- Mi fa notare, Landon.
-"Wow, già?!"-
Arrivati sul piano, entrano tutti in discoteca, mentre io, resto un pò lì, ferma. Quassù è uno spettacolo e non ci sono parole per descriverlo.

Vado verso la prua della nave e godo il silenzio che mi fa affondare nei ricordi.

Come Jack e Rose, ma il mio Jack dov'è?

-"Perché sei qui?"- chiede, una voce proveniente dalle mie spalle. La sua voce. Mi giro di scatto -"Non lo so, mi va."-

Si avvicina a me e poggi le sue mani sui miei fianchi, restiamo a guardare quello spettacolo in silenzio, insieme, con il suono delle onde del mare, con un filo di vento che sfiora i nostri visi, con i nostri cuori che battono insieme, così velocemente, da stare per uscirci da petto.
Mi abbraccia. -"Ho bisogno di te, Sam."-
Mi manca l' aria a quelle sue parole.
Con lui sembra sempre la prima volta. Sembra sempre così reale, ma.. lo sarà mai?
-"Non ne hai."-
-"Si, ne ho."-
-"È imposs…"- Dico, facendo per voltarmi in avanti, ma lui non mi fa neanche completare la frase, che mi afferra per un braccio e mi tira a sé.
-"Proviamoci per l' ultima volta, Sam."- mi implora e non riesco a non sorridere. Mi abbraccia. -"Mi sei mancata, ancora una volta.
Non capiresti cos'ho dentro, per comportarmi così, neanche se te lo spiegassi."- Dice.

Vorrei prenderlo a schiaffi, ma poi ricordo la brutta situazione che ha avuto, con la perdita di sua madre e di sua sorella, quindi resto in silenzio e lo guardo.

-"Riproviamoci."- gli rispondo.
Mi sorride e prende il mio viso tra le mani.  -"Ti amo."- dice.

-"Anch'io."-

Mi da un bacio, uno di quelli che fanno venire i brividi, che fanno provare sensazioni indescrivibili, le farfalle nella pancia.
Lo seguo e mi porta nella sua camera.
-"Io preferisco mille volte addormentarmi con te, anziché stare in quel frastuono, a ballare, bere e fumare."- Dice, poi mi guarda e mi chiede -"Vuoi andare in discoteca, tu, Sam?"-
-"Voglio stare con te."-
Mi sorride.

Va a stendersi sul letto e mi fa cenno con la mano di avvicinarmi a lui, lo faccio. -"Vuoi stare ancora con me?"- mi chiede.
-"Dipende da come ti comporti."-
-"Migliorerò, promesso."-
-"Vorrei anche mi presentassi ai tuoi amici come la tua fidanzata, Christian, insomma, voglio vivere una storia normale, sembra quasi che dobbiamo nasconderci."-
-"Lo sapranno tutti."-
Rimaniamo in silenzio, stesi sul letto, vicini, a guardare il soffitto.
-"Ho programmato un futuro con te, non so, ma io ci credo."- dice, improvvisamente.
Rimango sorpresa. -"Davvero?"- Sorrido.
-"Si."-
-"Ad esempio?"-
-"Ad esempio, vorrei andare a vivere in Italia, a settembre."-

mi si illuminano gli occhi, per un attimo, ma poi ripenso alla sua bocciatura. -"Non puoi. Devi rifare
l'anno."- gli ricordo.
Scoppia a ridere. -"E sei davvero convinta che io avrei rischiato di perderti? So come la pensi riguardo la scuola, Sam, non avrei mai rischiato così tanto con te."-

-"Mi stai dicendo che l' esame lo hai fatto e lo hai superato?"-

-"Ovvio."-
-"Non credo!!"- Salto di gioia e lo abbraccio.
-"Wow.. mi hai rimasta senza parole, Christian, non puoi capire quanto sono felice. Avevo programmato anch' io molte cose da fare con te, ma quando mi dicesti di non voler fare l' esame, i miei sogni crollarono e adesso.. beh.. Adesso è tutto diverso."- Dico, alzandomi a sedere sul letto.

-"A settembre ci iscriviamo alla stessa Università, giusto? nel frattempo abbiamo tre mesi per rilassarci e riflettere su ciò che abbiamo davvero intenzione di fare."- Dice.

-"Si, infatti. Inoltre, adesso che sono maggiorenne, mi piacerebbe visitare il Mondo. Voglio partire, appunto, da questa crociera e la prossima tappa voglio sia l'Italia: voglio visitare prima Roma, perché è la capitale del mondo; Poi, voglio visitare Napoli, Venezia, Milano.
Voglio visitare l' America, l' Africa, la Russia..
Voglio viaggiare tanto."-

-"E viaggeremo tanto!!"- Specifica, accentuando il tono di voce sul verbo viaggiare, al plurale.

-"Già.."-
-"Credici in questo noi, Sam."-
-"Dimostrami che mi ami."-
-"Lo farò."-

Mi abbraccia, e dopo qualche minuto, collasso tra le sue braccia, ancora con i vestiti, ma senza scarpe.
Alle 05:00 del mattino, mi sveglio e mi alzo di scatto dal letto, Christian è accanto a me, non ricordo il momento preciso in cui mi sono addormentata e, inoltre, sono inorridita dal fatto di essermi addormentato con un abito da discoteca addosso.

Non lo sveglio, ma dato che, tra poco dovremmo scendere dalla nave, approfitto per fare una doccia , uno shampoo e indosso qualcosa di comodo.

Metto dei pantaloncini di jeans, una t- shirt nera ed un berretto dello stesso colore, per ripararmi dal sole caldo. Porterò una borsetta a tracolla, per mettere oggetti essenziali, come il cellulare, la bottiglietta d' acqua, un pacchetto di fazzolettini e il portafogli.

-"Christian, sono le 06:00, svegliati!!"-
Impiega meno tempo del solito ad alzarsi dal letto, mi da un bacio, mettendomi di buon umore e fila a lavarsi e prepararsi.

Esce dal bagno venti minuti dopo e indossa dei pantaloni corti neri, una t-shirt bianca e gli occhiali da sole.

-"Sono pronto!"- Dice, con la voce ancora impastata di sonno.
-"Andiamo al bar, facciamo colazione, ci aspettano tutti lì."- mi dice, mostrandomi la conversazione con Landon.
-"Va bene."-

Quasi avevo dimenticato la presenza di tutti gli altri.

Arrivati al bar, salutiamo tutti e ci sediamo ad un tavolino, per ordinare: ordiniamo due cornetti, un bicchiere di latte ed un cappuccino.

Accendo il mio cellulare ed invio una foto alla mia famiglia, ma prima, creo un gruppo WhatsApp con loro, per comunicare più facilmente e per inviare le foto una sola volta, anziché inoltrarle a tutti.

Non appena finiamo la colazione, sono le 07:00  e abbiamo l' avviso di scendere dalla nave. Finalmente.

Avviso i miei genitori, con una registrazione vocale e mi alzo per uscire dal bar.

-"Dammi la mano, stiamo insieme, no?"- Dice, Christian, afferrando la mia mano e non posso che sorridergli.
C'è un sole che spacca le pietre.
-"Che caldo!!"- Esclamo, sventolando la mano destra, come fosse un ventaglio.

Iniziamo a camminare, seguendo ed ascoltando le spiegazioni date dalla guida.

Come città non è male, ci sono luoghi molto interessanti da visitare, anche se è un pò caotica.
Visitiamo il Partenone, il tempio di Zeus, l' Acropoli- museo dell' Acropoli e la piazza Syntagma con il parlamento.

Sono le 09:00 di sera e, finalmente, il nostro giro turistico è terminato.
-"Sono stanchissimo, Sam!!"- Dice, Christian e poggia la sua testa sulla mia spalla, come per rilassarsi, e lo ha fatto davanti a tutti, anche se nessuno se n'è accorto, sono felice che lo abbia fatto.

-"Anch'io, amore!! Devo dire, però, che è stato interessante ascoltare la storia di Atene."-

-"Ragazzi, ma se andassimo a comprare dei panini e facessimo un falò in spiaggia?"- propone Micheal.

-"Uh, si!!"- Risponde, entusiasta, Noha ed anche tutti noi siamo d' accordo.

Andiamo in una paninoteca nei paraggi e ordiniamo dei panini da portare.

Mentre attraversiamo la stradina che porta alla strada, Landon ci ricorda che il ritorno alla nave deve essere entro le 23:30.

-"Ragazzi, aiutatemi a prendere questi pezzi di legno, ci serviranno per accendere il fuoco!"- Dice Kevin, indicando dei tronchi che sono nell' erba di quel tragitto.

Quando arriviamo in spiaggia, i ragazzi non impiegano molto tempo per accendere il fuoco.

-"Ragazzi, ma dove ci sediamo?"- Chiede, Jake.
-"Uh, ho dimenticato l' asciugamano!!"- dico.
-"Tranquilli, sapevo che la spiaggia sarebbe stata una tappa, quindi ho portato due asciugamani"- dice, Noha.
-"Anch'io ne ho una"- Dice, Landon, prendendola dal suo zaino.
-"Idem, io."- Dice, Kevin.
-"Ottimo, allora ce la facciamo."- Dico, facendo per sedermi.

Quando siamo tutti in cerchio, finalmente iniziamo a mangiare.
-"Sono buoni questi panini."- commenta, Christian.

Non parla mai e quando, miracolosamente lo fa, commenta un panino. Mi viene quasi da ridere e credo sia così per tutti, dato che nessuno gli ha risposto.
Il cielo è pieno di stelle, il mare è calmo ed è così rilassante stare così, qui, con lui.
Stiamo tutti in silenzio a godere questa meraviglia.

-"Devo annunciarvi una notizia importante!"- Dice, Christian, spezzando il silenzio. Mi sale il cuore in gola, perché dal tono con cui lo dice, sembra sia qualcosa di grave.
Tutti lo guardano perplessi, ma poi sorride ed il viso di tutti cambia da preoccupato a rilassato.
-"Tranquilli, è una bella notizia!"-
-"Sputa il rospo, dai, Christian."- Dice, Jake.
-"Infatti, siamo curiosi."- Dice, Noha.
-"Bene. Sono due mesi che io e Sam ci conosciamo. Due mesi sono pochi, pochissimi, ma vi assicuro che ho avuto la gioia di conoscere questa ragazza fino in fondo.. nonostante il poco tempo, si..
È stata l' unica ragazza alla quale mi sono affezionato, l' unica ragazza che ho abbracciato, l' unica che si è presa cura di me: cucinando per me, pulendo la mia casa, standomi vicino giorno e notte mentre ero in coma (nel bel mezzo degli esami.),
l' unica a chiedermi "Come stai?", interessandosi realmente della risposta, l' unica che mi ha martellato affinché avessi fatto l' esame.. l' unica.
Io questa ragazza non la amo, di più..
Io ho intenzione di vivere tutto il resto della mia vita con lei e la voglio ogni giorno.
Voglio viaggiare con lei, ascoltarla, vedere film insieme, andare a mare insieme..
Sembra assurdo, ma io la amo e mi è piaciuta dal primo giorno in cui i nostri sguardi si sono incrociati."- Dice.

Si emozionano tutti e, alla fine di questi discorso, gli fanno un applauso.

Sono senza parole ed il mio cuore è salito alle stelle.
Mi sciolgo nelle lacrime e lui mi abbraccia.

Mi distacco per un attimo da lui, prendo il suo viso tra le mani e lo guardo diritto negli occhi -"Ti amo, Christian, ti amo così tanto!!"- Dico, e lo bacio.

Sono così felice e so che, finalmente, posso puntare sui ragazzi, anche per un consiglio. Mi sento più libera adesso che lo sanno tutti. Più sicura, perché so che adesso, Christian, non ha più dubbi nei miei confronti.

Christian, dal momento in cui ha dichiarato a tutti dei  suoi sentimenti per me, è cambiato tantissimo.
Innanzitutto, trascorriamo questa settimana di vacanza nel migliore dei modi, senza neanche un litigio, scattiamo tante foto e in giorni alternati andiamo al teatro, guardiamo film, facciamo bagni in piscina e, soprattutto, l' aspetto che più mi piace del nostro rapporto è il confrontarci su ciò che stiamo visitando, rispetto a ciò che abbiamo studiato, perché questo mi fa capire che la storia gli interessa, come interessa a me e che, dietro questi tatuaggi e pearcing, in realtà, si nasconde un ragazzo che si distingue dagli altri, un ragazzo che ha studiato, che vuole acculturarsi. Sono soddisfatta di lui e del nostro rapporto.

Durante la crociera, dunque, visitiamo Santorini:
Tra cui Fira, il vivace capoluogo, sfrenato di notte;
Caldera, una delle attrazioni più suggestive dell' isola;
Infine, Il sito archeologico di Akrotiri.

L' altra tappa è stata Zante, dove abbiamo visitato:
La chiesa di San Dionisio, dedicata al santo patrono della chiesa;
la spiaggia di Gerakas, un lungo litorale di sabbia dorata;
Le grotte blu, che sono delle naturali grotte meravigliose, appartenenti ad una serie di formazioni geologiche particolari.

Infine, l' ultima tappa, è stata Creta. Qui abbiamo visitato:
Il museo archeologico di Heraklion;
La laguna di Balos;
Il lungomare di Chania, con i meravigliosi palazzi che si affacciano sul mare.

Questa crociera è stata un' esperienza indimenticabile.  Io e Christian, siamo riusciti a chiarirci ed ora, io sono felice.
Dopo l'ultima notte in nave, finalmente torniamo nella nostra terra, dobbiamo solo prendere l' aereo e poi sarò a casa.

Busso alla porta.
-"Sam, finalmente, sei tornata!!!!"- Mi accoglie, mio fratello, aprendo la porta.
Sentendo queste parole, vengono tutti a salutarmi e scoppiano di gioia.
Ricevo un caldo abbraccio dai miei genitori e ne ho bisogno.
-"Ci sei mancata, tesoro!"- dice, mio padre, accarezzandomi il capo.
-"Mi siete mancati tanto anche voi, papà."-
-"Questa giornata la trascorreremo festeggiando."- dice, in tono soddisfatto, mia madre.
-"In che senso, mamma?"-
-"Ho fatto preparare una lasagna, per pranzo, mentre, per cena, ho in mente qualcosa di speciale, insomma, una cena particolare.. Se vuoi, puoi invitare i tuoi amici."-
-"Uh, si.. mi farebbe piacere!"-
mi sorride.

-"Sam, adesso dovresti disfare le valigie, dai."-
-"Vado."-

Giulia entra in camera. -"Allora?"- mi chiede, sfoderando il suo magnifico sorriso.
-"Giulia, è andato tutto alla grande.
Io e Christian abbiamo risolto definitivamente."-
-"Sono felicissima per te!"-
-"Sam, quando me lo farai conoscere?"-
-"Ehm.. non saprei.."-
-"Ho un' idea!"-
-"Dici."-
-"Che ne dici se lo invitassi a cenare qui, stasera? Chiedendo prima il permesso a mamma e papà, ovviamente!"-
-"Oddio, sarei imbarazzatissima, Giulia."-
-"Ma hai fatto un viaggio con lui e poi lo sanno entrambi che sei fidanzata, che farà mai? Almeno ti togli la soddisfazione."-
-"Parlo con mamma?"-
-"Secondo me, si."-
Mia madre,coincidentalmente, passa davanti la porta della camera di Giulia ed approfitto per chiamarla.

Crede che la mia sia una buon' idea, quindi, non mi resta che dirlo a papà.

Alla fine, anche lui è d' accordo. -"Te lo avevo detto."- dice, soddisfatta, mia sorella.

Prendo il telefono e faccio per chiamare Christian. -"Pronto?"-
-"Amore, sono Sam."-
-"Amore mio, come stai?"-
-"Benissimo e tu?"-
-"Anch'io sto benissimo."-
-"Amore, stasera ti va di venire a cena a casa mia, con la mia famiglia?"-
-"Oh, si!! Ma i tuoi lo sanno?"-
-"Certo, ho chiesto prima a loro, credo sia opportuno tu li conosca."-
-"Si, mi farebbe piacere."-
-"Allora, a stasera?"-
-"A stasera, amore mio."- dice, e riattacchiamo.

Sono ancora stanca del viaggio, decido di andare a fare una doccia e poi vado a sdraiarmi un pò sul letto, almeno, per stasera, vorrei restare lucida.

Bussano alla porta della mia camera. -"Sam, sono le sette di sera, tra poco ceniamo."- dice, mia madre.
Non appena sento l' orario, sobbalzo dal letto. -"Cosa?"- chiedo, con la voce ancora impastata di sonno, ma con un filo di preoccupazione.
-"Si, hai dormito per molte ore e non ti abbiamo svegliata, perché sapevamo fossi stanca."-
-"Ah.."-
Mi alzo dal letto e vado ad indossare qualcosa di decente per questa cena.

Metto un vestitino bianco, con ricami di raso bianchi. Mi scende a pennello.
Raccolgo i capelli in una treccia che parte dalla cima del capo: un tipo particolare, insomma.

Il campanello di casa suona e Morgan va ad aprire la porta. È Christian.
Accoglie gentilmente l' ospite e lo invita ad accomodarsi in salotto e, mentre gli fa strada, i miei genitori gli vanno incontro. -"Buonasera."- Gli dice, mio padre, con tono gentile;
fa lo stesso mia madre e, mentre gli stringono la mano si presentano e lui, altrettanto.
Vanno in salotto ed io, Leo e Giulia, li raggiungiamo.

Quando mi vede, sfodera un sorriso luminoso e così profondo, che, quasi, non avevo mai visto.
Vado a salutarlo con un bacio sulla guancia.
-"Giulia, Leo.. lui è Christian"- Dico, per presentarli e loro stringono la mano.
Quando ci sediamo a tavola, parliamo un po' del più e del meno e, i più interessati alla conversazione, sono, ovviamente, mamma e papà, che, con mille domande, cercano di capire il tipo di persona che è Christian. Lui risponde con calma e sicurezza alle loro domande e guardandolo, penso che, se io fossi stata al suo posto, con i suoi genitori, che mi avrebbero fatto tutte queste domande, mi sarei agitata.

-"La cena è pronta!!"- avvisa, Morgan, iniziando a servire i primi piatti.

Nel piatto, c'è il pollo al Marsala, che è uno dei miei cibi preferiti, ma anche una delle specialità di Morgan. -"Complimenti, è davvero squisito!"- Commenta, Christian, dopo averlo assaggiato"-

-"Si, in effetti siamo muniti di un' ottima cuoca."- risponde, mio padre, sorridendogli.

Anche le patate che accompagnano il polli, sono molto buone.

Per secondo piatto ci sono delle tartine al formaggio e noci e per finire una torta alle fragole

Christian apprezza tutto ciò che gli viene servito e mia madre gli chiede -"Non hai preferenze per il cibo?"-

-"No, mi piace tutto."-

-"Menomale, i miei figli, invece, mi fanno impazzire con i capricci che fanno quando non gli piace qualcosa."-

-"Non credevo fossi capricciosa!"- dice, rivolgendosi a me e mi scocca un sorriso. Ricambio.

-"E invece lo è, e non poco."- Dice, sorridendo, mio padre.


Quando finiamo di cenare, andiamo un po' fuori la terrazza che affaccia sul mare. Questo è il mio posto preferito della casa, perché è molto tranquillo ed il panorama è fantastico.

Ci sediamo al tavolino di legno, sotto l' ombrellone e Morgan porta il caffè.

-"E' stata una bella serata!"- dice, Christian, ormai alla porta. Stringe la mano ai miei genitori, in segno di saluto e saluta anche Leonardo e Giulia.

-"Vieni pure a trovarci quando vuoi!"- gli dice, mio padre.

-"Infatti, siamo stati molto felici di averti conosciuto."-

-"Anch'io. Verrò senz' altro."-

Anche questa cena con i miei genitori, per me ha avuto molto significato, perché Christian, ormai, sta diventando sempre di più parte integrante della mia vita.

Da questa sera, la nostra relazione ha avuto un cambiamento ancora più profondo, rispetto agli altri, perché vedo che anche lui si sente un po' più legato a me: Mi racconta di come si sente e quando è triste chiama me, mi chiama anche quando è felice o quando è annoiato, vuole condividere tutto con me ed io sono felice.

Siamo andati a fare varie volte la spesa insieme e a volte sembriamo amici, perché scherziamo, usciamo insieme in una comitiva, ci diamo consigli su tutto.. Beh, forse è un po' difficile spiegare il tipo di rapporto che abbiamo, non capirebbe nessuno.. so solo che è tutto ciò che ho sempre desiderato.

Durante quest' estate, parlando, decidiamo di andare a studiare alla stessa Università, ma io gli dico che il mio sogno è di andare a studiare in Italia, a Roma e lui è disposto a seguirmi fin lì, pur di stare con me.

I miei genitori sono, già da un po' di tempo, consapevoli del fatto che io voglia andare a studiare in Italia e accettarono già un po' di tempo fa e quando ne ho riparlato con loro, gli ho riferito che anche Christian sarebbe venuto con me e non ci sarei, quindi, andata da sola, così sono più tranquilli.

L' Università che abbiamo scelto si chiama "Sapienza" e andremo lì per studiare lettere moderne.
Nel campus, io e Christian, abbiamo avuto la fortuna di capitare in camere nello stesso reparto.
Non appena arriviamo, ci accoglie una segretaria, dandoci le chiavi dei nostri armadietti e dicendoci il numero delle nostre camere.
Ci ha mostrato un pò il campus: All' inizio, quando si entra, c'è un grande ufficio, dove ci sono, appunto, delle segretarie e delle guide, che gestiscono un pò tutto e fanno visitare il campus ai nuovi arrivati, proprio come noi; Al primo piano c'è un bar lussuoso e poi vi sono dieci piani, chiamati reparti, dove, in ogni corridoio di un reparto, ci sono da un lato le camere per i maschi e dall' altro le camere per le femmine.
All' ultimo piano, vi è una biblioteca.

Fuori il campus, c'è un bellissimo giardino, dove, solitamente, i ragazzi si incontrano per fare quattro chiacchiere o per studiare all' aperto.
Dall' altra parte del giardino, invece, c'è l' Università.

All' inizio ci sentiamo dei pesci fuor d' acqua, ma giorno dopo giorno ci abituiamo all' ambiente, e facciamo amicizia con alcune persone, che parlano in inglese come noi.
Stiamo diventando una coppia perfetta: lui la sua libertà ed io la mia, usciamo insieme, ma anche separati e ci fidiamo l' un' l' altro..
Studiamo spesso insieme ed stiamo insieme tutta la giornata, compreso ai corsi.
Questo college italiano mi piace tantissimo e la nostra storia sta andando avanti..
Per la cena di questa sera indosso un elegante abito color crema, non troppo vistoso.

Alle 21:00 siamo fuori un ristorante e quando entriamo, sono senza fiato: è meraviglioso e di una certa raffinatezza. Affaccia sul mare ed è un posto tranquillissimo, dove si cena a lume di candela.

Questa cena mi ha fatto particolarmente bene e devo dire che, dopo una settimana di studio, ci voleva proprio.

Quando finiamo di cenare, mi fa cenno di dargli la mano, per accarezzarla ed il contatto con la sua pelle, dopo tre anni, fa sempre un certo effetto.

-"Sei pronta per la sorpresa?"- mi chiede.
-"La sorpresa?! pensavo fosse la cena."-
-"La cena è stato un modo carino per dartela, diciamo che è stata il palcoscenico della mia sorpresa."- Dice, sorridendo.
-"Ah.. wow.. sono curiosa, adesso!"-
-"Vieni qua."- Dice, prendendomi per mano e portandomi verso la terrazza che affaccia sul mare.

-"Chiudi gli occhi!"- mi dice ed io li chiudo.
Dopo qualche secondo li riapro e Christian mette una chiave davanti i miei occhi. Non capisco.

Sorrido. -"Cosa apre?"- chiedo, con gentilezza.
-"La nostra casa."- mi dice, semplicemente.
Sul mio viso, scendono lacrime di gioia. Christian, con questo gesto, ha deciso di voler passare il resto della sua vita con me. Lo abbraccio, senza dire una parola, ma questo è molto più di un silenzio.

-"Andiamo a casa nostra, adesso, dai."- mi dice, portandomi fuori dal ristorante.

Arriviamo fuori la nostra nuova casa, un villino, più che altro: Sembra già bellissimo, anche se visto solo da fuori.
Siamo in un viale in cui ci sono tanti villini simili al nostro, un pò in stile americano.
All'esterno c'è il prato inglese con una piscina interrata, mentre, all' interno, la casa è divisa in due piani. Al piano inferiore vi sono: la cucina, con mobili in stile moderno, il salone, che ha un divano nero in pelle ed una Smart Tv enorme, ed un bagno.
Mentre, al piano superiore vi sono: tre camere da letto con letti matrimoniali a baldacchino, ma momentaneamente ne servirà soltanto una,  un bagno con la vasca idromassaggio ed una stanza con tantissimi scaffali ed un computer: la biblioteca.
Tutta la casa è in stile moderno, mi piace tanto.
-"Christian, non potevo desiderare di meglio!"-
-"Ti amo, Sam!"-
-"Ti amo anch' io."-
Restiamo abbracciati per un pò, poi mi accorgo dell' orario: è tardi. -"Christian, sono le 00:00"- Lo avverto.
-"E..?"-
-"E dovremmo andar via. Tra un' ora chiuderanno i cancelli del campus."-
-"E quindi?"-
-"Ma come? non vorrai mica passare la notte fuori?"-
-"Sam, credevo mi conoscessi abbastanza da sapere quanto sia preciso nei miei progetti."-
-"Cosa vuoi dire?"-
-"Voglio dire che questa è stata l' ultima giornata che hai trascorso in quel campus. Ho preparato e consegnato i documenti che servivano per andar via di lì.
Distiamo a dieci minuti dall' università, in una casa tutta nostra, senza le docce in comune e senza il solito via vai.
Finalmente viviamo insieme. Finalmente realizziamo il nostro sogno."-
Vorrei dirgli così tante cose, ma mi ha colto di sorpresa.. Improvvisamente penso ai miei genitori e per un attimo mi distraggo, non so come la prenderebbero. -"Ho pensato anche alla tua famiglia, tranquilla!"- Dice, come se avesse ascoltato i miei pensieri.
-"Ho chiesto prima a loro ed hanno accettato subito. I tuoi, da come mi parlano, è come se avessero molta fiducia nei miei confronti."-

Sono sollevata. Ha davvero pensato a tutto e sembra di star vivendo un sogno.
Un altro grande passo della nostra vita è stato fatto.

Io e Christian adesso viviamo insieme ed andiamo regolarmente all' Università.

Non vediamo l' ora di laurearci e la vita ci sta andando benissimo.

I miei genitori li vedo un paio di volte al mese, mentre, i miei fratelli, un po' più spesso, dato che a loro piace viaggiare ed ogni tanto vengono qui da noi e si fermano per il fine settimana.

Noha si è fidanzata con Landon, dopo molto tempo hanno fatto pace ed anche loro, di tanto in tanto, vengono a trovarci, anche se io e Noha, ci sentiamo tutti i giorni, mentre Christian è al lavoro.

Christian ed io non abbiamo ancora, ovviamente, un posto fisso, perché ci arrangiamo a dei lavoretti per il mantenimento. Ha deciso di pagare tutto lui, per adesso, mentre io mi occupo di tenere pulita la casa, di lavare, di stirare, cucinare.

Questi due anni di corso per la laurea, li trascorriamo quasi in simbiosi, ma non mi dispiace.

Anche adesso, il nostro rapporto è cambiato, perché ormai, viviamo in una convivenza e credo sia stata una scelta giusta, da parte nostra, così da capire come ci troveremmo in un futuro matrimonio.

La mattina, andiamo insieme all' Università, che dista dieci minuti da casa nostra, potremmo prendere l' auto o la moto, ma gli ho detto che preferisco fare quattro passi a piedi la mattina, perché fa bene.

Quando torniamo a casa lui va a riposare un po' ed io mi occupo delle faccende che ho da fare.

Dopo mangiato, lui  deve subito andare a lavoro. Lavora in una gioielleria e si occupa di vendere i gioielli online.

Io, nel frattempo che lui è a lavoro, mi occupo sempre delle faccende domestiche, ma dopo aver finito tutto, riposo anch' io e faccio videochiamate con la mia famiglia e con Noha.

Una parte della giornata (due o tre ore) le dedico allo studio.

Io e Christian stiamo bene così, ma dopo la laurea, non appena riusciremo a sistemarci definitivamente, ci muniremo, per prima cosa, di domestiche ed una cuoca, proprio come a casa mia.

Come dicevo, nel frattempo non è male, ci aiutiamo a vicenda e troviamo sempre un po' di spazio per rilassarci, quando vogliamo.


Passano così i due anni ed arriviamo alla, così tanto attesa, laurea.

I miei genitori, i miei fratelli, Noha ed anche la nostra vecchia comitiva, vengono ad assistere al grande evento, come anche io e Christian, partiamo spesso per vedere i nostri amici che si laureano. E' una soddisfazione grandissima. Sono arrivata fin qui, anzi, siamo arrivati insieme fin qui. Lui mi ha dato una ragione per vivere e grazie a lui sono cambiata, ho visto la realtà con occhi diversi.

Adesso siamo fidanzati da cinque anni, conviviamo e ci stiamo per laureare. Manca poco.

110 e lode ad entrambi e dopo tre mesi, grazie ad una vecchia amica di famiglia di Christian, che di mestiere fa la preside di un liceo delle scienze umane di Roma, riusciamo ad inserirci in delle classi per insegnare la lingua e la letteratura italiana.

Siamo sul letto e mi accarezza dolcemente la nuca.
Il suo profumo sarà sempre il mio preferito e mi basterà sempre il contatto con la sua pelle per star bene.

-"Quanto ti amo, Sam. Te lo urlerei ogni volte che ti guardo."-

Arrossisco. -"Ti amo anch' io."-
-"Vorrei fare qualcosa di più con te."- Dice.
-"Del tipo?"-
-"Del tipo che adesso abbiamo tutto, addirittura il lavoro dei nostri sogni e abbiamo due domestiche, una cuoca, tutto il tempo che vogliamo."-

-"E..?"-
-"Sam, conviviamo da due anni."-
-"Christian, ho capito, ma non ho capito dove vuoi arrivare."-
-"Niente. Te lo dico stasera."- Mi dice accarezzandomi il viso con i polpastrelli delle sue dita.
Quando ci alziamo dal letto, sono le 07:00 e dobbiamo prepararci per andare al lavoro.

Christian fa colazione e nel frattempo io vado a fare la doccia, poi la fa lui ed io vado a fare colazione.

Alle 07:30 usciamo di casa e andiamo a lavoro.

La scuola dove noi insegniamo dista, più o meno, una ventina di minuti da casa.

-"Sono così stanco."- dice, facendo uno sbadiglio, ed io rido.

-"Cosa c'è?"- mi chiede, vedendomi sorridere.

-"Niente, è solo che non hai per niente l' aria di un insegnante, se non fosse per la camicia, che ti da un' aria un po' più elegante."-

Mi guarda imbronciato. -"Perché, tu la hai?"-

-"Ehm, ma io non ho quei tatuaggi volgari che si vedono anche da sotto la camicia."-

-"Okay."- Taglia corto. E' bellissimo anche con il broncio.

Arrivati a scuola, le nostre strade si separano, perché andiamo in classi diverse.



A fine giornata, verso le 14:00 del pomeriggio, torniamo a casa.

-"Mi sei mancata tanto"- dice, con il suo solito tono gentile.

-"Anche tu, amore mio."-

-"Finalmente. Casa dolce casa!"- dico esausta, aprendo la porta.

Dopo aver fatto una doccia e pranzato, andiamo a sdraiarci un po' sul letto, ma non ci addormentiamo.

-"Voglio anticiparti qualcosa di questa sera."- Mi dice, prendendo un pacchetto regalo.

Sono curiosissima di sapere cosa ci sia all' interno.

-"Uh, è per me!!" dico con lo stesso tono di voce di un bambino che scarta il suo regalino a Natale.

-"Dai, scarta!"-

Scarto il regalo. E' un album fotografico, con una nostra foto sulla copertina e con la scritta "AD LIBITUM". Mi brillano già gli occhi.

Sfoglio ogni pagina vedendo ogni dettaglio di ogni foto, come fosse la prima volta.

In questo album ci sono le foto di cinque anni, dei nostri cinque anni. c'è la foto al  primo festino a casa di Kevin, la foto in discoteca, qualche foto della crociera in Grecia, una foto che scattai durante il coma di Christian, mentre stringevo la mia mano alla sua. Ci sono le foto mentre mangiamo la pizza, mentre mangiamo il gelato. Ci sono le foto al mare, le foto improvvise, le foto buffe, le foto in treno..

Adesso si, adesso sono una fontana. -"Amore mio.."- dico, singhiozzando. -"Grazie infinite, grazie di esistere. Questo gesto, per me, è valso più di qualsiasi altro regalo che avessi potuto ricevere. Ti amo così tanto."- Sprofondo tra le sue braccia e lui mi stringe forte a sé.

Vado a mettere il mio regalo nel comodino.

-"Amore, io vado a fare una doccia ed esco per fare un servizio."- mi informa Christian, dal bagno.

-"Va bene."- dico, ma non appena chiude la porta, mi pento di non avergli chiesto cosa dovesse fare.

Quando Christian esce di casa, vado a fare una doccia e poi telefono Noha.

-"Pronto?!"- Risponde al telefono.
-"Amica, sono Sam."-
-"Hey!! Come va?"-
-"Bene. È da molto che non ci sentiamo, eh?!"- Dico, ironicamente, dato che la sento ogni giorno.
-"Che stai facendo?"- mi chiede.
-"Niente, aspetto Christian che torna. Ha detto che una sorpresa per me, stasera."-
-"Wow.. chissà cos'è!"- Dice e si ferma un attimo, come per pensare, poi riprende a parlare. -"E se volesse chiederti di sposarlo?"-
-"Ehm.. beh.. non ci avevo pensato."-
-"Sam, scusa, mi sta chiamando mia madre, devo proprio andare."-
-"Va bene. Ciao, Noha."-
-"Ciao, Sam."-

Vado a fare una doccia e quando finisco di asciugarmi, Christian mi invia tre messaggi, in cui c'è scritto di vestirmi bene per questa sera, perché sarà una serata speciale.
Decido di mettere un abito nero di seta e corto fino le ginocchia, con un paio di tacchi neri lucidi.
Sto mettendo gli orecchini, quando sento qualcuno bussare la porta e una delle domestiche, Carol, va ad aprire.
-"Amore?!"- mi chiama, Christian, dalle scale.
-"Amore, eccomi!'- vado a salutarlo.
-"Sei uno spettacolo!"- Dice, facendomi girare su me stessa, per guardarmi meglio.
-"Grazie!"- mi limito a rispondere, con un sorriso quasi imbarazzato.

-"Aspettami un attimo qui!"- Dice, facendomi sedere sul divano.
Quando torna è ancora più bello di un attimo fa.
È vestito in giacca e cravatta ed è elegantissimo.

-"Sam, ti chiedo un' ultima cosa. Dammi dieci minuti.
Ho dimenticato di comprare lo spumante ed ho intenzione di aprire più di una bottiglia, stasera."-
Dice, facendomi un sorriso quasi malizioso.

-"Va bene, allora ti aspetto."-
-"Si, vengo subito, ti amo, amore mio."- dice, dandomi un bacio veloce ed apre la porta per uscire.
Non appena richiude la porta, l' istinto mi dice di riaprirla. Corro da lui. -"Christian!"- urlo.
-"Amore, dimmi!"-
-"Sta' attento con la moto, è buio. Non correre."-
-"Tranquilla!!"- Dice, e mi sento un pò più sicura.

Quando torno in casa, vado a risedermi sul divano e guardo impazientemente l' orologio.
Dopo dieci minuti precisi, esco fuori il cortile, come se il suo arrivo potesse essere anticipato.
Guardo sempre il confine della strada, ma non vedo mai la sua moto, così decido di attraversare, per avere una visuale migliore.

Sento soltanto un dolore atroce, sento di avere dei tagli e le mie gambe sanguinano. Non riesco a muovermi e piano piano non sento più nulla.

Quindici minuti dopo, il mio Christian non è ancora tornato. Fuori comincia a far freddo, quindi entro di nuovo in casa.
Le domestiche, questa sera, finiranno il loro turno più tardi, dopo la raccomandazione che Christian ha fatto loro, data la cena speciale.
Faccio uno squillo a Christian, che fino ad ora non ho fatto, per evitargli distrazioni.
Passano minuti, minuti e minuti.. gli telefono e non mi risponde. Ho paura. Dopo l' incidente che ebbe, ogni suo ritardo, anche minimo, mi preoccupa.
Adesso il cuore mi sta esplodendo, sono passate due ore e lui non è ancora tornato.

