Alla quarta ora di sabato pomeriggio finalmente sento la campana suonare e mi affretto a prendere le mie cose e dirigermi verso la porta di uscita. Questa settimana è stata molto pesante. Ho avuto 3 compiti in classe che non penso siano andati molto bene, alcuni bisticci coi miei genitori e una marea di pagine da studiare. Soliti problemi da liceale insomma, o almeno così sembra. Alla fermata dell' autobus tengo gli auricolari nelle orecchie,come sempre , senza quasi accorgermi di tutto ciò che succede intorno a me. Quando vedo l'autobus avvicinarsi per aprire le porte sento una mano sulla spalla e mi volto per capire chi sia. Vedo la mia migliore amica, Lucrezia ,che mi parla ma non capisco ciò che mi dice a causa della musica. Tolgo un auricolare e sento lei parlarmi di una ragazza che ha incontrato nel bagno della scuola a cui dobbiamo dare dei soldi. Non capendo di cosa stesse parlando le chiedo: "ricomincia da capo non ti stavo ascoltando". Lei con un espressione scocciata riprende a spiegarmi : " Oggi ho incontrato una ragazza nel bagno del 2 piano con un mucchio di piercings che dice di essersi fatta da sola. Mi ha detto che è disposta a farcene uno se le diamo 10 euro a testa".
Io per qualche secondo sono felice per la notizia visto che è da mesi che cerchiamo qualcuno che ci faccia un maledetto buco senza il consenso dei nostri genitori ma decido di non darle corda e le chiedo : " ma almeno sai il nome di sta tizia?" . Lei con aria molto fiera tira fuori dalla tasca un bigliettino con un numero telefonico e aggiunge : " mi ha scritto qui il suo numero visto che ho il telefono scarico. Comunque si chiama Giorgia e visto la quantità di piercing che aveva direi che ci possiamo fidare." Non sapendo cosa fare sospiro e le dico: " non so Lu, ci devo pensare". Lei fa spallucce e dopo avermi salutata si gira e va verso un gruppetto di ragazze che penso siano le sue compagne di classe. Guardo il tempo che manca alla 73 e vedo che c'è scritto "12 minuti di attesa". Decido di andare a piedi. Non riesco a non pensare alla proposta che mi ha fatto Lucrezia. Il problema è che il mese finisce tra una quindicina di giorni e ho solo 10 euro e se li uso per il piercing non avrò più soldi per comprarmi le sigarette. Pensandoci decido di prenderne una e accenderla per scaldarmi un po'. Siamo ad aprile e non fa molto freddo ma preferisco non prendere il raffreddore se voglio fare il septum. Ma perché continuo a pensarci? Probabilmente perché ho visto che la nuova ragazza di Simone è piena di piercing e tatuaggi. Non riesco a credere che sia per lui, non può piacermi un ragazzo dalle elementari, è impossibile.
Arrivo a casa ed essendo sabato trovo sia mia mamma che mio padre in sala che apparecchiano la tavola. Mi limito ad un "ciao ragazzi sono tornata" e mi precipito in camera mia. Butto lo zaino per terra, metto via scarpe felpa e giubbotto e mi mangio una cicca per nascondere l'odore della sigaretta appena finita. Tanto ormai probabilmente avranno capito che fumo dato che nella mia compagnia non c'è nessuno che non fumi sigarette se non canne.
Durante il pranzo nessuno fiata e mi sembra strano visto che di solito mi riempiono di domande. Decido di rompere il ghiaccio e rivolgendomi ad entrambi chiedo " dov'è quello scansafatiche di Marco?" Mia madre subito mi risponde "non parlare così di tuo fratello, è a lavoro oggi ha fatto un turno extra visto che ci sono stati dei problemi al ristorante" non mi interesso nel chiedere cosa sia successo. Dopo due minuti non resisto alla tentazione e un po' preoccupata chiedo quasi sottovoce "ma è successo qualcosa che siete così silenziosi?" mia madre si ferma a guardarmi per 5 secondi che a me sembra però un tempo lunghissimo e senza mostrare alcuna emozione afferma " la preside ci ha convocati un'altra volta Nicole, cos'hai combinato ora? Non ti è bastata la sospensione di qualche mese fa per aver insultato quella tua compagna di classe?!" Al ricordo di quella discussione con la mia compagna sento già le lacrime scendere. Aveva insultato Lucrezia pensando che non l'avessi sentita, non potevo far finta di niente con le cose che ha detto. Ritorno a pensare a mia mamma e non sapendo cosa dirle le rispondo "non è colpa mia questa volta lo giuro. Un ragazzo ha lanciato sul tetto il telefono ad una ragazzina di prima e sono andata a recuperarlo. Conosco la mia scuola e so che salirci non è pericoloso."
