Rimpianti

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•26 giugno 2016•

M'illumino
D'immenso

Proprio come la mia città di notte. La sua bellezza è rinomata in tutto il mondo, ma poche persone (relativamente) hanno avuto il privilegio di ammirare dal vivo la città che non dorme mai. Ancora meno sono le persone che possono farlo ogni giorno (sempre relativamente), e io sono una di queste.

 Mi chiamo Alison Lawrence e in questo momento non vorrei essere nient'altro che me.

Se non fossi Alison Lawrence non sarei qui ad ammirare New York dalľ alto facendo la cosa che mi riesce meglio: mangiare.

Se non fossi Alison Lawrence non avrei al mio fianco una delle persone che amo più al mondo: Alexander Twaker, la persona che ne ha dovute superare non poche per conquistare il mio amore, ma alla fine ce ľ ha fatta.

 Lui non è il classico bad boy che ha la fila di ragazze dietro, che non sa fare altro che lo stronzo e che dopo una scopatina ti lascia da parte come tutte le altre illuse arrivate prima di te.

 Alex è davvero bello, sia esteriormente che interiormente: mai una litigata con altri ragazzi, mai illuso una ragazza che non amava, lui si fida delle persone, e secondo la sua filosofia, le persone proprio per questo dovrebbero fidarsi di lui. Che comportamento da ingenuo. Ma è per questo che mi piace.

Lui con i suoi capelli scuri, corti ma non troppo, il suo fisico da cestista e i suoi profondi occhi neri come il petrolio in cui puoi vedere il tuo riflesso, sa trattare le persone come se fossero fragili fiori che non vanno spezzati, indipendentemente dalla tipologia della persona: è sempre stato gentile anche con chi non lo è stato con lui. Un ragazzo ď oro.

Io sono molto diversa da lui, in ogni aspetto. Ora però mi soffermerò solo su alcuni punti del mio ego. Io al contrario di Alex sono stronza, forse anche con chi non dovrei esserlo, ma non troppo da risultare maleducata.

Ho molti amici, a cui voglio bene ma che ho paura di perdere.

Ho gli occhi di un verde acceso, come il prato in una giornata di sole, e i capelli castani, con qualche riflesso dorato. Niente di che.

"Ehi piccola" sento sussurrare alľ orecchio. "È molto tardi. Sei sicura che i tuoi genitori non si preoccuperanno? Sono quasi le due."

Non ho la minima voglia di tornare a casa. Essendo le due il coprifuoco è già scattato, ma poco m'importa. Se non fosse per Alex che da bravo e responsabile compagno mi sta costringendo ad alzarmi e ad incamminarmi verso la sua Station Wagon, sarei rimasta qui finchè il cielo davanti a me, ora trapuntato di stelle, non fosse diventato completamente azzurro.

 Ma purtroppo "Le regole sono regole", come mi rammenta sempre il mio caro fidanzato.

Così acconsento e una volta a casa mi addormento senza neanche rendermene conto.

 ~~~

Se avessi saputo. Se solo io avessi saputo. Se. Non sarei tornata a casa. Sarei restata lì ancora a lungo, fino ad addormentarmi, fregandomene di ogni conseguenza. Ľ avrei evitato.

E invece ora sono qui, a piangere sul latte versato, ma non posso fare altrimenti. Piangere non basta. Non c'è parola per descrivere ciò che provo.

 Il mio cuore è stato lacerato nel momento stesso in cui un maledetto ubriaco ha deciso di mettersi alla guida di una maledetta auto, e di provocare un incidente alla persona che meno se lo meritava di questa terra.

La telefonata è arrivata stamattina, alle 8, mentre facevo colazione. Non c'è stato niente da fare, il Signore si è portato via ľunica persona che io sentissi veramente come parte di me. Ma Alexander non lo è più, da ieri notte.

Cosa ho fatto per meritarmelo? Cos' ha fatto lui per meritarselo?

Non penso di potercela fare. La vita e la verità mi sono crollate addosso, e io non ce la faccio a reggere il loro peso.

***

{Spazio autrice}
Eeei♡ Questa è la mia prima storia. Spero di avervi incuriosito con questo inizio... ci vediamo fra un po' con il secondo capitolo. Spero che mi supportiate col vostro affetto.

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