Mi ritrovo in mezzo tanta gente. Tutti hanno il viso rigato di lacrime, io mi sento frastornata, sono qui, m vorrei sparire.
-"Sam, mi dispiace tantissimo."- Dice, avvicinandosi, Micheal.
Tutti i ragazzi sono qui e siamo sui gradini di del cimitero. Sono tutti raggruppati in cerchio, intorno a me.
-"Mio fratello è andato via, se n'è andato anche lui."- dice, con il sangue agli occhi, Landon e sferra un pugno nel muro di marmo.
Cala il silenzio. Noha non si è staccata un secondo da me, restando incollata a me costantemente.

Mi alzo, senza dire una parola e scrollandomi Noha di dosso.
Ho gli sforzi di vomito e non vorrei dare spettacolo.

Mi sento male, non mi sono mai sentita così in tutta la mia vita. Non ci sono parole per descrivere ciò cje sto provando in questo momento.
Christian.. Christian è l' amore della mia vita. Christian quella sera voleva chiedermi di sposarlo. Christian quella sera aveva un anello in tasca ed ha corso per non farmi aspettare.. Christian mi amava come nessun uomo sa amare.
Christian è andato via.
Siamo così giovani e lui mi è stato strappato dalle braccia. Ma cos' ho fatto di male?

Il mio organismo non trattiene più. Vomito.
Mi alzo senza curarmi di chi mi sta intorno e mi allontano da tutti, ma Noha viene con me.
-"Sam, andiamo a casa, forza!"- dice, con tono autoritario.
-"Resto qua. Io sono morta con lui, quella sera."-
-"Sam, smettila. Non c'è più nessuno, dobbiamo andar via."-
-"Vattene tu."- Le urlo, guardandola come se stessi per aggredirla.
I ragazzi, sentendoci urlare, si avvicinano.
-"Sam, vieni con noi, ti riportiamo a casa, resteremo con te e verremo a trovare Christian ogni volta vhe vorrai."- mi dice, in tono severo, Jake.
-"Non vado da nessuna parte, io resto qua."-
Kevin e Landon mi prendono in braccio e mi trasportano, un pò uno, un pò l' altro, fin dentro l' auto.

Quando mi sveglio sono nel mio letto, spero tanto che sia stato tutto un incubo e spero in questo, fino a quando vedo tutti i fiori che hanno portato al mio amore.
Vomito ancora e quasi non reggo in piedi.
-"Sam, va tutto bene?"- chiede, Noha, da fuori la porta. Non le rispondo.
Quando esco dal bagno non la guardo neanche e vado di nuovo in camera mia.
Mi metto sul letto e passano le ore.
I ragazzi vengono a chiamarmi per ogni pasto e mi portano e le domestiche mi portano anche il vassoio fino in camera, ma non mangio.. Ormai sono due giorni che non mangio niente.

Qualcuno apre la porta senza bussare. Noha.
Si piazza davanti il mio letto. -"Adesso mi sono stancata. Devi mangiare, devi parlare. Dacci segni di vita, Sam."

-"Vattene."- Dico, con la voce incrinata.
Mi guarda.
-"Vattene, Noha, davvero."- ribadisco.
-"Non ti lascio sola."-
-"Voglio restare sola."-
-"Impazzisci. Già sei impazzita, ma rischieresti di arrivare a qualcosa di più grave. Torna con noi in America."-
-"Voglio restare qui. Christian è qui."-
-"Sam, smettila!! devi smetterla. Adesso lo dico io che devi smetterla."- urla, spazientita.

-"Christian è morto, non c'è più. Hai venticinque anni, non sei neanche sposata. Cosa devono fare le persone che perdono il proprio partner dopo aver vissuto una vita intera, insieme? eh?"-

-"Tu sei seria? Io e Christian conviviamo da due anni e sono cinque anni che stiamo insieme.. Tutti i giorni insieme, per ventiquattro ore. Laureati insieme, viaggiato insieme, vissuto insieme, lavorato insieme.
Mi prendi in giro per caso?"- Il mio viso è rigato di lacrime ed ho il sangue agli occhi.
-"Sparisci."- Urlo.

Apre la porta e va via dalla mia camera.

Passa una settimana ed ormai la mia vita è una routine.
Ho sentito mia madre due giorni dopo del decesso di Christian ed ho litigato anche con lei.
I ragazzi, sono tornati in America, ieri sera e, nonostante il brusco modo in cui li abbia trattati, mi hanno assicurato di esserci sempre. Anche  Noha.
Non l' ho neanche salutata, ma alla fine mi ha detto che lei ci sarà sempre per me.

Non vado al cimitero da Christian, dalla prima ed unica volta in cui ci sono andata.
Vomito spesso, ma non mi interessa nulla della mia salute. A volte ho dei dolori alla pancia, anche molto forti, ma credo sia a causa dell' alimentazione.


Lo guardo allibita. Non dico una parola. Pago la visita e scappo via.

Torno nella mia grande casa, la mia dimora e mi metto sul letto.
Sono incinta. Non posso crederci. E come farò?
Come crescerò da sola questo bambino? ma perché tutto a me capita? Sono disperata.

È un mese che, ormai, non sento mia madre ed ho bisogno di sentirla. Solo lei può aiutarmi.

Prendo il cellulare dalla borsa e le telefono.
-"Pronto, Sam?"- La voce piena di gioia di mia madre.
-"Mamma, ciao."-
-"Tesoro mio, come stai? Ma che fine hai fatto? Per un mese mi hai fatta morire."-
-"Mamma, tranquilla, va tutto bene. Devo dirti una cosa, però."-
-"Cosa?"- Dice, con voce preoccupata.
-"Mamma, sono incinta."-
-"Cosa? Cosa stai dicendo, Sam?"- Scoppia a piangere ed anche io non trattengo le lacrime.
-"Aiutami, mamma."-
-"Devi tornare in America, Sam. Devi tornare qui da noi."-
-"Non lo so, mamma.. Non lo so."-

La conversazione con mia madre finisce bene, ma non sono decisa a voler lasciare l' Italia. Voglio restare qui.

Vado a fare una doccia, dato che ormai la faccio tipo due volte a settimana, quasi e non faccio che restare nel letto.
Mi guardo, dopo un mese, allo specchio e la mia espressione è peggiorata tantissimo.
Sono scheletrica, anche essendo incinta.

Quando torno in camera nostra, apro l' armadio per cercare una tuta, dato che vorrei andare a fare una corsetta per scaricare un pò di tensione.

Nell' armadio ci sono tutti i vestiti di Christian e li sfioro dolcemente con i polpastrelli delle mie dita.
Prendo una sua t-shirt e la avvicino al naso per sentirne il suo profumo. Questo è il profumo del mio amore, il profumo di casa mia.
Mi stendo sul letto con la sua maglia e mi addormento.
Per la prima volta, dopo un mese, sono riuscita a dormire per cinque ore.

Quando mi sveglio sono le 14:00 del pomeriggio e quasi non capisco il motivo dell' essermi addormentata in questo modo.
Alla fine, decidi di indossare quella maglietta e metto dei pantaloni corti, con delle scarpette da ginnastica.

Prima di uscire di casa, indosso un paio di cuffie con il volume della musica alzato al massimo.

Percorro per tre volte il giro dell' isolato e poi arrivo in un parchetto, non molto distante dalla mia casa.
Mi fermo a fare un pò ti stretching e poi mi siedo su una panchina, sono sudata.

Quando torno a casa, vado a fare una doccia e quando finisco, esco dal bagno in accappatoio.
Do, improvvisamente un urlo pazzesco.
Vedo la sagoma di Christian sul divano, ma dopo un pò scompare.
Il mio cuore batte all' impazzata. Sto perdendo la testa.

Vado a mettere il pigiama e preparo la pasta al formaggio, l' unico cibo che riesco ad ingerire.
Mentre sono vicino i fornelli, mi passa un' ombra davanti agli occhi ed ho un brivido.
-"Christian, so che sei qui."-

Mangio e torno di nuovo a letto.

Mi sono successe due cose stranissime oggi, cose che, solo a pensarci, danno i brividi.
Mentre ci penso, sento una mano che accarezza delicatamente il mio viso. Non mi fa paura, ma vorrei piangere. Il mio cuore batte fortissimo e quel tocco morbido lo conosco. È lui.
Io lo so che lui è qui.
-"Christian, io credo in te, ma non andartene mai."-

Non sono mai stata così credente, anche nei confronti dell' aldilà, ma da quando Christian è andato via, non faccio che pregare ogni sera.

-"Amore mio, ti prego, so che non sono pazza, ma fatti vedere, fatti sentire di più."- Dico e le lacrime tornano sul mio viso.

Il pianoforte suona da solo, dall' altra camera ed io mi alzo pian piano dal letto, per andare a vedere.
Ma, all' improvviso non suona più.

Telefono mia madre e le racconto tutto.
-"Sam, se non vieni qui, saremo costretti a venirti a prendere. Mi stai raccontando delle assurdità."-

Sono di nuovo arrabbiatissima e forse sono tornata peggio di prima.

-"Vattene via dalla mia vita, andatevene tutti."- riattacco la chiamata.

Passa un giorno e durante tutta la giornata non faccio che sentire la sua presenza. Sento il suo tocco, i suoi respiri, il suo profumo. Io lo sento.

È sera e sono completamente sola.
Mia madre, dopo quella telefonata, non l' ho più sentita. Noha, beh, non ho voglia di chiamarla.

Vado a stendermi nel letto e mi addormento.

Passano tre ore e, come ogni notte, mi sveglio. Sono le 03:00 del mattino.
Prendo il cellulare e ci sono centinaia di chiamate perse da mia madre. Mi scende il cuore in gola. Mia madre non mi avrebbe mai telefonata, dopo una rispostaccia del genere. Non lo ha fatto neanche durante il mese in cui non mi sono fatta sentire.
Deve essere successo qualcosa di grave.

Telefono e ritelefono, ma non ottengo nessuna risposta.
Mi alzo dal letto e vado a fare una tazza di caffè, portando con me il cellulare ed aspettando una chiamata.

mezz' ora dopo, le mie pupille sono dilatate. Squilla il cellulare e subito risposto.
Ma una voce mi fa gelare il sangue che scorre nelle vene.
È un agente di polizia. La mia famiglia è deceduta in un incidente stradale. -"Erano in quattro."-
Papà, mamma, Leo e Giulia.

Mi viene una crisi: batto la testa contro il muro, mi graffio il viso, do pugni ovunque.
-"La mia famiglia… la mia famiglia no.."- Urlo, come non ho mai urlato in vita mia. Spacco tutto ciò che è intorno a me, spacco il televisore.

Un' ora dopo, qualcuno apre forzatamente la porta.
È la mia vecchia comitiva e c'è anche Noha.

Landon e Jake mi prendono per i polsi, mentre Kevin e Micheal mi tengono le gambe. Mi portano in macchina senza dire una parola, mentre Noha si occupa di chiudere la porta a chiave.

Non finisco di piangere, urlare e graffiarmi il viso.
Jake mi da uno schiaffo fortissimo e mi esce il sangue dal naso. Ho perso i sensi, per un attimo, ma non sono svenuta.
Mi addormento in macchina e per tutto il viaggio.
In aereo mi danno un calmante e quando arriviamo in America, mi portano a casa di Landon e Noha, che anche loro convivono da qualche mese.

Si occupano loro di tutto, anche dei funerali.
Io resto a letto per tutta la gravidanza e tutti loro si prendono cura di me. Landon e Noha, maggiormente.

Sono al nono mese di gravidanza, e in questi dieci mesi non ho sorriso neanche una volta, sono una vegetale.
Noha mi cucina, ma vengo nutrita con cibi diversi da quelli degli altri, dato che non ingerisco quasi nulla.
I ragazzi, ogni giorno, si dividono le ore per stare al mio fianco e cercare di farmi parlare.
Per sei mesi non ho aperto bocca, non ho parlato.
Durante il settimo mese ho ripreso a parlare ed ora, quando ne ho voglia riesco a fare anche dei discorsi.
Le mie giornate le trascorro nel letto, ma un' ora al giorno, Landon e Noha, mi portano al parco per camminare un pò.

Arriva il grande giorno: il parto.
Landon e Noha mi portano in clinica e dopo un pò ci raggiungono tutti i ragazzi.
Sono tutti in sala d' attesa.
Il mio parto sarà Cesareo, per consiglio dei dottori, dato che non sopporterei nessun' altra frustrazione.

Apro gli occhi e mi sento frastornata, ma c'è qualcosa che, dopo nove mesi, mi fa, finalmente respirare e mi fa spuntare un sorriso a trentadue denti: il pianto del mio bambino.
È identico a Christian: ha un nasino perfetto, gli occhi blu e i capelli biondi. È uno spettacolo, proprio come lo era lui.

-"Ti chiamerò Aleksandr."- gli dico, mentre lo cullo tra le mie braccia..

Quando esco dall' ospedale, sono una persona completamente diversa.
Torno a casa Landon e Noha e mi trattengo lì per altri tre mesi, ma poi, guardando le foto con Christian, nel nostro album.
Decido che deve cambiare tutto, devo cambiare tutto.

A tavola, durante la cena, il mio piccolo è nel passeggino a dormire ed io approfitto per parlare a Noha e Landon di questa mia decisione.
-"Non aspettavamo altro che questo, amica nostra: la tua ripresa."- dice, con felicità Noha.

-"È stata una situazione difficile, Sam e devi sapere che noi per te ci saremo sempre, che potrai chiamarci ogni volta che vorrai."- dice, Landon.

Dopo due giorni, tutti i ragazzi e Noha, accompagnano me ed il piccolo Alex all' aeroporto.

Ci ritroviamo, io ed il mio piccolo, fuori la nostra grande casa.
Quando apro la porta, ho un brivido.
È tutto distrutto, tutto buio, cupo..
-"Amore mio, renderemo questo posto più magico di prima. Te lo prometto."-

Entriamo in casa e metto Alex nel suo passeggino.

In una giornata intera, riesco a far diventare quella casa come nuova.
La vernice è ancora perfetta, dopotutto è passato un anno, anche se c' era polvere a non finire.
Ho aperto tutte le finestre ed ho messo foto di Christian e me, perchè lui vivrà sempre nel mio cuore e nella mia vita, non ci sarà mai più nessun altro uomo.
Metto anche le foto di Alex ovunque, che è la mia nuova ragione di vita e da oggi in poi, mi occuperò soltanto di lui. Curerò la mia salute per il suo bene e mi vorrò bene.

Finalmente la nostra casa brilla come un diamante.
Sono le 20:00, si è fatto tardi.
Vado a lavare il mio piccolo e poi gli do il latte.

Vado a fare la doccia e allo specchio noto quanto sia potuta cambiare durante questo anno e a quanto sia stata difficile.

Vado nella mia stanza e prendo Alex dal passeggino per metterlo nel letto al mio fianco.

Abbraccio lui e mentre sto per addormentarmi, una mano mi accarezza dolcemente la nuca. Ho le farfalle nello stomaco.

-"Amore mio, sei ancora qui.. non sono mai stata pazza, tu ci sei sempre stato."- dico, piangendo di gioia.
Il calore di quella mano mi fa star bene, mi rende tranquilla e con questo bambino tra le mie braccia mi sento la persona più felice del mondo.

Mi addormento e quando mi sveglio, vado a fare una doccia, dopodiché mi occupo di Alex.

Restiamo tutto il pomeriggio in casa e resto a giocare con lui.

Alex si addormenta ed io approfitto per cercare qualche medium su internet, che possa aiutarmi a comunicare con il mio amore.
Ecco, ho trovato il numero.

-"Pronto?"- Risponde una voce femminile.
-"Pronto, buonasera, sono Samantha Miller e vorrei prenotare una seduta/ un incontro con lei, è possibile?"-
-"Si, certo. Dove abita?"-

Comincia a chiedere informazioni e domani sarà qui.

Vado a dormire con la speranza di poter sentire Christian.. mi manca troppo.

Quando mi sveglio, non vedo l' ora che arrivino le 17:00, cioè l' orario dell' appuntamento con la medium.

La giornata passa molto lentamente, ma Alex mi fa anche da passatempo e devo dire che è anche il mio preferito.
Finalmente bussano alla porta. È la medium.
Dopo una serie di riti "magici", riusciamo ad entrare in contatto con Christian, attraverso una tavola chiamata "Ouija", cioè una tavoletta di legno, con tutte le lettere dell' alfabeto ed i numeri da 0 a 9.
Per assicurarci che sia realmente lui, la medium mi chiede di fare varie domande le cui risposte dobbiamo saperle soltanto io e Christian.
Una volta accertata la sua reale presenza, inizio a comunicare con lui e durante questa seduta mi emoziono più volte.

Christian mi ha detto che mi ama e mi ha detto di non preoccuparmi che lui tornerà da me.
Dopo vari giorni, dopo quell' incontro, continuo a sentire la sua presenza, così, decido di prendere un foglio e creare una tavola per parlare con i defunti.
La tavola mi riesce e resto a parlare ore ed ore con Christian.
Ad un certo punto mi dice che per farlo tornare devo andare in chiesa, vestita da sposa, ma prima devo andare a ritirare le fedi dall' orafo, che lui dovevo ritirare quella sera.

-"Mi crederanno pazza, Christian."-
-"Vai a nome mio, Sam, ti prego.. prima che non ci sia più tempo. Prendi i soldi che sono nascosti dietro il quadro, già sai."-
-"Vado subito."-

I soldi ci sono davvero, la cifra corrisponde a quella che mi ha riferito Christian, attraverso la tavola.
Metto Alex nel passeggino, prendo i soldi ed esco di casa.
Vado in gioielleria e do la copia dell' assegno, scusandomi per tutto il tempo che ho fatto passare.
Mi vengono consegnati due fedi in oro bianco, con all' interno incise le nostre iniziali e la nostra data di fidanzamento.

Vado a comprare un vestito da sposa, con io resto dei soldi e posso spendere fino a 2000€, così compro un abito bellissimo.

Vado in chiesa, vestita da sposa e la gente mi guarda sbigottita.
Metto il passeggino di Alex vicino l' altare ed io mantengo entrambi gli anelli.
Prendo posto sull' altare, ma, improvvisamente viene il prete. -"Signora, ma cosa sta facendo?"-
-"Devo sposarmi."-
-"Signora, per favore, siamo nella casa di Dio, Carnevale è passato da un bel pò."-
-"Dobbiamo sposarci."- dice, una voce proveniente dalle mie spalle. La sua voce calda.
-"Christian!!"- Mi giro di scatto, è infondo alla chiesa.
Corro tra le sue braccia e lui è lì, in carne ed ossa.
-"Amore mio, io sono qui e non ci lasceremo mai più, ma dobbiamo sbrigarci. Sono venuto qui per sposarti, ma il mio tempo non è infinito."-

-"Voi siete pazzi, uscite subito di qui!"- Ci urla contro, il prete.

-"Allora, Sam, adesso ci sposeremo come si sono sposati Renzo e Lucia. Ripeti insieme a me: <<Samantha Miller, accolgo te come mia sposa.>>
Ripeto la formula, riferendomi, ovviamente a lui.
<<Christian Hall, accolgo te, come mio sposo.>>

E mentre stiamo per darci un bacio, apro gli occhi.
Sono stesa su un lettino d' ospedale ed ho tutti intorno che mi fissano.
I miei genitori..
Christian..
Giulia..
Leo..
Poi ci sono tutti i ragazzi..
Sono tutti i qui..
Ma dove sono? in paradiso? sono morta?

Sono tutti qui. Mi sorridono a trentadue denti e mia madre quasi sviene.

-"Amore mio, finalmente sei sveglia.."- Mia madre mi abbraccia e mi viene da piangere quando risento il calore dei miei genitori.
Ormai non so più qual è la realtà.

Quando mi riprendo da quel frastuono, i miei genitori mi spiegano che io, per ben due anni sono stata in coma e Christian mi ha aspettata per tutto questo tempo, restando al mio fianco e non scoraggiandosi mai.
I medici dicono che il mio caso sia stato un miracolo, perché un incidente mi portò in fin di vita.
È stato l' incidente di quella sera e nel coma io ho vissuto la morte di Christian e di tutta la mia famiglia, mentre nella realtà erano loro a vivere la mia morte cerebrale.

Dopo un mese e molti esercizi sia fisici, sia psicologici e molte terapie, riesco a riprendermi alla grande. Dopo due mesi torno a casa e Christian mi fa una sorpresa meravigliosa.
-"Quanto ti amo, amore mio.. sono morto con te per due anni."-
-"Lo so"- Dico.
Ed ogni sera gli racconto un pezzo di tutto ciò che ho vissuto e dai miei racconti sono tutti scioccati, perché mentre pensavano stessi dormendo io stavo vivendo proprio in un' altra dimensione, avendo addirittura un bambino.

Dopo tre mesi, Christian mi regala un anello bellissimo, in oro bianco, con le nostre iniziali all' interno e la nostra data. Ci sposiamo.
Un mese dopo il matrimonio io sono incinta e mi sento la donna più fortunata del mondo, quando, durante la mia gravidanza, ho l' amore della mia vita al mio fianco e l' amore della mia famiglia, l' appoggio dei miei amici.

Dopo nove mesi, arriva il mio giorno.
Partorisco, con il parto Cesareo.

Quando mi sveglio dall' anestesia totale, vedo Christian, con un bambino tra le sue braccia ed uno spettacolo così bello, non l' avevo mai visto prima d' ora in vita mia. Mio marito e mio figlio, qui.. La mia famiglia.
Nostro figlio è identico a quello che ho visto nel coma: stessi occhi, stessi capelli, stesso nasino. È lui.
-"Come lo chiamiamo?"- Dice, sfoderando il suo sorriso migliore.
-"Aleksandr."- dico, decisa, con le lacrime agli occhi.
Mi da un bacio sulle labbra, sorridendomi.
-"Ti amo, amore della mia vita."-
-"Ti amo, anch'io amore della mia vita."-

Adesso siamo al completo..

Adesso abbiamo raggiunto la felicità.
Presentazione.
Sono Samantha Miller, ho diciannove anni ed abito in Texas.
Ho un fratello ed una sorella, entrambi più grandi di me ed entrambi laureti.
Mio fratello si chiama Leonardo , ha ventisette anni ed è laureato in giurisprudenza, è fidanzato e tra poco si sposa.
Mia sorella si chiama Giulia, ha venticinque anni, è laureata in lettere ed è anche lei fidanzata.
Viviamo ancora nella casa dei nostri genitori. Una casa grande, in stile moderno che affaccia sul mare.
Mia madre ha cinquanta anni ed è la proprietaria di un albergo (ereditato dal mio bis nonno);
Mentre mio padre ha cinquantatrè anni ed è un banchiere.
Li ammiro come coppia, sono sempre molto allegri e si amano tanto.
Agli occhi di tutti, posso sembrare una persona a cui non manca niente, forse è davvero così, ma io, in questa famiglia PERFETTA, mi sento sola, mi sento piccola.
Vedo che tutti raggiungono i propri obbiettivi, che tutti hanno una ragione per vivere,
Io no.
Io trascorro le mie giornate chiusa in camera, con un paio di cuffiette nelle orecchie, alternativamente leggo un libro.
Le ragazze normali, alla mia età, escono, vanno in discoteca, o magari vivono una storia d' amore, non sempre serena, questo si, ma almeno una storia che dia un senso alle loro giornate.. io no. io niente di tutto questo.
                        
                                                             *********************

-"Samantha!!!"- Sento mia madre urlare il mio nome per l' ennesima volta in una giornata, dal piano di sotto.
Non fa che chiamarmi e provare a farmi integrare un pò di più tra le persone.
-"Mamma, sono occupata!!"- le rispondo, talvolta, urlando.
Sento bussare la porta. "Avanti." -Dico.
È ancora lei.. è ancora mia madre. Mi irrita la sua presenza.
-"Dai, tesoro, scendi un pò giù, ho preparato la crostata di mele che ti piace tanto e vorrei mi dassi soddisfazione..!!"
-"Mamma, ma perché mi chiami sempre?, ma non capisci che mi annoio di stare tra la gente?!, Non capisci che voglio rimanere sola? Non lo capisci?"-Dico irritata.
Vedo l' espressione di mia madre rabbuiarsi, china la testa -"E va bene, scusa.".. esce dalla stanza e chiude la porta alle sue spalle.

Sono rimasta di nuovo da sola nella mia camera, è tutto buio e c'è un silenzio tombale, fino a quando sento la voce di mia sorella che mi chiama per dirmi che la cena è pronta, ma io rifiuto.
Passa qualche ora.
Mi alzo dal letto, devo andare al bagno, percorro, quindi, il corridoio che porta da camera mia, al bagno. Passo davanti la camera di mio fratello e lo sento chiamarmi.
Ho un bel rapporto con mio fratello, lo invidio un po' per i suoi obbiettivi, si.. ma è l' unica persona che io sopporto.
-"Sam, ma che onore vederti fuori dalla dimora"- dice lui, in tono scherzoso, mi tira a sé e mi abbraccia, dandomi un bacio sulla fronte.
"Eh.. hahahahaahaha.."-rido, e lo abbraccio anch' io.
Ah. mio fratello, lo adoro. Starei tra le sue braccia ed in sua compagnia per l' eternità.
Dopo un pò ci distacchiamo dall' abbraccio e mi fa sedere sul letto accanto a lui -"Allora? tutto okay?"- mi chiede. -"tutto okay, tutto okay.."- gli rispondo.
-"E in amore, come va?"- mi chiede.
-"No, non ne voglio assolutamente sapere niente di ragazzi."
-"No, ma infatti, ero ironico, tu sei la mia sorellina. Sono geloso io."
-"Si, ahhahahahahah."-
-"Scema, qualsiasi cosa ci sono sempre, lo sai.. Anche per scambiare due parole, per qualche consiglio, ci sono sempre."- Mi dice con il suo solito tono rassicurante.
-"Grazie, Leo.. lo stesso vale per me, ci sarò sempre.." -Gli sorrido e lo abbraccio.
-"Notte, Sam."-
-"Buonanotte."-
Esco dalla stanza di mio fratello, continuo il corridoio, vado al bagno e poi filo a letto.

 

-"Signorina Miller!!!"- mi chiama, sarcasticamente, una voce femminile, è Noha, la mia migliore amica.
Noha ha diciannove anni, proprio come me.
Vive a due isolati da casa mia e ci conosciamo da quando avevamo circa tre anni ciascuna, si.. Dal primo giorno che sono arrivata in Texas, in quella famiglia.
Io sono di origini Italiane e sono stata adottata dalla mia attuale famiglia, appunto, all' età di tre anni.
Dei miei genitori naturali so poco e nulla, so che mi hanno abbandonata in pieno inverno, fuori ad una chiesa e se non fosse stato per delle suore, sarei anche morta di freddo.
Ho conosciuto Noha il primo pomeriggio che ho passato in Texas, quando i miei genitori mi portarono al parchetto del quartiere e lì diventammo amiche e le nostre mamma si incontravano ogni pomeriggio, così si scambiarono i numeri di telefono e diventarono buone amiche anche loro, cominciando anche ad organizzarsi ogni tanto per "un caffè e quattro chiacchiere"..
Ovviamente tutto questo lo so perché lo raccontano mia madre e la madre di Noha, Mary..
-"Ma guarda un pò chi si rivede!!"-le rispondo con un gran sorriso.
-"È vero, ahahahhaahahaha, sono due giorni che non ti vedo, eppure siamo nella stessa scuola"
-"In realtà in questi giorni non sono uscita dalla classe durante l' intervallo, per questo non ci siamo viste"- le dico.
Mi viene vicino e mi abbraccia. "Mi sei mancata, amica mia"- mi dice, con il suo solito tono dolce.
-"Anche tu, tanto"- le rispondo.
Usciamo insieme da scuola ed imbocchiamo la strada per arrivare alle nostre case.
-"Ti va di trascorrerlo insieme questo pomeriggio?"- le chiedo.
-"Uh, si.. mi farebbe piacere, ma devo studiare!!"
-"Devo studiare anch' io, possiamo farlo insieme",
-"Vieni a pranzare a casa mia, dai..!!"- la supplico
-"E va bene"- Dice, "Telefono mia madre."-
Arriviamo a casa, siamo stanchissime, salutiamo tutti e -"Tesoro!!"-Dice mia madre venendoci incontro ed accogliendo Noha. La abbraccia e le chiede come sta, beh le solite domandine noiose.
Corriamo al piano di sopra a precipitarci sul letto, prima però ci spogliamo di tutti gli accessori superflui, come, ovviamente, il giubbino, le scarpe, gli orecchini a cerchio (che sono un mood per entrambe) e mettiamo la vestaglia e le pantofole, poi si, andiamo a buttarci sul letto.
-"Sono stanchissima"- dico e faccio uno sbadiglio
-"a chi lo dici"- risponde lei.
Prende una rivista che è sul comodino vicino il mio letto e la sfoglia, è una rivista di moda.
-"Questi capi sono fantastici"- commenta, voltando le pagine, "Guarda queste acconciature, poi..",
"Ah, non te l' ho detto, ma stavo pensando di tingere i capelli di nero"- mi annuncia.
"No, ma sei impazzita?!"-Le rispondo inorridita, quasi.
Noha è una bellissima ragazza, ha i capelli lisci e biondi, lunghi fino la fine della schiena, con gli occhi azzurri intonati perfettamente al colore dei suoi capelli.. Poi ha dei lineamenti perfetti.
Ha la mia stessa statura, siamo un pò basse, a me non importa, ma lei lo trova un difetto.
Insomma, nonostante ciò, non le manca niente, infatti la chiamano " Barbie", in realtà chiamano ad entrambe così, perché dicono che siamo identiche, solo che lei è bionda ed io sono mora.
-"Perché, non ti piacerebbe?"- mi chiede
-"Assolutamente no, dai.. ma sarebbe una follia, dopo non tornerebbero mai più di questo colore bellissimo"-
-:" Beh, hai ragione.. non so, devo pensarci"-
-:"Pensaci bene."
-"Sammy, Noha, il pranzo è pronto!"- La voce di Giulia interrompe la conversazione.
-"Veniamo!!"- Rispondiamo in coro, mettiamo un paio di pantofole e usciamo dalla stanza.
Si mangia pasta al sugo, un piatto che preferiamo particolarmente entrambe.
A tavola parliamo di scuola e di progetti futuri, dato che ormai mancano pochi mesi all' esame di stato.
Noha dice che ha intenzione di iscriversi all' università, alla facoltà di medicine.. Beh, devo dire che ha voti altissimi, per cui può permetterselo.
Mentre io, ricordo a tutti che ho intenzione di crearmi una vita indipendente, sull' università sono ancora indecisa, ma andrò sicuramente a cercarmi un lavoro momentaneo, che mi permetta di mantenermi da sola.
Finito di mangiare, torniamo in camera.
-"Sam, guarda qui!! "-mi dice con entusiasmo Noha, indicando sullo schermo del suo Iphone.
-"Hanno organizzato un party alla ''Seven Lakes High School"(Il nostro liceo)"- m' informa.
-"Oh! Bello.."- Non so se esserne felice o triste, potrebbe essere una serata diversa.. Infondo potrei provare, per una volta, a socializzare.. fare nuove amicizie.
-"Sam!"- Mi distoglie dai pensieri. -"Ci andiamo?"
-"Non lo so, ci stavo pensando"- Rispondo.
-"Mh, okay... cominciamo a studiare?"-propone e si alza a sedere sul letto.
-"Si."
Prendiamo gli zaini e ci mettiamo a lavoro.
Passa qualche ora ed abbiamo finito di studiare.
-"Cosa presenterai all' esame?"- Mi chiede
-"Porterò la tesi su Freud, tu?"-
-"Porterò una tesi sulla follia."-
-"Wow, sembra interessante"-
-"Lo è; L' ho già stampata, qualche volta te la mostro."
-"Uh, si.. mi farebbe piacere"- "Non appena la stamperò, te la mostrerò anch' io.. preferisco aspettare un altro pò, nel caso dovessi modificare qualche dettaglio.."-
-"Ma sono già le otto"- guardo incredula l' orologio sulla parete della mia camera. -"Devo ancora fare la doccia, è tardi".
-"Uh, non mi ero resa conto neanch' io di come si fosse fatto tardi"- Dice Noha.
-"Mangi qua?"- le chiedo.
-"No, grazie Sam, ma devo andare a casa anch' io, devo fare una doccia e poi vado a dormire."-
-"Credo sia, appunto, venuta l' ora di andare"- dice, continuando.
"Eh vabbè, sarà per la prossima volta.."-"Abbiamo comunque passato una bella giornata insieme."
Si prepara per andarsene, saluta tutti e l' accompagno alla porta. -"Ci vediamo domani, Noha"-
-"Si.. Ciao, Sam."- Mi saluta.

Il mattino seguente mi sveglio tardi e decido di entrare in seconda ora, mi lavo e vado a fare colazione.
Mio padre propone di accompagnarmi a scuola, dato che deve fare la stessa strada per andare a lavorare, accetto e mi accompagna.
Quando arrivo in classe ricevo una notizia meravigliosa: tutta la scuola è invitata a partecipare ai tornei sportivi tenuti dai ragazzi, appunto, della nostra scuola.
Posso scegliere tra: Torneo di tennis, torneo di basket, torneo di calcetto e torneo di pallavolo.
Scelgo il torneo di calcetto e con me viene Annie, una mia compagna di classe.
-"Che miracolo!"- scherza.
-"Si, infatti, era anche pesante questa giornata." -rispondo.

Stiamo scendendo le scale della scuola che portano all' atrio, quando incontriamo Noha..-"Hey, Sam, aspettami!!"- ci ferma.
-"Hey!"- Le sorrido.
-"Che torneo andiamo a vedere, dai, andiamoci insieme?!"- dice lei, unendosi a noi.
-"Beh, stavamo andando al torneo di calcetto” -dico.
-"Ah, ottimo. Andiamo."

Arriviamo fuori la palestra dove tra pochi minuti comincerà la partita.
-"Ragazze, io vorrei fermarmi a fumare una sigaretta" - Ci dice Noha.
-"Beh, ti aspettiamo"- le dico.
-"In realtà io preferirei entrare"- Dice Annie.
-"Vabbè, allora ci vediamo dentro."- lei rispondo e lei entra.