Mia madre diventa rossa e urla : "non è mai colpa tua secondo te! Potevi benissimo lasciare che se la sbrigasse lei. La tua media dei voti non è la migliore e hai già parecchie note, cerca di crescere un po' e smettila di fare queste bambinate" non ci vedo più dalla rabbia e le parole escono dalla mia bocca senza che me ne accorga " solo perché sei un'egoista non vuol dire che io debba essere la tua esatta fotocopia. Ho visto una ragazza in difficoltà e ho deciso di aiutarla. E se tornassi indietro nel tempo rifarei la stessa cosa nonostante il caziatone che mi sono subita dopo." Mia madre risponde infuriata " come ti permetti di dire che sono un'egoista?! Ti ricordo che sono tua madre e merito rispetto. Io non mi fido più di te e tutte le stronzate che racconti. Torni a casa quando vuoi nonostante il coprifuoco, puzzi sempre di fumo, quando esci la sera a volte nemmeno ci avvisi se dormi da qualcun altro" prima che io possa rispondere mio padre si mette in mezzo dicendo " Cara manteniamo la calma perfavore. Ci eravamo promessi che per una volta avremmo avuto una conversazione civile senza urlarci addosso". Sento le lacrime scendere sulle mie guance, detesto piangere davanti a loro ma spesso mi capita quando sono molto arrabbiata. Mi rivolgo a mio papà " come si può avere una conversazione civile con una persona che neanche prova a capirmi e oltretutto non si fida minimamente di me. Comunque sia è inutile che tu dica così visto che sei sempre il primo ad alzare la voce anche per la minima cagata. Io non ne posso più vado di là" inizio a dirigermi verso la mia stanza e loro mi dicono di tornare indietro ma faccio finta di non sentirli. Chiudo a chiave la porta e mi butto sul letto. Riempio il cuscino di mascara e dopo mezz'ora prendo un libro, mi metto gli auricolari e inizio a leggere.
Passano alcune ore e sento la porta bussare, tolgo una cuffietta e mio padre fuori da camera mia dice: " nicole noi andiamo fuori per un po', torniamo verso le 21". Rispondo in modo freddo "okay ciao" e sento la serratura della porta chiudersi. Finalmente sono a casa da sola, decido di chiamare Lucrezia per raccontarle tutto, come al solito riesce a consolarmi benissimo, a volte penso che sia l'unica persona oltre a mio fratello a capirmi davvero.
Verso mezzanotte quando c'era silenzio tombale sento la porta di casa aprirsi. Decido di alzarmi a vedere chi sia e vedo Marco che si sta togliendo le scarpe. Corro verso di lui per abbracciarlo e mi dice " ehi piccola cos'è successo che sei così affettuosa" sento già le lacrime scendere e dico " indovina, quei due stronzi come al solito mi hanno fatta esasperare, non li sopporto più" lui sorride " lo so a volte sono pesanti, ma lo sai che se si comportano in modo così severo è per il tuo bene" tra un singhiozzo e l'altro mi accompagna in camera e mi da il bacio della buonanotte.
KAMU SEDANG MEMBACA
Starry night
ChickLitNicole, una ragazza di 16 con una vita che pare perfetta agli occhi di tutti ma che in realtà non la rende felice. A causa di un litigio con i suoi genitori molto severi decide una notte di scappare con solo uno zaino e il telefono con tutta la sua...