Ci avviciniamo ad un gruppetto di ragazzi per chiedere un accendino, quando si scostano per farci passare, vedo che all' interno di questa cerchia c'è il ragazzo biondo di ieri, che sta dando della roba ad altri ragazzi e lo fisso, quando alza lo sguardo mi guarda storto.
In tutto ciò, ovviamente, Noha sta già socializzando e parlano della festa che si terrà sabato in questa scuola e da come vedo Noha ha deciso proprio di andarci.
-"Dai, Sam.. ma perché non vieni anche tu?!"- Dice Noha esaltata davanti tutti, ed io divento rossa come un peperone.
-"Non lo so, Noha, te l'ho già detto."- le rispondo imbarazzata.
-"Dai bella, ma perché non vieni, cos' hai da fare?"- Mi chiede con arroganza il ragazzo che sta parlando con Noha.
-"Ma fatti gli affari tuoi."- sbotto, irritata.
Mi sorride e tira fuori dalla tasca un oggetto che usa per l' erba che poi mette in una cartina per farsi una canna e la fuma.
-"Caratterino!!"- si rivolge a me. -"Non volevo infastidirti prima, però davvero, pensaci a venire, ci divertiremo, più ne siamo, più bello sarà."- dice.
-"Beh, così va meglio"- Gli faccio l' occhiolino in segno d' approvazione.
-"Sai cos' è? che non è proprio il mio genere di festa, non sono abituata a stare tra la gente, mi sentirei un pesce fuor d' acqua, non saprei come vestirmi e poi non ci sono mai stata ad una festa così".-
"Ma quanti anni hai?"- mi chiede incredulo.
-"Diciannove."
-"E non sei mai stata ad una festa?"
-"Non feste dove chissà cosa si fa."-
-"A cosa ti riferisci, scusa?!"
-"Beh, quel genere di feste volgari, dove si fuma e ci si ubriaca in gruppo, dove le ragazze sono vestite con minigonne e top, cioè, davvero.. non mi ci vedrei proprio".
-"Ma sono esperienze che si fanno, sono cose belle, è vita."- Mi spiega, -"Non devi sentirti diversa, capisci?!"-
-"ognuno di noi ha una personalità diversa, ma dobbiamo cercare si aprirci, vedere il mondo, conoscere gente, fare amicizia, perché sono anni che non torneranno più indietro."- continua.
-"il mio potrà essere un ragionamento sbagliato, ma quel *genere di cose* ogni tanto, non farebbero male a nessuno.. anzi. Poi sta a te comportarti da persona matura e non entrare in brutti giri o prendere brutti vizi.."- Finisce e mi sorride.
-"Hai ragione, sai.. Non me lo aspettavo un discorso del genere, ma hai detto cose giuste."- gli sorrido.
-"Comunque non ci siamo presentati, io sono Kevin, piacere."- dice lui, porgendomi la mano e stringendomela. Mi presento anch' io.
-"Wow, Sam che fa amicizia con qualcuno, mi stupisco." -Scherza Noha.
-"Mi sento onorato."- Dice Kevin e ridiamo tutti e tre.
-"Sam, dai.. entriamo?"-mi chiede Noha.
-"Ma che andate a fare a vedere quelle noiosissime partite, tanto non dovete firmare per entrare, quindi i professori non sapranno che non ci siete state.- Dice Kevin. -"Perché non rimanete qui con noi?"- Ci propone indicando il gruppo di suoi amici.
Io e Noha ci guardiamo e facciamo cenno di sì con la testa -" e va bene"- acconsentiamo.
-"Ragazzi"- Cerca di portare l' attenzione degli amici a sé, Kevin. Tutti si voltano verso lui.
-"Loro due si chiamano Noha e Samantha"- ci presenta.
-"Sam"- puntualizzo con un sorrisetto.
Sorridono e si presentano uno per uno, dicendomi i loro nomi -"Micheal, Landon, Mark e Jake"-
Do un occhiata al ragazzo, sperando venisse anche lui a presentarsi, ma non lo fa, ha smesso di dare erba alle persone, adesso sta fumando una canna anche lui.
-"Quindi verrete sicuramente alla festa?"- Chiede Landon.
-"Si"- Rispondiamo in coro io e Noha.
-"Ottimo."- Dice Micheal -"Devo portare le mie casse, sono fortissime"-
-"Ragazze, avete WhatsApp, così creiamo un bel gruppo?!"- Chiede Jake
-"Si, certo.. è una bella idea!"- dico e gli detto il mio numero, Noha fa lo stesso.
Continuiamo a discutere parlando di dove abitiamo (Scopro che Jake abita a due isolati dalla mia casa), di quale indirizzo frequentiamo (I ragazzi frequentano tutti e quattro il liceo musicale) e scopro che hanno venti anni, sono al quinto anno anche loro e sono stati bocciati una volta.
Sono davvero simpatici, adesso posso dire che ho degli amici, Si.. dopo diciannove anni, ho anch' io degli amici.
-"Ragazzi, siamo davvero felici di avervi conosciuti, ma adesso dobbiamo proprio andare"- Annuncia Noha e li salutiamo.
-"Sam, se vuoi dopo possiamo andarcene insieme, dato che abitiamo vicini."- Mi propone Jake.
-"Si, certo."-
-"Vado in classe per far verificare la presenza e ti aspetto fuori scuola"- gli dico.
Andiamo ognuna nella proprio classe e all' ultima campanella ci precipitiamo fuori dall' aula, vado fuori scuola e rincontro Noha e Jake, che mi stavano aspettando.
Ci incamminiamo verso casa.
-"Ragazze, per caso sapete se è vero che la nostra scuola ha programmato una crociera per il viaggio di istruzione?"- Chiede Jake
-"In realtà lo ho origliato in una conversazione tra due professoresse" -Risponde Noha.
-"Origli anche?"-Chiese Jake scherzando.
-"Lo so che non si fa, ahahahhahahahaha.. Ma mi interessa così tanto che non ho potuto non intrigarmi"- Dice Noha.
-"Wow, certo che sarebbe fantastico se davvero organizzassero una crociera.. Non avrei detto lo stesso fino a stamattina, ma adesso che ho degli amici, l' idea mi piace"- Dico.
-"Infatti, wow.."- Dice Jake.
-"Ragazzi, io sono arrivata, ci teniamo in contatto su WhatsApp. Jake, non dimenticare di creare il gruppo"- Dico.
-"Va bene, non preoccuparti, Sam.. Allora ci sentiamo oggi!!"-Dice e ci salutiamo con un bacio sulla guancia, lo stesso io e Noha.
Entro in casa.
-"Ciao tesoro, com' è andata a scuola?"-Chiede mio padre.
-"Tutto bene."- Rispondo e filo in camera.
Sprofondo sul letto e cado in un sonno profondo, sogno un ragazzo bellissimo, con gli occhi azzurri e i capelli biondi.

Quando mi sveglio sono le 16.00 del pomeriggio, per domani non devo studiare niente.
Penso a stamattina, sono davvero felice di avere nuovi amici. -"La festa!!"- Dico tra me e me.
Devo ancora chiedere il permesso ai miei genitori, devo comprare un vestito e delle scarpe adatte e mancano solamente tre giorni a Sabato.
Esco dalla mia camera e vado a cercare mia madre, è sul divano a sfogliare una rivista.
-"Cucciola, non ti ho proprio vista oggi!"- esclama, quando mi vede arrivare.
-"Beh, in realtà, ero così stanca che appena sono tornata da scuola, sono corsa in camera mia, infatti mi sono addormentata."- le spiego.
-"Si si, lo so, avevo chiesto a Morgan di venirti ad avvisare che il pranzo era pronto e mi ha detto che ti eri addormentata."
-"Cioè, mi stai dicendo che ha bussato alla porta della mia camera e non avendo ricevuto nessuna risposta, ha aperto? senza il mio permesso?"- domando infuriata.
-"Si, beh.. ma che fa?, sono anni che è al servizio di questa famiglia.. Ormai è come se fosse anche casa sua."- fa per spiegarmi mia madre, ma la interrompo.
-"Senti, mamma, ascolta, non me ne frega niente di niente, sono qui perché vorrei chiederti il permesso di andare ad una festa, con degli amici?"-
-"Tu hai degli amici?- Domanda incredula
-"E da quando?"-
-"Non sono affari tuoi, cogli occasione e fammi andare".
-"Ma certo che puoi, ovviamente chiedi anche a tuo padre"
-"Si, lo so."
Esco dalla sala da pranzo e vado nello studio di mio padre. Non è che ci lavora dentro, ma è la sua stanza, dove ha una scrivania ed un personal computer e poi ha una pila di documenti, beh.. tutte cose sue, in pratica.
-"Papà!!"-lo chiamo.
-"Ehy, Sam.. dimmi."
-"i miei amici hanno organizzato una festa, questo sabato, ci posso andare?"-
-"Hai degli amici? e da quando?"-
-"Ma quanto siete paranoici con queste domande?"-
-"Eh si, ho diciannove anni e finalmente ho trovato degli amici."-
-"Hey, hey.. calma, signorinella, non c' è alcun bisogno di agitarsi così tanto"-
-"Ma dove si terrebbe, poi, questa festa?"
-"A scuola."-
-"Una festa a scuola? certo che siete davvero strani.. Com' è possibile organizzare una festa a scuola?"-
Comincia ad essere davvero irritante.
-"Papà ma che ne so, l' hanno organizzata altre persone e sono stata invitata, posso andarci, si o no?"-
-"Si, certo, va pure."-
-"Grazie."-
-"Ti servono soldi o li hai?"-
-"No, grazie, ho i miei risparmi sulla mia carta di credito."-
-"Ah, va bene."-
-"Okay.. Io vado!"-
-"Sammy.."- Mi chiama, mentre sto per uscire.
-"Fa attenzione."-
-"Non preoccuparti"- Gli sorrido.

Vado nella mia camera e decido di chiamare Noha per andare a fare un pò di shopping.
-"Pronto, Noha?"
-"Hey, Sam, dimmi"-
-"Ho detto della festa ai miei genitori, mi danno il permesso di partecipare."-
-"Oh, davvero?"- Mi chiede in tono allegro.
-"Si!!"-
-"Stavo pensando di andare a fare un pò di shopping, dato che non ho proprio nulla da mettere a quella festa"- Le propongo.
-"Credo sia proprio un' ottima idea, mi preparo e vengo da te"- mi dice e riattacca.

Vado a fare una doccia e indosso qualcosa di comodo da togliere facilmente quando dovrò provare i capi, un leggins ed una maglia abbastanza lunga.
Sento la porta bussare, al piano di sotto, apre mio fratello e sento la voce di Noha. È qui. Sono pronta e scendo.
-"Dove andate?"- Chiede Leonardo, mio fratello.
-"A fare shopping, sabato andiamo ad una festa"- Risponde subito Noha.
-"Ah, wow.."-
-"Vuoi venire?"- chiede Noha.
-"Ecco, beh, io.."- comincia mio fratello.
-"No, che non vuole venire."- Dico afferrandola per il braccio e trascinandola fuori di casa mia.
-"Fate le brave"- Ci raccomanda lui, facendo l'occhiolino.

-"Noha!!, ma ti sei rincretinita, per caso?"- "Ma come ti viene in mente di chiedere a mio fratello di venire ad una festa, quel genere di festa, in discoteca, dove ci sono io ed altri ragazzi?"-
-"Ma che male c' è?"- mi chiede
-"C'è che non lo voglio tra i piedi."
-"Ma come fai a dire così?, Leo è così dolce e bello.. È perfetto."- Mi dice..sbavando, quasi..
-"Ti piace mio fratello, per caso?"-Dico ridendo e anche un pò incredula.
-"Ehm.. no, ma quando mai."- mente.
-"Noha, sei la mia migliore amica, ti conosco come conosco me."-
-"Eh vabbè, si.. mi piace Leo."-
-"Bene, sono felice. Così tu fai il primo passo, gli piacerai, uscirete, vi fidanzerete, vi sposerete e mi togli un altro peso di dosso"- Dico, scherzando.
-"Hahahahahahahahah, che cattiva che sei!!"
-"Però si, non mi dispiacerebbe affatto."- dice e sorride.

Arriviamo al corso principale del quartiere, dove vi sono tanti negozi di vestiti, accessori e scarpe.
-"Entriamo in questo negozio!"- Propone.

Quando entriamo, il negozio è lussuosissimo..
Ci sono abiti stupendi, vestitini e abiti lunghi, da cerimonia, sportivi.. Ma i prezzi sono abbastanza alti, non che non possa permettermelo, ma devo anche pensare a conservare i soldi per il "POST LICEO."
do un' occhiata anche per farmi un' idea dell' abito che vorrei indossare, perché in realtà, non saprei proprio.
-"Che bello questo..!!, e guarda questo, invece..!!"- Sento Noha commentare ogni vestito che vede.
-"Noha, ma i prezzi li hai visti?"- Rido.
-"No, ma non credo costino poi così tanto."-
-"Tu dici?"-"Prova a dare un' occhiata."- dico.
-"Wow.. ma è carissimo."
-"Ciò significa che dobbiamo cambiare negozio."- Le dico.
-"Giusto."-

Entriamo in quasi tutti i negozi di quel corso e alla fine, dopo tanta fatica, qualcuno ci ha miracolate.
Abbiamo trovato un vestito.. lo stesso, si.
Ci vestiremo uguali, le "Barbie gemelle".
Il vestito è davvero bello, ne sono soddisfatta.
È corto, arriva sulle cosce, stretto, nero e semplice. È tutto un pezzo con le maniche lunghe ed ha una scollatura a cerchio sul petto.

Sarà molto più semplice trovare le scarpe, vogliamo un tacco a spillo nero. Infatti le troviamo subito.

Questo corso è davvero bello, è la parte del quartiere che amo di più.
Ci sono tante persone che passeggiano tranquillamente, ci sono bambini, ragazzi.. comitive, coppiette di fidanzati, persone anziane..
È una strada tutta illuminata, piena di negozi e durante il periodo Natalizio è ancora più bella.

Ci fermiamo a prendere un gelato.
Io lo prendo a limone, il mio gusto preferito e Noha lo prende a fragola.
Ci intratteniamo un altro pò per strada e poi torniamo a casa.

Apro la porta di casa mia e mio padre viene a salutarmi. -"Ciao, amore di papà, ti sei divertita?"-
-"Ciao papà, si."-
-"Hai scelto cosa indossare alla festa, allora?"-
-"Si."- rispondo e gli mostro le compere.
-"Wow, sarai sicuramente la più bella della festa!!"- Sorride, fa per andarsene e mi accarezza la testa.
Faccio vedere a mia madre il vestito e le scarpe, le piacciono, ma mi chiede di indossarli.
Esco dal bagno per mostrarmi a mia madre e passano Leonardo e Giulia, rimanendo esterrefatti, non mi avevano mai vista preparata così.
-"Wow, sei bellissima."- Dicono tutti. Mi fa piacere le piaccia e Giulia si è offerta di truccarmi per la festa.

Dopo cenato, faccio un bagno caldo, riempiendo la vasca, ovviamente di bagnoschiuma, come piace a me e riesco a rilassarmi per un' oretta.
Quando mi rilasso penso tante cose, tra questa marea di pensieri, c'è di nuovo lui, il ragazzo biondo della scuola. -"Devo dire che è proprio bello."- Dico tra me e me.
-"Si, ma è antipatico, cioè.. ma si vede."- Comincio a discutere da sola, si.
Voglio assolutamente conoscerlo e mi chiedo perché nel gruppo in cui ci stiamo inserendo, non ci sia anche lui. Quando tutti si sono presentati, lui non lo ha fatto.
Torno con i piedi per terra, esco dalla vasca, mi asciugo, stiro i capelli, metto il pigiama e finalmente vado a dormire.

Il giorno dopo, appena arrivo a scuola, ho così sonno da non accorgermi che sono tutti agitati e quando me ne rendo conto, sono curiosa di saperne il motivo.
-"Ciao, Sam."- È Jake.
-"Ehy, Jake!"
-"Sai cosa sta succedendo?"-
-"Ah, non lo sai?, adesso ti dico l' ultima. La preside ha deciso che da domani dovremmo venire a scuola in divisa."-
-"Cosa?, ma perché?"-
-"Non lo so. So solamente che dovremmo stare tutti con una divisa del cavolo addosso, per non parlare delle spese in più.-"
-"Scusa, ma come fanno a procurarcele per domani se siamo stati avvisati adesso?"- chiedo.
-"Hanno detto che oggi verranno delle persone per ogni classe a prendere le misure del nostro corpo, chi ha i soldi, può pagare al momento e chi non li ha, se non li porta entro una settimana, avrà un provvedimento disciplinare. Assurdo."-
-Assurdo.. davvero.-
-"Beh, Jake.. adesso devo proprio entrare."- lo saluto.
-"Va bene, Sam. Ci vediamo all' intervallo."-

In classe discutiamo di questa novità per un bel pò, dopodiché vengono delle persone a prendere le misure del nostro corpo. Ci spiegano che saranno
divise molto belle, i ragazzi indosseranno pantaloni lunghi scuri ed una camicia chiara, con l' aggiunta di una cravatta e lo stemma del nostro liceo.
Le ragazze, invece, dovranno indossare una gonna ed una camicia, con lo stemma del liceo.

Non è poi un' idea così mostruosa.

Quando suona la campanella che segna l' intervallo ci precipitiamo, come al solito, fuori dall' aula.
Vado in cortile e trovo Jake, Micheal, Landon, Mark e Kevin.
-"Ragazzi!!"- Li chiamo.
-"Hey, Sam!"-Risponde Micheal.
Mi salutano.
Stanno rollando una canna.
-"Perché fumate sempre sta' roba?"- Chiedo.
-"Perchè rilassa."- Risponde Landon.
-"Ah."-
-"Ragazzi, comunque ieri non avete più creato quel gruppo su WhatsApp."- gli ricordo.
-"Infatti, Jake, perché non lo hai creato?"- Chiede Mark
-"Ragazzi, ho avuto tantissime cose da fare ieri, non ho avuto neanche un pò di tempo libero."- Si scusa Jake.
-"Vabbè, dopo però non dimenticarti."- gli dico.
-"D' accordo!"-
-"Raga, mi ha contattato Christian e mi ha detto che tra poco comincia la partita, venite"?-Dice Jake.
I ragazzi discutono sul se devono andarci o meno e alla fine si decidono ad andarci.
-"Sam, perché non vieni con noi?"- Mi propone Kevin.
-"Ma di che partita si tratta?"- Chiedo.
-"Una partita di calcio."- m' informa Jake.
-"Uh, si.. mi piace tanto il calcio, ma devo andare in classe."-
-"Avanti, Sam.. ma sei maggiorenne.. sei da cinque anni in questa scuola, inventa una scusa da dire alla prof. e vieni con noi.."- dice Micheal.
-"Infatti, Sam. Le partite che organizzano i ragazzi in questa scuola sono davvero belle da vedersi"- Dice Landon.
-"E va bene, mi avete convinta."-
Vado dalla mia professoressa a chiederle il permesso di stare in sala teatro, fingendo di avere alcune prove per il saggio di fine anno.

Avuto il permesso, torno in cortile dai miei amici e raggiungiamo la palestra.
La partita comincia e non sono più nella pelle quando vedo che a giocare è il ragazzo biondo, che tra l' altro, fa anche 3 goal e la sua squadra vince 4-1.

È stata una partita bella quanto lui.

È tutto sudato, ma sorride soddisfatto alla gente che gli va incontro.

M' incanto per qualche minuto a fissarlo mentre riceve elogi dai suoi amici e da alcune ragazze.
Per un attimo si volta verso di me e si accorge che lo sto fissando, mi sorride ed io divento una lampa di fuoco.

Il resto della giornata lo trascorriamo in sala informatica, dove abbiamo avuto la possibilità di continuare a scrivere le nostre tesine per l' esame.

-"Ecco! la mia è finalmente pronta."-Sono entusiasta.
Salvo le ultime modifiche su una chiavetta e vado a stampare il tutto.

-"Sam, ci sei?"- Chiede Mark, distogliendomi dai miei pensieri. Mi ero distratta nel guardare quel ragazzo.

-"Ehm.. Si.."-Dico arrossendo, avendo capito che Mark si è accorto di come guardo la mia crush.

-:"Oh, no!. Non dirmi che sbavi anche tu per quello lì."
-"No, ma cosa dici?!"- mento.
"Ma ti eri imbambolata a guardarlo, poi piace ad un sacco di ragazze."- mi fa voltare a sinistra. -"Ecco, sta già uscendo con una"- mi fa notare. Mi si spezza il cuore.

Esco da scuola.
Non so perché, ma ho voglia di camminare un pò a piedi, ho bisogno d' aria fresca.
Rifletto su quanto stia cambiando la mia vita.
Sono piccole cose, abitudini normalissime di tutte le ragazze, ma solo chi ha vissuto ciò che hi vissuto io potrà capire quanto sia importante avere degli amici.
Fino a qualche giorno fa, non facevo altro che starmene rinchiusa nella mia stanza, con l' MP3,isolata dal mondo.
Adesso ho degli amici, ho una festa nei miei programmi, un ragazzo nella mente.
Sto vivendo.

Arrivo a casa. Tutti mi salutano con la solita cordialità ed il solito affetto.

Vado in camera, studio e poi vado a fare una doccia.

-"Sam..!!"- Mi chiama mia sorella, dal corridoio.
-"Giulia, dimmi."-
-"Cosa ne pensi di questa maglia e questi pantaloni?"-
-"Mh, sembrano carini, perché?"
-"Beh, perché, in realtà, li ho comprati questa mattina, ma non li ho misurati, e per sfortuna non posso cambiarli, quindi ho pensato di regalarli a te.-"
-Mi spiega- "Allora, cosa ne pensi?"-
"-Mi piace, voglio misurarlo-" Dico.

Vado in bagno e provo i nuovi abiti.
La maglia è scollata e mette in risalto il seno, mentre i pantaloni, sono molto aderenti.
Non mi sono mai vestita così, ma devo dire che mi piace molto.

Quando torno in camera, vedo che il mio telefono lampeggia, sono delle notifiche di WhatsApp.
Lo apro e vedo che è stato creato un gruppo con i miei amici.

Cominciamo a chattare e ci organizziamo per cenare fuori. Beh, a dire il vero mi sembra un pò tardi  per avvisare mia madre che non ceno qui, stasera.. Ma ci proverò lo stesso.

Il risultato è stato positivo, mamma non aveva ancora cucinato.

Ci metto giusto mezz'ora per prepararmi.
Indosso un vestitino lungo fino alle ginocchia, nero e i tacchi.

Quando esco di casa, trovo subito Jake e Micheal, che si erano offerti di passare a prendere me e Noha.

-"Ma quanto c*** sei figa, Samantha"- Dice Jake.
-"Ma quanta volgarità..!-Dico, stupita, in tono scherzoso, mentre salgo in macchina.

Michel fuma e alla guida c'è Jake.
Io e Noha siamo sul sedile posteriore e ci godiamo il viaggio, accompagnato dalla musica rock che ascoltano i due ragazzi davanti.

Quando arriviamo, i ragazzi ci danno una mano a scendere dall' auto.
Guardo il locale, davanti a me e mi rendo conto che non era proprio quello che mi aspettavo, cioè, um ristorante tranquillo. Questo è una specie di discoteca. Ciò non mi dispiace, però.

-"Ragazze, stasera ci saranno un sacco di ragazzi della nostra scuola, in questo locale."-
-"Che coincidenza! E come mai?"- chiede Noha.
-"Ogni Sabato si organizzano in gruppetti, per venire a ballare qui"- Risponde Jake.

Quando entriamo, la musica è altissima, ci sono delle luci colorate e ragazzi che si scatenano a ballare. Rimbomba tutto.

I ragazzi ci guidano verso una comitiva di altri ragazzi e ragazze. Si salutano e ci presentano.
-"Piacere, David."-
-"Piacere, Max"-
-"Piacere, Melissa"-
-"Piacere, Eliana-
Ricambio, con un sorriso, le presentazioni.

Le ragazza sono più nude che vestite.
Una ha una minigonna che arriva sulle cosce.
L' altra, invece, ha dei pantaloncino di pelle, che mostra ogni forma.

Ci sediamo vicino loro e Jake mi cinge in vita, con il braccio. -"Ti piace questo posto, Sam?"-
-Si-
-"Menomale.” Sorride.
-"Spero non ti sia dispiaciuto se ci siamo uniti a loro, ma è anche un modo per conoscere altre persone."-
-"No, ma quando mai.. figurati, sono felce anch' io di conoscere nuova gente."- Gli sorrido.

-"Volete bere qualcosa, ragazzi?"- Chiede David.
Io e rispondo di no, mentre tutti gli altri, compresa Noha, decidono di bere.

Decido di buttarmi in pista e ballare.

Questa musica mi scorre nelle vene, tanto che è forte, tutti i pensieri sono svaniti, ci siamo solo io e la musica.

Controllo l' orario sul display del mio smart phone e mi accorgo che sono le 02:00 del mattino, sicuramente staranno dormendo tutti, ma potrò avvisare Giulia che dormirò a casa di Noha, per questa notte.

"Sam, vieni"- mi trascina Noha fuori dalla folla.
-"Vogliono giocare ad obbligo o verità"- "Dobbiamo giocare assolutamente anche noi."
-"Oh, e va bene!"- Rispondo.

Quando arriviamo al tavolo, vedo più persone.
Ci organizziamo per giocare e siamo:
Io, Noha, Jake, Micheal, Eliana, Melissa, David, Max e.., perdo di un battito nel vederlo, il ragazzo biondo, che si sta avvicinando.

-"Buonasera."- Dice, con aria fredda, come al solito.
-"Ma chi si rivede!!, Christian Hall!!"-Lo accoglie con un abbraccio, e capisco che sono amici..

Ma si, adesso che ci penso, stamattina Jake ha ricevuto un messaggio da lui, era lui CHRISTIAN.

-"Dovete giocare ad obbligo o verità?"-Chiede la mia crush.
-"Si, unisciti a noi"- Lo invita, David.
-"Okay"-

Nel frattempo mi arriva un messaggio da mia sorella  e sono più tranquilla del fatto che abbia potuto avvisare a casa, che non sarei tornata a dormire.

-"Bene, cominciamo!"- Annuncia, Jake.
La bottiglia va verso David e poi verso Eliana.
-"Obbligo o verità?"-
-"Obbligo"-
-"Ti obbligo a tirare su con il naso un pò di quella roba."- Le dice, indicando della polvere bianca, cocaina.
Lei sorride e lo fa, anche se non so con quale coraggio, dato che io morirei di paura, ma anche di vergogna.

La guardano tutti.
Io e Noha siamo inorridite, mentre tutti quanti sembrano interessati e non le tolgono gli occhi di dosso, compreso il mio Christian.

-"Andiamo avanti."-
La bottiglia questa volta si ferma prima verso Melissa e poi verso Jake, stesso.
-"Jake, obbligo o verità?"-
-"Verità."
-"Con quante ragazze hai avuto rapporti?"-
-"Bho, chi si ricorda, superata la decina"- Risponde lui con un sorrisetto malizioso, e di ciò rimango sempre più sconvolta.

Jake è davvero un bel ragazzo, è alto, ha occhi e capelli castani, dei tatuaggi che gli ricoprono, interamente, entrambe le braccia. Ha un pearcing sulla lingua ed è davvero affascinante. Quindi non mi stupisco del fatto che sia stato a letto con tutte quelle ragazze. Ma nel contesto, beh, una domanda simile, non avrei mai posta e mai risposta.

Continuiamo il giro, fino a quando arriva a me.
Scelgo obbligo e deve obbligarmi Eliana.
-"Ti obbligo a bere un cocktail di Invisibile alla fragola."-

Non ho intenzione di bere, mia madre mi ha sempre fatto discorsi serissimi su certi argomenti e vorrei seguire i suoi consigli.
-"In realtà, non mi piacciono"-
-"Anche a me non sarebbe piaciuto sniffare quella roba davanti a tutti, ma l'ho fatto."-

Resto in silenzio e acconsento, anche se vorrei urlare che è una tossica e che neanche ne ha vergogna.

Jake va prendermi da bere.
Il sapore è dolce, ma lo sento pesante, non avevo mai bevuto alcolici, prima d' ora.

-"Sam, tranquilla, non è niente di pesante.", mi sussurra Noha, in modo da non far sentire a nessuno.

Io bevo, bevo.. e finalmente finisce.

L' ultimo turno del giro è di David e Noha.
Noha sceglie obbligo e David la obbliga a baciarlo.
Lei lo fa.
Non me lo aspettavo, davvero.
Cosa sta succedendo stasera?

Decidiamo di smettere di giocare e i ragazzi ordinano da bere.
Tra birre ed altri alcolici, non si capisce niente più.
Eliana si alza e va a sedersi sulle gambe di Christian e lo bacia. Ormai mi sono abituata a vedere questo genere di cose.

Io e Noha, ci alziamo e andiamo a ballare con Jake e Micheal, e loro, ballando, continuano a bere.

-"Ma perché non provi anche tu quella roba che ha provato Eliana?"- Viene Jake, da dietro e mi fa voltare con forza verso lui.
È ubriaco fradicio.
-"Jakee!! Ma sei impazzito, per caso?"- Gli do uno schiaffo e lo spintono via.

Mi allontano disgustata, ma dopo un pò l' alcool inizia a farsi sentire. Sbando e mi bruciano gli occhi, la gola.. Inizio a tremare.
Arrivo al bancone e chiedo balbettando come arrivare al bagno.
Ci arrivo, non so come, ma ci arrivo.
Mi mantengo ovunque, e arrivata d
vicino al bordo del WC, vomito tutto.

Quando esco dal bagno, non capisco più niente, mi si annebbia la vista e sento di venir meno. Cado in un sonno profondo.
Ma dove sono?
Mi ritrovo sdraiata su un letto tutto oro, in una stanza lussuosissima, con solamente una t- shirt, che, data la mia statura e le mie dimensioni, mi arriva fino le cosce. La cosa più grave è che non so che ora sia, non so dove sono, con chi sono e come sono arrivata qui.
mi alzo dal letto e mi osservo allo specchio gigante che è difronte a me, ho il trucco sbavato ed i capelli in perfetto disordine, ottimo.

Sento la porta aprirsi e sobbalzo, lui..
Christian. Senza maglietta, con me, in camera, indossa solamente un paio di boxer.
Non so se sto sognando o è realtà.
Sono frastornata, non so cosa pensare.

-"Samantha"-
Mi chiama per nome e manco di un battito.
Ha l' espressione Seria, pacata.
-"Christian."-
-"Cosa ci faccio qui?"-
-"Stanotte hai bevuto troppo e sei svenuta"- Mi spiega. -", -"Erano tutti ubriachi, ho chiamato un taxi per loro, non erano in grado di guidare, ma erano coscienti, quindi hanno detto i propri indirizzi e si sono fatti accompagnare a casa-"

-"Oh."-
-"Ed io cosa ci faccio qui? e che ora è?"-
-"Sono le 07.00 del mattino ed eri l' unica a non essere cosciente, non sapevo dove abitassi e ti ho portata qui."- Dice, non curato, accendendosi una sigaretta.
-"Ah.. grazie."-
-"Prego."-

-"Quindi, bevi molto?"- mi chiede.
-"No, non bevo molto, ieri ho bevuto solo un drink"-
-"Perché mi menti?"-
-"Non ti sto mentendo, non ho mai bevuto alcolici, ieri è stata la mia prima volta"- Mi vergogno un pò.
-"In diciannove anni, è stata la prima volta?"- Ride.
-"Si."-   -"Non sono il genere di persona che frequenta questo genere di posti."
-"E dimmi un pò, che posti frequenti?"- chiede.
-"Mh, possiamo cambiare discorso?"-

Mi guarda male, si alza e va via.

Ci resto male, ma perché l' ha fatto? Bah..
Il tempo di pensarci, la porta si riapre e torna Christian.

-"Vestiti, Samantha, andiamo a fare alcuni servizi e ti riaccompagno a casa"-

-"Va bene"-
Mi vesto e quando siamo pronti ci avviamo fuori la porta.
Uscendo dalla grande casa, ho avuto modo di scrutarla un pò. Stupenda.
Il pavimento di marmo e l' arredamento è lussuoso.
Ma, rispetto alla mia casa, è molto silenziosa, non si sente un minimo rumore, è triste.

Sale su una moto, parcheggiata fuori il palazzo, è un' Africa Twin, tutta nera opaca, ed è così grande che non riesco a salire. Mi da una mano e mi fa mettere il casco.
Corre velocissimo, è stupendo.
È una bella giornata e l' aria fresca mi fa star bene.

Ha le braccia tutte tatuate ed io lo sto stringendo forte forte, per non cadere.

Quando arriviamo fuori casa mia, lo ringrazio ancora una volta e alla fine lo saluto con un sorriso, ma lui non ricambia.

-"Sam, che bello che sei tornata, mi sei mancata tanto!!"- Mi accoglie mia madre, dandomi un bacio e abbracciandomi.

-"Ciao, mamma"- Sorrido.
-"Dai, raccontami un pò cos' hai fatto, ti sei divertita?"-
-"Si, siamo andati in un locale, c' erano Noha e due nostri amici, abbiamo ordinato dei panini e dato che si era fatto tardi, ho deciso di dormire da lei."-
Mento. In realtà non sento Noha da ben otto ore.

Vado in camera mia, mi stendo sul letto, ancora esausta, e contatto Noha, ma non mi risponde, starà ancora dormendo.

Non riesco ancora a credere a tutto questo, ho passato del tempo con lui, nel suo letto, seminuda.
Mi ha portata a casa, si è occupato di me.

Forse la mia mente corre troppo, non so se provo qualcosa per questo ragazzo, ma non appena sento il suo nome non capisco più niente, vedo e sento solo lui quando è nei paraggi.

-"Sam, svegliati, sono le 15.00 del pomeriggio, Noha è venuta a farti visita"- Mi sveglia mia madre.

La porta si apre e vedo la sagoma di Noha sulla soglia della porta.

-"Sam, mi dispiace per ieri, non pensavo proprio fosse finita così.."-
-"Non fa niente. Tu come stai?"-
-"Io sto bene, ma tu?"-
-"Anch' io. Devo raccontarti una cosa!!"- dico, entusiasta.
-"E racconta!"-

Ci sediamo sul letto una difronte l' altra e, abbracciando il mio cucino, le racconto tutto cioè che è successo ieri notte.

-"Oddio, non ci credo. Sono felicissima. Non me lo sarei mai aspettato da uno come lui. Secondo me gli piaci."- Dice, lei.

-"Ma no, impossibile. Se mi ha portata a casa è stato solo perché, rispetto a voi, non ero in grado neanche di parlare, cioè, lo avrebbe fatto chiunque."-
-"Mh, il mio parere resta quello."

-"Comunque, che bello, domani sera dobbiamo andare a quella festa"-
-"Si, infatti, bello."- rispondo con non curanza, guardando il soffitto.
-"Chiediamo di nuovo il passaggio a Jake e Micheal?"-
-"Non pensarci proprio."- dico.
-"E perché?"-
-"Ti rendi conto che Jake mi disse una cosa volgarissima?"-
-"Jake? ma scherzi? non lo farebbe mai."-
-"E invece lo ha fatto. Era ubriaco e mentre ballavamo, mi ha detto che se al posto di Eliana, mi fossi spogliata io, sarei stata bellissima."-
-"Ti ha detto davvero così?"-
-"Si."
-"Vabbè, era ubriaco, Sam.. capirai."
-"Eh, lo so, ma deve starsene al suo posto, non sono il tipo di ragazza a cui piace tutta questa volgarità."-
Resta in silenzio pero un pò e poi dice -"Cambiamo discorso, dai.. magari il passaggio ce lo facciamo dare da qualcun altro."-
-"E da chi?"-
-"Non lo so, dopo telefono Mark e mi organizzo con lui, troverò sicuramente qualcuno."-
-"Va bene."-
-"Dato che è presto, perché non usciamo un pò?"- mi propone.
-"E dove andiamo?"-
-"Chiamiamo i ragazzi, chiediamo dove sono."
-"Okay."- Sorrido, sperando ci sia Christian.

Noha chiama Mark, che ormai vivono in simbiosi quei due, e si organizzano per incontrarsi.
Non ho ancora capito con chi ci incontreremo, oltre lui.

-"Allora, che ha detto?"- Chiedo, impaziente.
-"Ha detto che possiamo incontrarci, loro sono nel cantiere."-
-"Loro chi? chi c'è, di preciso."-
-"Amica, fai prima a domandarmi se Christian c'è, e ti do la buona notizia che ci, c'è anche lui."- mi fa un occhiolino ed io rido. Mi capisce sempre al volo, ma com' è possibile?

Indosso un jeans strappato e una maglia nera trasparente, che scopre la pancia e sotto, ovviamente, ho messo una fascia.

-"Siamo a maggio e fa già così caldo!!"- Si lamenta Noha, ma ha ragione, infondo non è ancora estate e già fa caldissimo.

Quando entriamo nel cantiere, ci sono : Mark, Landon, Jake, Micheal e Christian.
Sono tutti seduti sulle loro moto e stanno fumando.
Sono bellissimi, ma Christian batte tutti.

Jake e Micheal sono cugini e un pò si somigliano.
Micheal, ha gli occhi verdi e i capelli castani, è alto.. vabbè, qui sono tutti alti, io e Noha, invece, siamo due tappi.., poi ha dei tatuaggi, tra cui uno dietro il collo, con la scritta "Trust no one".

Mark, invece, ha uno stile un pò diverso, da tutti loro, che sembrano dei Bad boys; Lui indossa sempre camicie bianche o nere, che gli donano moltissimo e sembra di un tantino più raffinato, rispetto gli altri.
Ha anche lui gli occhi e i capelli castani ed è strapieno di tatuaggi. Ne ha le braccia interamente coperte e ne ha uno anche sul polpaccio della gamba destra, è il disegno di un teschio.
Ha le labbra carnose ed un naso perfetto, come tutti loro, insomma. Sono una comitiva di ragazzi perfetti, si.

Infine, Landon, è anche lui bellissimo. Ha qualche tatuaggio in meno, rispetto gli altri, ha solamente un braccio tatuato, ha un pearcing sul sopracciglio destro ed uno sulla lingua.
Ha i capelli neri e gli occhi azzurri.
È sicuramente il più bello, dopo Christian.

-"Bambole mie!"- fa per accoglierci, Landon.
-"Amore!!"- lo saluta, Noha, con un bacio a stampo.
Gli sorrido e gli do un bacio sulla guancia.
Saluto tutti così.

Per un attimo, quando la mia pelle ha contatto con quella di Christian, sento come se tutti sapessero di noi due, cioè, che ieri sera sia stata a casa sua. Mi sento imbarazzata, ma fortunatamente nessuno dice nulla al riguardo.

-"Sam, scusa per ieri. Ero ubriaco e non so cosa mi sia passato per la testa."- dice Jake, abbassando lo sguardo.
-"voglio che non capiti più, Jake."-
-"Ma di cosa state parlando?"- Chiede, Landon.
-"Niente, una cosa nostra."- gli risponde, secco, lui.

-"Non ho mai fumato una canna!"- annuncia, Noha.
-"Vuoi provare?"- Le chiede Landon.
-"Uh, si."-

-"Vuoi provare anche tu, Sam?"- mi chiede Jake e prima che gli rispondessi di no, fa per allungare il braccio, per portarla alla mia bocca, ma Christian lo ferma. -"Non ti ha neanche risposto, che cazzo ti precipiti a fare?"-
-"Ma che problemi hai?"- chiede, Jake, allibito.
-"Nessuno, ma se non vuole non forzarla."
-"Bah, va bene."-

Mi sento morire.

-"Ragazze, sapete ballare il raegaetonn?"- Chiede Landon, in tono malizioso.
-"Wow, si, dai.. fatelo, se sapete farlo, ce la rendete ancora più bella 'sta canna."-

Io e Noha ci guardiamo e restiamo in silenzio, ma poi lei si avvicina all' orecchio e mi sussurra che il raegaettonn è il nostro punto forte e che forse potremmo farne buon uso, tipo io, potrei avere gli occhi di Christian addosso.
I ragazzi aspettano una risposta ed io rifletto per un attimo sul fatto che forse Noha ha ragione, ma non vorrei dare brutta impressione di me.. Ma, cioè, è solamente un ballo, che sarà mai?

-"E va bene."- Accettiamo.
Cercano una musica e intanto Kevin porta due gonne, due maglie nere e ci chiede di indossarle, perché il ballo, con quei vestiti addosso, sarebbe stato mozzafiato.
-"Ci state chiedendo di ballare con altri abiti addosso?"- dico e Noha mi da ragione.
-"Ragazze, è solamente un modo per divertirsi un pò e poi questo genere di balli, vanno fatti con un certo tipo di abiti."- Dice, Jake.

Ci decidiamo ad indossarli e quando parte la musica, ci scateniamo come pazze.
Questo completino calza a pennello ad  entrambe.. Mette in risalto le mie forme, senza, però, rendermi volgare.

Non ho mai ballato davanti a delle persone ed ho paura di essere vista come una persona he vuole attenzioni da tutti, per la persona che non sono, che non sono mai stata e che non sarò mai, ma Christian mi sta fissando, non mi ha tolto gli occhi di dosso neanche un attimo e quindi non me ne pento.
È la prima volta che mi guarda così, ma anche in questa circostanza, ha la mascella serrata, non dice neanche una parola.

Alla fine del ballo, fanno un applauso e poi andiamo a metterci vicino a loro, sulle moto.
Io sono seduta vicino Jake e Noha vicino Micheal.

-"Ma buonasera!!"- Entrano Eliana e Melissa.

Sono perfettamente truccate e sono vestite uguali.
Indossano delle tute dell' Adidas che mostrano perfettamente ogni mostra del loro corpo, ma se lo possono permettere.

-"Buonasera a voi."- Le accoglie Christian e una di loro, Eliana, va a salutarlo con un bacio a stampo. Melissa fa lo stesso con Landon.
-"Cosa stavate facendo?"- Chiede Melissa.
-"Fumando. Abbiamo appena finito di assistere ad uno spettacolo."- Fa Jake.
-"Che genere?"- Sghignazza Eliana, ancora seduta sulle gambe di Christian.
-"Sam e Noha hanno ballato il raegaettonn e sono state a dir poco fantastiche. Volete provare anche voi?"-
-"Fate una gara dai, decideremo la migliore."-
-"Nessun problema."- dice, Melissa, con aria di sfida.

Indossano anche loro abiti simili ai nostri e la musica riparte.
Ci metto più impegno di prima,
Non posso permetterle di battermi.
Slego i capelli lunghi e li faccio scivolare sulla schiena.

Senti tutti gli occhi addosso e quando mi giro, temo di non avere l' attenzione di Christian, ma al contrario, nonostante ci siano quelle due vipere, vedo che guarda solo me, sembra teso. Gli faccio effetto.

Non appena stoppano la musica, mi accorgo che è quasi ora di cena e decido di andare. Saluto i ragazzi, ma Christian, oltre uno sguardo severo, non mi degna di nulla.

Busso la porta e quando Morgan viene ad aprire, filo subito in camera a prepararmi per un bagno caldo.

Chissà perché fa così.
Eppure tutto il tempo ha guardato solo me, poi però ha avuto quella appicciata addosso, è apatico con me, ma poi si preoccupa se qualcuno vuole farmi fumare, si preoccupa che possa succedermi qualcosa, mentre sono ubriaca.. Non lo so..

A tavola, partecipo attivamente ad una conversazione, come non è mai successo. Quando ci alziamo tutti dal tavolo, mio padre viene ad abbracciarmi e mi da un bacio sulla fronte.

Credo debba studiare un pò.
Vado in camera mia e apro la scrivania, prendo la mia tesina e inizio a ripetere.

Sono stanca, finalmente mi metto nel letto e in qualche minuto mi addormento.

Come ogni giorno, con puntualità, suona la mia sveglia, alle 06.00 del mattino.
Scatto dal letto e vado a fare colazione.

Cerco nell' armadio qualcosa di leggero da indossare, un vestitino di cotone, bianco, a mezza manica.

mi preparo e vado scuola.

Arrivata fuori scuola, incontro Noha.
-"Ciao, Sam. Devo dirti una cosa prima che suoni la campanella. Stasera, la festa finirà tardi, Jake ci ha invitati tutti a dormire a casa sua, quindi diremo a tua madre che dormiremo da me, e a mia madre che dormiremo da te. Va bene?-"

-"Oh, okay."
La campanella suona e le nostre strade si dividono.
Pensavo di incontrare Christian, ma non l' ho visto.

Questa giornata di scuola è andata abbastanza bene, sono stata interrogata in storia ed ho avuto 8.

Non ho visto né Christian, né i ragazzi, neanche all' intervallo.

Torno a casa e saluto tutti.

-"Mamma, stasera resto a dormire di nuovo a casa di Noha, a festa finirà tardi, quindi ho pensato sarebbe stato meglio avvisarti prima, perché l' ultima volta, contattai Giulia, che si era fatto già molto tardi."-

-"Si, va bene, tesoro. L' importante è che ti comporti bene e che ti diverta, ovviamente. Io stasera ho il turno di notte in albergo, tuo padre mi farà compagnia, mentre Giulia e Leo usciranno."-

-"Va bene."-

Pranzo velocemente e vado in camera mia.
Non vedo l' ora venga stasera e vedere Christian.
Noha ha detto che Jake ci ha invitati tutti a dormire da lui, quindi sicuramente ci sarà anche Christian, almeno spero.

Do un' occhiata alla mia tesina. È perfetta.
La so benissimo e tra meno di un mese dovrò fare l'esame. Non sono arretrata con gli studi, l' ho già imparata tutta, ma è giusto che ogni tanto ripeta un pò.

Chiudo un pò gli occhi e poggio la testa sul cuscino, stasera vorrei avere tanta energia, magari adesso proverò ad addormentarmi un pò.

Quando mi sveglio sono le 18.00 del pomeriggio.
Controllo se Noha mi ha inviato qualche messaggio e come prevedevo, mi ha bombardata sia di messaggi, sia ti chiamate.
La richiamo.
-"Noha, sono Sam."-
-"Sam, ma che diavolo di fine hai fatto? Tra tre ore inizia la festa e non ti sei fatta proprio sentire, neanche ti sei interessata a chi ci accompagnerà."-
-"Oddio, l' ho proprio dimenticato. È che mi sono addormentata, per non crollare stasera. Comunque, hai trovato qualcuno che possa accompagnarci?"-
-"Si, ho risolto il problema del passaggio. I ragazzi alle 20.30 verranno ognuno con la propria moto, fuori casa tua, partiamo da lì, Micheal ha detto che possiamo scegliere con chi andare. Riguardo me, faccio una doccia e vengo a prepararmi a casa tua, tu inizia a lavarti."

-"Okay. A tra poco."- Mi limito a dire e riaggancio.

Faccio una docci velocissima e quando entro in camera mia, Noha è sul letto, che mi aspetta.

-"Allora, ci vestiamo?"-
-"Si."-

l' abito ci calza a pennello. Io e la mia migliore amica sembriamo due gemelle. La bionda e la mora.

Lei trucca me ed io trucco lei.
I capelli li rimaniamo lisci, ma un liscio seta.

Mettiamo il profumo, gli anelli, gli orecchini, una collana con un punto luce e.. Siamo pronte!!

Squilla il cellulare di Noha. -"Si, va bene, adesso usciamo!"- le sento dire, e riaggancia.

-"Noha, era Micheal. Sono qui fuori."-
-"Va bene, io sono pronta. Andiamo."-

Salutiamo mia madre, prendiamo le nostre borsette ed usciamo.

All' inizio, siamo poco equilibrate a causa dei tacchi alti, ma,  dopo qualche passo, cominciamo ad abituarci.

I ragazzi ci guardano a bocca aperta.
C'è Christian. In camicia.
Ha i capelli sistemati perfettamente con la gelatina, il giubbino di pelle. È perfetto. Non vedo più nessuno, c' è solo lui.. e mi accorgo che forse anche per lui ci sono solo io, dato che non mi stacca gli occhi di dosso.

-"Chi delle due viene con me?"- domanda Landon, facendosi avanti.
-"Io!!"- gli risponde, Noha, avviandosi verso la sua moto.

-"Sam, con chi vuoi andare?"- Si azzarda a domandare Jake.
-"Lei viene con me."- Ribatte Christian. Mi porge la mano e mi fa salire sulla sua moto. Lo ringrazio.
Nessuno dice niente.

So che il locale, dove dobbiamo arrivare, è abbastanza lontano da qui, dista circa mezz' ora e solo il pensiero di restare qui dietro, stringendomi forte forte a lui, mi fa venire le farfalle nella pancia.

Inizio a farmi tanti film mentali, non accorgendomi che ormai, ci siamo allontanati da tutti.

-"Christian, ma dove sono gli altri?"
-"Li raggiungiamo dopo, Samantha."
-"Ma perché? dove stiamo andando?"-
-"Fai sempre tutte queste domande?"- Dal tono in cui lo dice, sembra abbia sorriso.
-"Mh, non lo so."- Lo stringo più forte.
-"Non hai paura di stare con me?"- mi chiede.
-"Perché dovrei?"-
-"Beh, ho cambiato strada, ho seminato tutti, stai con me e non mi conosci. Non hai paura?"-
-"No. non lo so.. tu.."-
-"Io cosa?" chiede.
-"Niente."-

Si ferma, facciamo sosta in un garage abbandonato.
Non c' è anima viva, oltre le nostre.
Christian scende dalla moto ed io lo guardo, non capendo cosa stia succedendo, esattamente.

Si appoggia ad un palo di fronte alla moto e si accende una canna, ormai ne ha il pacchetto.
Mi guarda serio.
-"Sei proprio una bella ragazza"- dice, e aspira.
Gli sorrido.
-"Però il tuo carattere non mi piace. Io lo vedo come mi guardi, vedo che tra tante persone, con gli occhi cerchi me, ma poi mi sei distate.
Non mi dai un bacio, quando l' altra volta salutasti con un bacio sulla guancia, tutti quanti. Invece a me, al posto di un bacio, hai preferito sorridermi.
L' altra volta ti ho portata a casa mia, ma dalle risposte che mi dasti, sembrava volessi scappar via da me, e allora ti ho retto i gioco."

Resto in silenzio. Non me lo aspettavo questo discorso, ma abbiamo punti di vista molto differenti.

-"Christian, ma.. in realtà, non credevo facessi caso a queste cose.. cioè, non pensavo t' importasse qualcosa di me."-

-"Samantha, a me, di te, non importa niente. Non ti sei sbagliata. Mi spiace del fatto che tu non sia come le altre ragazze, sai com' è, ne ho sempre avuto file immense, di ragazze che ci provavano con me. Volevo solo dirti che sei bella e che saresti potuta essere un' buon affare."-

-"Peccato che non sarò mai un' affare, Christian. Portami a quella festa, dai.. sennò faremo tardi "-
Sono confusa. La serata non è neanche cominciata, che mi scoppia la testa.
Non pensavo fosse così, Christian. Non pensavo pensasse determinate cose su me, perciò mi guardava. Se lui ci tenesse davvero a "Conoscermi" o ad avere a che fare con me, si farebbe avanti, mi contatterebbe. Il suo comportamento nei miei confronti, non mi fa pensare niente, la colpa è sua, non mia.

Quando entriamo nel locale, si squadra la situazione.
Non si capisce niente, il volume della musica è altissimo e stanno ballando tutti come pazzi. Molti sono ubriachi.
-"Vieni con me."- Mi tira per il braccio e subito mi trascina fuori di lì.
-"Ma che fai, Christian? Dove vuoi andare?"-
-"Altrove. Questo posto non mi piace."-
-"Che non piaccia a te, non significa che non debba piacere neanche a me."-
-"Conosco i tuoi gusti e potrei portarti in un posto migliore di questo."-
-"Ma se non mi conosci neanche, come fai a pensare di sapere cosa potrebbe piacermi?"-
-"Lo so e basta, Samantha, mi segui o vuoi rimanere qui?"- Sbotta, un pò irritato.
-"Vengo con te solo perché sono curiosa."-
-"Allora sali."-

Sfrecciamo come pazzi sulla sua motocicletta. Non parla per il resto del tragitto.

Ad un certo punto, arriviamo su una specie di terrazza. Si vede il mare. Il panorama è stupendo, in cielo ci sono tante stelle, che sono le uniche luci ad illuminare tutto quel buio.

-"Ti piace il mare?"- mi chiede, con voce calma.
-"Si."-
Restiamo in silenzio.
Mi prende per mano e mi porta verso una scalinata, dove si scende, per andare sulla spiaggia. Lo seguo e togliamo entrambi le scarpe.
-"Non mi piacciono i luoghi rumorosi."- Dice.
-"Neanche a me. Però perché ti sei organizzato per partecipare, pur sapendo fosse quel genere di festa?"-
-"Non lo so, quando me lo hanno proposto ero arrabbiato, mi andava. Adesso non mi va più."-
-"Perché eri arrabbiato?"-
-"Sam, le domande non le sopporto."
-"Va bene, scusa."- faccio il broncio, ma non lo guardo.

-"Non prenderla a male, dai.."- Sorride.
-"Questo sarebbe il modo che usi per conquistare le ragazze?"-
-"Ma cosa dici?"- scoppia a ridere.
-"Mi hanno detto, ed ho visto, che sei un "play boy".. Ti piace uscire con tante ragazze e da come ho capito ti piaccio, ma il mio carattere no. Sarei biasimata se pensassi che tu ci stia provando con me, non credi?"-
-"Eh, si.. l' ho capito il tuo discorso, ma non ci sto provando con te. Ti ho già detto che il tuo carattere non mi piace. Vorrei passare del tempo con te."-
-"Mh."

Mette un braccio in torno il mio collo, si accende un' altra canna e camminiamo sulla riva, facendo tante volte avanti e indietro.

-"Parlami un pò di te."- dice.
-"Cosa vuoi sapere?"-
-"Che persona sei, cosa ti piace fare nella vita, che progetti hai per il futuro.. insomma, parlami di te."-

-"E va bene. Allora.. Ho diciannove anni e tra poco mi diplomo. Alle università vorrei studiare lettere moderne, diventare insegnante della lingua italiana e andare lontano.
Ho una famiglia composta da cinque persone, me compresa. Ho un fratello ed una sorella, entrambi laureati ed entrambi fidanzati.
Con i miei non ho mai avuto un bel rapporto, ma nell' ultimo periodo, dopo diciannove anni, le cose stanno cambiando."-

-"In che senso, "Stanno cambiando?""-

-"Nel senso che sono sempre stata una persona molto solitaria, Christian.. non so perché.
Non sopporto la compagnia di molte persone, ovvero, non sopportavo.
Grazie a Noha, sto iniziando a frequentare una comitiva e quei ragazzi: Jake, Micheal, Landon, Mark, Kevin e tu.. beh.. Siete i primi ragazzi che frequento, la mia prima comitiva. Ho diciannove anni, è un pò tardi, capisci? A volta sono imbarazzata anche a raccontarle le mie cose, ma.. alla fine, la realtà e questa."

-"Samantha, ma non c' è di che preoccuparsi, non ti sei persa un granché, anzi, adesso sei anche più matura e non hai nessun rimorso.
Non è una cosa del tutto negativa. Sei ancora così giovane, hai la fortuna di avere una famiglia alle spalle. La vita è tutta da vivere, non c' è un tempo, essa è breve. Si vive e basta."-

Queste parole mi tranquillizzano.

-"Christian.."-
-"Che c'è?"-

-"Parlami un pò di te, adesso."-
-"Nah, non ne ho voglia. Ho voglia di fare altro."
-"Cos' hai voglia di fare?"-
-"Questo. chiudi gli occhi."-
ali chiudo. Mi prende per le gambe e inizia a correre verso il mare, capisco che vuole buttarmici dentro.

-"No, Christian, ho paura!"-Grido, ma lui ride, ride come un bambino..

-"Hai detto che con me non hai paura. Adesso stai con me, non devi averne."-

-"Si, ma.."-
-"Sh.. sei con me."-
Mi butta in acqua e subito si tuffa insieme a me.
-"Sono qui Samantha"-.
Mi tira a sé e mi prende tra le sue braccia forti.
-"Hai paura?"- mi chiede, dolcemente.
-"Adesso no."-
Mi aggrappo a lui con le gambe e le braccia. Ha tutti i capelli bagnati, siamo vestiti entrambi, anche eleganti. Siamo due pazzi.

-"Ne avevo proprio bisogno, sai?"- dice.
-"Di un bagno?"-
-"Di una chiacchierata, anche un bagno, si.. di passare un momento diverso, con una persona diversa."-
Ha un' aria diversa dal solito. Ogni volta che lo vedo è sempre così teso, invece adesso è rilassato e mi piace che lo sia con me, anch' io sto bene con lui.

-"Penso che dovremmo uscire dall' acqua, però, adesso, prima che ci venga un raffreddore."-

-"Come desidera, principessa."- Mi alza, come si alzano le principesse e mi porta a riva.

-"Sto morendo di freddo, Christian, sei un pazzo."-
-"Sono un pazzo? a me piacciono i pazzi, vado d' accordo solo con loro. Sai, la normalità stanca, Samantha. Bisogna azzardare nella vita, fare pazzie, che un giorno saranno bei ricordi. A me piacciono le persone a cui basta mandare un messaggio o fare uno squillo per scendere di notte, a fare una passeggiata, senza essere ritenuto un folle, del tipo "Sono le 03.00 del mattino, non riesco a dormire, passo a prenderti.", ecco.. voglio avere a che fare con persone così."

-"Stai dimostrando di essere una persona del tutto diversa da quella mi aspettavo tu fossi."- dico.
-"Si, lo so, do un' apparenza diversa da ciò che sono realmente."-

-"Hai mai amato?"- Gli chiedo, improvvisamente.
Lui mi guarda, prende il mio viso tra le mani e mi accarezza con i pollici. -"Perché mi fai queste domande, piccola?"- Arrossisco. È vero, faccio troppe domande, ma voglio sapere qualcosa su lui.
-"E tu perché non mi rispondi?"- Dico, a voce un pò più bassa.
-"Ho amato due donne e non amerò mai più nessuna, in vita mia, come ho amato loro due."-
-"Perché?"-
-"Samantha, Cristosanto, basta. Sono cazzi miei, sono cose personali e non ne ho voglia di parlarne, ma perché non capisci?"-

-"Scusa, Christian, non so perché faccio.."- Si alza e se ne va.-

Per un momento ho paura che mi abbandoni lì, lo seguo correndo, ha un passo molto veloce.
Arriviamo sulla terrazza, dove ci trovavamo all' inizio.
Abbiamo ancora i capelli bagnati.. anzi, in realtà siamo tutti bagnati e l' aria è umida.
-"Sali, andiamo a casa mia."-
Quando arriviamo fuori il suo portone, mi sale l' ansia. Quella casa mi mette i brividi, è così cupa, silenziosa, ma non ho il coraggio di dirglielo, ovviamente, non lo farei mai.

Si accorge del mio timore, mi guarda e mi stringe la mano. Prende le chiavi del portone, che ha nella tasca del giubbino ed apre la porta.

-"Prego."- Fa, per farmi entrare.
-"Grazie."-

Accende le luci nel corridoio, che portano alla sua camera.

-"Hai una casa davvero bella, complimenti."-
-"Grazie."-
-"Stai tremando, adesso prendo delle asciugamani, così potrai fare una doccia calda."-
-"Va bene."-
-"Aspettami qui."- Dice, e scompare nel corridoio buio.

Appena torna, ho un sollievo. Mi porge gli asciugamani e mi fa entrare in bagno.
Sotto la doccia ho modo di rilassarmi e sono emozionata da tutto quello che è successo questa sera.. ha cambiato tutti i piani e adesso mi ritrovo ancora qui, con lui.. Mi sembra di vivere una favola.

-"Samantha, hai finito?"- Bussa alla porta, Christian.
-"Ehm, devo asciugare i capelli, ho fatto lo shampoo, poi asciugo anche il vestito, perché non ho un pigiama."-
-"Si, vabbè, fammi entrare però, devo lavarmi anch' io."- Dice, e lo faccio entrare.

-"Comunque non hai bisogno di lavare il tuo vestito, ti darò una maglia mia, tanto, date le tue misure, ti arriverà alle ginocchia, se non ai piedi."- Ride. Gli si fanno le fossette, è meraviglioso.
-"Eddai, non prendermi in giro!!"- mi lamento.
Poi ci guardiamo e scoppiamo a ridere.

Quando finisce di fare la doccia, mi fa indossare una sua maglia, e, come previsto, mi arriva alle ginocchia.

Prendo il mio cellulare e vedo che non c' è neanche un messaggio, Noha non si è neanche resa conto della mia assenza. La contatto per dirle che sono con Christian e che per stanotte resterò con lui.

Christian mi fa strada verso la camera nella quale dovrò dormire, appena mi apre la porta, mi scende il cuore in gola. -"Christian, senti.. devo dirti una cosa!"-
-"Dimmi, Samantha, cosa c'è?"-
-"Non so come dirtelo, non vorrei sembrarti ridicola, ma.. Io ho paura di dormire da sola. A casa mia dormo in camera con i miei fratelli, non mi trovo a dormire da sola, scusa."-
-"Vieni con me, dai, dormi con me."-
Lo guardo e gli sorrido.
Andiamo in camera sua, la stessa camera in cui mi svegliai l' altra volta.
C'è un letto matrimoniale a baldacchino.
-"Mettiti pure comoda nel mio letto, bimba."-
Così faccio.
Quando siamo comodi nel letto, lui si gira su un lato e mi fissa, io mi volto a guardarlo solo con la testa.

-"Sono stata bene con te. Se non fosse stato per le mie domande e le tue risposte scorbutiche, sarebbe stato tutto perfetto."- dico.

-"Sei bella, ma bella davvero, Samantha."-
-"Chiamami Sam."-
-"Sam."- dice, e sorride. Sorrido anch' io.
-"Mi ricordi così tanto una persona molto importante."- dice, passandomi la mano tra i capelli, mi accarezza dolcemente.
-"Se ti chiedo chi è questa persona ti arrabbi, allora ti chiedo com' era fatta questa persona."-

-"Questa persona era piccola come te, aveva qualche anno in meno a te, ma il fisico era così.
Aveva il tuo stesso colore di capelli, faceva sempre tante domande, proprio come sei abituata a fare tu.."-

-"Mh.. ho capito..!!"- Mi limito a dire e faccio uno sbadiglio.

-"Dai.. adesso spengo le luci e ci addormentiamo, va bene?"-
-"Si, ho davvero tanto sonno."-
-"Allora, buonanotte, Sam."- dice, e mi da un bacio sulla fronte.
-"Buonanotte, Christian."-

Un filo di vento mi fa venire i brividi, mi sveglio per cercare le lenzuola, che ho perso durante la notte, ma quando mi volto, Christian non c'è.
Mi alzo a sedere di scatto, controllo l'orario e sono solo le 04.00 del mattino.
Mi giro su un fianco e aspetto torni, magari sarà andato al bagno.
Dopo qualche minuto, sento la porta aprirsi. Eccolo.

-"Christian, ma dov' eri?"-
-"In cucina. Sono andato a fumare una sigaretta, non riesco a dormire."- Dice, rimettendosi nel letto.

-"Sei nervoso?"- Gli chiedo.
-"Forse."-
-"Capisco. Ti va di parlarne?"-
-"No."-
-"Come vuoi. Vorrei aiutarti, credo che il tuo volerti tener sempre tutto dentro, dipenda da qualcosa.
Ci sto bene con te, ma non riusciamo a comunicare.
Io, ieri sera, ti ho parlato un pò di me, tu di te non mi hai detto nulla. Non so se c' è qualcosa che non ti fa star bene, ma vorrei così tanto tu mi parlassi, vorrei provassi a fidarti di me, anche per dirmi un' qualcosa di semplice, per me sarebbe già un traguardo. Non so se sono stata chiara."-
-"Sei stata chiarissima, so bene cosa vuoi dire, ma non capisco perché provi così tanto interesse verso me ed io, io non mi fido, non sono abituato a parlare di me con gli altri, capisci? Non mi sentirei a mio agio."-

-"Non ti sto chiedendo di parlarmi dei tuoi problemi, perché so come ci si sente a non volersi sfogare con nessuno, ma.. vabbè, Christian, mi ritengo una persona seria e quando vuoi parlarne, io sono qui."-

Mi sorride. -"Adesso dormi, Sam.. sennò domani sarai stanchissima."- Mi dice, e spegne la luce.

Questa volta a svegliarmi è la suoneria del mio cellulare. Qualcuno mi sta telefonando. È mia madre.

-"Pronto?"-
-"Sam, sono mamma. Voglio avvisarti del fatto che a casa non c' è nessuno, io e tuo padre dobbiamo partire per l' Italia, a causa di alcuni problemi di lavoro. È stata una decisione affrettata, ma rimarremo fuori solamente una settimana.
Siete grandi, adesso potete cavarvela da soli tu, Leo e Giulia.
Ho dato una settimana libera alle domestiche di casa. Se ti servono soldi, sai dove trovarli e se vuoi organizzarti per rimanere a dormire a casa di Noha, per me va bene."-

-"Va bene, mamma"- Dico, senza alcun problema e con la voce ancora impastata di sonno. Sono abituata ai piani improvvisi dei miei genitori, sono i lavori che svolgono, che li condizionano a viaggiare spesso.

-"Sam, comunque, come stai? Com' è andata ieri sera?"- mi chiede, con dolcezza e con un pò di fretta. Sarà sicuramente piane di faccende da sbrigare.

-"Tutto bene. Mamma, Noha mi sta chiamando, vado a vedere cosa vuole e poi inizio a studiare."- Taglio a corto e la saluto.

Rimango per un attimo a sedere sul letto. Sono stanca, mi sono addormentata tardi e mi sono svegliata di colpo, durante la notte.
In tutto questo mi accorgo che Christian non è qui.
Mi alzo dal letto e vado in cucina.

-"Buongiorno, piccola!"-
-"Buongiorno"-
-"Dormito bene?"- mi chiede.
-"Abbastanza."-
-"Hai già fatto colazione?"- Gli chiedo.
-"No. Stamattina non ho voglia di far niente, non ho voglia neanche di prepararmi la colazione.
Dovevo andare a lavoro, ma ho rifiutato anche di far quello."-
-"Dì la verità, non ci sei andato solo perché ci sono io qui, eh?!"- Scherzo.
-"Può darsi."- mi fa l' occhiolino.
-"Te la preparo io la colazione, ma solamente perché ho un piccolo debito con te."-
-"Se la metti così.."-

Va a sedersi sul divano e accende la televisione.
È senza maglietta e con la luce del giorno, i suoi occhi color cielo brillano come fossero diamanti e con i capelli così scombinati è ancora più bello.

Gli chiedo il permesso di aprire un mobile, dove vi sono i cereali, ma lui mi dice che devo comportarmi come fossi a casa mia, quindi, comincio a sentirmi un pò più a mio agio.

Prendo i cereali, due tazze e due cucchiai.
Mischio i cereali con il latte, in entrambe le tazze.
Mentre preparo questa colazione, sento le sue mani
sfiorare i miei fianchi, mi da un brivido lungo la schiena.
-"Da quanto tempo non vedo qualcuno fare questo per me."- Dice, mi gira verso sé e mi abbraccia.

È la prima volta che mi abbraccia, sento il suo profumo fin dentro le vene. Sono così piccola nel suo corpo, eppure mi sento così protetta, così al sicuro, come non mi sono mai sentita.

Ci distacchiamo dall' abbraccio e mi da un bacio sulla guancia, poi va a sdraiarsi di nuovo sul divano.
-"Fammi un servizio completo, dai.. fammi mangiare tu, come fossi un bambino.- Mi chiede.
-"Cosa?"-
-"Quello che ho detto. Ti va?"
-"E va bene."- Accetto e vado a sedermi accanto a lui, portandogli alla bocca le cucchiaiate di latte e cereali.

Quando finisco anch' io di fare colazione, mi alzo e vado a lavare le tazze.
-"Sam, vado a fare una doccia."- mi avvisa, e va in bagno.

Dopo aver lavato le tazze, mi spingo un pò a guardare il resto della casa, perché nonostante quel poco di tempo in cui ci sono stata, non ho avuto modo di vederla tutta.
Anche di giorno, questa casa è sempre così cupa.
Ma è ovvio che dia questo aspetto se le finestre rimangono sempre chiuse. Christian non fa passare mai un po' di luce.

Adesso è in bagno, magari gli farò la sorpresa di pulire un pò, riordinare (anche se non è niente di così pesante, perché è molto ordinato, per essere un ragazzo che vive da solo.), e.. aprire queste finestre, per far riprendere colore a questa casa.
Mentre penso tutto questo, però, lui esce dal bagno e tra le mani ha il mio telefono.

-"Questa settimana resti a casa mia, ho visto il messaggio che ti ha mandato tua madre."

-"Ma mia madre mi aveva chiamata, per avvisarmi e poi cosa ci facevi con il mio telefono tra le mani?"-

-"Volevo controllare se ci fosse qualche persona con cui parli di più.. tipo qualche ragazzo, beh, se davi importanza a qualcuno in particolare.."- Balbetta e capisco che si sente a disagio.
-"Va bene, Christian, ma non farlo più, non mi piace che la gente spii le mie conversazioni."-
-"Quindi io per te sono "La gente"? "- mi domanda, con l' espressione un pò triste.
-"Per me sei una persona, Christian.. come tutte quante."-

Ahm, se solo sapesse cosa scatena in me!!!

-"Resti con me, questa settimana?"- Mi chiede, con la stessa espressione che farebbe un bambino per convincere la mamma a non andare a scuola.

-"Se per te va bene, resto qui."-
-"Non va bene. Va benissimo."-
Gli sorrido.

-"Sam, ho ricevuto una telefonata, devo andare a sbrigare un paio di servizi e poi tornerò, mi aspetti?"-

-"Si, certo. Se per te va bene, mi occuperei di sistemare un pò la casa, nel tempo in cui non ci sei."-

-"Nessun problema. Allora io esco, a dopo!"- Mi saluta ed esce.

Non appena chiude la porta, faccio il resoconto della situazione.

Inizio ad alzare le sedie sul tavolo, apro tutte le finestre, tolgo la polvere tagli scaffali, spazzo e lavo il pavimento.

La casa è davvero bellissima così, anche perché è grande ed è un peccato tenerla ridotta male. Adesso ha proprio un altro aspetto e ne sono soddisfatta.

Ha un portone grande, come quelli dei castelli incantati e poi, appena si entra, vi è un corridoio di circa 3 metri. Ci sono tre camere da letto, camere con pavimento di marmo, lampadari in oro, letti a baldacchino e le tende, come quelle che hanno le principesse nelle loro stanze. Sembra davvero un castello.
Riguardo i bagni, ce ne sono due. Sono entrambi molto grandi ed hanno una doccia ed una vasca idromassaggio, ciascuno.
Infine, l' ultima stanza, è una specie di studio, dove vi è una scrivania molto grande, tutta in legno, color ciliegio. Dello stesso materiale, sono i mobili e gli scaffali, presenti.
Sugli scaffali ci sono, si può dire, centinaia di libri, tra cui, enciclopedie, dizionari (di quasi tutte le lingue), libri universitari..

Questo posto profuma di antico, ma mi affascina molto.

Sono le 13.00, quando sento bussare la porta.
Christian è tornato e quando lo vedo comparire sulla soglia della porta, mi rendo conto che il suo look non è per niente intonato allo stile della casa.

-"Bentornato!-" Lo faccio entrare, con un sorriso.
-"Wow.."- Riesce a dire.
-"Ti piace?.. Non ho fatto niente di che, ma ogni tanto bisogna seminare un pò di allegria, anche in una casa, soprattutto in una casa, perché è il luogo dove una persona trascorre più tempo."- Gli faccio notare.

-"Sam.. Non avevo mai riflettuto su questo. Grazie."-
-"E di che?"- Gli sorrido e lui mi abbraccia.
L' effetto è sempre lo stesso, mi sto affezionando troppo.
Improvvisamente, squilla il mio cellulare. È Noha. Rispondo.

-"Sam, ho letto i messaggi che mi hai inviato ieri sera, come stai?"-
-"Noha, sto bene. Ora sono con Christian, è qui vicino a me. Allora ci vediamo oggi?"- cerco di tagliar corto, in modo da non farle fare domande alle quali, essendo davanti a lui, avrei vergogna di rispondere.
Ma lei, essendo la mia migliore amica, mi capisce sempre al volo.
-"Si. Allora ci vediamo oggi pomeriggio."- Mi dice e riaggancia.

Decidiamo di mangiare un buon piatto di spaghetti al sugo, che riesco a cucinare in pochissimo tempo.
Mentre siamo a tavola, parliamo del più e del meno e ci organizziamo per come vogliamo trascorrere il pomeriggio. Alla fine decidiamo di uscire con la nostra comitiva.

-"Qual è il tuo lavoro?"- Gli domando e sono curiosa di saperlo.
-"È un segreto."-
-"Anche questo?"-
-"Si."-
Sospiro. Non ci conosciamo da anni e capisco che non voglia parlarmi delle sue cose personali, ma è impossibile conoscerlo, non riesco a farmi un' idea di che persona possa essere e questa cosa non mi piace. È triste avere a che fare ad una persona, affezionarsene, ma essere consapevoli del fatto che questa persone non la si conoscerà mai.

Dopo mangiato, lui si addormenta ed io mi occupo di lavare i piatti e pulire la cucina. Sembriamo una coppia sposata da anni.

Verso le 17.00 del pomeriggio, Christian si sveglia.
Gli preparo un caffè e poi ci prepariamo per uscire.

Quando arriviamo al cantiere, tutti ci guardano.
Ci sono anche Eliana e Melissa.

Saluto tutti e Jake mi viene vicino. Spero non mi facciano domande, ma poi Jake mi chiede di appartarci un attimo, per parlarmi di una cosa privata.
Lo seguo, e camminiamo senza una meta. Il cantiere è immenso.

-"Sam, vedo che stai frequentando Christian, e da buon amico, devo dirti che, secondo me, non è il tuo tipo. Ti farà soffrire."-

-"Jake, sto semplicemente passando del tempo con lui, niente di più.. Apprezzo i tuoi consigli, ma non c'è niente tra noi, davvero!"-

-"Va bene, Sam.. Ti voglio molto bene e non accetterei che qualcuno ti faccia soffrire. Ci conosciamo da poco, ma per me sei diventata come una sorella."-

Mi abbraccia, ed io faccio altrettanto.


Non appena torniamo vicino tutti, vedo che Eliana è tra le gambe di Christian. Lo sta baciando.
Mi sento morire dentro.
Sono proprio una stupida, ma perché ho pensato potesse nascere qualcosa tra noi?
Io e lui siamo solamente.. solamente..
Bho, non so neanche cosa siamo.

"Ragazze, vi va di ballare ancora per noi?"- Chiede Landon.

Io, Noha, Eliana e Melissa, accettiamo.
Ma più che un modo per divertirsi, a me sembra una gara. Indossiamo gli abiti da ballo e la musica parte.

Alla fine del ballo, tutti applaudono.
Christian è rimasto a fissarmi tutto il tempo.

Quando si fa orario di andar via, avviso Noha che questa notte la passerò da lei e intanto saluto tutti con un bacio sulla guancia, tranne Christian, lui non lo degno neanche di uno sguardo.
Jake e Micheal, intanto, si offrono di accompagnarci a casa con le loro moto e noi accettiamo volentieri il passaggio.

Quando arriviamo a casa di Noha, la prima cosa che faccio è andare a salutare Mary, la madre.
-"Come stai, Sam?"- Mi chiede.
-"Bene, Mary. Tu?"-
-"Tutto bene."-
-"A che punto sei con la tesina?"-
-"A buon punto, l' ho terminata ed imparata."-

-"Ragazze, nel frattempo che cucino, andate a fare una doccia. Sam, gli asciugamani puoi trovarli nel mobile, sotto il lavandino."-

-"Va bene, andiamo subito"-
Io e Noha, filiamo in camera sua e le prometto di essere rapida nel raccontarle i fatti.
Ci metto un pò, ma alla fine arrivo alla conclusione che non voglio rivederlo mai più.

In un giro di pochi istanti, ho esaurito la ma migliore amica.
-"Secondo me, dovresti lasciar perdere questa storia e tenerti lontana, perché, a parer mio, innamorarti di un tipo così lunatico, ti farà soltanto perdere la testa e ne hai già poca, amica mia!!"-

-"Ma infatti, per me non esiste più."-
-"Beh, per come sei fatta tu, poco ci scommetterei.
Mi giocherei la testa che se ti inviasse un messaggio, penseresti sia stato un segno che significa che siete destinati a stare insieme per sempre."- scoppia a ridere.
-"No, davvero, resterò alla larga da lui."- Incrocio le dita, come in segno di promessa.

A casa di Noha ci sono due bagni, per cui, abbiamo la comodità di fare la doccia nello stesso tempo e senza fretta. Ci asciughiamo e mettiamo il pigiama.

Quando andiamo in cucina, Mary serve a tavola due piatti che fanno venire l' acquolina in bocca: Pollo con patatine fritte.
Mangiamo in fretta e dopo aver fatto i complimenti a Mary, andiamo i bagno a lavare i denti.

-"Sam, io ho sonno, che ne dici di andare a dormire?"-

-"Si, va bene."- Dico, anche se so che per stanotte non chiuderò occhio.

-"Comunque non mi hai ancora raccontato della festa di ieri, com' è andata?"- Domando.

-"È andata che c' erano anche Eliana e Melissa e non facevano altro che stare al centro dell' attenzione, ma poco mi curo di loro. Il resto della festa è stato divertente: abbiamo giocato di nuovo ad obbligo o verità e Micheal è stato obbligato da Kevin a salire su un tavolo e fare il verso della scimmia."- Dice, scoppiando a ridere. Rido anch' io. Nonostante si siano divertiti molto, però, non mi pento di non essere andata a quella festa. Alla fine le cose con Christian sono andate male, ma fa niente, non mi pento di aver trascorso del tempo con lui.

-"Sam, mi si stanno chiudendo gli occhi.. Buonanotte!!"- Dice Noha, ormai incapace di intendere e di volere.

-"Buonanotte.- Dico e prendo il mio telefono, a fianco  al letto. Ci sono nuove notifiche di nuovi messaggi, in più ventisei chiamate perse da Christian. Mi ha chiamata e, non appena me ne accorgo, il mio cuore salta in aria.

Apro WhatsApp e leggo i messaggi:

-"Sam, avevi detto saresti venuta a casa mia, perché sei andata via con Noha?"-

-"Sam, rispondi!"-
-"Sam!!"-
-"Rispondi, per favore.. Perché sei andata via?"-

Sono circa duecento messaggi in cui mi supplica di rispondergli, ma l' ultimo, inviato circa due minuti fa, dice -"Sto venendo."- E, insomma, se prima il mio cuore è saltato, adesso è proprio esploso. Sta venendo qui, non posso crederci, come farò.
Sveglio Noha.

-"Noha, svegliati, è urgente!!"-
-"Sam, che c'è?"- Dice, nascondendo la testa sotto il cuscino.
-"Noha, Christian mi ha inviato dei messaggi, sta venendo qui. Vuole parlarmi."-
-"Cosa?-" Sobbalza dal letto.
-"Quello che ho detto. Allora, adesso mi vesto, tu reggimi il gioco con tua madre, domattina dille che sono uscita presto. Scusa e grazie mille.-"
-"Va bene, vai.. non fare guai!! domani, poi, mi aggiorni su tutto."-

Mi arriva un altro messaggio. -"Sono giù, scendi."-
Mi precipito fuori la porta e scendo le scale che portano all' uscita del palazzo. Ho il cuore in gola.

È lì, sulla moto, che mi aspetta.
Quando arrivo a lui, ci guardiamo negli occhi per una frazione di attimi. Inizio a non vedere più niente, oltre lui. Non sento più i rumori delle auto, ma neanche i miei sentimenti. Vedo solamente lui, e lui vede solamente me. L' immagine sua mentre bacia Eliana, torna davanti ai miei occhi e quella sensazione di disgusto e delusione, si mischia a ciò che sto provando in questo momento, ciò che a parole non si può descrivere. Il mio cuore batte così
forte, che sta per uscire dal petto. Non mi trattengo più: scoppio in lacrime e lui mi tira a sè, per abbracciarmi.
-"Perchè fai così?"- mi chiede, mentre mi stringe tra le sue braccia. I nostri corpi diventano una cosa sola.
-"Niente."- rispondo, e tiro su con il naso.
-"Non si piange senza motivo e se anche fosse così, sono sicuro che non sei una persona che piange pet nulla."-

-"Non ho voglia di parlarne."-
-"Invece adesso andiamo a casa mia e ne parliamo lì. Sali sulla moto, dai."- Mi dice, e partiamo.

La casa è ancora in perfetto ordine, come l' avevo rimasta io prima di uscire.

-"Allora, vieni qua."-
-"Non vengo."-
-"Sei arrabbiata con me?"-
-"No.. Non lo so."-
-"Ma come non lo sai? ti ho fatto qualcosa?"-
-"Christian, no.. non mi hai fatto niente. Sono stanca, però, adesso. Voglio andare a dormire.-"
-"Resta con me."-
-"Perché sei venuto a prendermi?"-
-"Perché voglio stare con te."-
-"Non ti credo."-
-"Credici, perché è così. Voglio stare con te."-
-"A me non piace essere la ruota di scorta delle persone."-
-"Che vuoi dire?-"
-"Voglio dire che adesso vuoi me, ma domani mattina non ti basterò più."-
Resta in silenzio, ma avrei preferito mi dicesse altro.

Mi addormento sul divano, non voglio dormire nel suo stesso letto.

Quando suona la mia sveglia, sono solamente le 07:00, ma sono troppo arrabbiata per restare ad aspettare che lui si svegli, così esco e vado a casa mia.

Appena apro la porta, finalmente sento il profumo di casa. Sono più rilassata.
Mando un messaggio ai miei genitori, chiedendogli come stanno.

A casa non c'è nessuno.
Prendo dei vestiti puliti e riempio la vasca per fare un bagno caldo e tranquillo.
Più tardi, decido di ripetere un pò la tesina.

-"Pronto?"- Rispondo.
-"Pronto, Sam, sono mamma!"
-"Ciao, mamma, come va?"-
-"Qui tutto bene. A te come va? Stai dormendo da Noha?"-
-"Ehm.. Si, mamma.. cioè.. insomma.-"
-"In che senso, Sam, "insomma"…?"- Mi chiede in tono preoccupato.
-"Devo parlarti, mamma."-
-"Dimmi tutto, piccola, ti ascolto."-

Mi sento più sollevata e inizio a parlare.
-"Allora, mamma, c'è un ragazzo a cui io tengo tanto. L' ho conosciuto da poco e ieri sera, sono andata ad una festa con Noha e la mia nuova comitiva, la stessa che frequenta lui. In pratica, dopo varie dimostrazioni che gli ho dato, senza essere ricambiata, ieri sera e venuto a parlarmi del fatto che io per lui ero importante e voleva una relazione seria con me.-"

-"Oh, che bello!! e tu?"- Mi chiede, in tono allegro.
So che le farebbe piacere se mi fidanzassi.
-"No, mamma, ho rifiutato e gli ho detto cose orrende. Dopodiché, ovviamente, mi ha detto Addio ed è andato via.
Ho parlato con Noha e dopo un pò mi ha convinto a telefonarlo, ma lui non rispondeva.
A finale, mi ha chiamata un poliziotto, con il suo cellulare, per avvisarmi che lui aveva avuto un incidente. Adesso è in coma."- Inizio a piangere.

-"Sam, ma cosa dici?"- Mi dice, con voce roca, come se le lacrime fossero arrivate persino a lei.

-"Mamma, io sono in ospedale ed ho intenzione di restare al suo fianco, fino a quando non si sveglierà.
Riguardo la scuola, mi sono ritirata. Tra due o tre giorni, tanto, si ritireranno tutti quanti e posso permettermelo, date le poche ore di assenza che ho."-

-"Tesoro, hai fatto una scelta giusta. L' importante, adesso, è che questo ragazzo si riprendi e vedrai che andrà tutto bene. Rimani al suo fianco.
Io sarò sempre con te e se posso fare qualcosa, dimmelo, che lo farò. Non appena si riprenderà, poi me lo farai conoscere, va bene?"-

-"Va bene, mamma."-
-"Sam, adesso devo proprio andare.-" Mi dice e fa per salutarmi.

Io, Noha e i ragazzi ci dividiamo.
Io e Noha iniziamo ad avvisare la madre di Noha che questa notte dormiremo a casa mia, anche se non so proprio se così sarà, ma nel caso, meglio dire così.
I ragazzi, invece, hanno detto che andranno a fare un paio di servizi.

Appena uscite da casa di Noha, ci avviamo verso il primo supermercato più facile da raggiungere a piedi e compriamo due buste di patatine e una di popcorn.

-"Sam, devo dirti una cosa."-
-"Dimmi, Noha."-
-"Beh.. sono stati giorni un pò, come dire.. c'è stata un pò di confusione e non ho avuto modo di parlarti.. comunque.. A Landon piaccio.-" Sorride, e dalla sua espressione capisco che lei ricambia e ne sono felice.
-"Ma che dici? davvero?"- Sono felicissima.. Non avrei mai pensato che a Landon piacesse Noha, ma in fondo starebbero proprio bene insieme

-"Si, davvero.. Ieri sera, alla festa è stato tutto il tempo vicino a me e poi, dopo, mi ha portata con lui a fare un giro in moto. Siamo andati a vedere il mare e mi ha parlato un pò di lui.. Ad un certo punto mi ha baciata e, ti giuro, che non ho capito più niente.
Da ieri, non fa che contattarmi.
Abbiamo chattato tutta la giornata, senza stop e prima, mi ha detto, sottovoce, che stasera vuole parlarmi, però me lo ha detto sorridendo, quindi sarà sicuramente positivo il discorso.-" Dice, saltando di gioia.

-"Ma tu non eri quella che stravedeva per mio fratello?- dico, per prenderla, affettuosamente, in giro.

-"Eh, vabbè.. ma le cose cambiano."- Mi risponde, tenendosi al gioco.

Sorrido e l' abbraccio.

Sono le 21.30, circa, quando bussiamo alla porta della casa di Kevin. Viene ad aprirci Landon e
l' elettricità dei loro sguardi, la percepirebbe anche uno sconosciuto qualsiasi.
Quando entriamo, Christian non c'è e mi dispiace.
Però ci sono Eliana e Melissa, ciò significa che lui non è con Eliana. Un problema in meno.
Prendo le buste di patatine e popcorn che abbiamo comprato io e Noha e le metto sul tavolino, al centro del salotto, dove vi sono già varie bibite.

-"Ragazzi, ma perché non vediamo il film "Titanic", dai, vi prego!!"- Propone Noha e Landon è subito pronto ad accettare la sua richiesta. Sono davvero carini.

Dopo un pò di confusione, finalmente, inizia il film.
Siamo tutti seduti sui divani di Kevin.
Sono tre divani predisposti a forma di semicerchio, con il tavolino di vetro al centro.
Cerco di concentrarmi sul film, ma Christian mi invade continuamente i pensieri; Non faccio che domandarmi dove possa essere a quest'ora, cosa stia facendo e perché non sia qui.
Dopo i primi quindici minuti dall' inizio del film, qualcuno bussa alla porta e Kevin mi chiede di andare ad aprire. È Christian. Non si aspettava aprissi io la porta. È bellissimo, ma ha l' espressione nervosa. Fa per salutarmi, ma io lo scanso.
Nessuno si cura del suo arrivo, tutti continuano a guardare il film, in silenzio e lui viene a sedersi vicino a me.

Ogni tanto si volta per guardarmi ed ogni tanto, l' occhiata verso lui la lancio anch' io.

La storia di Jack e Rose mi affascina tanto.
Si conoscono da pochissimo, eppure si amano così tanto, al punto che sacrificano le loro vite, pur di salvarsi l' un' l' altro..

Vorrei fosse il mio Jack ed io vorrei essere la sua Rose.
Quando si danno il primo bacio, rimangono tutti colpiti e mi accorgo che anche tra Noha e Landon è scappato un bacio.. Beh, è un film che, nonostante le volte che va guardato, fa sempre un certo effetto.
Mentre penso all' amore che c'è nell' aria, Christian scatta all' in piedi e mi chiede di seguirlo.
Nessuno fa caso a noi, sono troppo presi dal film. Lo seguo e mi porta fuori alla terrazza della stanza di Kevin.

Non appena usciamo, il freddo mi fa venire i brividi, quindi, approfittando del fatto che tutti sono concentrati a guardare il film, mi fa entrare nella camera di Kevin. È nervosissimo. Ha la mascella perfettamente serrata e fa respiri quasi affannosi.
Lo guardo e lui si gira, quasi come se non volesse guardarmi.
Mi blocca con le mani al muro e per un attimo ho paura che voglia farmi qualcosa. -"Sono due dannatissimi giorni che non mi degni neanche di uno sguardo, neanche di un misero sguardo.-" Gli trema la voce. -"Ballasti in quel modo davanti tutti quanti, e non ti ho detto niente. Sei stata con me, e non appena arrivammo al cantiere, ieri, sei andata con Jake, ti sei stata con lui e non ti ho detto niente.
Mi tratti come se non esistessi, Sam, ma cosa ti ho fatto?"- Alza la voce e comincia a piangere come un bambino. Sono esterrefatta. Non mi aspettavo niente di tutto questo. Mi sorprende sempre.

Ma io mi ripeto che sono forte che ce la posso fare. Mi ripeto che nella mia vita, non ho mai permesso a nessuno di sottovalutarmi, mai.
Mi è stato detto che non è un ragazzo serio e all' inizio si sgamò da solo, quando mi fece capire che per lui ero quasi una sfida, un "BUON AFFARE."
Non devo cadere nella sua trappola, perché per farmi perdere, sarà capace di tutto, ma non lo merito.

-"Christian, non sono proprio in vena di sentire le tue bugie."- Non so da dove prendo il coraggio di formulare questa frase, ma la pronuncio.

-"Sam, io sono innamorato di te! Io voglio te. Ti voglio dal primo momento che i nostri occhi si sono incrociati. Ti voglio dalla prima volta che hai provato a parlarmi. Ti voglio da quella volta che venisti a vedere la mia partita, che tra tante persone, io cercavo te e sapevo bene lo stessi facendo anche tu. Ti amo, Sam.. ma mi fai andare fuori di testa. Non è colpa tua, non sono niente e non siamo niente, ma per me sei importante.

È un bugiardo. Se teneva a me come dice, di certo non aveva bisogno di baciare Eliana. Eppure, da come lo sta dicendo, sembra così reale.
Ha detto che nella sua vita ha amato solamente due donne e che non amerà mai più nessun' altra, quindi che speranze voglio avere?

-"Christian, sai cos'è? è che io e te non siamo fatti per amarci e per stare insieme.
Non so che persona sei, non so niente di te.
Puoi piacermi fisicamente, ma.. come posso amare una persona che non conosco neanche?"- Ancora una volta, mente e bocca non sono collegate.. caccio parole proprio a caso.

-"Dimmi se ami un altro.. dimmi solo se ami un altro, ti prego.. perché se tu mi dai, almeno, solamente una possibilità, io ti giuro che non ti deluderò..
Ti renderò la persona più felice del mondo, ma permettimelo."-

-"Christian, stammi lontano."-
-"Non dire così, per favore."-
-"Devi andar via."-
-"Se ho baciato Eliana era per vedere che reazione avresti avuto."-
-"Ma non m' interessa"- Fingo non curanza.
-"Ti interessa, Sam. Ti interessa. Non mi parli da quando mi hai visto con lei e so che mi vuoi anche tu, ammettilo."-
-"Christian, non voglio più ripetertelo: io per te non provo niente. Adesso o te ne vai tu, o me ne vado io: decidi."-
-"Sam, questa è stata l' ultima volta che mi hai visto, Addio."-
Resto in silenzio e lo guardo uscire dalla stanza, come un diavolo. Prende il suo giubbino dal divano ed esce, bruscamente, di casa.

Rimango nella camera di Kevin.
Tutte quelle parole, le sue lacrime, la sua espressione, quell' "Addio."
Mi sento male, l' ho trattato come fosse il nulla.
Ho distrutto un' qualcosa che poteva crescere.
Avrei potuto provare a fargli cambiare atteggiamenti, avrei potuto reagire in modo diverso.
Io sono proprio una stupida. L' ho perso, dopo questo, l' ho perso per sempre.
Mi siedo a terra e non posso che portarmi le mani agli occhi.. sono diventata una fontana.
Mi passano davanti agli occhi tutti i momenti belli passati con lui, ne sono pochi, eppure sono così pieni.. Le sensazioni che mi ha regalato..
È davvero finito tutto?

Passano circa quindici minuti, perdo la cognizione del tempo. Mi arrivano tanti messaggi, ma non mi concentro su essi.

-"Sam, ma cosa ci fai qui terra?"- Noha viene verso me, preoccupata e mi abbraccia quando mi vede piangere.

-"L' ho lasciato andar via.."- Dico, singhiozzando.
Non riesco a smettere di piangere. Sento un dolore atroce nel petto.

-"Cosa? Spiegami cos' è successo, dai.."- Dice, asciugandomi gli occhi.

-"È successo che mi ha chiesto di parlare in privato ed ha cominciato a dirmi che non l' ho pensato, che ha baciato Eliana per vedere la mia reazione.. Ma io ho fatto prevalere il mio orgoglio, Noha.. Ero importante per lui come lui lo è per me, ma l' ho perso."-

-"Vabbè, ma si risolverà, Sam.. avrete, sicuramente modo di chiarire, di riparlarvi.. si sistemerà tutto.
Perché non provi a telefonarlo?"-

-"No, Noha. Non hai capito niente.. Mi ha detto "Addio", ha detto che non lo rivedrò mai più."-

-"Ah.. Sam, mi dispiace troppo."- Mi abbraccia più forte. Poi ricomincia  -"E se invece, provassi a richiamarlo e dirgli che ci hai ripensato e vuoi parlarne meglio?"-

-"Noha, io non so cosa voglio. Non lo conosco, ma mi attrae così tanto da farmi piangere.
Non mi fido di lui, avrei paura di essere tradita, avrei paura di essere solo un momento per lui..
Non voglio affezionarmi più di quanto mi sono già affezionata, capisci?"- Sospiro.

-"Sam, ho capito cosa vuoi dire, ma tu devi imparare anche a seguire i tuoi sentimenti, con intelligenza, si.. ma questo problema potrai incontrarlo con qualsiasi altro ragazzo. È ovvio che all' inizio non ci si fida. È la persona che è al tuo fianco, che se tiene a te, deve dimostrarti di poterti fidare di lei.-"

-"Secondo te, che devo fare?"-
-"Telefonalo!"-
-"Adesso?"-
-"Anche prima, di adesso."-

Mi convince e prendo il mio cellulare, digito il suo numero e premo sul tasto per telefonare.

Squilla e non risponde. Sono alla settimana chiamata e non risponde, sono preoccupata.

-"Ritenta, dai.. può darsi che è la volta buona"-
M' incoraggia, la mia migliore amica.
Sto provando e riprovando, ma niente da fare.

-"Noha, io voglio andare a casa mia.. Non ho nessuna voglia di restare qui, davvero, non sopporterei niente."- Per un attimo, mi sento ritornare alle origini.

-"Io vengo con te, Sam."-
-"No no, ma figurati, resta qui."-
-"Sam, in questo momento hai bisogno di me e tu verrai sempre prima di tutti quanti, anche prima di Landon."-
La abbraccio, ancora una volta, poi mi prende per mano e salutiamo tutti, ovviamente dopo che ha spiegato qualcosa a Landon.

-"Ciao, ragazzi, salutiamo e andiamo via."-

In strada, continuo a chiamare Christian, ma non mi risponde.
Appena torno a casa, sento il bisogno di andare a fare una doccia, devo rilassarmi un pò, anche se sarà difficile.
Noha si stende sul mio letto a parlare al telefono con Landon, io nel frattempo, prendo il pigiama e riempio, come sempre, la vasca, fino all' orlo, aggiungendo tanto sapone, per far formare la schiuma.

M' immergo piano e chiudo gli occhi.. Adesso, si.
Mi manca Christian, mi manca tantissimo.
Come può diventare così importante, una persona, in così pochissimo tempo?
Sono nei miei più profondi pensieri, quando mi accorgo, dopo un pò, che il mio cellulare, sta squillando.
Mi alzo dalla vasca e indosso subito l' accappatoio. Sul display c' è il suo nome. È lui, finalmente.
Rispondo subito. -"Christian!!"-
-"Pronto, buonasera. Sono un poliziotto, lei conosce il proprietario di questo cellulare?"-
Rimango impietrita.
-"Si, lo conosco, sono una sua amica. Gli è successo qualcosa?"- Dico velocemente, dato il nervosismo.

-"Si, il ragazzo ha fatto un incidente. È caduto da una motocicletta ed ha perso molto sangue: è andato in coma."-

-"Ma cosa sta dicendo?"- Scoppio a piangere, mi tremano le mani.

-"Signorina, mi spiace. Ho chiamato lei, perché era l' ultimo numero nel registro chiamate. Se può, ovviamente, avvisi la famiglia.-"

-"Si, sto venendo. Mi dica solo in che ospedale lo stanno portando.-"

-"Ben Taub Hospital. Appena arriva, chieda le indicazioni per arrivare al reparto di rianimazione."-

-"D' accordo, grazie."-

-"Ah. un' ultima cosa! Può dirmi il nome e il cognome del ragazzo? Non ha i documenti con sè."-

-"Christian Hall."-
-"Anni?"-
-"Ventuno."-
-"Grazie. A tra poco."-

Riaggancio e sento che sto per svenire.
Apro la porta del bagno, uscendo con l' accappatoio.
Corro in camera mia. -"Noha!!"- Urlo, disperata.
-"Sam, che succede?"- domanda, preoccupata.
-"Noha, Christian.."- Mi manca l' aria, non riesco a formulare una frase sensata.
-"Sam, Christian, cosa?"-
-"Noha.. Christian, ha fatto un incidente, è in coma."-
Scoppio a piangere e mi sento così male che ho gli sforzi di vomito.

-"Ma cosa dici?"- Rimane scioccata anche lei.
-"Dobbiamo andare in ospedale. Mi ha chiamata un poliziotto per dirmi che è ricoverato al Ben Taub Hospital, al reparto di rianimazione."-

-"Sam, allora veloce, vai a vestirti e andiamo da lui. Chiamo i ragazzi."-

Corro in bagno e mi vesto, asciugando i capelli in modo velocissimo e rimanendoli un pò umidi: non ho tempo.

-"Sam, sono qui fuori. Ho già spiegato tutto a Landon."

Usciamo di casa e ci avviamo, con le loro moto,
all'ospedale.
Corrono come i pazzi, ma riusciamo a raggiungere l' ospedale entro dieci minuti.

La prima a scendere dalla moto, per chiedere informazioni su dove si trova il reparto, sono io.

Quando mi viene spiegata la strada, la spiego, a mia volta, ai ragazzi.

Arriviamo al reparto e siamo tutti pieni d' ansia.
Io scoppio in lacrime, per l' ennesima volta in una giornata. Sto malissimo.
Siamo tutti spiazzati. Quando siamo in ascensore, nessuno dice una parola, una tensione mai provata in vita mia.

Arrivati nella sua stanza, il dottore ci dice che può entrare solamente una persona, gli altri dovranno aspettare in sala d' attesa.

-"Ragazzi, per favore.. Ho bisogno di vederlo."-
Rimangono stupiti dal mio interesse nei confronti di Christian, ovviamente, dato che non sanno nulla di noi. Alla fine, però, accettano e mi fanno entrare.

-"Sii forte, Sam."- Mi incoraggia, Noha. Mi abbraccia e finalmente entro.

Non appena lo vedo, steso in quel letto, pieno di lividi e ancora sporco di sangue, mi si gela il cuore.
Mi avvicino a lui, piano piano. Mi siedo sulla sedia che è posizionata al fianco del letto e lo guardo.
Guardo ogni singolo millimetro del suo viso, lo squadro bene. Guardo ogni graffio, ogni livido.
Guardo i suoi occhi chiusi e così sembra un bambino che dorme.

-"Ma cos' hai combinato, amore mio?"- Gli accarezzo la mano, delicatamente.

-"Ti faccio una promessa: la promessa più grande che si possa mai fare. Qualsiasi cosa accada, io resterò sempre al tuo fianco. Non me ne andrò mai."-

Stringo i denti e provo a non piangere, ma non ci riesco.

-"Sai, prima ti ho detto tante cose false. Ti ho detto che tra me e te non potrà mai esserci niente, ma non sai che, sto immaginando un futuro con te, da quando mi hai portata al mare e sono venuta a casa tua. Ho immaginato un futuro con te, quando abbiamo dormito insieme ed ho immaginato un futuro con te in ogni abbraccio nostro."-

-"Se stai qui, è tutta colpa mia. Ma sappi, che non ti dico queste parole solamente per compassione e se un giorno non crederai in ciò che ti sto dicendo, te lo dimostrerò con le chiamate che ti ho fatto, dopo un pò che te ne sei andato. Ti ho telefonato tante volte, ero disperata. Mi sono sentita morire, quando mi hai detto "Addio", ma davvero.. Anch' io, voglio solo te."-

Appoggio la mia testa al suo braccio e mi addormento stringendogli la mano.

Il giorno dopo, il dottore mi sveglia. -"Signorina, si è addormentata qui e i suoi amici hanno preferito non svegliarla. Ad un certo orario, poi, sono andati via."-

-"Dottore, grazie per avermi avvisata.. Ma rimarrò qui fino a quando non si sveglierà."-

Mi sorride e va via.

Decido di chiamare Noha, per farle avvisare i professori, che io, da oggi, mi ritiro. Ho pochissime ore di assenza e siamo a metà maggio: posso permettermelo.

Mando un messaggio a mia madre, che non sento da giorni e le do il buongiorno.
Controllo il telefono di Christian. Non ci sono altre chiamate oltre le mie. Capisco che vive da solo, ma mia madre, nel giorno di sei, sette ore, comunque si fa sentire, qualche messaggio me lo manda.
Sblocco lo schermo e vado nella rubrica.
Digito, nelle ricerche, "Mamma", ma non mi esce alcun risultato. Magari avrà segnato il suo nome in un altro modo, fatto sta, comunque, che non trovo nessun tipo di recapito telefonico, di nessun parente.

Contatto i ragazzi, per chiedergli della famiglia di Christian. Dopo un pò, però, mi risponde Kevin, dicendomi che la famiglia è come se non la avesse.
Ci rimango male, mi ha colpita questa notizia, ma quando gli chiedo di specificarmi ciò che ha detto, mi dice che non può parlarmi di niente e che sono cose sue personali.

Questo ragazzo è un mare di segreti, ma io li scoprirò tutti.

Trascorro la giornata al suo fianco, prendendomi cura di lui e parlandogli proprio come se lui fosse sveglio.
Gli unici momenti, in cui prendo un pausa, sono le due ore, pomeridiane, in cui c' è l' orario di visita e quindi i ragazzi mi danno il cambio.
In queste due ore, vado a casa mia e vado a fare una doccia. Chiamo un pò mia madre e poi prendo la mia tesina, che all' ospedale ripeterò.

Quando esco, mi fermo in una pizzeria. Ho bisogno di qualcosa che mi sazi, ma non ho nessuna voglia di cucinare, quindi ordino una pizza.

Torno in ospedale e il dottore si occupa personalmente di procurare un lettino per me, dato che gli ho spiegato le mie intenzioni.

Lo guardo, lo guardo sempre.. spero si riprendi presto.
-"Allora, Christian.. dobbiamo trovare qualcosa da fare, adesso ti parlerò un pò della mia tesina."- gli stringo la mano e inizio a presentargli il mio lavoro.

Verso le 21:00, mi chiama mia madre. Non posso nasconderle un problema così grande. Anche se non ho mai parlato con lei, adesso devo farlo.

-"Pronto?"- Rispondo.
-"Pronto, Sam, sono mamma!"
-"Ciao, mamma, come va?"-
-"Qui tutto bene. A te come va? Stai dormendo da Noha?"-
-"Ehm.. Si, mamma.. cioè.. insomma.-"
-"In che senso, Sam, "insomma"…?"- Mi chiede in tono preoccupato.
-"Devo parlarti, mamma."-
-"Dimmi tutto, piccola, ti ascolto."-

Mi sento più sollevata e inizio a parlare.
-"Allora, mamma, c'è un ragazzo a cui io tengo tanto. L' ho conosciuto da poco e ieri sera, sono andata ad una festa con Noha e la mia nuova comitiva, la stessa che frequenta lui. In pratica, dopo varie dimostrazioni che gli ho dato, senza essere ricambiata, ieri sera e venuto a parlarmi del fatto che io per lui ero importante e voleva una relazione seria con me.-"

-"Oh, che bello!! e tu?"- Mi chiede, in tono allegro.
So che le farebbe piacere se mi fidanzassi.
-"No, mamma, ho rifiutato e gli ho detto cose orrende. Dopodiché, ovviamente, mi ha detto Addio ed è andato via.
Ho parlato con Noha e dopo un pò mi ha convinto a telefonarlo, ma lui non rispondeva.
A finale, mi ha chiamata un poliziotto, con il suo cellulare, per avvisarmi che lui aveva avuto un incidente. Adesso è in coma."- Inizio a piangere.

-"Sam, ma cosa dici?"- Mi dice, con voce roca, come se le lacrime fossero arrivate persino a lei.

-"Mamma, io sono in ospedale ed ho intenzione di restare al suo fianco, fino a quando non si sveglierà.
Riguardo la scuola, mi sono ritirata. Tra due o tre giorni, tanto, si ritireranno tutti quanti e posso permettermelo, date le poche ore di assenza che ho."-

-"Tesoro, hai fatto una scelta giusta. L' importante, adesso, è che questo ragazzo si riprendi e vedrai che andrà tutto bene. Rimani al suo fianco.
Io sarò sempre con te e se posso fare qualcosa, dimmelo, che lo farò. Non appena si riprenderà, poi me lo farai conoscere, va bene?"-

-"Va bene, mamma."-
-"Sam, adesso devo proprio andare.-" Mi dice e fa per salutarmi.

Torno a sedermi al fianco del letto di Christian, gli stringo la mano e lo osservo. Gli accarezzo la testa e mi rendo conto di quanto non voglio perderlo.

-"Christian, quanto mi manchi.. Non vedo l' ora di poterti riparlare, riabbracciare.."- Dico..

La giornata finisce così e, nonostante abbia un letto, mi riaddormento sulla sedia, al suo fianco.

Sono giorni che passano così, giorni che sembrano non finire mai e ogni giorno che passa, senza che lui si svegli, mi sento sempre più male.
Ogni giorno, la solita routine: resto a guardarlo tutta la giornata, aspetto le due ore pomeridiane di spacco, quando, nell' orario di visita, vengono a trovarlo i ragazzi.
Poi, quando torno da lui, gli parlo di ciò che ho fatto, anche se in due ore non si può fare granché, almeno vado a lavarmi e sbrigo qualche servizietto.

Così, passano le prime due settimane, sperando sempre, ovviamente, che non ce ne siano altre.

Quando mi sveglio, gli do un bacio sulla fronte e siedo di nuovo al suo fianco. -"Christian, domani ho l' esame.. sai..? Quanto vorrei tu fossi qui a darmi coraggio, ne avrei proprio bisogno.-"

Prendo una pausa.

-"Mi dispiace anche che tu abbia perso un altro anno, ma spero che possa risolvere portando un certificato, non saprei.."-

Lo guardo e poi gli stringo la mano, lo faccio sempre, ma ciò mi da tanta sicurezza.
-"Non ti lascerò mai solo, anche al costo di dover vivere così per sempre."-

Ho già avvisato, qualche giorno fa, ai ragazzi, che domani dovranno badare Christian e fortunatamente possono farlo, dato che l' esame lo hanno in un giorno diverso dal mio.
Le ore passano e sono quasi le 16.00 del pomeriggio. Apro la porta della stanza e seduto, in fondo al corridoio della sala d' attesa, trovo Jake. Lui mi vede e si alza per venirmi a salutare. -"Ciao ,Sam!"-
-"Ciao, Jake."-
-"Come va?"-
-"Sempre lo stesso."-
-"Vedo che alla fine non hai dato importanza alle mie parole."-
-"In realtà, non ho dati importanza neanche a me, ma l' amore, Jake.. L' amore non puoi programmarlo, non puoi chiudergli le porte, non puoi alzare i muri, perché sfonderà tutto.-"
-"Sai cosa significa andare in coma, Sam? Sai che forse non si risveglierà mai più? Ma tu ci pensi a questo?"-
-"Jake, se fosse morto, le mie speranze sarebbero finite.. Sarei finita anch' io, con loro.
Ma dato che non è morto, continuerò a lottare e a crederci. Io sono con lui.-"

-"Ho capito."-
-"Perché vedi solo i lati negativi? in generale, perché..?"-
-"In che senso?"-
-"Nel senso che tu sei un suo amico e non fai che dirmi di non provarci con lui, mentre lui mi ha dimostrato, più volte, di essere una persona del tutto diversa, rispetto a quella che mi descrivi tu.-"
Mi fermo un attimo, ma poi riprendo il discorso.
-"Sei un suo amico e dovresti essere la prima persona a darmi coraggio, ma invece? Mi dici che forse non si risveglierà mai.. Sei assurdo."-

-"Io lo dico per il tuo bene."-
-"Ma che ne sai di cosa fa bene a me, eh?"-

Resta in silenzio.

-"Io vado, mi sta scoppiando la testa."- Lo saluto e vado via, mentre lui entra nella stanza.

Vado a casa mia ed abbraccio i miei genitori, che da quando sono tornati dal viaggio, li ho visti poche volte.

Oltre questa situazione, credo siano molto soddisfatti del mio comportamento, nell' ultimo periodo. Non li avevo mai abbracciati, mai telefonati, ma detto un pensiero dolce.. È bello anche per me.

-"Sam, vieni qui!"- Dice mia sorella, non appena mi vede ed allarga le braccia, per abbracciarmi.
Anche Leo mi abbraccia forte.
La mia famiglia, ma come ho fatto a non capirne l' importanza.

-"Domani hai l' esame, hai studiato bene?"- Domanda mio padre.
-"Certo che si."- dico, in tono allegro, coerente a lui.
Ma poi, torno ad essere triste.
-"C'è qualcosa che non va, Sam?"-
Oddio, pensavo mamma gli avesse spiegato la situazione, ma evidentemente non lo ha fatto, quindi tocca a me e non so da che punto partire.
-"Ehm.. allora, papà.."- Inizio un discorso, che dura circa mezz' ora.

Lui mi abbraccia e quando scoppio in lacrime, mia madre se ne accorge e ci raggiunge in salotto.
-"Tesoro, ho aspettato te ne parlasse direttamente lei, ormai è grande e deve saper affrontare anche un discorso del genere."- Si rivolge a mio padre.

-"Sam, mi fa davvero piacere tu abbia trovato una persona e ti ci sia affezionata.. Da buon padre, ovviamente, ti dico di tenere sempre gli occhi aperti, ma tu sei una ragazza sveglia e sai sempre come comportarti.
Il tuo futuro adesso è nelle tue mani, noi ci saremo sempre per te, ma devi sapertela cavare anche da sola.
Spero, vivamente, che questo ragazzo si risvegli al più presto. Mi piacerebbe sia una brava persona e beh.. figlia mia, se son fiori, fioriranno.-"Mi da una pacca sulla spalla e poi i miei fratelli vengono a chiamarmi. -"Sam, io e Leo dobbiamo parlarti."-

Vado in camera con loro e chiudo la porta.
-"Sam, mamma ci ha raccontato tutto."- Inizia, Leo..
-"Ci dispiace tantissimo.."- continua, Giulia.

-"Sam, noi saremo sempre con te, ma questa non è la solita frasetta, che si sente in circostanze complicate. Noi ci siamo davvero. Noi siamo una cosa sola, Sam, non dimenticarlo mai.."-
Mi abbracciano e mi sento sicura, proprio come mi sento nelle braccia di Christian.

Quando esco di casa, tutti mi accompagnano alla porta e mi salutano.
Domani, Noha mi accompagnerà a scuola, per assistere al mio esame.

Quando arrivo in ospedale, l' orario di visita è appena finito ed eccomi che mi ritrovo a parlare a Christian di ciò che sento in questo momento, l' ansia per domani. Lui è il mio diario segreto, ormai.

Sono le 21:00 e credo sia proprio ora di andare a dormire. Spengo tutte le luci e crollo.

La mia sveglia suona alle 06:00 del mattino.
Mi alzo dal letto, mi lavo e mi preparo.

-"Calma, Sam, calma. Andrà tutto bene!"- Ripeto tra me e me. Ho bisogno del conforto della mia migliore amica.

Landon e Micheal, si occuperanno loro, per questa mattina, di Christian.

-"In bocca al lupo, Sam!"- Dicono, i ragazzi, entrando e vedendomi uscire.

-"Grazie."- gli sorrido.

Fuori scuola ci sono molte persone e sto pensando che tra poco, quando uscirò da qui, sarò, finalmente diplomata.

Vedo Noha da lontano, finalmente è qui.
Quando mi si avvicina, mi abbraccia. -"È arrivato il tuo giorno, amica mia!!"- mi sorride. -"Spacca tutto, Sam."-

Suona la campanella e finalmente entriamo.
Nell' aula in cui devo andare, oltre me, vi sono quattro ragazzi di classe mia, dato che la mia classe è stata divisa in gruppetti di cinque ragazzi che faranno l'esame in giorni diversi.

Sono la terza persona nell' ordine alfabetico di oggi ed ora è il mio turno.

Dopo l' accoglienza dei professori inizio il mio discorso.
Due ore dopo, sono finalmente libera. Ho superato l' esame con ottanta su cento, è un buon risultato e sono davvero felice, salto di gioia e subito chiamo i miei genitori.

I miei sono felicissimi e si congratulano con me.

Quando riprendiamo la stradina che porta all' ospedale in cui è ricoverato Christian, approfitto per parlarle un pò.
-"Jake mi ha detto che, probabilmente, Christian non si sveglierà. Che uccellaccio del mal augurio."- Dico.

-"Sam, non voglio essere cattiva ,ma tu sei mia amica e purtroppo Christian si trova in una brutta situazione, lo sai anche tu. Potrà succedere di tutto, Sam.. e se te lo diciamo, lo facciamo per prepararti a qualsiasi cosa. Tutto qui.

-"Credo io, in lui."-
-"Sam, non essere infantile, però."-
-"Non sono infantile, ma non li accetterò mai questi discorsi, quando i medici non hanno detto niente di tutto questo."-
-"Sam, ma sai cosa significa andare in coma?"-
-"Lo so."- dico e faccio per allontanarmi da lei.
Siamo fuori l' ospedale.
-"Ho bisogno di stare un pò da sola."- le dico e mi avvio verso Christian.

Quando entro, Landon e Micheal mi chiedono com' è andata e gli spiego che, nonostante l' ansia, sono riuscita a portare avanti un discorso senza intoppi.
Sono felici anche loro e si congratulano con me.
-"Sam, allora ci vediamo oggi pomeriggio, per lo spacco?"- chiede Micheal.
-"Si."-
Mi salutano e vanno via.

Quando entro, corro da Christian.. -"Dio.. quanto mi sei mancato."-
-"Non puoi capire da quanto tempo aspettavo questo giorno, immaginando te al mio fianco, che mi dassi coraggio.. e, invece, eccoti qui."-
Prendo una pausa.

-"L' esame è andato benissimo, mi sono diplomata con ottanta su cento."-

Gli stringo la mano.

-"Christian.. ho avuto una piccola discussione con Noha, qualche minuto fa. Lei e Jake pensano che tu possa non risvegliarti.."- Le lacrime iniziano a scendere su mio viso, ma questa volta, con tutto il silenzio che c'è.. Dopo due settimane che non si sveglia, sono più disperata che mai e dentro me, avvampa una certa malinconia.

Penso ai nostri momenti belli.
Christian è stato l' unica persona per cui io ho provato qualcosa, per cui io combatto così tanto.
Mi sta facendo vivere.. Anche se tra rabbia, gelosia, amore, tristezza, felicità.. Un mix di emozioni, ma alla fine, la vita è questa, ed io, adesso, la sto vivendo.

Cosa farei se, davvero, non si svegliasse più?
morirei con lui.
Ma non può finire. -"Christian, non puoi andare via!!"-
piango a singhiozzi e gli stringo la mano, che sta per diventare una cosa sola con la mia.

Improvvisamente, la sua mano, si muove.
Il mio cuore manca di un battito, mi si mozza il fiato.
Non piango, non urlo, non sorrido. Lo fisso, solo.
Muove la mano, adesso anche un pò il braccio.
Ad un tratto, apre gli occhi, lentamente.. poi li richiude, poi li riapre.

Non ci credo, si sta svegliando.

Riesce a muovere la testa, ma non dice una parola, neanche quando si accorge della mia presenza.

Credo sia il caso di chiamare i medici..
Corro in corridoio e non appena vedo un dottore -"Si è svegliato, dottore.. Christian, si è svegliato!!"- Urlo, in lacrime di gioia.

-"Davvero?"- il dottore mi fa un sorriso a trentadue denti e viene subito con me, nella stanza di Christian.

Quando entriamo, lui guarda fisso il soffitto. È sveglio.

-"Christian!!"- non mi trattengo.
Lui sposta lo sguardo verso di me, poi verso il dottore.

-"Samantha, credo tu debba rimanerci soli per un pò, perché adesso entriamo in una fase molto delicata, in cui deve riprendere coscienza. Comunque, Sam.. è stato un miracolo, voglio dirtelo."-

Sorrido e piango di gioia.

-"Dottore, lo faccia star bene, la prego."-
-"Farò tutto il possibile. Già che si sia svegliato è un passo grandissimo."-

-"Dottore, io aspetto qui fuori."-
-"Sam, dovrò stare molte ore con lui, ti conviene andare e poi ritornare."-
-"No, no.. io aspetto qui."- Dico, ed esco dalla stanza.

Chiamo Noha e tutti i ragazzi, per avvisarli.. Nessuno può crederci. Stanno arrivando.

Quando i miei amici mi raggiungono, vengono ad abbracciarmi e si emozionano anche loro.
Gli spiego che dobbiamo aspettare molte ore prima di poterlo vedere.
-"Sam, ma ti ha parlato?"- chiede Kevin.
-"No, mi ha solo fissata. Ha mosso le mani, la testa.. Ha aperto gli occhi.. Ma, ragazzi, non potete capire cos' ho provato nel vederlo risvegliarsi."-

Noha mi abbraccia. -"Scusa, per prima, Sam!"-
Restiamo abbracciate per un pò e devo dire che mi tranquillizza. Noha mi tranquillizza sempre.

Sono due settimane che dormo malissimo, mi sveglio nel pieno della notte, faccio incubi ed ora, finalmente, la mia anima è in pace.
I miei amici parlano, ma io sono sommersa nei miei pensieri e, pian piano, mi addormento sulla sedia della sala d' attesa. Cado in un sonno profondo.

Al mio risveglio, la luce del giorno è andata via.
Ho dormito circa sette ore e mi pento di essermi addormentata, quando, i ragazzi, che sono ancora tutti qui, mi dicono che il dottore ha detto che Christian sta iniziando a parlare e che potremmo vederlo alle 23:00 di stasera, facendo un piccolo strappo alla regola, riguardo l' orario di ricevimento.

-"Ragazzi!"- si voltano tutti verso me. -"Non dite a Christian che io sono stata qui, non entrerò in quella stanza, non deve saperlo."-

-"Ma è stato un gesto bellissimo il tuo, Sam, perché non vuoi dirlo? Ne sarebbe felice."- dice, Landon.

-"Non potere capire, ragazzi.. Poi vi spiego tutto."-
-"Abbiamo tre ore a disposizione, puoi parlare adesso."- Dice, Jake.
-"Ehm.."-
-"Avanti, Sam.. Sono come fratelli per noi e, conoscendo bene Christian, sapranno anche, sicuramente darti un consiglio."-
-"E va bene."- Dico e inizio a spiegare a tutti la nostra "STORIA".
Rimangono tutti a bocca aperta.
-"Wow, Christian Hall, che fa cose romantiche. Non ci credo neanche se lo vedessi con i miei occhi."- Dice, Micheal.

-"Infatti.. cioè, ti ha portata a casa sua, quando le volte im cui ci sono andato io, che lo conosco da anni, si possono contare sulle dita di una mano."-
Dice, Mark.

-"Ma anche al mare, Sam.. Non lo ha mai fatto con nessuna. Non me lo sarei mai aspettato, anzi, cominciavo a credere che non si sarebbe mai innamorato davvero.. e invece, guarda."- Dice, Landon.

-"Io credo che, nonostante lo sbaglio che ha commesso, di baciare Eliana, lui a te ci tenga.
Lo conosco da un vita, Christian e so com' è nei confronti delle ragazze."- dice, Mark.

-"Non so se sia una scusa quella di voler vedere la mia reazione, baciando Eliana."-

-"Sam, ma per Christian è normale fare ciò, ma, sicuramente, avrà imparato la lezione."-
Dice, Kevin.

-"Ragazzi, davvero, non ditegli che sono rimasta qui, tutto il tempo."- Dico, e nello stesso tempo esce, dalla stanza di Christian, il dottore.

-"Ragazzi, Christian ha ripreso conoscenza, riesce a parlare.. È figlio di Dio, questo ragazzo.
Abbiamo parlato per molto tempo: mi ha raccontato chi è e cosa fa nella vita ed io gli ho spiegato del suo incidente."- Dice, lui.

Tutti noi siamo felicissimi ed il mio cuore sta per esplodere di felicità.

-"Dottore, ma possiamo vederlo, adesso?"- Domanda, entusiasta, Mark.

-"Un' altra mezz' ora, circa, e vi faccio entrare. Promesso!"- Sorride, il dottore.

La mezz' ora passa e, come promesso, il dottore apre la porta e ci fa entrare.

-"Fratellone nostro!!"- Vanno ad abbracciarlo tutti, scuotendogli i capelli ed abbracciandolo. Li riconosce tutti e sorride ad ognuno di loro.

-"Christian, ma cos' hai combinato?"- Domanda Jake.
-"Ero arrabbiato quella sera.."- Spiega, lui.
-"Non so cos' ho combinato, la moto non frenava più, correvo come un pazzo. Mi sono sentito più morto che vivo, ma alla fine, ringraziando il cielo, sono qui, vivo e vegeto.

In tutto ciò, non si è ancora reso conto della mia presenza, non mi ha neanche guardata, neanche un' occhiata per sbaglio.

Restiamo con Christian tutta la notte.. Cioè, loro sono con lui, ma io qui, è come se non ci fossi.

Sono le 09:00 del mattino quando vado via, non ha senso rimanere.

Torno a casa mia e dico a tutti che Christian si è svegliato, che sono felice, ma ho bisogno di riposare.
Sono tutti felicissimi, anch' io da una parte, ma dall' altra vorrei morire.
Sono stata due settimane vicino a lui, una giornata intera in sala d' attesa, ho passato notti in bianco.. Tutto questo per lui, che forse manco gli importerebbe.

Faccio la doccia e lavo anche i capelli.
Quando sono sotto la doccia, ci metto sempre tanto tempo e quando faccio lo shampoo, poi, rifletto proprio sulla vita.

Bussano alla porta.  -"Si?"- Rispondo.
-"Sam, sono Giulia, ti vuole Noha al telefono. Ti faccio richiamare o puoi risponderle adesso?"-

-"Dille che la richiamo tra dieci minuti."-
-"D' accordo."-

Esco dalla doccia e mi asciugo.
Decido di piastrare i capelli e li asciugo lisci.

Quando sono pronta, esco dal bagno e ricordo che devo telefonare Noha.
Cerco il telefono di casa e la chiamo.
-"Ponto, Noha?"-
-"Sam."-
-"Mi volevi?"-
-"Si. Prima sei andata via senza salutarmi, volevo raggiungerti, ma sei scappata via.. Sono uscita dalla stanza, qualche istante dopo te, ma non ti ho vista più."-
-"Volevo rimanere sola, Noha.. Sono nervosa. Comunque scusa per non averti salutata."-
-"fa niente. Piuttosto, come stai?"-
-"Delusa, Noha, sono delusa."- Sospiro.
-"Certo, non volevo altro che si svegliasse, ma hai visto come non mi proprio pensata? Neanche un saluto, uno sguardo.. Niente di niente.-

-"Si, ho notato. In realtà ci sono rimasta male anch'io, perché aspettavo una scena come quella nei film."- Dice.

-"Non c'è stata, però."-

-"Sam, comunque, adesso basta piangere e disperarsi. Ieri hai superato un' altra tappa importantissima della tua vita e adesso, la tua vita, devi goderla."- Prende una pausa, poi ricomincia. -"Riguardo lui, ciò che gli è successo, ormai fa parte del passato, ma non hai colpa di niente, tu.
Gli sbagli li ha fatti lui e lui è spericolato su quella moto. Potresti fargli da fidanzata, da amica, da sorella.. ma non da madre. Non devi sentirti in colpa."-

Questo discorso mi solleva un pò di morale.

-"Perché non usciamo un pò?"- propone.
-"Ma sono tutti in ospedale da Christian."-
-"Non abbiamo bisogno di loro per fare una passeggiata, poi ho bisogno di svagarmi un pò: ho litigato con Landon."-

-"Noha, non ho proprio nessuna voglia di uscire."-
-"Uff!!"-
-"Adesso chiami David, magari mi porta a fare un giro con lui."-
-"Ma sei seria? non puoi farlo, Landon è un ragazzo d' oro."-
-"Ma è solo un giro in moto, Sam."-
-"Ma come stai ragionando, Noha? Avete litigato, ma non ti ha lasciata e non l' hai lasciato. Non rovinare tutto e non abbassarti ai livelli di persone di poco prezzo. Hai la fortuna di avere un ragazzo bravo e bello come lui, che studia, non ti fa mancare di attenzioni. Ma cosa vuoi più?"-

Resta in silenzio, poi dice -" Vabbè, in ogni caso, io voglio uscire e se tu non vuoi, uscirò da sola."-
-"Esci da sola."-
-"Va bene. Ciao, Sam."-
-"Ciao."-

Mi ritrovo come prima, o forse, peggio.
Non voglio vedere nessuno e mi sento odiata dal mondo, odiare il mondo.
La felicità, a volte, dura solo un attimo.

-"Sam, il pranzo è pronto."- urla, Giulia, dalla cucina.
-"Non voglio mangiare."- Rispondo, allo stesso modo.

Non volevo tornasse, mai, tutto come prima, invece, beh..

Il resto della giornata lo trascorro sul letto.

Sono le 21:00.. ho bisogno di prendere un pò d' aria, quindi decido di andare a fare quattro passi a piedi.
Già sono vestita. Prendo il giubbino.
-"Sam, dove vai?"- Chiede, Giulia.
-"A fare una passeggiata."-
-"Posso venire con te?"-
-"Ok."-

Salutiamo tutti ed usciamo.
Per un pò stiamo in silenzio, ma poi, è lei a spezzare il silenzio. -"Che freddo, fa!"-
-"È vero, fa molto freddo."-
-"Come va?"- Mi chiede.
-"Bene."-
-"Bene? eddai, avrò qualche anno più di te, ma non farmi così vecchia."- Sorride, poi riprende il discorso.
-"A pranzo non hai mangiato, a cena, neanche."-
Resto in silenzio.
-"Sam.. sono tua sorella, se non parli con me, con chi  vuoi farlo?"-

-"Non parlo con nessuno, io."-
-"Ed è sbagliato. Fa bene parlare e non ti dico di farlo con chiunque, ma con le persone di cui ti fidi.
Cos' hai? è successo qualcosa con Christian?"-

-"È un pò tutto, Giulia. Sono stata due settimane al fianco di Christian, lui non lo sa, ma quando ha riaperto gli occhi e quando sono entrati gli amici, non mi ha degnata neanche di uno sguardo..
Noha sta cambiando, non è più la stessa di prima."-

-"Allora, riguardo Christian, secondo me, dovresti comportarti da persona matura e parlargli, dicendogli cosa provi per lui. Se non dovesse provare più nulla, avrai la consapevolezza di aver provato ad essere felice, perché tutto è un insegnamento, Sam.
Riguardo Noha, invece, sta crescendo.. Rispetto te, lei è sempre stata più socievole, però, magari, adesso starà, anche lei, facendo nuove esperienze.
La vostra amicizia non finirà mai, vi conoscete da quando eravate due tappi.. Su questo puoi stare tranquilla."-

Devo dire che, un discorso del genere con mia sorella, non l' ho mai fatto, ma le sue parole mi fanno pensare un pò. Forse ha ragione.

-"Giulia, ogni giorno che passa, amo Christian sempre di più e questo non averlo, mi sta facendo impazzire. Aiutami."-

-"Telefonalo."-
-"Adesso? E come faccio? E se sta dormendo?"-
-"Telefonalo, adesso o mai più. Se sta dormendo, domani, se vorrà sentirti, ti telefonerà lui."-
Mi convinco e gli telefono.
Proprio come quella sera, squilla, squilla.. ma nessuno risponde.

Torniamo a casa e dopo aver fatto una doccia, piombo nel letto e mi addormento.

Quando mi sveglio, mi sento molto più tranquilla di ieri, anche senza saperne il motivo, forse avevo bisogno di riposare.

Quando accendo il mio cellulare, ci sono le notifiche di vari messaggi, non sono di Christian, ma di Jake: -"Ehy, Sam.. Christian, comunque è stato dimesso dall' ospedale."-

A quel messaggio sorrido, ma so che per Christian, ormai, non sono più nulla.

Il fatto di non ricevere né messaggi, né chiamate da lui, mi deprime.
Resto tutta la giornata sul letto, fingendo di non sentirmi bene.

Dopo tutta la giornata trascorsa a pensare, pensare e pensare, inizio ad avere sonno e pian piano mi addormento.
Squilla il mio cellulare e mi sveglio. È Jake.
-"Pronto, Jake?"-
-"Sam, Christian è arrabbiato nero."-
-"Cosa? e come mai?"-
-"Sam, il dottore ha detto a lui che è fortunato ad avere un' amica che stesse al suo fianco, per due settimane intere, giorno e notte.
Ha voluto assolutamente sapere chi è e alla fine gliel' ho dovuto dire. Scusa."-
-"Jake, ma perché lo hai fatto? Mi hai tolto quel minimo di dignità che mi era rimasta, nei suoi confronti."-

-"Sam, scusami ancora.. Ma adesso devo proprio andare.. Buonanotte."-

Ottimo, direi.. Non è bastata la figuraccia di essere stata in ospedale, senza essere calcolata, minimamente, da lui.. Adesso, anche questo.

Devo smetterla di pensare, non ho fatto che pensare, tutta la giornata. Chiudo gli occhi e provo a prendere sonno, ma dopo due minuti, sono già crollata.

Sono le 23:50, non passano neanche dieci minuti dall' altra chiamata, che il mio cellulare squilla di nuovo. Quando vedo il suo nome sul display, però, salto di scatto dal letto ed il mio cuore batte all' impazzata. CHRISTIAN, è lui.

Non appena rispondo -"Sam, sono fuori casa tua, esci e vieni via con me, ti prego."-
Mi sciolgo.. e non parlo, riesco a dire solo
-"Va bene."-

Mi preparo in fretta.
I miei già dormono.

Busso alla porta della stanza di Giulia e mi dice di entrare.

-"Che ci fai vestita?"- mi chiede.
-"Non puoi capire. C'è Christian qui fuori e vuole vedermi.."-
-"Non ci credo, lo sapevo che ti amasse!!"-
-"Dai, Sam.. sbrigati, a mamma e papà, ci penso io, domani.."-
-"Allora, vado..!!"-
-"Buona fortuna."-

Esco di casa e lui è lì, sulla moto, l' ha già aggiustata ed è venuto a prendere me, non appena ha saputo di tutto.

Mi dirigo verso lui e lo saluto.

-"Sali dietro, Sam.. veloce."- mi dice, che se la polizia lo stesse seguendo.
Salgo dietro lui e lo stringo forte.

Il suo profumo, il calore del suo corpo, i suoi occhi su me, i suoi discorsi, la sua voce.. lo sa solamente Dio quanto mi è mancato.

Corre come un pazzo, non riesce proprio a guidare con moderazione.

-"Christian, frena un pò, ho paura."-
-"Dobbiamo fare veloce, Sam."-

Per un attimo penso davvero di essere inseguita dalla polizia.

-"Dove stiamo andando?"- chiedo.
-"Mi sono mancate le tue domande."-

-"Dove stiamo andando."-
-"Shh, non distrarmi."- mi zittisce.

Rimango in silenzio e continuo a stringermi forte a lui.

Arriviamo fuori un cimitero. -"Vieni qui.."- mi dice, porgendomi la mano, per aiutarmi a scendere.

-"Questo posto mi fa paura, Christian. Perché siamo qui?"-
-"Sei con me e quando sei con me, non devi aver paura di niente."-

Gli sorrido e mi sento più sicura.

Mi tiene per mano e mi porta verso una stradina.
Lungo questa strada, c'è un muro lunghissimo, che ad un tratto, è facilmente oltrepassabile.

-"Sai scavalcarlo un muretto così piccolo, no?"- Chiede.

-"Si ci riesco.. ma.."-
-"Ma cosa?"-
-"Stiamo entrando in un cimitero, Christian."-
-"Stai con me, Sam.. Non avere paura."-

Oltrepassiamo il muretto e mi conduce verso una strada. Ormai siamo nel cimitero.

Arriviamo vicino due lastre di pietra, messe in una parte di terreno del cimitero. Ci fermiamo.

Christian sospira e mette un braccio intorno il mio collo.

-"Una volta ti dissi che nella mia vita avevo amato soltanto due donne e che oltre loro due, non avrei amato mai più nessun' altra.
Ti prendesti così collera.. Si vide negli occhi, la tua tristezza, in quel momento."- Dice e si prende una pausa.

-"Queste sono le due donne che ho amato più di qualsiasi altra persona al mondo ed ho promesso di amare solo loro e nessun' altra, mai più: Gabriella Smith e Alyssa Hall."-

Resto in silenzio. Da una parte sono stupita, dall' altra, invece, non capisco chi sono queste due persone.

-"Sono mia madre e mia sorella."-

-"Cosa..? tua.."- inizio a dire.

Non trattengo le lacrime.
Alle mie lacrime, si aggiungono quelle del cielo, che partono piano e poi diventano tempesta.

Ci stiamo bagnando e non poco.

Mette le mani sui miei fianchi e mi stringe forte a sé.
Mi prende il viso tra le mani e mi guarda negli occhi.

-"Io, per te, ho spezzato la promessa più importante della mia vita."- Siamo a pochi millimetri di distanza e non mi da neanche il tempo di godere il momento che mi tira con tutta la forza che ha e mi bacia.
Non sento più niente, sono felice, sono felice e basta. Sono felice perché lui è il mio posto nel mondo.
Mi bacia senza prendere fiato un attimo, con una passione, come.. come quella scritta nei libri.

Piove più forte, ci sono i lampi, ma lui vuole solo me, in questo momento lui vuole solo me.

Smette di baciarmi e mi guarda ancora negli occhi.

-"Vuoi essere mia per sempre?"-
-"Si."-
-"Ti amo, ti amo.. ti amo da morire."- Mi prende in braccio e mi fa girare, come girano le principesse.
-"Ti amo anch' io, Christian.. Ti amo da sempre."-

Andiamo a casa sua e, mentre apre la porta di casa, non smette di baciarmi neanche un attimo.

Mi fa indossare una sua maglia e lui si spoglia, restando solo in boxer.

-"Vieni qua..!!"- Mi prende in braccio, mi porta nella sua camera e mi mette sul suo grande letto.

-"Mi sei mancata da morire."-
-"Non immagini quanto tu sia mancato a me."-
-"Mi hanno detto che se stata tutti i giorni al mio fianco e, durante il mio coma, mi hai dato la certezza che aspettavo da te, da un pò di tempo:
L' esserci.

-"Quella sera, quando andasti via, ti richiamai.. ti volevo.
Ti ho detto parole false, ti ho detto che non m' interessavi, quando solo Dio sa cosa provochi in me ogni volta che mi guardi.

-"Non lasciarmi mai.. voglio costruire con te tutto ciò che ho sempre desiderato."-

-"Non ti lascerò mai."- dico.
-"Ho bisogno di avere molte risposte da te, Christian."-
-"Dimmi cosa vuoi sapere."-
-"Tua mamma e tua sorella, ad esempio, come sono morte?"-

-"Sono morte cinque anni fa, in un incidente stradale.
Mia sorella aveva sette anni e mia madre quarantadue."-

Mi giro su un lato e poggio una mano sul suo petto.

-"Mi dispiace."-
-"Non è stato facile, Sam.. non l' ho mai superata la loro perdita."-
Resto in silenzio e gli do un bacio sulla fronte.
-"Ma tuo padre?"- Gli chiedo.
-"Mio padre ci ha abbandonati quando io avevo nove anni e mia sorella tre.
Mia madre ci ha sempre raccontato che era un uomo violento, non aveva un lavoro, non gli importava di noi.. Dopo vari litigi, quell' uomo decise di andarsene per sempre dalla nostra vita e da allora, non ci ha mai più cercati."-

-"Parli di lui come se non ti importasse."-
-"Sam, io non l' ho avuto al mio fianco per la metà della mia vita, non lo cercherei neanche se cascasse il mondo."-

-"Hai ragione."-
-"È brutto sentirsi abbandonati, è una sensazione che nella vita, poi, porterai per sempre.. Non riuscirai a fidarti di nessuno e ciò complicherà qualsiasi relazione, ad esempio la nostra. Io non volevo stare con te, perché avevo paura tu potessi tradirmi e so che è un pensiero da matti."-
-"Posso capirti. Io sono stata adottata, ma prima, sono stata abbandonata da una famiglia. Ad oggi, io.. beh.. non voglio affezionarmi ad una persona, per la paura che poi possa abbandonarmi."-

-"Con me non pensarla mai una cosa del genere."-
-"Va bene."-
-"Promesso?"-
-"Promesso."-

Ci addormentiamo. Io tra le sue braccia e i miei capelli che sfiorano il suo viso: questa è la notte più bella della mia vita.

Quando suona la sveglia sono le 07:00 del mattino.
Christian dorme ancora e decido di non svegliarlo.

Vado in cucina e preparo la colazione per entrambi.
Metto in un vassoio due tazze di latte e dei biscotti.

-"Amore mio.."- lo sveglio.
-"Amore.. Buongiorno!!"- mi dice, con la voce ancora impastata di sonno e mette la testa sotto il cuscino
-"Ti ho portato la colazione."-
Toglie la testa da sotto il cuscino, mi guarda e sorride, come quando si da un regalo ad un bambino.
-"Grazie."-

Mangiamo, facendo attenzione a non sporcare niente.

-"Sam, ti va di andare a fare quattro passi al bosco?"-
-"Adesso?"-
-"Si, adesso."-
-"Va bene, dammi il tempo di lavarmi e vestirmi."-

Vado in bagno e faccio una doccia.
Decido di indossare dei pantaloncini di Jeans ed una t- shirt nera.

Anche lui si prepara e indossa dei pantaloni corti neri ed una polo bianca.

-"Christian, aspetta, prima di uscire, chiamo mia sorella.. Ieri notte non ho avvisato nessuno che avrei dormito fuori, oltre che lei."-

-"Io sono pazzo, ma tu sei peggio di me."- Sorride.

Chiamo Giulia e mi da una notizia magnifica: mamma e papà sono in viaggio, sono partiti stamattina alle 06:00 e non hanno avuto modo di avvisare nessuno, perché gli è arrivata una chiamata urgentissima ed hanno deciso di non svegliarci.. Per di più, resteranno fuori un mese intero.

Quando riferisco la notizia a Christian, mi invita ad andare a vivere con lui per tutto il mese.

Usciamo di casa e propongo di prendere il pullman, per arrivare al bosco, al posto della moto..

Quando arriviamo, l' aria è freschissima: si sfa davvero bene.

-"Ti ho portata qui, perché credo sia un posto tranquillo per parlare. Ho voglia di parlare con te."-
-"Anch'io."
-"Non siamo amici, dammi la mano."- Dice, e stringo la mia mano alla sua.

Mi fa tante domande e mi piace pensare che gli interessano le risposte.

Mi domanda quali sono i miei progetti futuri, qual è il mio cibo preferito, qual è la mia bevanda preferita, quanti figli vorrei e come vorrei chiamarli, che mestiere farò, qual è il mio colore preferito..

-"Allora, a settembre inizierò la facoltà di lettere moderne, ma ancora devo iscrivermi all' Università, perchè forse andrò a studiare in Italia, a Roma, dato che è sempre stato un mio sogno.
Il mio cibo preferito è la pasta al sugo, mentre la mia bevanda preferita è il tè al limone.
Vorrei due figli: un maschio ed una femmina, e vorrei chiamarli Lucas e Crystal.
Vorrei diventare un' insegnante di italiano.
Il mio colore preferito è il nero."- Finisco e sorrido, rendendomi conto di aver risposto a delle domande banali, ma infondo, per me hanno un gran significato.

-"Adesso tocca a te, rispondimi alle stesse domande."-

-"Il mio sogno è diventare avvocato e dopo aver preso il diploma, che quest' anno ho perso, mi iscriverò alla facoltà di giurisprudenza.
Vorrei un solo figlio maschio e vorrei chiamarlo Jonathan.
Riguardo cibo e bevande, amo mangiare la pizza e bere la coca cola."-

Sorrido e  sono soddisfatta di sapere qualcosa in più sul suo conto.

Guardo l' orologio e sono le 13:00 del pomeriggio.

-"Ti piace la pizza, Sam?-" mi chiede all' improvviso.
-"È il mio secondo piatto preferito."-
-"Andiamo a mangiarla, allora."-

Usciamo da bosco e mi porta in una pizzeria distante pochi metri.

Ordiniamo due pizze alla napoletana: la Margherita.

La pizza è stata buonissima e quando usciamo sta per piovere, ma nessuno dei due ha portato l' ombrello.
Fortunatamente passa il pullman che porta a casa sua e riusciamo a prenderlo.

Sono le 17,30 quando, finalmente, torniamo a casa.

-"Sam, vado a fare una doccia."-
-"Va bene."-

Mentre lui è in bagno, chiamo Noha e la aggiorno su tutto.. devo dirle che ci siamo fidanzati.
Resto circa mezz' ora al telefono con lei, poi chiamo mia sorella ed infine mia madre. Mi sembra giusto avvisare tutti.

Quando lui esce dalla doccia, poi, vado a lavarmi io.
Riempio la vasca con acqua calda e sapone. Mi rilasso.

Quando esco dal bagno, lo ritrovo sul divano a guardare la televisione e vado a mettermi vicino a lui.
-"Non mi hai dato un bacio da ieri."- Dico.
Sorride.. -"Quanto sei bella, vieni qua."- mi stringe a lui e mi bacia dolcemente.
Andiamo a dormire ed anche questa notte sono tranquilla tra le sue braccia. Non desidero altro.

il giorno dopo mi sveglio alle 09:00 e quando si svegli anche lui facciamo colazione e parliamo un pò.

-"Ieri hai detto che quest' anno l' hai perso..-" gli dico.
-"Si, è così."-
-"Il tuo turno nell' ordine alfabetico non è ancora arrivato."- lo informo.
-"Davvero?"-
-"Si, controllai il giorno in cui feci l' esame."-
-"Tu lo hai già fatto?"-
-"Si."-
-"Volevo assistere al tuo esame."-
-"È come se lo avessi fatto. Anche se non eri cosciente, ti ho raccontato tutto: prima, durante e dopo l' esame.."-
-"Ti amo, Sam."-
-"Anch'io."-
-"Non riesco a studiare in una settimana."-
-"Devi ripetere, e ti darò io una mano."-
-"Ci proviamo?"- chiede, come se la sua promozione fosse nelle mie mani.
-"Ci riusciamo."- Mi alzo per posare le tazze e lui mi tira per un braccio. -"Grazie, piccola."- dice, e mi da un bacio sulle labbra.

-"Penso che dovremmo iniziare a ripetere un pò adesso."- dico e lui fa cenno di sì, con la testa.

Dopo aver ripetuto, andiamo a sdraiarci sul letto.

Mi accarezza la testa e mi fa appoggiare con la testa sul suo petto.

-"Più tardi, ti va di uscire in comitiva?"- mi propone.
-"Certo.. ma, ci saranno anche Eliana e Melissa."-
-"E quindi?"-
-"Non mi sono simpatiche."-
-"Sei gelosa?"-
-"Un pò."-
-"Io amo solo te, Sam.. le altre sono state tutte perdite di tempo."-
-"Va bene.."-

Mentre lui si addormenta, telefono Noha, le chiedo se le va di uscire e lei accetta, dopodiché inizio a prepararmi.
Metto un paio di jeans con gli strappi ed una maglia corta fino l' ombelico, bianca.

Verso le 18:00 del pomeriggio, sveglio Christian, gli preparo un caffè e poi usciamo.

Quando arriviamo al cantiere, in moto, tutti ci guardano.

-"Ben tornato, leone!!!"- Lo accolgono i ragazzi.
-"Grazie, fratelli.. siete importantissimi per me."-

Il tempo lo trascorriamo chiacchierando un pò tra noi, ma nessuno si accorge, però, che io e Christian, ormai, stiamo insieme.

Lui, adesso, è seduto sulla sua moto ferma, come ognuno lo è sulla propria, a parlare con i ragazzi, dove ci sono anche Eliana e Melissa ad ascoltare i loro discorsi.

Io mi sono spostata vicino Noha, per raccontarle le ultime notizie, ma anche per non sembrare "persa" senza lui.

-"Ragazzi!"- Ci chiama, Jake.
Tutti i nostri occhi vanno a lui.
-"Vorrei proporvi di organizzare un viaggetto tra noi, per "compensare" quello che non hanno organizzato durante il quinto anno di liceo. Vi andrebbe?"-

Mi sembra una buon' idea. -"Io ci sto."-
e dopo me, susseguono una serie di -"Anch' io"-.
Siamo tutti d' accordo, tranne Eliana e Melissa, che non vengono minimamente prese in considerazione ed io godo.

-"Dove vogliamo andare?"- Chiede, Landon.
-"A me piacerebbe visitare la Grecia."- dico.
-"Che Grecia sia, allora."-
-"Chi si occuperà di organizzare."- Chiede, Christian.
-"Io."- si offre, Jake.

Quando si fa buio, ce ne andiamo tutti.
Noha va in moto con Landon, Melissa con Micheal, Eliana con Jake ed io con Christian.

Non mi rivolge una parola tutto il tempo e sono un pò preoccupata: Se avesse corso un pò troppo e adesso non provasse più niente?

Quando entriamo, lui va a fare una doccia ed io mi stendo sul divano.
Lui esce dal bagno e non mi degna neanche di uno sguardo. -"Vado a fare una doccia."- Dico, ma non ricevo nessuna risposta.

Quando esco dal bagno, lui è sul divano, con il suo cellulare tra le mani. Vado a sedermi accanto a lui.

-"Jake ha prenotato per una settimana, con pensione completa, sono 500$.
Paghiamo così tanto perché Jake ha prenotato il viaggio tra tre giorni.
Si parte da qui e si va con la nave in Grecia.
La distanza è di, circa, diecimila kilometri ed ogni viaggio dura dodici ore. Quindi per due giorni, dovremo stare in nave e, in cinque giorni, possiamo visitare la città di Atene."-

-"Ottimo."-
-"Io vado a dormire"- Dice, ad un certo punto, piantandomi in asso.
Vorrei piangere, ma mi limito a dire -"Buonanotte!"-
Dopo cinque minuti, lo raggiungo in camera, ma lui già dorme e quindi mi stendo anch' io nel letto e mi addormento.

La mattina seguente, mi sveglio alle 11.00 e Christian non è nel letto, mi alzo di scatto e vado a cercarlo ovunque, ma di lui nessuna traccia.
Gli telefono tante volte, ma lui non mi risponde.
Sicuramente sarà uscito a sbrigare i suoi soliti servizi, quindi, nonostante i mille pensieri che mi fa sorgere, decido di archiviarlo per un attimo e chiamare Noha, per chiedere consigli sui suoi strani comportamenti, ma anche sul viaggio, che tra due giorni dovremmo fare.

-"Che tipo di abiti porterai?"- Chiedo.
-"Allora, innanzitutto, un costume, poi dei pantaloncini, t- shirt e porterò vari completi da sera, insomma, abiti un pò più particolari.."-
-"Tu, invece?"-
-"Credo lo stesso genere."-

Riguardo Christian, mi consiglia ciò che ho già pensato: parlargli, ma non vorrei sembrare, ai suoi occhi, molto oppressiva, anche se Noha, non lo riterrebbe un comportamento oppressivo, bensì maturo.

Sono le 14:00 e Christian non è ancora rientrato in casa, sono curiosa di sapere cosa stia facendo.
Gli telefono altre volte, ma lui non risponde.

Telefono mia madre, per sapere come sta e approfitto per avvisarla anche del viaggio.
Sentire la voce di mia madre mi tranquillizza molto.

Christian non torna, non so che fine abbia fatto.

Inizio a preparare le mie valigie, per non arrivare
all' ultimo momento.
Nella valigia metto due gonne, tre pantaloncini, cinque costumi, delle t- shirts, l' intimo e due completi eleganti. Credo vada bene così.

La giornata la trascorro completamente da sola e nonostante non abbia fatto granché, alle 20:00 di sera, ho già sonno, ma non riuscirei a dormire lo stesso, sapendo che Christian non c'è.
Provo a telefonare Jake, ma non è con lui.
Provo anche con Kevin, Landon, Micheal.. Ma non è con nessuno di loro. Sono preoccupata.

Sto per uscire di casa ed andare a cercarlo  personalmente, quando vedo muoversi la maniglia.
È tornato.

-"Christian!"-
-"Ciao, Sam."-
-"Ma che fine avevi fatto?"-
-"Ho sbrigato dei servizi."-
-"Avresti potuto avvisarmi, Christian. Sono impazzita ad aspettarti tutta la giornata, senza sapere che fine avessi fatto.. dopo quello che ti è successo, d' altronde..
-"Scusami."- Dice, e va in bagno.

Quando esce dal bagno gli chiedo se vuole che gli cucini qualcosa, ma lui dice che non ne ha voglia, quindi metto il pigiama e mi metto nel letto.

Dopo un pò mi raggiunge, anche lui in pigiama. -"Christian, domani mattina andrai a fare l' esame."- Gli dico, in tono così severo, da sembrare sua madre.
-"Cosa?"-
-"Ci provi. Gli argomenti li conosci abbastanza bene, nel caso dovessi essere bocciato, almeno, avrai la consapevolezza di averci provato."-
-"Non ne ho voglia."-
-"Allora non verrò al viaggio."-
-"Fai come vuoi."- Dice, e spegne la luce per addormentarsi.

Quando mi sveglio sono le 07:30 del mattino e Christian non è nel letto.
Non gli è importato niente, ieri sera, del ricatto che gli ho fatto, non gli importerebbe niente se, davvero, non andassi al viaggio. Prendo la mia valigia e torno a casa mia.

Quando entro, mio fratello mi fa un sorriso a trentadue denti, mettendomi di buon umore.

-"Come stai, Sam? Ormai, manchi da molto in casa.. non ci sei mai."-

-"Si, lo so.. Comunque, sto bene."- Gli sorrido e faccio per andare in camera mia. Nel corridoio incontro Giulia. -"Hey, Sam, come va?"-
-"Giulia, non puoi capire cos'è successo.."-
-"Racconta."-
Andiamo a sederci sul suo letto. -"Innanzitutto, domani parto per la Grecia."-
-"Si, lo so, mamma me lo ha detto. Sono felicissima per te."-
-"Si, ma.."-
-"Ma, cosa?"-
-"Non so, Christian si comporta in modo strano."-
-"In che senso?"-

Le racconto del comportamento di Christian negli ultimi due giorni.

-"Sam, io credo che, comunque, avendo una storia complicata alle spalle e avendo vissuto per molto tempo senza qualcuno che si occupasse di lui, che lo aspettasse.. ad oggi, sia difficile per lui portare avanti una relazione."-

Le sue parole, come sempre, mi fanno riflettere..

-"Secondo te, cosa devo fare?"-
-"Secondo me, come sempre, devi parlargli per capire come la pensa, ma anche per fargli capire, che un certo comportamento, non ti fa star bene.
Per me, la soluzione, è parlarne."-

-"Quando devo parlargli?"-
-"Domani, al viaggio.. magari, in un momento tranquillo."-
-"Va bene. Grazie per i tuoi consigli."- le dico, e vado in camera mia.

Resto sul letto tutta la giornata, ascoltando musica e  leggendo.
Alle 20:00, circa, accendo il computer e mi collego a Netflix, per guardare un film. Scelgo, ancora una volta, di vedere "Titanic".

È la terza volta che vedo questo film, ma lo adoro.
Mi fa pensare tanto e mi ricorda quanto si è disposti a combattere per una persona, quando la si ama davvero.

Alle 23:00 di sera, Il mio cellulare squilla e sul display c'è scritto "Christian".
Il film è quasi finito, ma non ho intenzione di rispondere al cellulare e sentirlo. Non lo merita.

Alle 23:00 di sera, Il mio cellulare squilla e sul display c'è scritto "Christian".

Noha mi invia un messaggio, dicendomi di andare, domattina, a casa sua. I ragazzi ci verranno a prendere alle 08:00.

Mi addormento, nonostante i mille pensieri.

Alle 06:00 del mattino, suona la mia sveglia ed io salto dal letto.
Vado a fare una doccia veloce, mi asciugo, mi trucco e mi vesto.
Alle 07:00, sono già fuori casa di Noha, che mi fa entrare non appena busso alla porta.

-"Allora, sei pronta?"- Domando.
-"Yes."-
-"Come stai?"- Mi chiede, sistemando le ultime cose nella sua valigia.
-"Male, ho litigato con Christian, per questo ho dormito a casa mia."-
-"Cos' è successo?"-
Inizio a spiegare, ma dopo qualche minuto, bussano alla porta.
-"Scusami, Sam, saranno sicuramente i ragazzi"- Dice, andando ad aprire la porta.

Entrano tutti in cucina, compreso Christian, e si siedono.
Noha prepara il caffè.

I ragazzi parlano tra loro dei posti da visitare, ma Christian sembra non interessarsi.
Non mi ha salutata, non mi guarda, non dice neanche un parola. Ma perché è così?

-"Allora, partiamo?"- Chiede, Jake.
Tutti rispondiamo di sì. Io e Noha prendiamo le nostre valigie e le carichiamo in macchina di Jake.

Durante il viaggio, saremo divisi in due auto: Quella di Micheal, dove andranno Kevin, Landon e Micheal; E quella di Jake, dove andremo io, Christian, Noha e Jake.

Dobbiamo prendere l' aereo che ci porterà al golfo del Messico e da lì ci sarà la nave che ci porterà in Grecia.

Il viaggio in macchina fino all' aeroporto prosegue tranquillamente e anche il viaggio in aereo non è male, dura solamente un' ora.

Sono le 11:00, quando, finalmente, siamo sulla nave.
È un' emozione unica essere su una nave, in compagnia di amici e, soprattutto, con lui.

Una guida ci porta in giro a visitare la nave ed è davvero mozzafiato: c'è un ascensore e i piani ne sono venti; All' ultimo piano c' è una discoteca, con una grande terrazza, dove è possibile vedere il mare.
Ci sono sette grandi piscine e cinque vasche idromassaggio.
C'è il teatro, dove ogni due sere organizzano uno spettacolo, tre centri benessere e un ristorante.

Le nostre mete saranno: Santorini, Atene, Creta e Zante.

-"Non posso crederci, questa nave è una favola!"- Dice, quasi sbavando, Noha.
Tutti sono rimasti a bocca aperta.

-"Sam, Io e te andiamo in quella stanza"- dice, Noha, indicando una porta.

-"Ragazzi, abbiamo tre stanze da dividerci."-
C' informa, Jake.

Prima di andare in camera, scatto qualche fotografia con il cellulare, così da mandarle ai miei genitori, a Giulia e a Leo.

Io e Noha andiamo nella camera n° 48, mentre Jake, Micheal e Kevin, si stanziano nella camera n° 49, infine, Chriastian e Landon, vanno nella stanza 50°;
Il fatto di essere nello stesso corridoio mi tranquillizza un pò.

-"Credevo avessi chiarito con Landon."- Dico a Noha, mentre apro la valigia per sistemare i miei vestiti nella camera.

-"No, per niente.. è finita definitivamente."-
-"Come mai?"-
-"È uscito con un' altra.. e tu che lo difendevi anche!!"- Dice, come per incolparmi.
-"Ehm.. non me lo aspettavo, scusa."-

Sono le 12:00 e la nave, finalmente, parte.
-"Mettiamo il costume, così approfittiamo per andare a vedere il mare dalla terrazza e poi ci tuffiamo in tutte le piscine. Non voglio perdere niente di tutto questo."- Dice, Noha.

Mettiamo i costumi con dei completini da spiaggia ed usciamo dalla nostra camera.

-"Jake, possiamo entrare?"- Chiede, Sam, bussando alla porta dei ragazzi.

-"Si, entrate pure."-
-"Non voglio perdere nulla di questa meravigliosa crociera, neanche le ore che dovremmo trascorrere qui, ad ogni fine giornata."-
-"Neanche noi."- Risponde, Landon.
-"Andiamo a fare un bagno in piscina?"-
-"Si!!."- Rispondiamo, tutti.

Jake va a bussare alla porta di Christian e Landon per avvisarli e dopo un pò ci raggiungono.

Prendiamo l' ascensore che ci porta al decimo piano, dove c'è, appunto, la piscina e tutt' intorno, vi sono dei lettini con gli ombrelloni.
Il panorama è stupendo e la piscina ancora di più.

I ragazzi restano poco tempo in piscina e poi si sdraiano sui lettini, con lo scopo di abbronzarsi un pò, mentre io e Noha, non facciamo altro che fare tuffi, andare sugli scivoloni e non stiamo un attimo ferme.

La tappa, dopo la piscina è la vasca idromassaggio.
-"Non sono mai stato così rilassato in tutta la mia vita."- Dice, Micheal e tutti concordiamo con lui.

Più tardi, andiamo a fare tutti la doccia e ci vestiamo.
Alle 14:00 andiamo a pranzare al ristorante ed ordiniamo un piatto di spaghetti.

-"Ragazzi, io direi di andare a riposare per qualche ora, dato che stasera vorrei divertirmi."- Propone, Kevin.

-"Si, infatti.."- Concordiamo io e Noha e così facciamo.

Quando mi stendo sul mio letto, non posso credere al menefreghismo che sta mostrando Christian nei miei confronti.
Per un attimo ho sperato davvero in quel NOI, che stavamo costruendo, ma è crollato tutto.

Cado in un sonno profondo, come sempre, non appena chiudo un pò gli occhi.

Sono le 19:00 di sera, quando mi risveglio.
-"Noha, vado a parlare con Christian."- Dico, mentre mi alzo di scatto e lei, stando svegliandosi in quel momento, è frastornata, quindi non risponde.

Apro la porta ed esco scalza nel corridoio.
Busso alla porta di Landon e Christian, ma nessuno mi risponde.
Credo di poter entrare, avrebbero risposto se si stessero spogliando e, non credo, in ogni modo, che la mia presenza possa dar fastidio.

Apro la porta. In camera c'è solo Christian e sta dormendo sul suo lettino. Vado vicino a lui e gli accarezzo la nuca.

-"Christian, sono le 19:00, svegliati!!"- lo sveglio, con tono calmo. Apre gli occhi e non connette ancora;
Quando si accorge della mia presenza, dice -"Hey,Sam.. che ci fai qui?"- con aria disorientata.
-"Ero venuta a chiamarti per parlare un attimo in privato, ma dato che sei solo, potremmo parlare qui."-
-"Di cosa vuoi parlarmi?"-
-"Del fatto che voglio sapere cosa siamo e che intenzioni hai nei miei confronti."-

Resta in silenzio.

-"Christian, per me, quel gesto che hai fatto l' altra sera, è significato moltissimo e credo anche per te, ma, in questi giorni, è come se tu avessi dimenticato tutto ed ho provato a dare, non cento, ma mille spiegazioni a questo tuo comportamento, ma non so, davvero, cosa pensare.."-

-"Il problema è che non so se ho più paura di amare o di far soffrire."- Dice.

-"Se ami davvero, non ci sarebbe motivo di aver paura di far soffrire e ti ho dato una dimostrazione grande anche per cessare la paura di amare."- Gli rispondo, prendo una pausa e poi gli chiedo -"Cosa provi per me?"-

-"Non so spiegarlo. Mi fai star bene, mi fai sentire amato, curato, pieno di vita, mi fai diventare matto quando sei con un' altra persona che non sia io..
Ma so che ho un carattere pessimo, che fa allontanare tutti. Ho paura di affezionarmi a te ancora di più e soffrire se tu dovessi lasciarmi e quindi penso che forse è meglio restare soli."-

-"Dicevo lo stesso, però, sai.. confrontandomi con diverse persone, ho guardato oltre quelli che erano i miei limiti ed ho capito che è folle decidere di voler restare soli, per paura di innamorarsi di una persona e perderla."-

Improvvisamente, si apre la porta. È Jake. -"Christian, scusa, vieni un attimo con me, ti vuole David al telefono, è importante."-

-"Scusa, Sam!"- Dice, Christian ed esce dalla stanza.

Rimango da sola per più di dieci minuti, nella sua stanza, ad aspettarlo, ma non torna.

Esco dalla sua camera e mi dirigo nella mia, dove, appena entro, trovo Noha. -"Cosa indosserai stasera?"- Mi chiede.
-"Il vestitino nero."-  Rispondo, mostrandoglielo.
-"Bello! Io, invece, non ho ancora deciso."-
-"Perché non metti quello?"- Dico, indicandone uno bianco che è su una gruccia.
-"Non lo so, è molto elegante, poi è bianco e rischio di rovinarlo."-
-"Per quale motivo lo hai portato, allora?"- Rido.
-"Per qualche evento particolare: il teatro, ad esempio. Se andassi con quello in discoteca, rischierei di rovinarlo.
-"Allora, prova quell' altro!!"- dico, ancora, indicandone uno nero, piegato in valigia.
-"Tu dici?"-
-"Si, è anche simile al mio."-
-"Bene. Allora metterò questo -" Dice, prendendolo e portandolo im bagno con sè.

Prendo anch'io il mio vestito e vado nell' altro bagno.
Faccio una doccia, mi asciugo e lo indosso.
Adesso, devo sistemare solamente i capelli, che piastrerò ondulati.

-"Sam, a che punto sei?"- Bussa, alla porta, Noha.
-"Ho finito."- Dico, aprendo la porta del bagno.
-"Ma sei bellissima!!"- Dice, Noha.
-"Grazie, anche tu lo sei."- le sorrido e vado a prendere un paio di orecchini a cerchio.

-"Sam, Noha.. Siete pronte?"- Chiede, Micheal, bussando alla porta.

-"Sii!!"- Rispondiamo in coro, entrambe.

Apriamo la porta. -"Siete un incanto, ragazze!"
- Ci dice e noi lo ringraziamo.
-"Venite, gli altri ci stanno aspettando al sesto piano."- Dice, e ci fa strada.

Quando arriviamo al sesto piano, ci sono tutti i ragazzi, anche Christian.
Tutti ci fanno i complimenti e lui, oltre a scambiarmi un' occhiataccia, non fa niente.

Prendiamo l' ascensore ed arriviamo all' ultimo piano, dove c' è la discoteca.
-"Ragazzi, ma non è troppo presto?"- chiedo.
-"Sono le dieci, Sam."- Mi fa notare, Landon.
-"Wow, già?!"-
Arrivati sul piano, entrano tutti in discoteca, mentre io, resto un pò lì, ferma. Quassù è uno spettacolo e non ci sono parole per descriverlo.

Vado verso la prua della nave e godo il silenzio che mi fa affondare nei ricordi.

Come Jack e Rose, ma il mio Jack dov'è?

-"Perché sei qui?"- chiede, una voce proveniente dalle mie spalle. La sua voce. Mi giro di scatto -"Non lo so, mi va."-

Si avvicina a me e poggi le sue mani sui miei fianchi, restiamo a guardare quello spettacolo in silenzio, insieme, con il suono delle onde del mare, con un filo di vento che sfiora i nostri visi, con i nostri cuori che battono insieme, così velocemente, da stare per uscirci da petto.
Mi abbraccia. -"Ho bisogno di te, Sam."-
Mi manca l' aria a quelle sue parole.
Con lui sembra sempre la prima volta. Sembra sempre così reale, ma.. lo sarà mai?
-"Non ne hai."-
-"Si, ne ho."-
-"È imposs…"- Dico, facendo per voltarmi in avanti, ma lui non mi fa neanche completare la frase, che mi afferra per un braccio e mi tira a sé.
-"Proviamoci per l' ultima volta, Sam."- mi implora e non riesco a non sorridere. Mi abbraccia. -"Mi sei mancata, ancora una volta.
Non capiresti cos'ho dentro, per comportarmi così, neanche se te lo spiegassi."- Dice.

Vorrei prenderlo a schiaffi, ma poi ricordo la brutta situazione che ha avuto, con la perdita di sua madre e di sua sorella, quindi resto in silenzio e lo guardo.

-"Riproviamoci."- gli rispondo.
Mi sorride e prende il mio viso tra le mani.  -"Ti amo."- dice.

-"Anch'io."-

Mi da un bacio, uno di quelli che fanno venire i brividi, che fanno provare sensazioni indescrivibili, le farfalle nella pancia.
Lo seguo e mi porta nella sua camera.
-"Io preferisco mille volte addormentarmi con te, anziché stare in quel frastuono, a ballare, bere e fumare."- Dice, poi mi guarda e mi chiede -"Vuoi andare in discoteca, tu, Sam?"-
-"Voglio stare con te."-
Mi sorride.

Va a stendersi sul letto e mi fa cenno con la mano di avvicinarmi a lui, lo faccio. -"Vuoi stare ancora con me?"- mi chiede.
-"Dipende da come ti comporti."-
-"Migliorerò, promesso."-
-"Vorrei anche mi presentassi ai tuoi amici come la tua fidanzata, Christian, insomma, voglio vivere una storia normale, sembra quasi che dobbiamo nasconderci."-
-"Lo sapranno tutti."-
Rimaniamo in silenzio, stesi sul letto, vicini, a guardare il soffitto.
-"Ho programmato un futuro con te, non so, ma io ci credo."- dice, improvvisamente.
Rimango sorpresa. -"Davvero?"- Sorrido.
-"Si."-
-"Ad esempio?"-
-"Ad esempio, vorrei andare a vivere in Italia, a settembre."-

mi si illuminano gli occhi, per un attimo, ma poi ripenso alla sua bocciatura. -"Non puoi. Devi rifare
l'anno."- gli ricordo.
Scoppia a ridere. -"E sei davvero convinta che io avrei rischiato di perderti? So come la pensi riguardo la scuola, Sam, non avrei mai rischiato così tanto con te."-

-"Mi stai dicendo che l' esame lo hai fatto e lo hai superato?"-

-"Ovvio."-
-"Non credo!!"- Salto di gioia e lo abbraccio.
-"Wow.. mi hai rimasta senza parole, Christian, non puoi capire quanto sono felice. Avevo programmato anch' io molte cose da fare con te, ma quando mi dicesti di non voler fare l' esame, i miei sogni crollarono e adesso.. beh.. Adesso è tutto diverso."- Dico, alzandomi a sedere sul letto.

-"A settembre ci iscriviamo alla stessa Università, giusto? nel frattempo abbiamo tre mesi per rilassarci e riflettere su ciò che abbiamo davvero intenzione di fare."- Dice.

-"Si, infatti. Inoltre, adesso che sono maggiorenne, mi piacerebbe visitare il Mondo. Voglio partire, appunto, da questa crociera e la prossima tappa voglio sia l'Italia: voglio visitare prima Roma, perché è la capitale del mondo; Poi, voglio visitare Napoli, Venezia, Milano.
Voglio visitare l' America, l' Africa, la Russia..
Voglio viaggiare tanto."-

-"E viaggeremo tanto!!"- Specifica, accentuando il tono di voce sul verbo viaggiare, al plurale.

-"Già.."-
-"Credici in questo noi, Sam."-
-"Dimostrami che mi ami."-
-"Lo farò."-

Mi abbraccia, e dopo qualche minuto, collasso tra le sue braccia, ancora con i vestiti, ma senza scarpe.
Alle 05:00 del mattino, mi sveglio e mi alzo di scatto dal letto, Christian è accanto a me, non ricordo il momento preciso in cui mi sono addormentata e, inoltre, sono inorridita dal fatto di essermi addormentato con un abito da discoteca addosso.

Non lo sveglio, ma dato che, tra poco dovremmo scendere dalla nave, approfitto per fare una doccia , uno shampoo e indosso qualcosa di comodo.

Metto dei pantaloncini di jeans, una t- shirt nera ed un berretto dello stesso colore, per ripararmi dal sole caldo. Porterò una borsetta a tracolla, per mettere oggetti essenziali, come il cellulare, la bottiglietta d' acqua, un pacchetto di fazzolettini e il portafogli.

-"Christian, sono le 06:00, svegliati!!"-
Impiega meno tempo del solito ad alzarsi dal letto, mi da un bacio, mettendomi di buon umore e fila a lavarsi e prepararsi.

Esce dal bagno venti minuti dopo e indossa dei pantaloni corti neri, una t-shirt bianca e gli occhiali da sole.

-"Sono pronto!"- Dice, con la voce ancora impastata di sonno.
-"Andiamo al bar, facciamo colazione, ci aspettano tutti lì."- mi dice, mostrandomi la conversazione con Landon.
-"Va bene."-

Quasi avevo dimenticato la presenza di tutti gli altri.

Arrivati al bar, salutiamo tutti e ci sediamo ad un tavolino, per ordinare: ordiniamo due cornetti, un bicchiere di latte ed un cappuccino.

Accendo il mio cellulare ed invio una foto alla mia famiglia, ma prima, creo un gruppo WhatsApp con loro, per comunicare più facilmente e per inviare le foto una sola volta, anziché inoltrarle a tutti.

Non appena finiamo la colazione, sono le 07:00  e abbiamo l' avviso di scendere dalla nave. Finalmente.

Avviso i miei genitori, con una registrazione vocale e mi alzo per uscire dal bar.

-"Dammi la mano, stiamo insieme, no?"- Dice, Christian, afferrando la mia mano e non posso che sorridergli.
C'è un sole che spacca le pietre.
-"Che caldo!!"- Esclamo, sventolando la mano destra, come fosse un ventaglio.

Iniziamo a camminare, seguendo ed ascoltando le spiegazioni date dalla guida.

Come città non è male, ci sono luoghi molto interessanti da visitare, anche se è un pò caotica.
Visitiamo il Partenone, il tempio di Zeus, l' Acropoli- museo dell' Acropoli e la piazza Syntagma con il parlamento.

Sono le 09:00 di sera e, finalmente, il nostro giro turistico è terminato.
-"Sono stanchissimo, Sam!!"- Dice, Christian e poggia la sua testa sulla mia spalla, come per rilassarsi, e lo ha fatto davanti a tutti, anche se nessuno se n'è accorto, sono felice che lo abbia fatto.

-"Anch'io, amore!! Devo dire, però, che è stato interessante ascoltare la storia di Atene."-

-"Ragazzi, ma se andassimo a comprare dei panini e facessimo un falò in spiaggia?"- propone Micheal.

-"Uh, si!!"- Risponde, entusiasta, Noha ed anche tutti noi siamo d' accordo.

Andiamo in una paninoteca nei paraggi e ordiniamo dei panini da portare.

Mentre attraversiamo la stradina che porta alla strada, Landon ci ricorda che il ritorno alla nave deve essere entro le 23:30.

-"Ragazzi, aiutatemi a prendere questi pezzi di legno, ci serviranno per accendere il fuoco!"- Dice Kevin, indicando dei tronchi che sono nell' erba di quel tragitto.

Quando arriviamo in spiaggia, i ragazzi non impiegano molto tempo per accendere il fuoco.

-"Ragazzi, ma dove ci sediamo?"- Chiede, Jake.
-"Uh, ho dimenticato l' asciugamano!!"- dico.
-"Tranquilli, sapevo che la spiaggia sarebbe stata una tappa, quindi ho portato due asciugamani"- dice, Noha.
-"Anch'io ne ho una"- Dice, Landon, prendendola dal suo zaino.
-"Idem, io."- Dice, Kevin.
-"Ottimo, allora ce la facciamo."- Dico, facendo per sedermi.

Quando siamo tutti in cerchio, finalmente iniziamo a mangiare.
-"Sono buoni questi panini."- commenta, Christian.

Non parla mai e quando, miracolosamente lo fa, commenta un panino. Mi viene quasi da ridere e credo sia così per tutti, dato che nessuno gli ha risposto.
Il cielo è pieno di stelle, il mare è calmo ed è così rilassante stare così, qui, con lui.
Stiamo tutti in silenzio a godere questa meraviglia.

-"Devo annunciarvi una notizia importante!"- Dice, Christian, spezzando il silenzio. Mi sale il cuore in gola, perché dal tono con cui lo dice, sembra sia qualcosa di grave.
Tutti lo guardano perplessi, ma poi sorride ed il viso di tutti cambia da preoccupato a rilassato.
-"Tranquilli, è una bella notizia!"-
-"Sputa il rospo, dai, Christian."- Dice, Jake.
-"Infatti, siamo curiosi."- Dice, Noha.
-"Bene. Sono due mesi che io e Sam ci conosciamo. Due mesi sono pochi, pochissimi, ma vi assicuro che ho avuto la gioia di conoscere questa ragazza fino in fondo.. nonostante il poco tempo, si..
È stata l' unica ragazza alla quale mi sono affezionato, l' unica ragazza che ho abbracciato, l' unica che si è presa cura di me: cucinando per me, pulendo la mia casa, standomi vicino giorno e notte mentre ero in coma (nel bel mezzo degli esami.),
l' unica a chiedermi "Come stai?", interessandosi realmente della risposta, l' unica che mi ha martellato affinché avessi fatto l' esame.. l' unica.
Io questa ragazza non la amo, di più..
Io ho intenzione di vivere tutto il resto della mia vita con lei e la voglio ogni giorno.
Voglio viaggiare con lei, ascoltarla, vedere film insieme, andare a mare insieme..
Sembra assurdo, ma io la amo e mi è piaciuta dal primo giorno in cui i nostri sguardi si sono incrociati."- Dice.

Si emozionano tutti e, alla fine di questi discorso, gli fanno un applauso.

Sono senza parole ed il mio cuore è salito alle stelle.
Mi sciolgo nelle lacrime e lui mi abbraccia.

Mi distacco per un attimo da lui, prendo il suo viso tra le mani e lo guardo diritto negli occhi -"Ti amo, Christian, ti amo così tanto!!"- Dico, e lo bacio.

Sono così felice e so che, finalmente, posso puntare sui ragazzi, anche per un consiglio. Mi sento più libera adesso che lo sanno tutti. Più sicura, perché so che adesso, Christian, non ha più dubbi nei miei confronti.

Christian, dal momento in cui ha dichiarato a tutti dei  suoi sentimenti per me, è cambiato tantissimo.
Innanzitutto, trascorriamo questa settimana di vacanza nel migliore dei modi, senza neanche un litigio, scattiamo tante foto e in giorni alternati andiamo al teatro, guardiamo film, facciamo bagni in piscina e, soprattutto, l' aspetto che più mi piace del nostro rapporto è il confrontarci su ciò che stiamo visitando, rispetto a ciò che abbiamo studiato, perché questo mi fa capire che la storia gli interessa, come interessa a me e che, dietro questi tatuaggi e pearcing, in realtà, si nasconde un ragazzo che si distingue dagli altri, un ragazzo che ha studiato, che vuole acculturarsi. Sono soddisfatta di lui e del nostro rapporto.

Durante la crociera, dunque, visitiamo Santorini:
Tra cui Fira, il vivace capoluogo, sfrenato di notte;
Caldera, una delle attrazioni più suggestive dell' isola;
Infine, Il sito archeologico di Akrotiri.

L' altra tappa è stata Zante, dove abbiamo visitato:
La chiesa di San Dionisio, dedicata al santo patrono della chiesa;
la spiaggia di Gerakas, un lungo litorale di sabbia dorata;
Le grotte blu, che sono delle naturali grotte meravigliose, appartenenti ad una serie di formazioni geologiche particolari.

Infine, l' ultima tappa, è stata Creta. Qui abbiamo visitato:
Il museo archeologico di Heraklion;
La laguna di Balos;
Il lungomare di Chania, con i meravigliosi palazzi che si affacciano sul mare.

Questa crociera è stata un' esperienza indimenticabile.  Io e Christian, siamo riusciti a chiarirci ed ora, io sono felice.
Dopo l'ultima notte in nave, finalmente torniamo nella nostra terra, dobbiamo solo prendere l' aereo e poi sarò a casa.

Busso alla porta.
-"Sam, finalmente, sei tornata!!!!"- Mi accoglie, mio fratello, aprendo la porta.
Sentendo queste parole, vengono tutti a salutarmi e scoppiano di gioia.
Ricevo un caldo abbraccio dai miei genitori e ne ho bisogno.
-"Ci sei mancata, tesoro!"- dice, mio padre, accarezzandomi il capo.
-"Mi siete mancati tanto anche voi, papà."-
-"Questa giornata la trascorreremo festeggiando."- dice, in tono soddisfatto, mia madre.
-"In che senso, mamma?"-
-"Ho fatto preparare una lasagna, per pranzo, mentre, per cena, ho in mente qualcosa di speciale, insomma, una cena particolare.. Se vuoi, puoi invitare i tuoi amici."-
-"Uh, si.. mi farebbe piacere!"-
mi sorride.

-"Sam, adesso dovresti disfare le valigie, dai."-
-"Vado."-

Giulia entra in camera. -"Allora?"- mi chiede, sfoderando il suo magnifico sorriso.
-"Giulia, è andato tutto alla grande.
Io e Christian abbiamo risolto definitivamente."-
-"Sono felicissima per te!"-
-"Sam, quando me lo farai conoscere?"-
-"Ehm.. non saprei.."-
-"Ho un' idea!"-
-"Dici."-
-"Che ne dici se lo invitassi a cenare qui, stasera? Chiedendo prima il permesso a mamma e papà, ovviamente!"-
-"Oddio, sarei imbarazzatissima, Giulia."-
-"Ma hai fatto un viaggio con lui e poi lo sanno entrambi che sei fidanzata, che farà mai? Almeno ti togli la soddisfazione."-
-"Parlo con mamma?"-
-"Secondo me, si."-
Mia madre,coincidentalmente, passa davanti la porta della camera di Giulia ed approfitto per chiamarla.

Crede che la mia sia una buon' idea, quindi, non mi resta che dirlo a papà.

Alla fine, anche lui è d' accordo. -"Te lo avevo detto."- dice, soddisfatta, mia sorella.

Prendo il telefono e faccio per chiamare Christian. -"Pronto?"-
-"Amore, sono Sam."-
-"Amore mio, come stai?"-
-"Benissimo e tu?"-
-"Anch'io sto benissimo."-
-"Amore, stasera ti va di venire a cena a casa mia, con la mia famiglia?"-
-"Oh, si!! Ma i tuoi lo sanno?"-
-"Certo, ho chiesto prima a loro, credo sia opportuno tu li conosca."-
-"Si, mi farebbe piacere."-
-"Allora, a stasera?"-
-"A stasera, amore mio."- dice, e riattacchiamo.

Sono ancora stanca del viaggio, decido di andare a fare una doccia e poi vado a sdraiarmi un pò sul letto, almeno, per stasera, vorrei restare lucida.

Bussano alla porta della mia camera. -"Sam, sono le sette di sera, tra poco ceniamo."- dice, mia madre.
Non appena sento l' orario, sobbalzo dal letto. -"Cosa?"- chiedo, con la voce ancora impastata di sonno, ma con un filo di preoccupazione.
-"Si, hai dormito per molte ore e non ti abbiamo svegliata, perché sapevamo fossi stanca."-
-"Ah.."-
Mi alzo dal letto e vado ad indossare qualcosa di decente per questa cena.

Metto un vestitino bianco, con ricami di raso bianchi. Mi scende a pennello.
Raccolgo i capelli in una treccia che parte dalla cima del capo: un tipo particolare, insomma.

Il campanello di casa suona e Morgan va ad aprire la porta. È Christian.
Accoglie gentilmente l' ospite e lo invita ad accomodarsi in salotto e, mentre gli fa strada, i miei genitori gli vanno incontro. -"Buonasera."- Gli dice, mio padre, con tono gentile;
fa lo stesso mia madre e, mentre gli stringono la mano si presentano e lui, altrettanto.
Vanno in salotto ed io, Leo e Giulia, li raggiungiamo.

Quando mi vede, sfodera un sorriso luminoso e così profondo, che, quasi, non avevo mai visto.
Vado a salutarlo con un bacio sulla guancia.
-"Giulia, Leo.. lui è Christian"- Dico, per presentarli e loro stringono la mano.
Quando ci sediamo a tavola, parliamo un po' del più e del meno e, i più interessati alla conversazione, sono, ovviamente, mamma e papà, che, con mille domande, cercano di capire il tipo di persona che è Christian. Lui risponde con calma e sicurezza alle loro domande e guardandolo, penso che, se io fossi stata al suo posto, con i suoi genitori, che mi avrebbero fatto tutte queste domande, mi sarei agitata.

-"La cena è pronta!!"- avvisa, Morgan, iniziando a servire i primi piatti.

Nel piatto, c'è il pollo al Marsala, che è uno dei miei cibi preferiti, ma anche una delle specialità di Morgan. -"Complimenti, è davvero squisito!"- Commenta, Christian, dopo averlo assaggiato"-

-"Si, in effetti siamo muniti di un' ottima cuoca."- risponde, mio padre, sorridendogli.

Anche le patate che accompagnano il polli, sono molto buone.

Per secondo piatto ci sono delle tartine al formaggio e noci e per finire una torta alle fragole

Christian apprezza tutto ciò che gli viene servito e mia madre gli chiede -"Non hai preferenze per il cibo?"-

-"No, mi piace tutto."-

-"Menomale, i miei figli, invece, mi fanno impazzire con i capricci che fanno quando non gli piace qualcosa."-

-"Non credevo fossi capricciosa!"- dice, rivolgendosi a me e mi scocca un sorriso. Ricambio.

-"E invece lo è, e non poco."- Dice, sorridendo, mio padre.


Quando finiamo di cenare, andiamo un po' fuori la terrazza che affaccia sul mare. Questo è il mio posto preferito della casa, perché è molto tranquillo ed il panorama è fantastico.

Ci sediamo al tavolino di legno, sotto l' ombrellone e Morgan porta il caffè.

-"E' stata una bella serata!"- dice, Christian, ormai alla porta. Stringe la mano ai miei genitori, in segno di saluto e saluta anche Leonardo e Giulia.

-"Vieni pure a trovarci quando vuoi!"- gli dice, mio padre.

-"Infatti, siamo stati molto felici di averti conosciuto."-

-"Anch'io. Verrò senz' altro."-

Anche questa cena con i miei genitori, per me ha avuto molto significato, perché Christian, ormai, sta diventando sempre di più parte integrante della mia vita.

Da questa sera, la nostra relazione ha avuto un cambiamento ancora più profondo, rispetto agli altri, perché vedo che anche lui si sente un po' più legato a me: Mi racconta di come si sente e quando è triste chiama me, mi chiama anche quando è felice o quando è annoiato, vuole condividere tutto con me ed io sono felice.

Siamo andati a fare varie volte la spesa insieme e a volte sembriamo amici, perché scherziamo, usciamo insieme in una comitiva, ci diamo consigli su tutto.. Beh, forse è un po' difficile spiegare il tipo di rapporto che abbiamo, non capirebbe nessuno.. so solo che è tutto ciò che ho sempre desiderato.

Durante quest' estate, parlando, decidiamo di andare a studiare alla stessa Università, ma io gli dico che il mio sogno è di andare a studiare in Italia, a Roma e lui è disposto a seguirmi fin lì, pur di stare con me.

I miei genitori sono, già da un po' di tempo, consapevoli del fatto che io voglia andare a studiare in Italia e accettarono già un po' di tempo fa e quando ne ho riparlato con loro, gli ho riferito che anche Christian sarebbe venuto con me e non ci sarei, quindi, andata da sola, così sono più tranquilli.

L' Università che abbiamo scelto si chiama "Sapienza" e andremo lì per studiare lettere moderne.
Nel campus, io e Christian, abbiamo avuto la fortuna di capitare in camere nello stesso reparto.
Non appena arriviamo, ci accoglie una segretaria, dandoci le chiavi dei nostri armadietti e dicendoci il numero delle nostre camere.
Ci ha mostrato un pò il campus: All' inizio, quando si entra, c'è un grande ufficio, dove ci sono, appunto, delle segretarie e delle guide, che gestiscono un pò tutto e fanno visitare il campus ai nuovi arrivati, proprio come noi; Al primo piano c'è un bar lussuoso e poi vi sono dieci piani, chiamati reparti, dove, in ogni corridoio di un reparto, ci sono da un lato le camere per i maschi e dall' altro le camere per le femmine.
All' ultimo piano, vi è una biblioteca.

Fuori il campus, c'è un bellissimo giardino, dove, solitamente, i ragazzi si incontrano per fare quattro chiacchiere o per studiare all' aperto.
Dall' altra parte del giardino, invece, c'è l' Università.

All' inizio ci sentiamo dei pesci fuor d' acqua, ma giorno dopo giorno ci abituiamo all' ambiente, e facciamo amicizia con alcune persone, che parlano in inglese come noi.
Stiamo diventando una coppia perfetta: lui la sua libertà ed io la mia, usciamo insieme, ma anche separati e ci fidiamo l' un' l' altro..
Studiamo spesso insieme ed stiamo insieme tutta la giornata, compreso ai corsi.
Questo college italiano mi piace tantissimo e la nostra storia sta andando avanti..
Per la cena di questa sera indosso un elegante abito color crema, non troppo vistoso.

Alle 21:00 siamo fuori un ristorante e quando entriamo, sono senza fiato: è meraviglioso e di una certa raffinatezza. Affaccia sul mare ed è un posto tranquillissimo, dove si cena a lume di candela.

Questa cena mi ha fatto particolarmente bene e devo dire che, dopo una settimana di studio, ci voleva proprio.

Quando finiamo di cenare, mi fa cenno di dargli la mano, per accarezzarla ed il contatto con la sua pelle, dopo tre anni, fa sempre un certo effetto.

-"Sei pronta per la sorpresa?"- mi chiede.
-"La sorpresa?! pensavo fosse la cena."-
-"La cena è stato un modo carino per dartela, diciamo che è stata il palcoscenico della mia sorpresa."- Dice, sorridendo.
-"Ah.. wow.. sono curiosa, adesso!"-
-"Vieni qua."- Dice, prendendomi per mano e portandomi verso la terrazza che affaccia sul mare.

-"Chiudi gli occhi!"- mi dice ed io li chiudo.
Dopo qualche secondo li riapro e Christian mette una chiave davanti i miei occhi. Non capisco.

Sorrido. -"Cosa apre?"- chiedo, con gentilezza.
-"La nostra casa."- mi dice, semplicemente.
Sul mio viso, scendono lacrime di gioia. Christian, con questo gesto, ha deciso di voler passare il resto della sua vita con me. Lo abbraccio, senza dire una parola, ma questo è molto più di un silenzio.

-"Andiamo a casa nostra, adesso, dai."- mi dice, portandomi fuori dal ristorante.

Arriviamo fuori la nostra nuova casa, un villino, più che altro: Sembra già bellissimo, anche se visto solo da fuori.
Siamo in un viale in cui ci sono tanti villini simili al nostro, un pò in stile americano.
All'esterno c'è il prato inglese con una piscina interrata, mentre, all' interno, la casa è divisa in due piani. Al piano inferiore vi sono: la cucina, con mobili in stile moderno, il salone, che ha un divano nero in pelle ed una Smart Tv enorme, ed un bagno.
Mentre, al piano superiore vi sono: tre camere da letto con letti matrimoniali a baldacchino, ma momentaneamente ne servirà soltanto una,  un bagno con la vasca idromassaggio ed una stanza con tantissimi scaffali ed un computer: la biblioteca.
Tutta la casa è in stile moderno, mi piace tanto.
-"Christian, non potevo desiderare di meglio!"-
-"Ti amo, Sam!"-
-"Ti amo anch' io."-
Restiamo abbracciati per un pò, poi mi accorgo dell' orario: è tardi. -"Christian, sono le 00:00"- Lo avverto.
-"E..?"-
-"E dovremmo andar via. Tra un' ora chiuderanno i cancelli del campus."-
-"E quindi?"-
-"Ma come? non vorrai mica passare la notte fuori?"-
-"Sam, credevo mi conoscessi abbastanza da sapere quanto sia preciso nei miei progetti."-
-"Cosa vuoi dire?"-
-"Voglio dire che questa è stata l' ultima giornata che hai trascorso in quel campus. Ho preparato e consegnato i documenti che servivano per andar via di lì.
Distiamo a dieci minuti dall' università, in una casa tutta nostra, senza le docce in comune e senza il solito via vai.
Finalmente viviamo insieme. Finalmente realizziamo il nostro sogno."-
Vorrei dirgli così tante cose, ma mi ha colto di sorpresa.. Improvvisamente penso ai miei genitori e per un attimo mi distraggo, non so come la prenderebbero. -"Ho pensato anche alla tua famiglia, tranquilla!"- Dice, come se avesse ascoltato i miei pensieri.
-"Ho chiesto prima a loro ed hanno accettato subito. I tuoi, da come mi parlano, è come se avessero molta fiducia nei miei confronti."-

Sono sollevata. Ha davvero pensato a tutto e sembra di star vivendo un sogno.
Un altro grande passo della nostra vita è stato fatto.

Io e Christian adesso viviamo insieme ed andiamo regolarmente all' Università.

Non vediamo l' ora di laurearci e la vita ci sta andando benissimo.

I miei genitori li vedo un paio di volte al mese, mentre, i miei fratelli, un po' più spesso, dato che a loro piace viaggiare ed ogni tanto vengono qui da noi e si fermano per il fine settimana.

Noha si è fidanzata con Landon, dopo molto tempo hanno fatto pace ed anche loro, di tanto in tanto, vengono a trovarci, anche se io e Noha, ci sentiamo tutti i giorni, mentre Christian è al lavoro.

Christian ed io non abbiamo ancora, ovviamente, un posto fisso, perché ci arrangiamo a dei lavoretti per il mantenimento. Ha deciso di pagare tutto lui, per adesso, mentre io mi occupo di tenere pulita la casa, di lavare, di stirare, cucinare.

Questi due anni di corso per la laurea, li trascorriamo quasi in simbiosi, ma non mi dispiace.

Anche adesso, il nostro rapporto è cambiato, perché ormai, viviamo in una convivenza e credo sia stata una scelta giusta, da parte nostra, così da capire come ci troveremmo in un futuro matrimonio.

La mattina, andiamo insieme all' Università, che dista dieci minuti da casa nostra, potremmo prendere l' auto o la moto, ma gli ho detto che preferisco fare quattro passi a piedi la mattina, perché fa bene.

Quando torniamo a casa lui va a riposare un po' ed io mi occupo delle faccende che ho da fare.

Dopo mangiato, lui  deve subito andare a lavoro. Lavora in una gioielleria e si occupa di vendere i gioielli online.

Io, nel frattempo che lui è a lavoro, mi occupo sempre delle faccende domestiche, ma dopo aver finito tutto, riposo anch' io e faccio videochiamate con la mia famiglia e con Noha.

Una parte della giornata (due o tre ore) le dedico allo studio.

Io e Christian stiamo bene così, ma dopo la laurea, non appena riusciremo a sistemarci definitivamente, ci muniremo, per prima cosa, di domestiche ed una cuoca, proprio come a casa mia.

Come dicevo, nel frattempo non è male, ci aiutiamo a vicenda e troviamo sempre un po' di spazio per rilassarci, quando vogliamo.


Passano così i due anni ed arriviamo alla, così tanto attesa, laurea.

I miei genitori, i miei fratelli, Noha ed anche la nostra vecchia comitiva, vengono ad assistere al grande evento, come anche io e Christian, partiamo spesso per vedere i nostri amici che si laureano. E' una soddisfazione grandissima. Sono arrivata fin qui, anzi, siamo arrivati insieme fin qui. Lui mi ha dato una ragione per vivere e grazie a lui sono cambiata, ho visto la realtà con occhi diversi.

Adesso siamo fidanzati da cinque anni, conviviamo e ci stiamo per laureare. Manca poco.

110 e lode ad entrambi e dopo tre mesi, grazie ad una vecchia amica di famiglia di Christian, che di mestiere fa la preside di un liceo delle scienze umane di Roma, riusciamo ad inserirci in delle classi per insegnare la lingua e la letteratura italiana.

Siamo sul letto e mi accarezza dolcemente la nuca.
Il suo profumo sarà sempre il mio preferito e mi basterà sempre il contatto con la sua pelle per star bene.

-"Quanto ti amo, Sam. Te lo urlerei ogni volte che ti guardo."-

Arrossisco. -"Ti amo anch' io."-
-"Vorrei fare qualcosa di più con te."- Dice.
-"Del tipo?"-
-"Del tipo che adesso abbiamo tutto, addirittura il lavoro dei nostri sogni e abbiamo due domestiche, una cuoca, tutto il tempo che vogliamo."-

-"E..?"-
-"Sam, conviviamo da due anni."-
-"Christian, ho capito, ma non ho capito dove vuoi arrivare."-
-"Niente. Te lo dico stasera."- Mi dice accarezzandomi il viso con i polpastrelli delle sue dita.
Quando ci alziamo dal letto, sono le 07:00 e dobbiamo prepararci per andare al lavoro.

Christian fa colazione e nel frattempo io vado a fare la doccia, poi la fa lui ed io vado a fare colazione.

Alle 07:30 usciamo di casa e andiamo a lavoro.

La scuola dove noi insegniamo dista, più o meno, una ventina di minuti da casa.

-"Sono così stanco."- dice, facendo uno sbadiglio, ed io rido.

-"Cosa c'è?"- mi chiede, vedendomi sorridere.

-"Niente, è solo che non hai per niente l' aria di un insegnante, se non fosse per la camicia, che ti da un' aria un po' più elegante."-

Mi guarda imbronciato. -"Perché, tu la hai?"-

-"Ehm, ma io non ho quei tatuaggi volgari che si vedono anche da sotto la camicia."-

-"Okay."- Taglia corto. E' bellissimo anche con il broncio.

Arrivati a scuola, le nostre strade si separano, perché andiamo in classi diverse.



A fine giornata, verso le 14:00 del pomeriggio, torniamo a casa.

-"Mi sei mancata tanto"- dice, con il suo solito tono gentile.

-"Anche tu, amore mio."-

-"Finalmente. Casa dolce casa!"- dico esausta, aprendo la porta.

Dopo aver fatto una doccia e pranzato, andiamo a sdraiarci un po' sul letto, ma non ci addormentiamo.

-"Voglio anticiparti qualcosa di questa sera."- Mi dice, prendendo un pacchetto regalo.

Sono curiosissima di sapere cosa ci sia all' interno.

-"Uh, è per me!!" dico con lo stesso tono di voce di un bambino che scarta il suo regalino a Natale.

-"Dai, scarta!"-

Scarto il regalo. E' un album fotografico, con una nostra foto sulla copertina e con la scritta "AD LIBITUM". Mi brillano già gli occhi.

Sfoglio ogni pagina vedendo ogni dettaglio di ogni foto, come fosse la prima volta.

In questo album ci sono le foto di cinque anni, dei nostri cinque anni. c'è la foto al  primo festino a casa di Kevin, la foto in discoteca, qualche foto della crociera in Grecia, una foto che scattai durante il coma di Christian, mentre stringevo la mia mano alla sua. Ci sono le foto mentre mangiamo la pizza, mentre mangiamo il gelato. Ci sono le foto al mare, le foto improvvise, le foto buffe, le foto in treno..

Adesso si, adesso sono una fontana. -"Amore mio.."- dico, singhiozzando. -"Grazie infinite, grazie di esistere. Questo gesto, per me, è valso più di qualsiasi altro regalo che avessi potuto ricevere. Ti amo così tanto."- Sprofondo tra le sue braccia e lui mi stringe forte a sé.

Vado a mettere il mio regalo nel comodino.

-"Amore, io vado a fare una doccia ed esco per fare un servizio."- mi informa Christian, dal bagno.

-"Va bene."- dico, ma non appena chiude la porta, mi pento di non avergli chiesto cosa dovesse fare.

Quando Christian esce di casa, vado a fare una doccia e poi telefono Noha.

-"Pronto?!"- Risponde al telefono.
-"Amica, sono Sam."-
-"Hey!! Come va?"-
-"Bene. È da molto che non ci sentiamo, eh?!"- Dico, ironicamente, dato che la sento ogni giorno.
-"Che stai facendo?"- mi chiede.
-"Niente, aspetto Christian che torna. Ha detto che una sorpresa per me, stasera."-
-"Wow.. chissà cos'è!"- Dice e si ferma un attimo, come per pensare, poi riprende a parlare. -"E se volesse chiederti di sposarlo?"-
-"Ehm.. beh.. non ci avevo pensato."-
-"Sam, scusa, mi sta chiamando mia madre, devo proprio andare."-
-"Va bene. Ciao, Noha."-
-"Ciao, Sam."-

Vado a fare una doccia e quando finisco di asciugarmi, Christian mi invia tre messaggi, in cui c'è scritto di vestirmi bene per questa sera, perché sarà una serata speciale.
Decido di mettere un abito nero di seta e corto fino le ginocchia, con un paio di tacchi neri lucidi.
Sto mettendo gli orecchini, quando sento qualcuno bussare la porta e una delle domestiche, Carol, va ad aprire.
-"Amore?!"- mi chiama, Christian, dalle scale.
-"Amore, eccomi!'- vado a salutarlo.
-"Sei uno spettacolo!"- Dice, facendomi girare su me stessa, per guardarmi meglio.
-"Grazie!"- mi limito a rispondere, con un sorriso quasi imbarazzato.

-"Aspettami un attimo qui!"- Dice, facendomi sedere sul divano.
Quando torna è ancora più bello di un attimo fa.
È vestito in giacca e cravatta ed è elegantissimo.

-"Sam, ti chiedo un' ultima cosa. Dammi dieci minuti.
Ho dimenticato di comprare lo spumante ed ho intenzione di aprire più di una bottiglia, stasera."-
Dice, facendomi un sorriso quasi malizioso.

-"Va bene, allora ti aspetto."-
-"Si, vengo subito, ti amo, amore mio."- dice, dandomi un bacio veloce ed apre la porta per uscire.
Non appena richiude la porta, l' istinto mi dice di riaprirla. Corro da lui. -"Christian!"- urlo.
-"Amore, dimmi!"-
-"Sta' attento con la moto, è buio. Non correre."-
-"Tranquilla!!"- Dice, e mi sento un pò più sicura.

Quando torno in casa, vado a risedermi sul divano e guardo impazientemente l' orologio.
Dopo dieci minuti precisi, esco fuori il cortile, come se il suo arrivo potesse essere anticipato.
Guardo sempre il confine della strada, ma non vedo mai la sua moto, così decido di attraversare, per avere una visuale migliore.

Sento soltanto un dolore atroce, sento di avere dei tagli e le mie gambe sanguinano. Non riesco a muovermi e piano piano non sento più nulla.

Quindici minuti dopo, il mio Christian non è ancora tornato. Fuori comincia a far freddo, quindi entro di nuovo in casa.
Le domestiche, questa sera, finiranno il loro turno più tardi, dopo la raccomandazione che Christian ha fatto loro, data la cena speciale.
Faccio uno squillo a Christian, che fino ad ora non ho fatto, per evitargli distrazioni.
Passano minuti, minuti e minuti.. gli telefono e non mi risponde. Ho paura. Dopo l' incidente che ebbe, ogni suo ritardo, anche minimo, mi preoccupa.
Adesso il cuore mi sta esplodendo, sono passate due ore e lui non è ancora tornato.

Mi ritrovo in mezzo tanta gente. Tutti hanno il viso rigato di lacrime, io mi sento frastornata, sono qui, m vorrei sparire.
-"Sam, mi dispiace tantissimo."- Dice, avvicinandosi, Micheal.
Tutti i ragazzi sono qui e siamo sui gradini di del cimitero. Sono tutti raggruppati in cerchio, intorno a me.
-"Mio fratello è andato via, se n'è andato anche lui."- dice, con il sangue agli occhi, Landon e sferra un pugno nel muro di marmo.
Cala il silenzio. Noha non si è staccata un secondo da me, restando incollata a me costantemente.

Mi alzo, senza dire una parola e scrollandomi Noha di dosso.
Ho gli sforzi di vomito e non vorrei dare spettacolo.

Mi sento male, non mi sono mai sentita così in tutta la mia vita. Non ci sono parole per descrivere ciò cje sto provando in questo momento.
Christian.. Christian è l' amore della mia vita. Christian quella sera voleva chiedermi di sposarlo. Christian quella sera aveva un anello in tasca ed ha corso per non farmi aspettare.. Christian mi amava come nessun uomo sa amare.
Christian è andato via.
Siamo così giovani e lui mi è stato strappato dalle braccia. Ma cos' ho fatto di male?

Il mio organismo non trattiene più. Vomito.
Mi alzo senza curarmi di chi mi sta intorno e mi allontano da tutti, ma Noha viene con me.
-"Sam, andiamo a casa, forza!"- dice, con tono autoritario.
-"Resto qua. Io sono morta con lui, quella sera."-
-"Sam, smettila. Non c'è più nessuno, dobbiamo andar via."-
-"Vattene tu."- Le urlo, guardandola come se stessi per aggredirla.
I ragazzi, sentendoci urlare, si avvicinano.
-"Sam, vieni con noi, ti riportiamo a casa, resteremo con te e verremo a trovare Christian ogni volta vhe vorrai."- mi dice, in tono severo, Jake.
-"Non vado da nessuna parte, io resto qua."-
Kevin e Landon mi prendono in braccio e mi trasportano, un pò uno, un pò l' altro, fin dentro l' auto.

Quando mi sveglio sono nel mio letto, spero tanto che sia stato tutto un incubo e spero in questo, fino a quando vedo tutti i fiori che hanno portato al mio amore.
Vomito ancora e quasi non reggo in piedi.
-"Sam, va tutto bene?"- chiede, Noha, da fuori la porta. Non le rispondo.
Quando esco dal bagno non la guardo neanche e vado di nuovo in camera mia.
Mi metto sul letto e passano le ore.
I ragazzi vengono a chiamarmi per ogni pasto e mi portano e le domestiche mi portano anche il vassoio fino in camera, ma non mangio.. Ormai sono due giorni che non mangio niente.

Qualcuno apre la porta senza bussare. Noha.
Si piazza davanti il mio letto. -"Adesso mi sono stancata. Devi mangiare, devi parlare. Dacci segni di vita, Sam."

-"Vattene."- Dico, con la voce incrinata.
Mi guarda.
-"Vattene, Noha, davvero."- ribadisco.
-"Non ti lascio sola."-
-"Voglio restare sola."-
-"Impazzisci. Già sei impazzita, ma rischieresti di arrivare a qualcosa di più grave. Torna con noi in America."-
-"Voglio restare qui. Christian è qui."-
-"Sam, smettila!! devi smetterla. Adesso lo dico io che devi smetterla."- urla, spazientita.

-"Christian è morto, non c'è più. Hai venticinque anni, non sei neanche sposata. Cosa devono fare le persone che perdono il proprio partner dopo aver vissuto una vita intera, insieme? eh?"-

-"Tu sei seria? Io e Christian conviviamo da due anni e sono cinque anni che stiamo insieme.. Tutti i giorni insieme, per ventiquattro ore. Laureati insieme, viaggiato insieme, vissuto insieme, lavorato insieme.
Mi prendi in giro per caso?"- Il mio viso è rigato di lacrime ed ho il sangue agli occhi.
-"Sparisci."- Urlo.

Apre la porta e va via dalla mia camera.

Passa una settimana ed ormai la mia vita è una routine.
Ho sentito mia madre due giorni dopo del decesso di Christian ed ho litigato anche con lei.
I ragazzi, sono tornati in America, ieri sera e, nonostante il brusco modo in cui li abbia trattati, mi hanno assicurato di esserci sempre. Anche  Noha.
Non l' ho neanche salutata, ma alla fine mi ha detto che lei ci sarà sempre per me.

Non vado al cimitero da Christian, dalla prima ed unica volta in cui ci sono andata.
Vomito spesso, ma non mi interessa nulla della mia salute. A volte ho dei dolori alla pancia, anche molto forti, ma credo sia a causa dell' alimentazione.


Lo guardo allibita. Non dico una parola. Pago la visita e scappo via.

Torno nella mia grande casa, la mia dimora e mi metto sul letto.
Sono incinta. Non posso crederci. E come farò?
Come crescerò da sola questo bambino? ma perché tutto a me capita? Sono disperata.

È un mese che, ormai, non sento mia madre ed ho bisogno di sentirla. Solo lei può aiutarmi.

Prendo il cellulare dalla borsa e le telefono.
-"Pronto, Sam?"- La voce piena di gioia di mia madre.
-"Mamma, ciao."-
-"Tesoro mio, come stai? Ma che fine hai fatto? Per un mese mi hai fatta morire."-
-"Mamma, tranquilla, va tutto bene. Devo dirti una cosa, però."-
-"Cosa?"- Dice, con voce preoccupata.
-"Mamma, sono incinta."-
-"Cosa? Cosa stai dicendo, Sam?"- Scoppia a piangere ed anche io non trattengo le lacrime.
-"Aiutami, mamma."-
-"Devi tornare in America, Sam. Devi tornare qui da noi."-
-"Non lo so, mamma.. Non lo so."-

La conversazione con mia madre finisce bene, ma non sono decisa a voler lasciare l' Italia. Voglio restare qui.

Vado a fare una doccia, dato che ormai la faccio tipo due volte a settimana, quasi e non faccio che restare nel letto.
Mi guardo, dopo un mese, allo specchio e la mia espressione è peggiorata tantissimo.
Sono scheletrica, anche essendo incinta.

Quando torno in camera nostra, apro l' armadio per cercare una tuta, dato che vorrei andare a fare una corsetta per scaricare un pò di tensione.

Nell' armadio ci sono tutti i vestiti di Christian e li sfioro dolcemente con i polpastrelli delle mie dita.
Prendo una sua t-shirt e la avvicino al naso per sentirne il suo profumo. Questo è il profumo del mio amore, il profumo di casa mia.
Mi stendo sul letto con la sua maglia e mi addormento.
Per la prima volta, dopo un mese, sono riuscita a dormire per cinque ore.

Quando mi sveglio sono le 14:00 del pomeriggio e quasi non capisco il motivo dell' essermi addormentata in questo modo.
Alla fine, decidi di indossare quella maglietta e metto dei pantaloni corti, con delle scarpette da ginnastica.

Prima di uscire di casa, indosso un paio di cuffie con il volume della musica alzato al massimo.

Percorro per tre volte il giro dell' isolato e poi arrivo in un parchetto, non molto distante dalla mia casa.
Mi fermo a fare un pò ti stretching e poi mi siedo su una panchina, sono sudata.

Quando torno a casa, vado a fare una doccia e quando finisco, esco dal bagno in accappatoio.
Do, improvvisamente un urlo pazzesco.
Vedo la sagoma di Christian sul divano, ma dopo un pò scompare.
Il mio cuore batte all' impazzata. Sto perdendo la testa.

Vado a mettere il pigiama e preparo la pasta al formaggio, l' unico cibo che riesco ad ingerire.
Mentre sono vicino i fornelli, mi passa un' ombra davanti agli occhi ed ho un brivido.
-"Christian, so che sei qui."-

Mangio e torno di nuovo a letto.

Mi sono successe due cose stranissime oggi, cose che, solo a pensarci, danno i brividi.
Mentre ci penso, sento una mano che accarezza delicatamente il mio viso. Non mi fa paura, ma vorrei piangere. Il mio cuore batte fortissimo e quel tocco morbido lo conosco. È lui.
Io lo so che lui è qui.
-"Christian, io credo in te, ma non andartene mai."-

Non sono mai stata così credente, anche nei confronti dell' aldilà, ma da quando Christian è andato via, non faccio che pregare ogni sera.

-"Amore mio, ti prego, so che non sono pazza, ma fatti vedere, fatti sentire di più."- Dico e le lacrime tornano sul mio viso.

Il pianoforte suona da solo, dall' altra camera ed io mi alzo pian piano dal letto, per andare a vedere.
Ma, all' improvviso non suona più.

Telefono mia madre e le racconto tutto.
-"Sam, se non vieni qui, saremo costretti a venirti a prendere. Mi stai raccontando delle assurdità."-

Sono di nuovo arrabbiatissima e forse sono tornata peggio di prima.

-"Vattene via dalla mia vita, andatevene tutti."- riattacco la chiamata.

Passa un giorno e durante tutta la giornata non faccio che sentire la sua presenza. Sento il suo tocco, i suoi respiri, il suo profumo. Io lo sento.

È sera e sono completamente sola.
Mia madre, dopo quella telefonata, non l' ho più sentita. Noha, beh, non ho voglia di chiamarla.

Vado a stendermi nel letto e mi addormento.

Passano tre ore e, come ogni notte, mi sveglio. Sono le 03:00 del mattino.
Prendo il cellulare e ci sono centinaia di chiamate perse da mia madre. Mi scende il cuore in gola. Mia madre non mi avrebbe mai telefonata, dopo una rispostaccia del genere. Non lo ha fatto neanche durante il mese in cui non mi sono fatta sentire.
Deve essere successo qualcosa di grave.

Telefono e ritelefono, ma non ottengo nessuna risposta.
Mi alzo dal letto e vado a fare una tazza di caffè, portando con me il cellulare ed aspettando una chiamata.

mezz' ora dopo, le mie pupille sono dilatate. Squilla il cellulare e subito risposto.
Ma una voce mi fa gelare il sangue che scorre nelle vene.
È un agente di polizia. La mia famiglia è deceduta in un incidente stradale. -"Erano in quattro."-
Papà, mamma, Leo e Giulia.

Mi viene una crisi: batto la testa contro il muro, mi graffio il viso, do pugni ovunque.
-"La mia famiglia… la mia famiglia no.."- Urlo, come non ho mai urlato in vita mia. Spacco tutto ciò che è intorno a me, spacco il televisore.

Un' ora dopo, qualcuno apre forzatamente la porta.
È la mia vecchia comitiva e c'è anche Noha.

Landon e Jake mi prendono per i polsi, mentre Kevin e Micheal mi tengono le gambe. Mi portano in macchina senza dire una parola, mentre Noha si occupa di chiudere la porta a chiave.

Non finisco di piangere, urlare e graffiarmi il viso.
Jake mi da uno schiaffo fortissimo e mi esce il sangue dal naso. Ho perso i sensi, per un attimo, ma non sono svenuta.
Mi addormento in macchina e per tutto il viaggio.
In aereo mi danno un calmante e quando arriviamo in America, mi portano a casa di Landon e Noha, che anche loro convivono da qualche mese.

Si occupano loro di tutto, anche dei funerali.
Io resto a letto per tutta la gravidanza e tutti loro si prendono cura di me. Landon e Noha, maggiormente.

Sono al nono mese di gravidanza, e in questi dieci mesi non ho sorriso neanche una volta, sono una vegetale.
Noha mi cucina, ma vengo nutrita con cibi diversi da quelli degli altri, dato che non ingerisco quasi nulla.
I ragazzi, ogni giorno, si dividono le ore per stare al mio fianco e cercare di farmi parlare.
Per sei mesi non ho aperto bocca, non ho parlato.
Durante il settimo mese ho ripreso a parlare ed ora, quando ne ho voglia riesco a fare anche dei discorsi.
Le mie giornate le trascorro nel letto, ma un' ora al giorno, Landon e Noha, mi portano al parco per camminare un pò.

Arriva il grande giorno: il parto.
Landon e Noha mi portano in clinica e dopo un pò ci raggiungono tutti i ragazzi.
Sono tutti in sala d' attesa.
Il mio parto sarà Cesareo, per consiglio dei dottori, dato che non sopporterei nessun' altra frustrazione.

Apro gli occhi e mi sento frastornata, ma c'è qualcosa che, dopo nove mesi, mi fa, finalmente respirare e mi fa spuntare un sorriso a trentadue denti: il pianto del mio bambino.
È identico a Christian: ha un nasino perfetto, gli occhi blu e i capelli biondi. È uno spettacolo, proprio come lo era lui.

-"Ti chiamerò Aleksandr."- gli dico, mentre lo cullo tra le mie braccia..

Quando esco dall' ospedale, sono una persona completamente diversa.
Torno a casa Landon e Noha e mi trattengo lì per altri tre mesi, ma poi, guardando le foto con Christian, nel nostro album.
Decido che deve cambiare tutto, devo cambiare tutto.

A tavola, durante la cena, il mio piccolo è nel passeggino a dormire ed io approfitto per parlare a Noha e Landon di questa mia decisione.
-"Non aspettavamo altro che questo, amica nostra: la tua ripresa."- dice, con felicità Noha.

-"È stata una situazione difficile, Sam e devi sapere che noi per te ci saremo sempre, che potrai chiamarci ogni volta che vorrai."- dice, Landon.

Dopo due giorni, tutti i ragazzi e Noha, accompagnano me ed il piccolo Alex all' aeroporto.

Ci ritroviamo, io ed il mio piccolo, fuori la nostra grande casa.
Quando apro la porta, ho un brivido.
È tutto distrutto, tutto buio, cupo..
-"Amore mio, renderemo questo posto più magico di prima. Te lo prometto."-

Entriamo in casa e metto Alex nel suo passeggino.

In una giornata intera, riesco a far diventare quella casa come nuova.
La vernice è ancora perfetta, dopotutto è passato un anno, anche se c' era polvere a non finire.
Ho aperto tutte le finestre ed ho messo foto di Christian e me, perchè lui vivrà sempre nel mio cuore e nella mia vita, non ci sarà mai più nessun altro uomo.
Metto anche le foto di Alex ovunque, che è la mia nuova ragione di vita e da oggi in poi, mi occuperò soltanto di lui. Curerò la mia salute per il suo bene e mi vorrò bene.

Finalmente la nostra casa brilla come un diamante.
Sono le 20:00, si è fatto tardi.
Vado a lavare il mio piccolo e poi gli do il latte.

Vado a fare la doccia e allo specchio noto quanto sia potuta cambiare durante questo anno e a quanto sia stata difficile.

Vado nella mia stanza e prendo Alex dal passeggino per metterlo nel letto al mio fianco.

Abbraccio lui e mentre sto per addormentarmi, una mano mi accarezza dolcemente la nuca. Ho le farfalle nello stomaco.

-"Amore mio, sei ancora qui.. non sono mai stata pazza, tu ci sei sempre stato."- dico, piangendo di gioia.
Il calore di quella mano mi fa star bene, mi rende tranquilla e con questo bambino tra le mie braccia mi sento la persona più felice del mondo.

Mi addormento e quando mi sveglio, vado a fare una doccia, dopodiché mi occupo di Alex.

Restiamo tutto il pomeriggio in casa e resto a giocare con lui.

Alex si addormenta ed io approfitto per cercare qualche medium su internet, che possa aiutarmi a comunicare con il mio amore.
Ecco, ho trovato il numero.

-"Pronto?"- Risponde una voce femminile.
-"Pronto, buonasera, sono Samantha Miller e vorrei prenotare una seduta/ un incontro con lei, è possibile?"-
-"Si, certo. Dove abita?"-

Comincia a chiedere informazioni e domani sarà qui.

Vado a dormire con la speranza di poter sentire Christian.. mi manca troppo.

Quando mi sveglio, non vedo l' ora che arrivino le 17:00, cioè l' orario dell' appuntamento con la medium.

La giornata passa molto lentamente, ma Alex mi fa anche da passatempo e devo dire che è anche il mio preferito.
Finalmente bussano alla porta. È la medium.
Dopo una serie di riti "magici", riusciamo ad entrare in contatto con Christian, attraverso una tavola chiamata "Ouija", cioè una tavoletta di legno, con tutte le lettere dell' alfabeto ed i numeri da 0 a 9.
Per assicurarci che sia realmente lui, la medium mi chiede di fare varie domande le cui risposte dobbiamo saperle soltanto io e Christian.
Una volta accertata la sua reale presenza, inizio a comunicare con lui e durante questa seduta mi emoziono più volte.

Christian mi ha detto che mi ama e mi ha detto di non preoccuparmi che lui tornerà da me.
Dopo vari giorni, dopo quell' incontro, continuo a sentire la sua presenza, così, decido di prendere un foglio e creare una tavola per parlare con i defunti.
La tavola mi riesce e resto a parlare ore ed ore con Christian.
Ad un certo punto mi dice che per farlo tornare devo andare in chiesa, vestita da sposa, ma prima devo andare a ritirare le fedi dall' orafo, che lui dovevo ritirare quella sera.

-"Mi crederanno pazza, Christian."-
-"Vai a nome mio, Sam, ti prego.. prima che non ci sia più tempo. Prendi i soldi che sono nascosti dietro il quadro, già sai."-
-"Vado subito."-

I soldi ci sono davvero, la cifra corrisponde a quella che mi ha riferito Christian, attraverso la tavola.
Metto Alex nel passeggino, prendo i soldi ed esco di casa.
Vado in gioielleria e do la copia dell' assegno, scusandomi per tutto il tempo che ho fatto passare.
Mi vengono consegnati due fedi in oro bianco, con all' interno incise le nostre iniziali e la nostra data di fidanzamento.

Vado a comprare un vestito da sposa, con io resto dei soldi e posso spendere fino a 2000€, così compro un abito bellissimo.

Vado in chiesa, vestita da sposa e la gente mi guarda sbigottita.
Metto il passeggino di Alex vicino l' altare ed io mantengo entrambi gli anelli.
Prendo posto sull' altare, ma, improvvisamente viene il prete. -"Signora, ma cosa sta facendo?"-
-"Devo sposarmi."-
-"Signora, per favore, siamo nella casa di Dio, Carnevale è passato da un bel pò."-
-"Dobbiamo sposarci."- dice, una voce proveniente dalle mie spalle. La sua voce calda.
-"Christian!!"- Mi giro di scatto, è infondo alla chiesa.
Corro tra le sue braccia e lui è lì, in carne ed ossa.
-"Amore mio, io sono qui e non ci lasceremo mai più, ma dobbiamo sbrigarci. Sono venuto qui per sposarti, ma il mio tempo non è infinito."-

-"Voi siete pazzi, uscite subito di qui!"- Ci urla contro, il prete.

-"Allora, Sam, adesso ci sposeremo come si sono sposati Renzo e Lucia. Ripeti insieme a me: <<Samantha Miller, accolgo te come mia sposa.>>
Ripeto la formula, riferendomi, ovviamente a lui.
<<Christian Hall, accolgo te, come mio sposo.>>

E mentre stiamo per darci un bacio, apro gli occhi.
Sono stesa su un lettino d' ospedale ed ho tutti intorno che mi fissano.
I miei genitori..
Christian..
Giulia..
Leo..
Poi ci sono tutti i ragazzi..
Sono tutti i qui..
Ma dove sono? in paradiso? sono morta?

Sono tutti qui. Mi sorridono a trentadue denti e mia madre quasi sviene.

-"Amore mio, finalmente sei sveglia.."- Mia madre mi abbraccia e mi viene da piangere quando risento il calore dei miei genitori.
Ormai non so più qual è la realtà.

Quando mi riprendo da quel frastuono, i miei genitori mi spiegano che io, per ben due anni sono stata in coma e Christian mi ha aspettata per tutto questo tempo, restando al mio fianco e non scoraggiandosi mai.
I medici dicono che il mio caso sia stato un miracolo, perché un incidente mi portò in fin di vita.
È stato l' incidente di quella sera e nel coma io ho vissuto la morte di Christian e di tutta la mia famiglia, mentre nella realtà erano loro a vivere la mia morte cerebrale.

Dopo un mese e molti esercizi sia fisici, sia psicologici e molte terapie, riesco a riprendermi alla grande. Dopo due mesi torno a casa e Christian mi fa una sorpresa meravigliosa.
-"Quanto ti amo, amore mio.. sono morto con te per due anni."-
-"Lo so"- Dico.
Ed ogni sera gli racconto un pezzo di tutto ciò che ho vissuto e dai miei racconti sono tutti scioccati, perché mentre pensavano stessi dormendo io stavo vivendo proprio in un' altra dimensione, avendo addirittura un bambino.

Dopo tre mesi, Christian mi regala un anello bellissimo, in oro bianco, con le nostre iniziali all' interno e la nostra data. Ci sposiamo.
Un mese dopo il matrimonio io sono incinta e mi sento la donna più fortunata del mondo, quando, durante la mia gravidanza, ho l' amore della mia vita al mio fianco e l' amore della mia famiglia, l' appoggio dei miei amici.

Dopo nove mesi, arriva il mio giorno.
Partorisco, con il parto Cesareo.

Quando mi sveglio dall' anestesia totale, vedo Christian, con un bambino tra le sue braccia ed uno spettacolo così bello, non l' avevo mai visto prima d' ora in vita mia. Mio marito e mio figlio, qui.. La mia famiglia.
Nostro figlio è identico a quello che ho visto nel coma: stessi occhi, stessi capelli, stesso nasino. È lui.
-"Come lo chiamiamo?"- Dice, sfoderando il suo sorriso migliore.
-"Aleksandr."- dico, decisa, con le lacrime agli occhi.
Mi da un bacio sulle labbra, sorridendomi.
-"Ti amo, amore della mia vita."-
-"Ti amo anch'io, amore della mia vita."-

Adesso siamo al completo.

Adesso abbiamo raggiunto la felicità.

Oltre.Where stories live. Discover now